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Trento

Il paradosso della Libia nel caos

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Un Paese che era ricco grazie al petrolio oggi vive un drammatico stallo nella totale assenza di istituzioni stabili.

Prima della caduta di Gheddafi la Libia ospitava 1,5 milioni di migranti economici su 5 milioni di abitanti.

Allo scoppio della rivoluzione parte di quei migranti sono tornati a casa.

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Gli altri che sono rimasti incastrati in un Paese in guerra civile hanno diritto a protezione internazionale.

«Contrapporre la retorica della vittima sui migranti alla retorica dell’invasione è un errore. Entrambe le visioni sono figlie di una banalizzazione».

Questo il messaggio lanciato da Francesca Mannocchi, giornalista de “l’Espresso” nel suo libro “Io Khaled vendo uomini e sono innocente” edito da Einaudi e presentato al recente festival dell’economia

Tra carnefice e vittima, la voce di un trafficante di uomini in un Paese nel caos.

«Tutte le persone che se ne vanno dalla Libia, fuggono dalla guerra. Khaled in questo libro ci impone di andare all’origine della questione: dobbiamo tornare a parlare del diritto delle persone di spostarsi. Non dobbiamo assecondare una retorica che ci impone che una persona affamata abbia diritto ad essere accolta e una sana no» ha sottolineato Mannocchi durante la presentazione del suo libro alla Biblioteca Comunale di Trento.

«Nel raccontare la Libia ho sentito come giornalista di aver fallito. Le storie dei centri di detenzione raccontate in questo libro sono tutte vere e le avevo raccontate tante volte in modo approfondito. Ma ad un certo punto nel dibattito pubblico si è iniziato a dare poco peso a questi dati, a queste informazioni. In questo momento così complicato la narrativa può aiutare il giornalismo a ricostruire la storia. Ho cercato di ridare dignità ad alcuni aspetti spariti dal dibattito, come la dittatura di Gheddafi».

«La Libia ha 5 milioni di abitanti, 20 milioni di armi» chiarisce Mannocchi.

«Ha la maggiore riserva petrolifera del continente africano. I libici potrebbero vivere su questa risorsa. È un Paese nel caos, ma è ricchissimo. In Libia convivono due mercati monetari: sulla carta il dinaro è una moneta forte, ma al mercato nero vale 1 a 11. Un pieno di benzina costa 3,5 dollari. Eppure ogni mattina si vedono code di persone per fare benzina con le taniche perché la benzina manca a causa delle compagnie petrolifere che tengono in ostaggio il mercato. Gli sbarchi hanno subito un tracollo e le partenze sono senz’altro diminuite. Ma le morti – quelle che conosciamo – in relazione alle partenze sono più che raddoppiate.»

«Crescono delegittimazione e linguaggio tossico contro le Ong e le agenzie delle Nazioni Uniti che hanno mandato governativo. Così abbiamo perso le basi, perché è tramite loro che si costruisce l’accoglienza. Nel preambolo della Convenzione di Ginevra del 1951 si invoca infatti una responsabilità collettiva nei confronti delle persone vulnerabili. Tutto si può riscrivere, ma partendo da una riflessione sul tipo di società che vogliamo costruire».

«In questo libro potente emergono storie vere. Tocca i dettagli della vita, della morte, la tragedia dell’annegamento dello stupro. Fondamentali di una vita non protetta.» ha commentato il sociologo Stefano Allievi.

«La Libia come è ora l’abbiamo inventata noi. Abbiamo destituito Gheddafi ma, come in un biliardo, abbiamo scatenato effetti collaterali, come l’aumento delle migrazioni. Abbiamo tolto ai migranti la destinazione dei loro spostamenti, perché la Libia era un Paese ricco. L’Europa perde ogni anno tre milioni di persone. Quanto costano davvero 600mila persone che arrivano? Il disastro attuale della Libia ci costa di più rispetto al “contenimento” dei migranti? Per mantenere stabile la popolazione l’Italia ha bisogno di 50 mila persone da qui al 2050, per mantenere stabile l’economia ne ha bisogno di 80 mila.»

«Nel 2050 in Italia per ogni lavoratore attivo ci sarà un pensionato. La questione centrale è il diritto a potersi muovere. Il mondo si sta polarizzando tra persone che vogliono e possono spostarsi e quelle che pur volendo non possono. Lo scorso anno le persone che sono uscite dall’Italia sono il doppio di quelle che sono entrate. La mobilità crescerà ancora ma in modo fortemente disuguale. Noi possiamo spostarci grazie alla libera circolazione, un diritto che dovremmo tenerci stretto e che ogni muro mina alla base. Certamente c’è bisogno di una regolamentazione. Ma sui richiedenti asilo c’è una forte retorica».

