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Arte e Cultura

Presentazione della mostra Fondazione Cavallini Sgarbi al Castello di Caldes dal 6 giugno 2019 a novembre 2019

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Il Presidente Maurizio Fugatti, l’assessore alla Cultura Mirko Bisesti, l’assessore al turismo Roberto Failoni, insieme al presidente del Mart Vittorio Sgarbi e la sorella Elisabetta, hanno presentato il primo evento sotto la direzione del nuovo consiglio di Amministrazione del Mart, presieduto dallo stesso critico d’arte Vittorio Sgarbi.

La mostra è intitolata “da Niccolo dell’Arca a Francesco Hayez”, e comprende 109 opere, tra cui una serie di ritratti dal Guercino, Lorenzo Lotto fino a Francesco Hayez.

La presentazione è iniziata con l’intervento dell’editrice Elisabetta Sgarbi, che ha tracciato la storia collezione della Fondazione Cavallini Sgarbi, frutto di una passione collezionistica di famiglia che ha avuto inizio quarantanni fa.

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In particolare dello stesso Vittorio e della madre Rita Cavallini.

La sede della collezione della famiglia Sgarbi si trova a Ro Ferrarese.

Da qui è maturata l’idea di farne una mostra itinerante, con l’esposizione a Palazzo Farnese a Ferrara, dove ha ottenuto un grande successo grazie ad oltre 50.000 visitatori.

Attraverso questa formula è possibile farne uno strumento per garantire una più larga fruizione da parte di un vasto pubblico in diverse zone d’Italia. Un modo per avvicinare la gente alla conoscenza e al piacere dell’arte.

La collezione è connotata da un vincolo globale sull’intera produzione, per cui esiste un divieto di vendita di opere singole, per garantire l’esistenza futura dell’intero parco di opere.

Questa formula applicata a collezioni private, qualifica molto le collezioni, perché permette la loro continua consistenza, senza rischi di depauperimento con vendite incondizionate di singole opere.

Il catalogo della mostra è edito dalla Nave di Teseo.

L’amore per l’arte è un connotato della vita di Vittorio Sgarbi, e della sua famiglia.

Nella mostra si percepisce secondo il critico d’arte, il vero senso di un uomo attraverso la fruizione delle opere esposte. E’ questo che vuole far arrivare al pubblico, come l’arte sia un motore di bellezza e questo faccia nascere emozioni piene di significato.

Nella descrizione di questo suo modo di intendere l’arte, Vittorio Sgarbi, ha citato gli esempi di Peggy Guggenhaim, la più grande collezionista del XX° secolo, che durante le sue mostre, non disdegnava di stare alle casse per distribuire i biglietti.

Un’arte, che secondo Sgarbi, non può rappresentarsi attraverso opere come “La rana crocifissa”, ma deve seguire una ricerca dell’autentica bellezza, come era avvenuto nella mostra di Antonello da Messina, curata da Cristiana Collu, ex presidente del Mart.

Sgarbi tiene a sottolineare che ama l’arte come sé stesso, e nelle opere che ha collezionato, vede sua madre, suo padre e sua sorella Elisabetta.

Come a dire che l’arte è vita, e testimone della vita, che ognuno di noi sente ogni giorno all’interno di un mondo di affetti. L’arte è dunque qualcosa di vero, che segue il nostro tempo e ne dà significato.

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Arte e Cultura

È morto Franco Zeffirelli, aveva 96 anni

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All’età di 96 anni è morto Franco Zeffirelli nella sua casa di Roma. «La scomparsa è avvenuta alla fine di una lunga malattia. Il Maestro riposerà nel cimitero delle Porte Sante di Firenze».

Così la Fondazione a lui intitolata ha annunciato la scomparsa del regista.

In passato la regina d’Inghilterra ha dato il titolo di Baronetto anche ad artisti popolari come Elton John e Bono degli U2.

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Ma Franco Zeffirelli è sicuramente l’unico regista italiano che può fregiarsi del titolo di cavaliere dell’ordine dell’impero britannico (KBE) da quando l’ambita onorificenza gli fu appuntata nel novembre del 2004

Si fa volentieri chiamare Maestro e certamente, da fiorentino purosangue, ama pensare alla sua vita e alla sua carriera come al rigoglioso frutto di una bottega che ebbe in Luchino Visconti il primo maestro.

Gianfranco Corsi, in arte Zeffirelli, nasce a Firenze nel 1923 dall’unione clandestina di una coppia di amanti e, in quanto figlio illegittimo di donna sposata non può ricevere né il cognome della madre né quello del padre, Ottorino Corsi.

Sono ‘figlio di ignoti’, N.N. (nescio nomen, ndr). Ma c’era una regola, i cognomi degli illegittimi venivano scelti a partire da una lettera, a rotazione. In quei giorni era il momento della ‘Z’. Cosi mia madre suggerì che mi chiamassero ‘Zeffiretti’, da un’aria di Mozart da lei molto amata (l’Idomeneo ndr). Nella trascrizione, l’impiegato fece un errore, mise due ‘l’ al posto delle ‘t’. Cosi io divenni Zeffirelli”, racconterà in un’intervista al settimanale Sette.

