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La Sfera e lo Spillo

Milan: la scelta di Maldini, Gazidis e il nuovo allenatore

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Ivan Gazidis era presente ieri sera a Madrid, al Wanda Metropolitano, per la finale di Champions League tra Tottenham e Liverpool, vinta dai Reds (0-2).

L’amministratore delegato dei rossoneri, dopo l’uscita di Gennaro Gattuso e Leonardo da Casa Milan, tratteggia le strategie future della società.

Le risorse finanziarie destinate al mercato saranno concentrate sui giovani con esperienza e di livello. Il focus della proprietà (il fondo americano Elliot) è quello di realizzare un “valore aggiunto” sportivo ed economico nel medio e lungo periodo.

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Sembrerebbero finiti i tempi degli acquisti a “parametro zero”, che avevano caratterizzato l’ultima fase di smobilitazione della gestione Berlusconi.

Gli obiettivi di mercato non saranno pertanto i “trentenni”, che renderebbero il bilancio appesantito, senza la possibilità potenziale degli incassi derivati dalle cosiddette “plusvalenze”.

I profili di riferimento sono Lucas Paquetá e Krzysztof Piatek, giocatori con un costo del cartellino accessibile per le casse di Via Aldo Rossi, compreso nella forbice tra 30/40 milioni di euro.

Vi è poi la “spada di Damocle”, la sentenza dell’Uefa sugli aspetti ingarbugliati del “fairplay finanziario”, che potrebbero compromettere il futuro europeo sportivo e finanziario del club.

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Nei prossimi giorni Paolo Maldini dovrebbe sciogliere la riserva e comunicare al “board” le sue intenzioni di continuare in seno alla società nel rinnovato ruolo di direttore tecnico.

Sistemate le pedine societarie nello scacchiere, si passerebbe all’area tecnica con la scelta della nuova cloche.

Nelle ultime ore prende quota la candidatura di Marco Giampaolo. Gli scenari con l’attuale tecnico della Sampdoria (ancora con un anno di contratto) muterebbero, agevolando le scelte di calciomercato. Paolo Maldini sonda alcune alternative: De Zerbi e Di Francesco.

I moduli 4-3-1-2 o 4-4-2, preferiti dal tecnico nativo di Bellinzona, presuppongono 2 punte centrali e il potenziale impiego di Piatek, in coppia con Patrick Cutrone o André Silva (che rientrerà dal prestito).

Gianluigi Donnarumma, Alessio Romagnoli e Suso potrebbero finire sul mercato ed essere ceduti a fronte di offerte economiche importanti.

Il Milan vorrebbe chiudere la trattativa con il diciannovenne difensore Sandro Tonali, che rimarrebbe a Brescia (neopromosso in Serie A) per un’altra stagione.

Infine, riportiamo le parole di commiato dell’ex mister Gennaro Gattuso durante la festa di compleanno (60 anni) di Carlo Ancelotti, rilasciate ai microfoni di Sky a Capri. In riferimento alla scelta di rinunciare al suo stipendio per pagare lo staff afferma: “E’ stata cavalcata questa notizia, ma quando ci sono in ballo le emozioni e cuore non mi piace parlare di soldi. Per me la storia del Milan è incredibile e mi ha dato molto di più di quello invece ho dato io. Non voglio essere elogiato per un gesto normale verso le persone con cui lavoro da anni.”

Milan: la scelta di Maldini, Gazidis e il nuovo allenatore.

Emanuele Perego             www.emanueleperego.it              www.perego1963.it

 

 

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La Sfera e lo Spillo

Giorgio Tosatti, il giornalista e la passione per il Grande Torino

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Era un mercoledì, un pomeriggio del 4 maggio del 1949. La storia del Grande Torino s’infrange alle ore 17.05 contro un terrapieno orientale della Basilica di Superga sulla collina torinese.

Il velivolo proveniente da Lisbona s’imbatte con la fitta coltre di nebbia e pioggia pungente.

Nella dolorosa circostanza perdono la vita 31 persone: i giocatori granata, lo staff tecnico, i dirigenti e 3 giornalisti al seguito.

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Luigi Cavallero, Renato Casalbore e Renato Tosatti, inviati rispettivamente delle testate giornalistiche, La Stampa, Tuttosport e la Gazzetta del Popolo, sono i cronisti caduti svolgendo il proprio lavoro.

Giorgio Tosatti, il figlio di Renato, segue con orgoglio le orme del padre. Nato a Genova nel 1937 a pochi giorni dal Santo Natale, è stato un giornalista di razza. Muore a Pavia nel 2007.

Il piccolo Giorgio all’epoca della sciagura aveva 11 anni. Vive con angoscia e con gli occhi appassionati di un bambino quelle ore drammatiche.