«Anche la popolazione tedesca ha un problema grave di bilanciamento. Se non accoglie 200mila migranti all’anno la sua crescita crollerà» ha aggiunto Tonia Mastrobuoni.

«I tedeschi sono stati efficienti nell’integrazione, nel dare ai migranti accoglienza, una casa e un lavoro. Ma cosa succede quando arrivano in Italia? I migranti sono in strada, sono risucchiati dalla criminalità».

«Abbiamo costruito noi la nostalgia del regime» aggiunge Mannocchi «Le milizie devono essere smilitarizzate, perché i piccoli gruppi che spadroneggiavano sono state reclutate per proteggere dando loro legittimazione politica. La protezione dai terroristi giustifica Haftar, che oggi controlla l’80% del petrolio. Fra Haftar e al-Sarraj è in atto una situazione di stallo difficile da risolvere. Questa situazione l’abbiamo creata noi attraverso le politiche emergenziali. Invece di pagare meno i trafficanti, li abbiamo legittimati sedendoci al tavolo con loro. E paghiamo molto di più con i nostri soldi per i centri di accoglienza rispetto a quanto paghiamo per l’accoglienza qui in Italia».

Sito: https://2019.festivaleconomia.eu/

Twitter: https://twitter.com/economicsfest

Facebook: https://www.facebook.com/festivaleconomiatrento/

Instagram: https://www.instagram.com/festivaleconomia/

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Trento

Scontro tra centauri a Lasino, due feriti

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Continuano gli incidenti motociclistici in Trentino. 

Oggi verso le 15.30 due moto si sono scontrate sulla strada che da Lasino porta alle Viote.

 Nello scontro ad avere la peggio è stato un centauro austriaco di 25 anni che è stato elitrasportato al pronto soccorso di santa Chiara in codice rosso.

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Ferito lieve invece il secondo motociclista.

Gravi ripercussioni sul traffico che è rimasto bloccato per molto tempo.

Ricordiamo che nell’ultimo mese in Trentino sono decedute nove persone per incidenti motociclistici.

Anche oggi il bollettino degli incidenti legati ai centauri fa segnare l’allarme rosso.

Si sono verificati infatti altri 5 incidenti in Trentino.

A Stramentizzo, poco dopo le 10.30 un giovane di 29 anni è caduto con la moto riportando delle fratture ed è stato ricoverato all’ospedale di Cavalese in codice rosso.

Ad Avio, dopo uno scontro con la moto, sono finiti all’ospedale di Rovereto due centauri.  Un 22 enne invece, poco prima delle 17.00, è caduto sui tornanti del lago di Cei ed è stato ricoverato in ospedale in codice rosso

Alle 18.00 nuovo incidente che ha visto coinvolto un centauro a San Martino di Castrozza. L’uomo, di 46 anni, è stato ricoverato in codice rosso all’ospedale.

Infine a Nago alle 19.30 un centauro è caduto ma ha rifiutato il trasporto in ospedale visto le lievi ferite riportate.

Numerosi in questa giornata anche i ricoveri che hanno riguardato incidenti con le biciclette.

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Trento

Approvata la variante PRG, centrodestra: «Il nostro è stato contributo decisivo, ma ci sono ancora molte criticità»

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Nella foto i consiglieri comunale di centrodestra

Si rischiava di andare alle «calende greche» per colpa dei quasi 800 emendamenti depositati dai consiglieri comunali del centro destra sulla variante del PRG.

Invece il maxi emendamento finale è stato approvato in tempi brevi raccogliendo circa 40 modifiche del piano.

Nel documento approvato sono stati inseriti degli interventi di ampio respiro per tutte le fasce di interesse.

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La battaglia condotta in aula, non ostruzionistica ma costruttiva, ha mostrato non solo l’elevata attenzione che il centro destra mostra da sempre per le istanze dei cittadini, ma anche l’esame attento dato alle modifiche urbanistiche proposte.

Infatti, come indicato anche dal Sindaco nell’intervento conclusivo, tutte le modifiche accolte sono state riconosciute come del tutto aderenti agli obiettivi indicati nella pianificazione vigente.

Alcuni esempi tra questi: l’inserimento nuovo bacino idrico sul Monte Bondone, la modifica di destinazione uso dell’immobile della CoFrut a Mattarello (cooperativa che conta 290 agricoltori), la possibilità per l’Università di estendere lo studentato nella zona di San Bartolomeo, l’introduzione sul lato nord del parco di Melta di un corridoio verde con la possibilità di realizzare nuova viabilità e posti auto ed una innovativa ipotesi di Co-Housing nel lato ovest del terreno.

Oltre a queste aree dove si prevede la possibilità di progettazione di ampio respiro, ve ne sono altrettante tra quelle approvate che contribuiranno a migliorare la visione urbanistica della città, anche sotto il punto di vista agricolo e paesaggistico, riconvertendo le zone collinari ad un uso più corretto.

