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Società

Si avvicina l’appuntamento delle “Giornate Briard con le pecore“ il 22 e 23 giugno

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Sempre più vicino l’appuntamento con le “Giornate Briard con le pecore“ e ci sono ancora solo alcuni posti disponibili.

E’ stato grande infatti l’interesse per l’evento organizzato dall’allevamento “Du Tchibo d’Ebene“ in memoria del Briard capostipite “Tchibo“ James Bond Dalido.

Il 22 e 23 giugno, presso la location “Tenuta la casetta“ di Massimo Marsilli a Brentino Belluno, si ritroveranno gli appassionati di questa razza canina arrivati da diverse parte d’Italia, ma anche da Francia e Svizzera.

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Le giornate non sono agonistiche o competitive, ma sono momenti per stare in compagnia, anche se l’evento è diretto dall’istruttore e giudice Enci Pierluigi Bertazzoli ed è nel calendario CLB e ENCI.

La manifestazione, per la quale verranno rilasciati degli attestati di partecipazione, come detto si svolgerà nell’affascinante “Tenuta la casetta“, dove oltre ad effettuare l’approccio con le pecore, si possono fare passeggiate tra i vigneti e oliveti con i propri pelosi.

Non mancherà il divertimento durante la serata del sabato, con il “Dance Live Karaoke“ aperto a tutti con la degustazione di vini prodotti dalla Famiglia Marsilli.

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Socialmente

Centro aperto «Le casette»: l’incontro tra ragazzi e Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti

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Davvero molto interessante e istruttivo l’incontro, lunedì 9 dicembre, di alcuni soci dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti con i ragazzi che frequentano il Centro Aperto “La Casetta”, nella Circoscrizione di Gardolo.

A dire il vero è ormai da molti anni che l’Associazione rappresentativa dei ciechi e degli ipovedenti favorisce gli incontri con le Scuole e le Associazioni al fine di sensibilizzare i giovani sui temi e sui problemi connessi alla disabilità visiva.

Ma l’aspetto particolare di questo incontro deriva dal fatto che la richiesta questa volta è giunta da Virginia, studentessa di Educazione Professionale e tirocinante presso il Centro Aperto, ente che offre la possibilità del sostegno ai compiti per i minori e svolge attività di aggregazione.

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L’Associazione è stata rappresentata da un dirigente, Dario, e da due soci, in tutto due ciechi e un ipovedente.

Il primo ad intervenire è Dario che, dopo aver raccontato il suo vissuto da cieco a 25 anni e presentato i due membri dell’Associazione, chiede agli studenti di pronunciare il proprio nome.

Claudio sintetizza la storia e le conquiste dell’Associazione, dicendo che questa è stata fondata nell’ottobre del 1920 da un trentino, Aurelio Nicolodi, rimasto cieco durante la Prima guerra mondiale.

Da lui, da Augusto Romagnoli, (padre della didattica per non vedenti), e dai dirigenti che si sono succeduti in questi quasi 100 anni, sono venute le grandi conquiste dei ciechi e ipovedenti italiani.

Si è parlato di Louis Braille, geniale inventore, intorno al 1825, dell’alfabeto tattile dei ciechi, delle tecnologie informatiche ad esso collegate, ma ormai ausilio indispensabile anche per altri aspetti della vita dei non vedenti. In questo contesto, il più giovane dei tre soci, Tarik, (atleta della nazionale marocchina di Basket venuto in Italia dopo la sua improvvisa cecità a 24 anni), ha mostrato come un cieco può utilizzare in maniera molto efficace, tramite la sintesi vocale, i moderni iPhone.

Ha poi proseguito ricordando agli studenti l’importanza dello studio, della conoscenza della lingua e della storia della nazione che li ospita, dicendo che è importante rispettarne la cultura e le leggi.

I ragazzi hanno ascoltato con molto interesse, assieme alle loro educatrici, facendo diverse domande sulla vita, sul lavoro, sulla mobilità e su altri aspetti della vita quotidiana e familiare dei ciechi e degli ipovedenti.

