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Trento

La Lega asfalta ancora il Trentino. Ed ora?

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Abbiamo lasciato passare qualche giorno prima di fare una piccola analisi del voto delle europee e delle suppletive del 26 maggio 2019.

Nel frattempo sono passati il festival dell’economia, le certezze di alcuni Soloni dell’informazione, che in difetto di praticità e intelligenza politica continuano a fare quello che facevano prima, contribuendo così in modo determinante a far trionfare la lega, e la stabilizzazione del governo che comunque non è destinato a durare molto. 

Per Trento poco è cambiato, l’uragano Lega è passato nuovamente vincendo dovunque e facendo tabula rasa di qualsiasi avversario.

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Le opposizioni? il giorno dopo i Ghezzi i Rossi, i Dallapiccola e Company hanno ricominciato a fare quello che facevano prima; cioè il nulla.

Uno sta ancora chiedendosi come mai Salvini non è venuto a Trento per il festival dell’economia e ha capito tutto il tempo buttato nel creare striscioni da appendere alle finestre, l’altro invece cerca i copia ed incolla nelle vecchie mozioni illudendosi e sognando di essere ancora Governatore del Trentino.

Dallapiccola invece si sta ancora chiedendo come mai i leghisti stiano in mezzo alla gente e sentano le loro istanze.

Ma che «brutta» gente pensa l’ex assessore.

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Sono lontane le battaglie contro i Gender e la legge contro l’omofobia combattute dai Borga, Fugatti e Cia nella precedente legislatura.

Ammetto che mi mancheranno molto.

Ma questa è l’opposizione che il Trentino può permettersi adesso. Cioè il festival del Nulla.

E l’unico che ride è Maurizio Fugatti che è stato visto a cena dalle parti di Taio sereno e rilassato. Qualcuno l’ha pure visto ridere, e conoscendo la serietà del nostro governatore c’è da rimanere allibiti!  Ma questa opposizione riesce anche in questo. Amen quindi.

Ma torniamo all’analisi del voto.

Quello che avevamo preannunciato si è puntualmente avverato.

Travaso di voti dal PD e (ma c’era da aspettarselo) dal M5S, e la Lega in Trentino si è trovata una maggioranza quasi bulgara.

I Trentini insieme agli italiani hanno deciso di smettere di avere più punti di riferimento.

Per questo si sono concentrati sulla persona più affidabile, cioè Matteo Salvini e quindi la Lega.

C’è stato un passaggio in questi ultimi mesi che alla fine per i consensi si è rivelato decisivo.

Cioè quando Salvini ha cominciato ad avere delle pressioni dagli interpreti della giustizia.

Un altro al posto suo si sarebbe impaurito e si sarebbe ritirato.

Non lui però. «Io ho il mandato degli italiani per chiudere i porti e regolare l’immigrazione selvaggia, indagatemi, non mi interessa, io rispondo solo agli italiani» – Disse

A quel punto il consenso schizzò alle stelle e sappiamo come è andata.

Il filotto è quasi completo, e dopo il 4 marzo 2018, il 21 ottobre 2018 e le europee del 26 maggio è quasi certo che la Lega conquisterà anche Trento.

Ora, se consideriamo la tendenza nazionale, siamo sopra la media come innamoramento salviniano, resta da dire che in Europa il gruppo che non ha la maggioranza conta meno di zero in un parlamento che, grazie a regolamenti scritti da una manica di folli, conta ancor di meno.

Ma solo all’apparenza è così, se c’è una cosa che in politica funge da arma micidiale è l’influenza, e in questo Salvini ha margini di manovra ampi, considerando il parterre degli altri sovranisti, non proprio edificante.

Di più ci sono le elezioni dei singoli stati, e già gli europeisti del rigore-a-tutti-costi-tranne-me (vedi l’affaire banche salvate solo in Germania) hanno preso una batosta, per non scomparire del tutto qualcosa dovranno pur cedere, e là insisterà la politica europea di Salvini.

Un Salvini peraltro molto prudente, sa benissimo che il popolo un giorno ti fa Re il giorno dopo servo.

Ma ha dalla sua una serie di buone idee (che gli altri partiti stanno copiando come un tema in classe), e il dialogo con la gente comune a vis-a-vis, quel dialogo che nelle altre forze politiche è mancato, anche in Trentino.

E per tornare al Trentino e alla sua maggioranza bulgara c’è da chiedersi: Che fare? Intanto andare avanti così, visto che il consenso è elevato, ma è ancora troppo presto per fare un bilancio serio. E poi analizzare, analizzare il voto, analizzare l’opposizione.

A partire dal fatto che a Trento il PD ha retto bene, ciò può destare preoccupazione in previsione delle elezioni comunali, col rischio di trovarsi ancora in un pantano di no-idee-no-risultati che i cittadini del capoluogo stanno soffrendo da troppi anni.

Quindi per la Lega è necessario intercettare i voti dei duri e puri.