Le lacrime davanti alla sede del giornale, i pensieri, i ricordi del papà al Filadelfia sulle gradinate di legno e un pallone firmato da Valentino Mazzola sono le immagini sbiadite del tempo.

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Giorgio Tosatti rappresenta la carriera di un professionista, del giornalista che muove i primi passi per stare accanto, almeno nella memoria, al proprio padre. Condivide una professione difficile, ricca di soddisfazioni e amarezze.

E’ da ritenersi un maestro del giornalismo sportivo e un grande amante del calcio. Possedeva, tra l’altro, il tesserino di direttore tecnico conferito “ad honorem” a Coverciano. Dalla biografia emerge la sua fede per i colori rossoblù del Genoa, intrecciati dal vissuto con il colore granata del Torino.

Portava con sé il fardello, il dolore silente di un avvenimento che tocca, ancora oggi, le coscienze limpide e le anime candide degli sportivi italiani. La carriera professionale di Tosatti si descrive da sé: esperienze nella redazione di Tuttosport, in seguito si trasferisce in veste di caporedattore e direttore al Corriere dello Sport.

E’ abile opinionista in Rai alla Domenica Sportiva e sui canali Fininvest nella trasmissione Pressing condotta dall’indimenticato Raimondo Vianello.

Uomo lucido, si contraddistingue nel variopinto panorama editoriale per onestà intellettuale. Studiava sempre con ardore i dati e le statistiche che snocciolava durante le dirette tv. I numeri sono sostenuti da argomentazioni brillanti e coerenti, le sue analisi mai banali, descritte con pudore e umanità.

Giorgio Tosatti, il giornalista e la passione per il Grande Torino.

Emanuele Perego             www.emanueleperego.it             www.perego1963.it

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La Sfera e lo Spillo

Il punto sulla Premier League inglese

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Nella Premier League inglese si è giocata nel weekend la sesta giornata di campionato.

Il Liverpool di Jurgen Klopp espugna Stanford Bridge. I Reds conquistano tre punti pesanti contro il miglior Chelsea della stagione.

Alla vigilia è una sorta di rivincita per i Blues dopo la finale di Supercoppa Uefa persa ai calci di rigore a Istanbul (del 14 agosto). Gli ospiti rifilano 2 reti in 30 minuti con Alexander-Arnold e Firmino. Gli undici di Lampard accorciano le distanze con Kanté sfiorando in seguito il pareggio.

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Il Manchester United è sconfitto dal West Ham rimediando la seconda sconfitta stagionale. I Red Devils reduci dalla vittoria sul Leicester sono puniti dagli Hammers con le reti di Yarmolenko e Cresswell. La squadra di Solskjaer orfana di Pogba e Martial perde anche Marcus Rashford, costretto a uscire dal green per infortunio.

L’Arsenal ribalta l’Aston Villa; i Gunners vincono con un risultato pirotecnico (3-2). I dati statistici attribuiscono al team di Emery il meritato successo: supremazia territoriale (58%), tiri in porta (20 a 14) e calci d’angolo (9-4).

L’attacco più prolifico del torneo è di Pep Guardiola (24 reti all’attivo), mentre le difese meno perforate sono del Liverpool e Leicester (5 reti).

Nella classifica capocannoniere, Sergio Aguero comanda con 8 centri, podio d’argento per Tammy Abraham con 7 reti, piazza di bronzo per Pierre-Emerick Aubameyang e Teemu Pikki con 6 sigilli.

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IL PUNTO Trentuno sono le reti realizzate nel fine settimana di Premier League.

Cinque, sono le vittorie tra le mura amiche (Leicester, Manchester City, Burnley, West Ham e Arsenal), tre i successi esterni (Bournemouth, Sheffield e Liverpool), due i pareggi (Newcastle-Brighton e Crystal Palace-Wolverhampton).

Ecco in dettaglio i risultati:

IL TABELLINO

Southampton-Bournemouth (1-3) -giocata venerdì-

Le partite del sabato:

Leicester-Tottenham (2-1)

Manchester City-Watford (8-0)

Burnley-Norwich (2-0)

Everton-Sheffield (0-2)

Newcastle-Brighton (0-0)

Gli incontri della domenica:

Crystal Palace-Wolverhampton (1-1)

West Ham-Manchester United (2-0)

Arsenal-Aston Villa (3-2)

Chelsea-Liverpool (1-2)

Dopo 540 minuti la classifica è la seguente: Liverpool (18) -Manchester City (13) – Leicester, Arsenal, West Ham (11) – Bournemouth (10) – Tottenham, Manchester United, Burnley, Sheffield, Chelsea, Crystal Palace (8) – Southampton, Everton (7) – Brighton, Norwich (6) – Newcastle (5) – Aston Villa, Wolverhampton (4) – Watford (2).