L’ora di incontro è davvero volata, concludendosi con il desiderio di tutti di provare a muoversi bendati all’interno dell’aula, utilizzando il bastone di Dario e Tarik e guidati dalla voce di Claudio.

Ora gli stessi studenti, dopo aver elaborato le sensazioni raccolte in questo incontro, avranno l’occasione di ottenere risposta ad altre loro curiosità nella prossima riunione, che si terrà lunedì 16 dicembre.

Scritto in collaborazione con Claudio Forti 

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Società

CasaPound vince la battaglia contro FB: il giudice ordina la riattivazione della pagina

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CasaPound vince la battaglia legale contro Facebook: in seguito al ricorso presentato dall’associazione, il tribunale Civile di Roma, attraverso la sentenza del giudice Stefania Garrisi, ha infatti ordinato al social di Zuckerberg la riattivazione della pagina ufficiale.

La pagina dell’Associazione di Promozione Sociale CasaPound era stata infatti oscurata lo scorso 9 settembre.

Nel testo integrale delle disposizioni si legge: “Il Tribunale di Roma, in composizione monocratica, visto l’art. 700 c.p.c.: – accoglie il ricorso e, per l’effetto, ordina a FACEBOOK IRELAND LIMITED l’immediata riattivazione della pagina dell’Associazione di Promozione Sociale CasaPound Italia all’indirizzo https://www.facebook.com/casapounditalia/ e del profilo personale di Davide Di Stefano, quale amministratore della pagina; – fissa la penale di € 800,00 per ogni giorno di violazione dell’ordine impartito, successivo alla conoscenza legale dello stesso; – condanna FACEBOOK IRELAND LIMITED alla rifusione delle spese di giudizio sostenute da ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE CASA POUND ITALIA e DAVIDE DI STEFANO, liquidate in complessivi € 15.000,00, oltre spese generali ed accessori come per legge”.

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Oltre all’obbligo di ripristino della pagina ufficiale  di Cpi e del profilo personale di una delle guide del Blocco Studentesco e amministratore della pagina, Davide Di Stefano, Facebook ora è chiamato anche al risarcimento delle spese legali sostenute, come da testo qui sotto:

“… condanna FACEBOOK IRELAND LIMITED alla rifusione delle spese di giudizio sostenute da ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE CASA POUND ITALIA e DAVIDE DI STEFANO, liquidate in complessivi € 15.000,00, oltre spese generali ed accessori come per legge”.

Un successo insperato dopo più di tre mesi di battaglie e ora la sentenza è destinata a fare giurisprudenza perché, come ha sottolineato Garrisi “il rapporto tra FACEBOOK e l’utente che intenda registrarsi al servizio (o con l’utente già abilitato al servizio come nel caso in esame) non è assimilabile al rapporto tra due soggetti privati qualsiasi in quanto una delle parti, appunto FACEBOOK, ricopre una speciale posizione: tale speciale posizione comporta che FACEBOOK, nella contrattazione con gli utenti, debba strettamente attenersi al rispetto dei principi costituzionali e ordinamentali finchè non si dimostri (con accertamento da compiere attraverso una fase a cognizione piena) la loro violazione da parte dell’utente”.

Facebook è dunque obbligato a rispettare la Costituzione.

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Risulta inoltre evidente da quanto scritto nella sentenza, che il social network, in maniera definitiva, è un soggetto privato che riveste però un ruolo pubblico, e in quanto tale non può fare prendere decisioni indiscriminate a danno degli utenti, ma è tenuto a rispettare la legge.

Viene infatti statuito che “Il rispetto dei principi costituzionali e ordinamentali costituisce per il soggetto FACEBOOK ad un tempo condizione e limite nel rapporto con gli utenti che chiedano l’accesso al proprio servizio”.

Una sentenza storica che abbatte l’arroganza della multinazionale e ne limita i capricci e l’autoreferenzialità e che riafferma il diritto alla libertà di espressione, quando le leggi non vengono violate.

