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Trento

Oggi termina il Ramadan. Alcune considerazioni

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Oggi si celebra la fine del ramadan (il mese di digiuno dei mussulmani) e al PalaTrento, ma anche a Rovereto, Cles, Riva del Garda, Borgo Valsugana, Storo, Tione e Fornace a partire dalle 8,30 sarà festa grande.

Ma sarà anche un ulteriore conferma di come l’Islam sia ormai una religione parificata a quella cattolica e quello più grave è che nei fatti, è anche l’unica alla quale si consente di celebrare le proprie ricorrenze, come in un normale stato islamico.

Facciamo alcune considerazioni.

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Per un mese dall’alba al tramonto i musulmani non si lavano, non mangiano e non bevono, qualsiasi lavoro siano chiamati a fare.

Vogliamo pensare alla potenziale pericolosità di un camionista che guida dopo ore di digiuno?

Ma non solo. In questo mese persone che digiunano non sono certo al meglio sia della condizione fisica che mentale, ma tutto il mondo che li circonda si deve adattare.

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Oggi i musulmani non vanno a scuola, ma nemmeno al lavoro e nella migliore delle ipotesi faranno mezza giornata con la pretesa di essere pagati a pieno e ovviamente senza giorni di ferie scalati.

E i servizi che vengono temporaneamente sospesi o rallentati, causa festa religiosa?

Tutto dovuto ed a questo il datore di lavoro si deve adattare.

Ma se ai musulmani è concessa questa possibilità, perché altrettanto non si fa per gli Ortodossi negli anni nei quali la loro Pasqua non coincide con la nostra e per tutte le festività delle altre religioni praticate in questa Italia multietnica?

E’ facile che sia per un fatto semplice: i musulmani pretendono e ottengono, mentre gli altri chiedendo educatamente ottenendo un rifiuto e sentendosi dire spesso “ che non si possono osservare tutte le ricorrenze religiose”.

Giusto siamo in Italia che è ancora un paese cattolico e l’unica che ha dei diritti, sarebbe quella cattolica che è la religione di stato.

Non solo, ma viene anche consentito che il mussulmano interrompa ogni attività, per pregare più volte al giorno.

Ovviamente senza quelle restrizioni che tutti gli altri lavoratori hanno per la pausa caffè o per le soste durante le ore lavorative.

Ma non basta e per capire a che punto di sudditanza siamo arrivati dall’11 al 15 agosto sarà la festa del sacrificio, altra assenza dal lavoro e questa volta perché?

Per andare a macellare gli agnelli ai quali viene tagliata la gola da vivi e poi appesi per farli dissanguare senza nessuna regola sanitaria, uccisi spesso nei garage di casa o nei campi ed acquistati per la maggior parte in nero o direttamente dai pastori.

Bene se l’usanza dell’agnello pasquale è contestata anche con iniziative a carattere nazionale, quella musulmana è tollerata e nessuna associazione animalista ne chiede l’abolizione.

E qui abbiamo parlato solo del ramadan, della preghiera e della festa del sacrificio e non di tutti gli altri diritti che i musulmani si sono presi senza giustificazione.

In Italia la macellazione rituale è consentita dal 1980 (DM 11/06/1980 – PDF) e riguarda sia i riti islamici che ebraici ma non può essere eseguita in una pubblica piazza e deve seguire alcune ferree regole.

Regole che spesso non vengono seguite. Sono infatti numerose le denunce ogni anno in italia che riguardano la macellazione clandestina

 

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