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Trento

10 anni fa la tragedia dell’Air France che costò la vita a Giovanni Battista Lenzi

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Era la notte fra il 31 maggio ed il primo di giugno del 2009 quando l’aereo dell’Air France in volo tra il Brasile e Parigi, sul quale si trovavano  Rino Zandonai, il consigliere provinciale Giovanni Battista Lenzi ed il sindaco di Canal San Bovo, Luigi Zortea, precipitò nell’oceano Atlantico: il bilancio fu di 228 vittime.

I tre  stavano rientrando da una trasferta in Brasile in visita alle comunità di origine trentina.

Il corpo di Lenzi fu ritrovato dalle autorità francesi due anni dopo, nel dicembre del 2011.

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 Dieci anni, ma è come fosse ieri.

Quel terribile incidente aereo, nel cuore della notte, sopra la sterminata distesa dell’oceano Atlantico, per cause che apparivano anch’esse liquide e indeterminate, si è fissato profondamente nella memoria collettiva dei trentini e occupa un posto indelebile – purtroppo – nella storia della nostra terra.

«Perdemmo – con la caduta di quell’Airbus, che mai arrivò a Parigi – tre figure di grande rilievo nella comunità,  – ha ricordato oggi il presidente del consiglio provinciale Walter Kaswalder – tre personalità che erano una magnifica sintesi – in fondo – dei valori forti e veri del Trentino: l’impegno generoso nel sociale, l’attaccamento alle radici culturali, la solidarietà, la coniugazione tra etica del lavoro e disponibilità a spendersi nella politica e nelle istituzioni, per il bene di tutti».

«Come presidente del Consiglio provinciale ho voluto ieri prendere parte a Samone alla Messa in ricordo di Gianbattista Lenzi. Tengo ovviamente a sottolineare il ruolo che egli rivestiva nell’assemblea legislativa, anche come presidente della Prima Commissione permanente: svolse un lavoro alto e importante, e basta rileggere il nostro periodico consiliare del giugno 2009 per vedere come tutti i colleghi consiglieri, politicamente amici o avversari, gli resero un sincero omaggio e un attestato di grande e corale stima. Tutti dissero della sua capacità di parlare alla gente, di farsi capire, di farsi interlocutore serio e affidabile. E’ una lezione, – conclude Kaswalder –  quella che ci ha lasciato, ancora attualissima, per noi che oggi sediamo nell’emiciclo consiliare e abbiamo l’onere e il dovere di mostrarci all’altezza dei Gianbattista Lenzi che ci hanno preceduti».

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I tre sono stati ricordati anche ai piedi della Campana dei Caduti a Rovereto per i dieci anni dalla loro scomparsa.

A morire nell’aereo precipitato nel volo tra Rio e Parigi anche tre altoatesini, Georg Lercher, Alexander Paulitsch e Georg Martiner.

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Trento

150 anni fa il Canale di Suez

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Ricorre nel 2019 il 150° anniversario dell’apertura del Canale di Suez, che avvenne il 17 novembre del 1869.

Progettato da Luigi Negrelli, il Canale, che unisce il Mediterraneo al Mar Rosso, è divenuta un’arteria centrale e strategica nel sistema-mondo, un fulcro di passaggio di rotte commerciali e flussi di traffico.

Per celebrare l’evento e la figura di Negrelli, la Comunità di Primiero e il Comune di Primiero S. Martino di Castrozza hanno organizzato una serie di iniziative che saranno presentate a Trento, presso la Sala Belli del Palazzo della Provincia, giovedì 14 novembre, alle ore 12.00.

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Saranno presenti l’assessore provinciale alla cultura Mirko Bisesti, Roberto Pradel, presidente della Comunità di Primiero, Daniele Depaoli, sindaco del Comune di Primiero San Martino di Castrozza e l’assessore comunale alla cultura, Francesca Franceschi.