Si consideri che buona parte dell’elettorato di sinistra è fatto da ex-democristiani con le idee ancora da quelle parti e una solidità bancaria a volte costruita su prebende di un Principe che Principe non è mai stato e di un buonismo-cattolico aut falso-perbenismo che può permettersi di scherzare sulla sicurezza.

Perché subire un danno personale o reale per i radical chic della sinistra con le tasche piene di euro non è lo stesso di chi si guadagna la pagnotta con fatica e che magari con fatica rateizza le tasse (che Salvini peraltro vuole abbassare).

Il resto è fatto di gente in Birkenstock e maglioni di lana cotta, che si rollano le sigarette a mano ascoltando i (peraltro gradevoli) Intillimani e sognando il Sol dell’Avvenire.

Su questi la Lega, concreta e forse senza fantasie, non avrà mai presa.

Ma grazie a loro ha costruito i suoi trionfi politici.

Poi c’è la destra estrema, che molti accomunano alla Lega senza capire un tubo né di politica e nemmeno di storia.

La Lega da sempre schifa sia nazisti che fascisti, e se certe opinioni da bar, peraltro udite anche da gente di sinistra possono amplificarsi e creare idee fuorvianti, i fatti smentiscono ogni accostamento, e perlomeno sul concetto di fascismo va fatto più di un distinguo ma non è questa la sede.

Ma già, la sinistra cavalca l’onda degli immigrati lasciati affogare e li accosta agli ebrei in procinto di essere gassificati. Come visto, non ci crede più nessuno. Troppe le evidenze, troppe le ingerenze delle Onlus con interessi tutt’altro che cristallini, troppa la fermezza dell’Europa tutta nel dire: teneteveli, quasi fossero pacchi da mettere in un magazzino.

In questo l’Italia ha rialzato la testa, e i risultati si sono visti. Su tutti: meno morti in mare, ma proprio molti in meno. Questo ha fatto sì che i toni di reprimenda si stanno pian piano smorzando, perché per l’opposizione è una partita persa in partenza.

Dunque tornando al Trentino, che fare? Dopo l’analisi, per evitare di finire da re a servi anche localmente riteniamo sia necessario mantenere con fermezza le promesse, e una su tutte è la sicurezza, perché se la gente si sente più sicura premia chi gli ha consentito tale stato d’animo, poi guardare ai punti deboli e lavorare su quelli.

Uno dei maggiori è la cultura, cavallo di battaglia della sinistra salottiera. Qui la Lega può fare tanto, già a partire dal presupposto che fino ad ora, gli eletti che si sono presentati a parlare a nome della Lega nelle varie interviste sulle televisioni nazionali hanno dimostrato grande competenza, quindi l’idea: leghisti=Untermensch che piace tanto ai “Comunisti col Rolex” va scardinata definitivamente.

E sulla cultura si può fare molto.

A partire dal mettere mano alle follie della precedente Giunta, tipo la biblioteca giovanile in piazza Dante, deprecata da ogni genitore che si rispetti, o la scientifica evirazione dell’unico Museo di arte contemporanea che abbiamo, la Galleria Civica, che una volta era punto di riferimento internazionale e adesso è una zona morta del Mart.

Il resto è solo coraggio.

Turarsi magari il naso sulle proprie convinzioni e ascoltare, ascoltare le istanze fresche, le proposte innovative, tenendo conto che provengono da aree che hanno votato occasionalmente Lega, ma se non considerate presto ritireranno la mano tesa, leggasi Renzi.

Non abbiamo dubbi su una cosa, le tante donne che hanno votato Lega e rappresentano la Lega sia in Italia che in Europa sapranno fare tesoro del buon senso del Padre di Famiglia che avevamo indicato come punto di forza leghista, magari con un emendamento che ne converta la parola in Madre, perché la mamma è sempre la mamma (purtroppo anche dei cretini).

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Trento

Mattarello: un malore si porta via la 52enne Cristina Barchetti

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Cristina Barchetti, 52 anni di Mattarello, è morta dopo aver accusato un malore improvviso nella notte.

La causa della morte è riconducibile ad un attacco cardiaco che non ha lasciato scampo alla 52 enne.

Il destino crudele ha deciso di accanirsi sulla famiglia Barchetti.

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Cinque anni fa infatti morì la sorella maggiore, Marina, sempre alla stessa età e sempre per la stessa causa.

Cristina Barchetti era infermiera ed era ben voluta e stimata da tutti.

La sua improvvisa scomparsa lascia un grandissimo vuoto nei genitori, nei figli e in tutta la comunità.

I funerali si terranno domani alle 14:30 nella chiesa parrocchiale di Mattarello.

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Il 2 ottobre 2019 Mattarello aveva perso un altro residente. 

Michele Longhi, 42 enne, volontario dell’associazione onlus A.r.t.i.ci “Le ali della coccinella” era stato sconfitto dalla malattia diagnosticata a novembre del 2018.

Michele ha lasciato la moglie Annalisa e una figlia di 11 anni, ma anche il grande ricordo di un uomo innamorato della sua famiglia e della vita che affrontava con una carica positiva immensa.

