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Trento

“Autonomia significa assunzione di responsabilità e buona amministrazione”

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“Il decentramento di poteri e competenze dallo Stato centrale alle Regioni passa innanzitutto attraverso l’assunzione di responsabilità nella gestione della cosa pubblica. Così come la concessione dell’autonomia a Regioni oggi a statuto ordinario deve passare attraverso la verifica della capacità delle stesse Regioni di saper amministrare al meglio le risorse attuali”.

C’è piena sintonia tra i relatori della conferenza sul decentramento, organizzata oggi al Festival dell’Economia di Trento. Del tema ne hanno discusso Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna; Fernando Freire De Sousa, presidente della Commissione regionale di Coordinamento e sviluppo del Portogallo del Nord; e Maurizio Fugatti, presidente della Provincia autonoma di Trento.

Su un altro concetto importante c’è stata unità di visione: l’autonoma è un’opportunità concreta per favorire lo sviluppo dei territori.

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Recentemente in Italia tre Regioni (Emilia Romagna, Lombardia e Veneto) hanno chiesto allo Stato italiano il riconoscimento dell’autonomia.

Da sole, queste tre Regioni ospitano circa un terzo della popolazione italiana e insieme concorrono alla metà del Pil nazionale. Al tavolo del Festival dell’Economia c’era uno dei richiedenti, il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini:

“Ridiscutere il livello di decentramento è a nostro avviso la misura più efficace per invertire i crescenti squilibri delle Regioni italiane. Autonomia però significa anche responsabilità e certezza delle risposte da dare alle comunità e consente ai cittadini di misurare il livello di soddisfazione”.

Nel caso dell’Emilia Romagna, la richiesta di autonomia parte anche da esigenze economiche:

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“Siamo la Regione con la maggiore presenza di aziende manifatturiere al mondo e alle aziende dobbiamo, ad esempio, risposte in termini di formazione del personale. Oggi non lo possiamo fare ed è quanto ci chiedono le nostre imprese”.

Pur evidenziando qualche perplessità sull’autonomia fiscale, il presidente Bonaccini ha insistito sulla capacità delle tre Regioni di saper gestire la cosa pubblica:

“Abbiamo i bilanci a posto così, come abbiamo dimostrato di saper gestire gli incentivi europei, pari a 3,5 miliardi di euro, a favore di imprese, università e Comuni. Sono dell’idea che le singole Regioni debbano essere valutate sulla gestione delle risorse a loro disposizione. E questo dovrebbe riguardare anche le Regioni e le Province a statuto speciale”.

Una posizione condivisa dal presidente della Provincia autonoma di Trento, Fugatti, con una riserva:

“Alle Regioni ordinarie che non hanno i conti a posto non va concessa l’autonomia. Veneto, Lombardia e Emilia Romagna hanno già dimostrato, ad esempio con la sanità, di avere le competenze e la capacità per l’assegnazione di deleghe importanti da parte dello Stato italiano. E il Trentino potrebbe essere un modello di riferimento perché noi siamo favorevoli alla concessione dell’autonomia ad altre Regioni. Sono anche d’accordo sulla necessità di verifica ma non sul fatto che la stessa verifica possa arrivare a ridiscutere lo status di Regione o Provincia a statuto speciale. Chi ha problemi va aiutato a migliorare, senza pregiudicare prerogative costituzionali già acquisite”.

Nessun dubbio sul fatto che l’Autonomia rappresenti un’opportunità di crescita per il territorio:

“Nel 1970 il Trentino aveva un reddito pro capite pari al 78% della media nazionale, oggi siamo al 125%. Tutto questo conservando le deleghe che raggiungono oltre il 90% delle competenze e a fronte di un calo consistente delle risorse riconosciute dallo Stato. I recenti accordi con lo Stati italiano  hanno portato ad un ridimensionamento importante delle nostre risorse, passate dal 90 al 70% delle imposte pagate sul nostro territorio. Oggi gestiamo le stesse competenze con risorse minori e questo è possibile grazie ad una ulteriore crescita dell’efficenza e a risparmi”.

Alla conferenza sul decentramento era presente anche Fernando Freire De Sousa, presidente della Commissione regionale di Coordinamento e sviluppo del Portogallo del Nord:

“La nostra regione garantisce al Portogallo il 30% del Pil, il 40% dell’export e il 54% del settore manifatturiero, con un contributo importante alla crescita del Paese e al mercato del lavoro. Sebbene abbiamo subito alcuni shock – quali l’allargamento della Ue, l’unione monetaria, l’entrata della Cina sui mercati internazionali e la crisi finanziaria del 2008 – siamo riusciti a reggere sui mercati, uscendone indenni. Il nostro problema oggi si chiama produttività. La ripresa pare fermarsi. Crediamo che solo con la concessione di maggiore decentramento di competenze e risorse da parte del Governo centrale possiamo recuperare in termini di produttività e quindi di crescita.”