Un altro punto che rafforza il lavoro eseguito in sintonia da tutto il centro destra porta alcune modifiche alle zone B (residenziali), consentendo la realizzazione di servizi al cittadino, come parcheggi in favore delle zone già edificate.

Ciò che non si è potuto vagliare in questa prima fase, e quindi inserire nel maxi emendamento, è stato scorporato in tre ordini del giorno di ampio respiro, comprendenti le oltre 600 richieste dei cittadini inevase degli ultimi 10 anni e più; questi verranno analizzati sia in forma amministrativa, sia nelle commissioni competenti, nei prossimi mesi.

«È nostra intenzione quindi mantenere alta l’attenzione per questa nuova valutazione, al fine di verificare la possibilità che più particelle possibili vengano inserite nella fase di seconda adozione, all’interno della variante» Spiegano i consiglieri di centrodestra

Il centro destra unito, Lega, Civica Trentina e Forza Italia esprimono soddisfazione per aver modificato in modo significativo la variante al piano regolatore del Comune di Trento.

«Il nostro contributo ha caricato di un valore positivo un piano inizialmente scarso di risposte alla volontà dei cittadini e su questo dal canto nostro permangono ancora delle forti critiche per la non sufficiente attenzione prestata alle istanze dei privati. Infatti, non vi è traccia di un piano sulla viabilità, né della semplificazione cartografica e della zonizzazione, nonché della promessa e tanto attesa sistemazione delle zone boschive ed agricole. Abbiamo ancora una volta dimostrato come il centro destra sia in grado di dimostrarsi non solo compatto, ma anche capace di creare azioni propositive nell’ottica del futuro governo della città di Trento» – Così Gianni Festini, Andrea Merler, Cristian Zanetti, Martina Loss, Antonio Coradello e Fabrizio Guastamacchia dopo l’approvazione del piano regolatore

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Trento

Vigolo Vattaro: rimangono due gli imputati dell’incidente del carro «Scooby Doo»

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Mattia Giacomelli 27enne dell’Altopiano della Vigolana che era alla guida del trattore che trainava il carro allegorico esce dal processo per l’incidente del carro Scooby Doo avvenuto il 25 febbraio 2017 a Vigolo Vattaro nel corso del carnevale. (qui articolo)

Il giovane alla guida del trattore ha infatti ottenuto la messa alla prova.

Restano due quindi gli imputati nel processo per lesioni colpose gravissime. 

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Daniele Corsini che è il legale rappresentante del Consorzio Turistico Vigolana, l’ente che ha chiesto l’autorizzazione al Comune per la manifestazione e Claudio Leonardelli il funzionario che ha redatto la relazione tecnica che aveva attestato che il carro rispettava le condizioni di sicurezza.

I due imputati hanno scelto di non chiedere riti alternativi, convinti nella loro assoluzione in giudizio

Secondo la procura di Trento le condotte degli imputati,  sommate all’errato calcolo sullo sforzo di vincolo, avrebbero portato all’incidente.

Come si ricorda erano le 18.30 del 25 febbraio 2017 quando un carro allegorico di ritorno dalla sfilata della Vigolana si era ribaltato sulla rotonda di Vigolo Vattaro che porta a Bosentino.

Il terribile incidente era avvenuto quando il carro stava girando sulla rotatoria quando e i cavi di acciaio che tenevano ancorata al rimorchio la struttura di legno si erano spezzati.

La costruzione è quindi scivolata indietro appoggiandosi dapprima sul rimorchio per poi ribaltarsi su un lato, sulla carreggiata.

Alcuni ragazzi erano finiti sull’asfalto, altri sul cofano di una macchina che passava in quel momento, altri ancora sono volati da tre metri di altezza.

Sul carro, dedicato al cartone animato «Scooby doo» erano presenti 26 ragazzi quasi tutti minorenni.

I feriti erano stati una decina con 40 giorni di prognosi.

Il più grave con 60 giorni di prognosi, e una ragazza in particolare aveva subito delle lesioni che poi si sono rivelate permanenti.

Ma poteva andare davvero peggio vista la dinamica dell’incidente.

Nel procedimento figurano come responsabili anche le compagnie di assicurazione del mezzo agricolo e dell’organizzazione, oltre al proprietario del rimorchio.

Nella scorsa udienza l’avvocato Claudio Tasin aveva depositato il programma che prevedeva un periodo di lavori socialmente utili.

La difesa ha inoltre versato alle due parti civili 29 mila euro.

La prossima udienza è fissata a febbraio (saranno sentiti solo i testi di pubblico ministero e parte civile). Non è escluso che in questi mesi le due parti possano trovare un accordo sul piano risarcitorio.

 

 

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