Scrive Simone Di Stefano sul suo profilo: “A quanto pare i privati non fanno come gli pare, cari ignoranti globalisti”. La magistratura ordina a Facebook di riaprire le nostre pagine, citando la Costituzione e affermando che CasaPound ha il diritto di esistere e diritto di comunicare sui social“.

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Società

Pepite, il drammatico cartone animato che spiega ai bambini la dipendenza dalla droga

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Il video che abbiamo scelto s’intitola Nuggets (Pepite) ed è stato prodotto dalla «Hykade Film Bilder» un’azienda specializzata in questo tipo di animazioni.

Un kiwi assaggia una pepita dorata. È deliziosa e lo fa stare benissimo. 

Nuggets è un video dello studio Filmbilder che racconta a disegni animati i vari stadi della dipendenza da droghe.

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All’inizio i cicli di piacere sono lunghi e intensi, l’atterraggio è indolore e il resto del mondo sembra normale: il kiwi corre verso gli altri globuli di sostanza gialla.

I cicli di piacere si fanno poi sempre più brevi e meno intensi, l’atterraggio diventa doloroso e lascia segni sul corpo, e il resto del mondo diventa grigio e poi nero, la corsa verso la sostanza gialla diventa meno affrettata ma inevitabile.

4 minuti circa di animazione da guardare fino in fondo che sono stati proiettati in alcune scuole inglesi dalla Polizia di Stato.

Il video potrebbe essere preso come esempio didattico per iniziare un nuovo percorso di consapevolezza soprattutto fra gli adolescenti, che cominciano ad entrare nel mondo delle dipendenze a soli 12 o 13 anni, specialmente in quello delle droghe. 

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Il cartone animato non parla di droghe ma solo della dipendenza e lo fa illustrando il percorso di un Kiwi che s’imbatte nelle pepite che per lui poi diventano indispensabili.

Quando tutto diventa buio e noioso la “pepita” luccica, è ancora vibrante, ed è l’unica cosa che spinge il Kiwi ad andare avanti.

Il messaggio è chiaro, qualsiasi tipo di dipendenza ti dà le ali, ma poi presto ti toglie il cielo ed è la fine.

Un cartone animato che verso la fine fa emergere il dramma delle dipendenze nella sua cruda tristezza spesso senza via d’uscita.

Il buio che circonda quotidianamente coloro che soffrono di dipendenze e che vedono la sola via d’uscita nell’unica cosa che luccica, ma che li spinge sempre di più fra le tenebre.

La dipendenza dalla droga è un processo che si sviluppa nel tempo nei confronti si una sostanza di origine vegetale o sintetizzata mediante processo chimico che provoca delle alterazioni psico-fisiche in chi le assume.

Gli effetti sulle funzioni biologiche dell’organismo provocano anche indirettamente effetti gravi sull’attività emotiva e sul modo di relazionarsi con gli altri.

La dipendenza dalle droghe è doppia. E parliamo di qualsiasi tipologia di droga, hashish e marijuana comprese.

La dipendenza fisica è causata da un cambiamento nello stato d’equilibrio dell’organismo che richiede un’assunzione sempre maggiore della sostanza per sentire gli effetti e nel tempo, anche solo per stare bene.

La dipendenza psicologica subentra quando si vuole assumere una droga per evitare uno stato di disagio causato dalla sua assenza.

Il desiderio di riprovare il piacere iniziale, come si può vedere nel video, e di sfuggire all’ansia conduce all’uso compulsivo della sostanza, arrivando a vere e proprie abbuffate (“binges”) durante le quali il soggetto non si alimenta, non dorme, diviene sempre meno euforico, più disforico, agitato ed aggressivo.

Queste binges durano in genere 2-3 giorni e si interrompono per un crollo psicofisico del soggetto che piomba in uno stato di torpore-apatia o per l’insorgenza di uno stato psicotico vero e proprio.

 

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