“Il Portogallo – ha concluso Fernando Freire De Sousa – ha un’organizzazione istituzionale basata su due livelli (Stato e Comuni). Crediamo che si debba andare verso il modello di tipo svedese ed aggiungere un livello intermedio rappresentato dalla Regione. Solo così potremo ripetere il miracolo portoghese di dieci anni fa”.

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Sciopero Ferrovie da giovedì a venerdì sera

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Il Servizio trasporti pubblici della Provincia comunica che dalle ore 21.00 di giovedì 24 alle ore 21.00 di venerdì 25 ottobre 2019 i treni potranno subire cancellazioni o variazioni, per uno sciopero nazionale del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane.

Per i treni regionali lungo le Ferrovie del Brennero e della Valsugana gli impatti dovrebbero comunque essere limitati.

Il servizio trasporti fa comunque presente che sono garantiti i servizi essenziali previsti in caso di sciopero nei giorni feriali dalle ore 6.00 alle ore 9.00 e dalle ore 18.00 alle ore 21.00. L’agitazione sindacale potrà comportare ulteriori modifiche al servizio anche prima dell’inizio e dopo la sua conclusione

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Trento

Appalti e clausola sociale: il disegno di legge in bilico

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“Presidente Fugatti, sospenda il disegno di legge con la clausola sociale sugli appalti dei servizi. Ripartiamo daccapo e scriviamo una norma che tuteli davvero i lavoratori e che ripari anche dal prevedibile contenzioso”.

E’ questa la richiesta praticamente corale che i consiglieri di opposizione hanno fatto partire poco fa, dall’affollato tavolo attivato dal presidente del Consiglio provinciale, Walter Kaswalder, in seguito alla richiesta avanzata urgentemente dai sindacati.

Fulvio Ianeselli (Cgil) ha detto che il ddl Fugatti era stato presentato – e positivamente accolto – come l’avvento di una Gerusalemme, come novità dirompente nel campo degli appalti dei servizi. Poi sono arrivati i nuovi commi 4 ter 1 e 4 ter quinquies, che di fatto stravolgono la proposta legislativa, nel primo caso introducendo una deroga e nel secondo caso addirittura disapplicando il tanto atteso principio di continuità occupazionale e retributiva per gli addetti in forza all’appaltatore uscente. Viene inoltre prevista una liberalizzazione dei subappalti che anticipa frettolosamente un obbligo in arrivo dall’Unione europea.

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Stefano Picchetti (Uil) ha citato invece l’Ue per ricordare che essa chiede di tutelare i lavoratori, mentre con gli articoli scritti dalla Giunta provinciale accadrà che la ditta appaltatrice potrà facilmente dichiarare di avere già in forza gli addetti necessari, evitando di dover riassumere gli uscenti.

Molto dura Paola Bassetti (Filcams): ci sono qui con noi lavoratori dell’azienda sanitaria, e sono 800 in tutto, impiegati per 500 euro al mese. Chiedono la garanzia di continuare a poter contare su queste 500 euro al mese, per un lavoro umile ma prezioso, verso il quale la politica deve assumersi una responsabilità. “Altrimenti dimettetevi”.

Diversi consiglieri hanno preso la parola.

Paolo Ghezzi (Futura): il ddl è stato ribaltato. Presidente Fugatti, cambiamo assieme quel testo.

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Filippo Degasperi (5 Stelle): presidente Fugatti, sospendiamo la materia, altrimenti verrà perpetrato un grandissimo raggiro per tutti.

Alessandro Olivi (Pd): sarebbe bastato un comma che chiarisse meglio il concetto di “continuità di lavoro” nella clausola sociale già oggi prevista in legge. Invece ecco un “mostriciattolo” di norma, che rischia di aprire un contenzioso furibondo. Fermatevi. E valutate anche il nostro emendamento che mira a far sì che gli appalti vengano vinti dalla ditta migliore, non dal prezzo più basso.

Ugo Rossi (Patt): io fin dall’inizio avevo detto “attenzione”, perché la materia è delicata e bisogna contemperare i diritti dei lavoratori ma anche la libertà del mercato e dell’impresa. Appena quattro mesi fa la maggioranza ha fatto passare una legge che introduce il criterio del massimo ribasso per tutti gli appalti di piccole dimensioni. Si sbaglia, si continua a sbagliare.