IL POST

Prossimo turno (7° giornata): Sheffield-Liverpool, Tottenham- Southampton, Wolverhampton-Watford, Bournemouth-West Ham, Aston Villa-Bournemouth, Chelesa- Brighton, Cristal Palace- Norwich, Everton-Manchester City.

Il punto sulla Premier League inglese.

Emanuele Perego             www.emanueleperego.it              www.perego1963.it

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Gaetano Scirea: uomo schivo, leader e leggenda

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“E’ inutile spendere parole su un uomo che si è illustrato da solo per tanti anni su tutti i campi del mondo, che ha conquistato un titolo mondiale con pieno merito e, soprattutto, era un campione non soltanto di sport, ma soprattutto di civiltà” citando il mitico Sandro Ciotti mentre annuncia la morte di Gaetano Scirea alla Domenica Sportiva.

Gaetano Scirea è coinvolto in un incidente stradale nei pressi di Babsk, frazione polacca del voivodato di Lodz. E’ un fosco pomeriggio domenicale del 3 settembre del 1989.

Per le tragiche pieghe del destino non è distante dallo spicchio di terra nel quale il compagno di squadra di mille battaglie Zbigniew Boniek (oggi presidente della Federcalcio polacca) muove i primi passi da calciatore.

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Gaetano Scirea è all’epoca il vice allenatore della Juventus, il secondo di Dino Zoff nella stagione 1988-1989.

Durante il viaggio di ritorno verso Varsavia, Scirea è in compagnia dell’autista locale, dell’interprete e del dirigente del Gornik. La vettura (con taniche di benzina a bordo in caso di necessità) è tamponata da un camion. Gli occupanti rimangono bloccati nelle lamiere in fiamme. Si salva solo il dirigente polacco, mentre, a seguito dell’incidente, Gaetano Scirea muore a soli 36 anni.

E’ un addio prematuro, doloroso e scioccante. Oggi “Gai”, com’era soprannominato nello spogliatoio, avrebbe 66 anni.

Gaetano Scirea nasce nell’hinterland milanese a Cernusco sul Naviglio il 25 maggio del 1953. Si forma calcisticamente nella Serenissima San Pio X, piccola squadra di Cinisello Balsamo.

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Il comune della Martesana è luogo di nascita di altri 2 ex giocatori di serie A, il paese dei “liberi” come Roberto Tricella e Roberto Galbiati, nonché dell’attuale terzino mancino dell’Inter Cristiano Biraghi.

Il numero 6 è da ritenersi un campione di sport, uno dei più grandi difensori della storia. Il suo stile di corsa è coordinato ed elegante, a tratti ricercato. Interpreta il ruolo di libero in chiave moderna sostenuto dal suo trascorso giovanile come interno della mediana.

Non è un difensore burbero, ma tempestivo, affidabile e sorretto da tecnica cristallina. Guida con maestria il reparto, con spiccato senso tattico e della posizione. E’ un uomo misurato, pacato, un leader silenzioso dello spogliatoio.

Simboleggia il regista difensivo a tutto tondo, con eccellente visione di gioco. Le sue movenze naturali in campo sono eseguite sempre a testa alta. Alle spalle dei difensori organizza con sapienza i movimenti del pacchetto arretrato.

Rappresenta l’icona, la personalità, il carisma e la forza del gruppo. E’ un personaggio schivo ed esemplare, corretto e leale. Non alza mai la voce, non impreca e non protesta (nella sua biografia non compare nemmeno un’espulsione sul green).

Gaetano Scirea narra appieno lo stile della Juventus, il contegno, la condotta, in altre parole la tradizione; con Virginio Rosetta e Giampiero Boniperti incarna l’appartenenza e l’integrità morale.

Indossa le maglie di Atalanta e Juventus collezionando più di 400 presenze e segnando 25 reti. Con la Vecchia Signora vince tutto ciò che un giocatore può ambire in carriera: 7 scudetti, 2 Coppe Italia, 1 Coppa Uefa, 1 Coppa delle Coppe, 1 Supercoppa Uefa, 1 Coppa dei Campioni/Champions League, 1 Coppa Intercontinentale.

Veste con onore la giubba della Nazionale Italiana 78 volte, dal 1975 al 1986, vincendo 1 Campionato del mondo (1982).

L’indimenticato Gaetano Scirea, insieme a Dino Zoff, forma la diga azzurra nel “Mundial” del 1982, entrando a pieno titolo nell’olimpo del calcio italiano.

Gaetano Scirea: uomo schivo, leader e leggenda.

Emanuele Perego             www.emanueleperego.it             www.perego1963.it

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