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Trento

Buche a Trento: tutte le bugie di Italo Gilmozzi

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«Tutto l’ordinamento giuridico del nostro stato, a partire della Costituzione, riconosce e garantisce la proprietà privata, come un diritto inviolabile.

Questo diritto può essere “oltraggiato” solo e soltanto per un interesse generale, cioè per soddisfare il benessere di molteplici persone.

Un esempio di questo applicazione sono gli espropri, cioè togliere al privato la sua proprietà o parte di essa, ad esempio un terreno, per realizzare una strada.

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Gli espropri però hanno un costo ingente per la pubblica amministrazione, e per ovviare a questo esborso economico, l’ente pubblico adottata una strategia più economica, cioè far sì che un bene, di proprietà privata, sia liberamente utilizzato da tutta la comunità».

A dirlo è la Geometra Cristina Chemelli che incaricata dal nostro giornale ha indagato sul caso «buche a Trento» effettuando i riscontri al libro fondiario e al catasto urbano di Trento, smentendo ancora una volta quanto detto dall’assessore Italo Gilmozzi.

Questo è uno dei tanti esempi di questa “sorniona” strategia adottata dal comune di Trento per le strade denominate “via Pancheri” e “via Garbari” ubicate a Trento.

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Ci troviamo nel rione di Cristo Re, un quartiere sorto negli anni 30, ad alta concentrazione abitativa attuata mediante la realizzazione di edifici sviluppati in altezza (condomini) anche di 18 metri.

Le vie, ad andamento nord-sud, collegano via Antonio Abbondi con via Umberto Moggioli, è a doppio senso di marcia con segnaletica stradale e illuminazione pubblica.

Malgrado la proprietà al libro fondiario risulti privata, il comune nel corso degli anni, oltre ad averla inserita nell’elenco delle vie comunali (stradario comune di Trento), ha creato la condizione affinché da strada privata diventasse una strada pubblica evitando di dare ai legittimi proprietari il giusto ristoro economico visto l’utilizzo.

Infatti sovrapponendo il tracciato della strada alla mappa catastale si evince che ad ogni particella edificiale, frontista alla via, sono stati tolti dai 2 ai 3 metri per una lunghezza che va dai 20 ai 30 metri, per realizzare un tratto stradale che non è solo al servizio dei frontisti, o di altri la cui servitù risulta iscritta al tavolare, ma a chiunque voglia passare.

La condizione di per se’ non crediamo possa costituire un problema per i legittimi proprietari tavolari, l’assurdità sta nel fatto che il comune, malgrado l’utilizzo che sta facendo della strada, cioè è usata per fini pubblici, non intervenga per sistemare le enormi e pericolose buche che con le pioggie si trasformano in vere e proprie piscine e trappole per anziani e mezzi in transito.

Buche che con il passare degli anni sono diventate voragini di 20 cm. dove passeggiare diventa pericolosissimo e usale con autovetture, biciclette e motorini diventa un autentico suicidio.

Delle strade talmente malconce da renderle intransitabili anche dalle mamme con le carrozzine con dentro i figli piccoli.  Uno scenario da Stato del quinto mondo.

Una situazione da quinto mondo che i cittadini riportano da 5 anni all’assessore Italo Gilmozzi che nonostante i sopralluoghi ha fatto solo promesse mai mantenute.

Non solo.

L’assessore Gilmozzi continua ad avere la sicurezza che non sia dovere del comune di Trento la manutenzione delle strade sopracitate.

Ma mente clamorosamente e racconta frottole e bugie. Il comportamento dell’assessore non è che la conferma delle politiche inermi del centro sinistra che in questi anni non ha voluto decidere su nulla. Nemmeno sul rifacimento di 10 buche, lavori che si potrebbero effettuare in una sola giornata.

Gilmozzi sembra completamente fregarsene anche delle numerose sentenze della cassazione che condannano i comuni ad effettuare la manutenzione della strade private se ad uso pubblico.

Un caso di menefreghismo ed incompetenza unico nel suo caso che sbeffeggia i cittadini che pagano regolarmente le tasse e si sentono presi in giro dall’amministrazione.

Una situazione che ormai vede i residenti allo stremo e imbufaliti per un comportamento da parte  dell’amministrazione comunale a dir poco oltraggioso nei confronti dei contribuenti.

E’ chiaro infatti, che una strada sulla quale transitano una moltitudine di autovetture, è soggetta ad un’usura più veloce di una strada dove accedono un numero limitato/contenuto di autovetture e pertanto la manutenzione dell’asfalto se non eseguita determina le voragini ora visibili.

Vista la situazione in cui versa la strada i residenti dei fabbricati frontisti alla via potrebbero posizionare una stanga con comando a distanza in modo da transitare solo loro, interdendo così il traffico a tutti i cittadini presenti sul territorio comunale.

Il comitato di Cristo re ha inoltre confermato che nei prossimi giorni, a fronte delle continue promesse mai mantenute di Italo Gilmozzi,  procederà al deposito di esposto alla procura di Trento.

Una situazione irreale in quella che il centro sinistra osa ancora chiamare «smart city» 

«Una situazione che si protrae ormai da anni e che continua ad aggravarsi, abbiamo avuto anche troppa pazienza – spiega il vice presidente del comitato – l’assessore Gilmozzi aveva fatto un sopralluogo 2 anni fa dicendo che avrebbe risolto la situazione, però per ora nulla, continuano a mandare gli operai con il pentolino pieno di catrame per rattoppare aggravando ancora più la cosa, una situazione al limite del paradossale. Venerdì discuteremo il da farsi, siamo stufi di essere presi in giro anche perchè le vie ora sono davvero pericolose, specie per gli anziani e quindi di questo la procura va messa al corrente. Una situazione indegna per un paese civile. Ora vogliamo andare fino in fondo a questa cosa»

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