Il regista, dopo la morte della madre, trascorre la sua infanzia nell’Istituto degli Innocenti di Firenze finché la zia paterna lo prende in custodia e lo porta a casa sua. Suo padre naturale lo riconoscerà a 19 anni ma, ormai, per Zeffirelli, che nel ‘99 racconterà la storia della sua infanzia col film Un tè con Mussolini, è troppo tardi per separarsi da quel ‘falso’ cognome che sarà regolarizzato solo dopo il suo ingresso in Senato.

Nel collegio del Convento di San Marco a Firenze Giorgio La Pira, storico esponente della Dc e futuro sindaco di Firenze, è suo istitutore:“Fu lui a spiegarmi che l’aborto è un crimine e che i totalitarismi, fascismo nazismo comunismo, sono tutti uguali, ma il comunismo è più pericoloso”, rivelerà Zeffirelli che, durante gli anni della guerra fece la Resistenza da cattolico liberale. “Rischiai di essere ammazzato dai comunisti. Li vidi – dirà in un’intervista – fare cose orribili, assassinare un prete solo perché aveva benedetto le salme dei fascisti e gettare il suo corpo nella fossa che usavano come latrina”.

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Arte e Cultura

Nominato il nuovo comitato scientifico del Mart

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Nel segno della continuità il Consiglio di Amministrazione e il Direttore hanno ufficializzato il nuovo Comitato Scientifico del Mart. Una terna composta da grandi nomi le cui competenze sono già state al servizio del museo di Rovereto: Gabriella Belli, Francesco Casetti, Carlo Sisi.

A meno di un mese dall’insediamento del CdA, si compone il team scientifico per progettare il nuovo Mart.

Il Comitato Scientifico del Mart – Come riportato nel Regolamento del Museo, il Comitato Scientifico del Mart ha compiti di consulenza tecnico-scientifica e, in particolare, è chiamato “a contribuire alla definizione degli indirizzi generali dell’attività scientifica del Museo; a esprimere pareri e valutazioni in merito al programma annuale e pluriennale di attività nonché a singole iniziative scientifiche o operazioni di scambio culturale; a esprime pareri e valutazioni in merito anche a singole iniziative scientifiche o operazioni di scambio culturale”.

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Nominato dal Consiglio di Amministrazione su proposta del Direttore, è composto da un minimo di tre persone a un massimo di cinque, scelte tra esperti di comprovata preparazione, competenza ed esperienza nell’ambito scientifico di riferimento.

In carica per 5 anni, il nuovo Comitato Scientifico è composto da Gabriella Belli, Francesco Casetti e Carlo Sisi.

Il direttore Gianfranco Maraniello e i membri del CdA hanno ringraziato per il prezioso lavoro svolto e per l’apporto di alto livello che hanno garantito al Museo i membri del Comitato uscente. In questi anni insieme a Francesco Casetti e Carlo Sisi, sono stati membri del Comitato anche Bice Curiger, João Fernandes e Severino Salvemini.

Gabriella Belli – Storica dell’arte e manager, ha progettato e diretto il Mart dapprima nella sua sede di Trento, a Palazzo delle Albere, in seguito nel polo museale progettato da Mario Botta e Giulio Andreolli. Due volte commissaria della Biennale di Venezia, dal 2011 dirige la Fondazione Musei Civici di Venezia.

Francesco Casetti è Thomas E. Donnelley – Professor in Humanities and Film and Media presso la Yale University. Ha collaborato con prestigiose università italiane, europee e americane ed è stato pro-rettore dell’Università Cattolica di Milano. Si occupa di cinema, video, linguaggi media proponendone un’esplorazione sistemica e sociologica.

Carlo Sisi – A lungo direttore della Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti di Firenze, profondo conoscitore e studioso della storia dell’arte italiana ed europea dell’Ottocento e del Novecento, dal 2018 è presidente dell’Accademia di Belle Arti di Firenze.

Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto

Consiglio di Amministrazione

Presidente Vittorio Sgarbi
Vice Presidente Silvio Cattani
Consigliera Dalia Macii

Comitato Scienfitico
Gabriella Belli
Francesco Casetti
Carlo Sisi

Revisori dei conti
Antonio Borghetti
Flavia Bezzi
Franco Sartori

Direttore
Gianfranco Maraniello

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Musica

Concerto di Enrico Pieranunzi e Max De Aloe Duo, al Parco delle terme di Levico

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Nel Parco delle Terme di Levico, mercoledì 19 giugno alle ore 21.00, all’anfiteatro naturale, si terrà il primo appuntamento con la grande musica.

Ospite della serata sarà il celebre pianista jazz Enrico Pieranunzi accompagnato dall’armonica cromatica di Max De Aloe.

Il concerto, per la rassegna “Parco di Note”, si inserisce nell’ambito di Vivere il Parco, iniziativa realizzata dal Servizio per il sostegno occupazionale e la valorizzazione ambientale della Provincia autonoma di Trento.

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In caso di cattivo tempo il concerto si terrà al chiuso.

Enrico Pieranunzi è conosciuto come uno dei più grandi pianisti contemporanei di jazz. Si è esibito sui più importanti palchi del mondo. Sarà proprio la poesia messa in musica, la ricerca armonica, la melodia a fare da trait d’union con l’armonica calda e vellutata di Max De Aloe, uno degli armonicisti cromatici più attivi in Europa.

Il loro repertorio comprende le composizioni di Enrico Pieranunzi, scelte appositamente per il duo, impreziosite da alcuni omaggi musicali dedicati a Bill Evans e a Chet Baker, con il quale Pieranunzi ha a lungo collaborato.

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