La sua morte, come quella di Cristina Barchetti, uniti da un  tragico destino, ha destato grande commozione nella comunità del paese.

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Trento

Per Cibio sarà messo a disposizione il parco tecnologico di progetto Manifattura

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Nella seduta consigliare di ieri durante il question time Sara Ferrari ha chiesto alla Giunta quale disegno si stia mettendo in campo per il Cibio, un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale.

Il Cibio, ha ricordato, ha un cresceo nte bisogno di spazi e la soluzione individuata sembrava quella, concordata tra Università e Comune di Trento, dell’edificio della Motorizzazione civile.

Scelta che ora sembra messa in discussione e che ha aperto un contenzioso tra Trento e Rovereto, tra collina e città dal quale manca la Giunta che dovrebbe esprimere un disegno complessivo.

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L’assessore Spinelli ha risposto riconoscendo il valore del Cibio giudicato una realtà di eccellenza del Trentino e anche la necessità che non ha ancora trovato soluzioni, di trovare spazi più adeguati per favorire la contaminazione tra attività di ricerca e attività più vicine al mercato.

Proprio a questo scopo e anche per creare posti di lavoro, l’assessorato ha proposto di mettere a disposizione il parco tecnologico di progetto Manifattura.

Dopo quasi un decennio di mancate decisioni il parco tecnologico permetterebbe di avere la nuova sede entro il giugno del 2020.

D’altra parte si ritiene imprescindibile che anche l’università di Trento effettui le sue valutazioni. Il dibattito sull’argomento è comunque salutare per l’individuazione di strategie di sviluppo del nostro territorio.

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Sara Ferrari – nella sua replica – ha ringraziato per la risposta che appare chiara nell’individuazione della sede presso la Manifattura. Quanto alla mancata decisione circa l’utilizzo dell’area di Piedicastello, la consigliera ha ricordato che questa dipende dal Prg comunale in fase di ultimazione.

E ha auspicato che la questione della nuova sede del Cibio sia comunque risolta d’intesa con l’università di Trento.

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Trento

“Calcio d’inizio” per Dialog, il progetto europeo che punta all’innovazione e allo sviluppo locale

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Lunedì 21 e martedì 22 ottobre ha preso avvio Dialog, il progetto del Fondo Europeo per lo Sviluppo regionale (FESR) – Cooperazione Interregionale che coinvolge la Provincia autonoma di Trento e altre realtà istituzionali europee nella condivisione di best practices e nell’identificazione di modelli di lavoro comuni nei campi dell’innovazione sociale e dello sviluppo locale.

È partito Dialog – Dialog for innovation and local growth, un progetto del Fondo Europeo per lo Sviluppo regionale (FESR) – Cooperazione Interregionale, che nasce con l’obiettivo di rafforzare l’effettività, la sostenibilità e la replicabilità delle innovazioni prodotte nei vari campi politici di intervento prioritario dai diversi paesi europei.

Ente capofila del progetto è la Provincia autonoma di Trento. Partecipano al progetto, in rete, altre significative realtà europee: Il Land della Bassa Sassonia (Germania), la Camera di commercio di Vrasta (Bulgaria), la Regione delle Fiandre (Belgio), la Regione di Castiglia la Mancia (Spagna), Il Cantone del Ticino.

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Le motivazione che da’ impulso al progetto è la convinzione che un sistema di welfare effettivamente rispondente ai bisogni della cittadinanza sia possibile attraverso la partecipazione attiva di tutti i portatori di interesse, il dialogo e strumenti efficaci e condivisi di azione politica. Tutto questo poiché nuovi campi politici di azione, basati sulle nuove tecnologie e destinati a creare rilevante valore aggiunto, richiedono condivisione, accordo e accettazione.

È sulla base di questo spirito di concertazione che, nell’ambito del Kick-off meeting tenutisi lunedì 21 e martedì 22 ottobre presso la Sala ex Giunta della Provincia di Trento, gli attori coinvolti si sono incontrati e hanno dato formalmente avvio al progetto.

Le due giornate del Kick off-meeting sono organizzate per avviare una conoscenza reciproca, per presentare i rispettivi contesti economici, e illustrare i casi di studio e le best practices di ognuno. I casi di studio spaziano dall’innovazione sociale, alla crescita delle piccole e medie imprese, dalla green economy, agli strumenti di abbattimento del tasso di disoccupazione attraverso la nascita di microimprese. L’obiettivo è definire un modello di lavoro comune e condiviso tra gli attori partecipanti, sostenuto da un comitato scientifico il quale ne validerà l’effettività.

La provincia di Trento porta come temi di confronto e discussione le Smart, nello specifico campo della meccatronica, con attenzione ai risvolti occupazionali che questo settore può generare, oltre che i bandi per il finanziamento di progetti di nuova imprenditorialità.

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Questa prima fase di lavori prevederà l’identificazione, modellizzazione e trasferimento di best practices cui seguirà la stesura di un documento che verrà adottato dalle varie amministrazioni.

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