 

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Trento

Bomba Romagnano: evacuati tutti i cittadini nel raggio di 1800 metri dal punto dell’ordigno

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Ieri in mattinata presso il commissariato del governo ha avuto luogo la prima riunione tecnica di coordinamento delle operazioni di inertizzazione e brillamento dell’ordigno bellico inesploso di nazionalita’ USA risalente alla seconda guerra mondiale, ritrovato a Romagnano.

Si tratta di una bomba d’aereo lunga circa un metro e con circa 30 cm di circonferenza che ha conservato la sola spoletta di coda.

L’ordigno si trova attualmente ricoverato in sicurezza.

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Alla riunione hanno partecipato gli artificieri del 2° reggimento genio guastatori di Trento che condurranno materialmente le operazioni di disinnesco e brillamento, la croce rossa militare, le forze di polizia e la specialità stradale, il comune di trento, la circoscrizione di Romagnano e il comune di Garniga Terme – il cui territorio è direttamente interessato dalle operazioni – la provincia autonoma di trento era presente con il dipartimento protezione civile – servizio gestione rischi, il corpo permanente dei vigili del fuoco e il corpo dei volontari ed il nucleo elicotteri.

L’azienda provinciale per i servizi sanitari era presente con trentino emergenza e la centrale unica 112.

Hanno inoltre partecipato a questo primo incontro di inquadramento delle attivita’ da porre in essere per la buona riuscita delle operazioni i rappresentanti di tutti i servizi di fornitura di acqua luce e gas, trentino trasporti e il rappresentante dell’aeroporto caproni.

Nel corso dell’incontro sono state individuate tutte le procedure che dovranno essere approfondite per i diversi profili (evacuazione e assistenza alla popolazione, aspetti sanitario, viabilità stradale, servizi essenziali), con il contributo tecnico e specialistico dei comandi, enti ed istituzioni coinvolti.

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Secondo le indicazioni tecniche fornite dagli artificieri, in occasione delle operazioni di bonifica la zona oggetto di evacuazione è ricompresa in un raggio di circa 1800 metri dal punto di stazionamento dell’ordigno.

L’operazione presenta profili di complessità considerata l’ubicazione dello stesso in una zona antropizzata, con attività commerciali e civili abitazioni.

Tutte le attivita’ saranno programmate con l’obiettivo di conciliare la maggior rapidità di intervento con il minor impatto sulle normali condizioni di vita della zona, garantendo le massime condizioni di sicurezza.

Il prefetto Lombardi (foto) ha convocato un’ulteriore riunione per il prossimo 26 novembre al fine della definizione dei tempi e modalità dell’intervento di rimozione dell’ordigno e per fornire alla popolazione coinvolta ogni indicazione ed informazione sul corretto comportamento da tenere in occasione dell’evacuazione ed a chi rivolgersi per ottenere assistenza.

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Trento

Allarme neve in Maranza, residenti completamente isolati

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Diventa più complicata di ora in ora la situazione in Maranza.

Nella notte sono caduti più di 30 centimetri di neve che hanno completamente coperto le strade di accesso.

«Gli operai del comune buttavano il sale in Cimirlo dove non serviva – afferma una residente rimasta isolata – mentre qui in Maranza non si è visto nessuno. L’incongruenza è che quando ha nevicato e il rifugio era aperto invece sono passati 7/8 volte, stavolta che invece è chiuso non si è visto nessuno».

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L’episodio secondo i residenti non è una novità, infatti nelle precedenti nevicate degli anni scorsi la cosa si era ripetuta.

Il problema è se qualcuno si dovesse sentire male: «Siamo abbandonati, non sappiamo più che fare, siamo nel 2019 e questo è quello che succede a Trento. È vero siamo pochi residenti qui, ma se qualcuno si dovesse sentire male l’ambulanza non potrebbe passare, per il comune noi è come non esistessimo»

La contraddizione – come spiega la residente – è che il comune sembra abbia acquistato un macchinario apposito esclusivamente per liberare le strade della Maranza in caso di nevicate.  Ma fino ad ora non si è mai visto – sottolinea la residente –  e se il rifugio è chiuso qui a spostate la neve non si vede mai nessuno». 

 

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