A rappresentare l’esecutivo, con il presidente Fugatti in viaggio per rientrare a Trento, c’era l’assessore Mirko Bisesti. Riferirò – ha detto – i contenuti dell’incontro. Ricordo però che la Giunta non ha mai promesso una Gerusalemme, ma solo l’onesto sforzo di mettere mano a una situazione che ha trovato e che è oggettivamente non accettabile, come ha dimostrato ad esempio l’appalto per il servizio di portierato in Università.

All’incontro di oggi pomeriggio erano presenti anche i consiglieri di maggioranza Dalzocchio, Masè, Paoli e quelli di minoranza De Godenz, Coppola, Marini, Ferrari, Demagri, Zeni, Manica, Tonini e Dallapiccola.

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Trento

Il coro della Sosat a Friedberg per festeggiare i 50 anni di amicizia

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Il concerto del Coro della Sosat, nella sala grande del Castello di Friedberg, ha concluso la giornata (sabato 19 ottobre) delle celebrazioni per i 50 anni di amicizia fra la Sosat e la Deutsche Alpenverein della cittadina bavarese.

Il Coro, diretto dal maestro Roberto Garniga, ha incantato il pubblico che ha seguito l’esibizione dei coristi sosatini con attenzione e partecipazione. I lunghi applausi al termine dei brani, sono stati l’espressione delle suggestioni suscitate dalle esecuzioni dei brani classici della coralità alpina.

Un concerto in due tempi al termine dei quali il pubblico in piedi ha salutato i coristi richiedendo numerosi bis. C’è stato al termine del concerto un simpatico siparietto. Una giovane direttrice di un coro maschile, originaria di Friedberg, Karin Wanzel, ha espresso al presidente del Coro della Sosat Andrea Zanotti il suo sogno: dirigere la Montanara.

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Il maestro Garniga ed il Coro hanno accolto la richiesta e nel momento dell’esecuzione del brano simbolo delle Terre Alte ha chiamato Karin sul palco, le ha fatto indossare il suo giubbotto e le ha ceduto la direzione. L’esecuzione è stata particolarmente apprezzata assieme al palpitante assolo eseguito dallo stesso Garniga.

Apprezzamento, commozione e gratitudine da parte del presidente della Dav di Friedberg Richard Mayr e del past presidente Paul Poller, oltre che dal sindaco di Friedberg Roland Eichmann.

Il concerto è stato preceduto da una cerimonia ufficiale, sempre nel Castello di Friedberg, nel corso della quale sono intervenuti: Luciano Ferrari presidente della Sosat, Andrea Zanotti, presidente del Coro, Richard Mayr, presidente della Dav, Paul Poller past president ed il sindaco della cittadina bavarese Roland Eichmann. Tutti hanno ricordato, con orgoglio e soddisfazione la storia di questo mezzo secolo.

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Ferrari ha, nel suo intervento di saluto, celebrato le figure di Beppo Poller e Silvio Detassis presidenti dei due sodalizi nel 1969: «Beppo e Silvio seppero dare contenuti  e organizzazione al nostro gemellaggio, anticipando la vera Europa, quella dei popoli. Abbattemmo le barriere doganali ben prima che fossero abbattute dalla politica. Le nostre due associazione, grazie ad uomini come Beppo  e Silvio, seppero unirsi in un comune sentire, camminare assieme sui sentieri dei monti e vivere momenti intensi con incontri sulle montagne sui versanti nord e sud delle Alpi e sulle Dolomiti. Mettemmo assieme esperienze alpinistiche e storie di uomini, fraternizzando».

«E’ stato ricordato – ha detto Andrea Zanotti – che l’Europa ha una Costituzione materiale. Sono i nostri volti e i volti di chi ha incominciato questa storia. Noi abbiamo camminato e cantato perchè siamo gente che canta e che cammina. In queste  celebrazioni di Friedberg, abbiamo rinforzato i fili di un legame parte significativa della vita delle nostre sezioni e del Coro».

Nella giornata di domenica il Coro e la delegazione sosatina, di cui facevano parte gli ex presidenti Remo Nicolini e Mauro Bianchini, hanno partecipato alla S. Messa nella chiesa di Wallfahrtskirche Herrgottsruh.

Nel corso della celebrazione eucaristica il Coro della Sosat ha eseguito alcuni brani del suo repertorio liturgico commuovendo i fedeli.

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