Connect with us
Pubblicità

Alto Garda e Ledro

A Bolognano il giornalismo on line torna nelle scuole

Pubblicato

-

nella foto la dottoressa Alessandra Corrente a lezioni con gli alunni

E’ passato un anno dal primo incontro: la prima volta che le porte di una scuola trentina si sono aperte ad una giornalista.

Alessandra Corrente, giornalista pubblicista, nostra collaboratrice, è stata nuovamente accolta da altri insegnanti e studenti della nostra regione.

Grazie al progetto ‘Giornalismo delle scuole’ promosso dall’Associazione Grande Quercia, di cui la dottoressa Corrente è la Referente dell’Ufficio stampa, anche l’Istituto Comprensivo di Arco ha potuto incontrarla.

Pubblicità
Pubblicità

Due le classi coinvolte: la classe 5B e la classe 5A della scuola primaria di Bolognano.

“Anche questa volta le parole che leggerete sono quelle scritte dai ragazzi, che ringrazio davvero di cuore per tutto quello che mi hanno donato” afferma Alessandra Corrente. “Quando entro nelle classi vedo negli occhi dei bambini la meraviglia di incontrare chi fa questo mestiere, la curiosità di conoscere cosa si celi dietro parole e articoli. In realtà poi, lasciata dietro di me la porta della scuola, sono io quella che torna a casa ancora più arricchita. Ogni incontro è sempre uno scambio in cui si dà e si riceve. Io ho ricevuto davvero tanto da questi bambini. Grazie piccoli giornalisti in cerca della verità”.

Pubblicità
Pubblicità

Nella classe 5B, con il supporto dell’insegnante Lara Piantoni, i bambini hanno formato 5 gruppi e ognuno ha dato alla luce un articolo diverso: lo stesso fatto, lo stesso incontro ma 5 risultati diversi.

Sotto i 5 articoli scritti dagli alunni delle classi

Pubblicità
Pubblicità

LA GIORNALISTA IN CLASSE – La giornalista, Alessandra Corrente, è venuta in classe a spiegarci il suo lavoro

Intorno alle 10.15 è venuta in classe una giornalista di nome Alessandra Corrente che ci ha spiegato il difficile mestiere della giornalista.

Essa ha i capelli castano chiari a caschetto, la pelle chiara, gli occhi marroni e gli occhiali bordò. Lei è molto alta e indossava dei pantaloni rosso mattone e una camicetta bianca.

Ci ha parlato di una ragazzina che sul comodino non aveva né cellulari, né computer. Questa ragazzina leggeva e scriveva molto.

Poi abbiamo scoperto che era lei: Alessandra, la giornalista venuta in classe. Ci ha colpito l’importanza di dire la verità in un articolo, bisogna essere coraggiosi e dirla, anche se c’è qualcuno che è contro.

Lei ci ha detto che ogni parola ha il suo significato e quindi è una perla preziosa. Poi ci ha parlato di alcune persone che hanno avuto il coraggio di manifestarsi. Ci ha detto che dobbiamo confrontare diverse fonti per sapere la verità del fatto. Poi per farci capire, ci ha fatto questo esempio: ha chiesto a una nostra compagna di descriverla; quando ha finito la descrizione, la giornalista ha chiesto ad altri due compagni di fare la stessa cosa, anche se le informazioni erano riferite alla stessa persona, c’era chi diceva cose in più e chi in meno o leggermente sbagliate.

Ci sono poi anche dei giornalisti che scrivono delle “fake news”, cioè notizie false oppure si schierano da una parte, anziché dall’altra, scrivendo così le cose sbagliate, fatte dal loro “favorito”.

Alla fine abbiamo scoperto nuove parole e cose molto brutte, di cui non sapevamo l’esistenza.E’ stato un momento unico incontrare una vera giornalista.

CATERINA, DAVIDE, ISABEL TOMMASO

UNA GIORNALISTA IN CLASSE -La giornalista Alessandra Corrente spiega alla classe 5 B di Bolognano la sua esperienza da giornalista.

“ Le parole devono essere espresse al momento opportuno”, iniziò così la giornalista; poi proseguì dicendo che le parole usate in modo scorretto possono ferire più di una lama, ma usandole in modo corretto possono essere dolci come il miele e,a volte, anche il silenzio è una parola, con un enorme significato.

Poi, fece un esempio da più punti di vista: chiese a tre bambini di descriverla, ognuno la descrisse diversamente seguendo, naturalmente, la proprio opinione e il proprio modo di vedere.

“Alcune volte, soprattutto in certi ambiti, dire la verità porta alla morte ”, disse Alessandra, infatti alcune persone importanti sono morte per fermare illeciti. Inoltre purtroppo esistono le “fake news”, cioè le notizie false. Con questo modo di informare, la gente viene manipolata.

Ad un certo punto, la giornalista raccontò alcuni aneddoti, ecco uno di questi: un giorno, un ragazzo dichiarò pubblicamente che suo padreera un boss mafioso, disse che volevabene a suo padre,perché appunto era suo padre,ma non era d’accordo con il suo modo di vivere;così facendo stimolò tutte le altre persone a denunciare le persone mafiose.

In quel momento, in quell’istante, il 20 maggio del 2019, alle 11.25, una terribile verità si aprì nel cuore di ogni bambino presente alla lezione “Giornalismo nelle scuole”.

GABRIEL, RAFFAEL, SERENA, VERONICA

ALESSANDRA CORRENTE: UN’ONDATA DI INFORMAZIONI – Quattro ragazzi della 5B di Bolognano ispirati da una giornalista: Alessandra Corrente, una bambina che amava leggere e scrivere dando una grande importanza alle parole, perché le parole feriscono e fanno gioire una persona ma, a volte, è meglio tacere.

“Non farti manipolare dal web, cerca e ascolta più pareri”, così disse la giornalista.

Alcuni giornalisti creano false notizie, cioè le “fake news”.

Un buon giornalista dovrebbe dare sempre informazioni seguendo la verità oggettiva.

“Non bisogna aver paura di dire quello che pensiamo, prendete esempio da Falcone, Borsellino e Daphne Caruana”, così esortò Alessandra. Queste persone sono morte perché hanno detto la verità; in particolare, ci ha colpito la storia di Daphne, la giornalista maltese che stava tornando dal lavoro e non vedeva l’ora di riabbracciare i suoi figli, quando, a un certo punto, esplose la sua macchina e lei morì.

Poi descrisse un altro aneddoto: il figlio di un boss mafioso disse: “Io a mio padre vorrò sempre bene, però prendo distanza da lui per non prendere il suo esempio, è un consiglio che dò ai figli degli altri boss mafiosi.”

Ci sono, inoltre, molte fonti che ingannandoti ti possono spingere a spendere soldi inutilmente dandoti anche idee sbagliate, una di queste è la pubblicità. Le emozioni in questa giornata sono state tante e una di queste è stato lo stupore di capire che cosa sta succedendo in questo MONDO.

EMMA, INDIA, FEDERICA, NICOLA

NOTIZIA E VERITA’: le notizie devono essere vere. La giornalista Alessandra Corrente ci racconta, ci spiega e ci insegna il lavoro del giornalista. Lunedì 20 maggio, è venuta in classe la giornalista: ci ha letto un articolo per capire come si fa a scriverlo e a leggerlo.

Ci ha detto delle cose stimolanti, altre belle e altre ancora brutte.

Ci ha raccontato che alcuni giornalisti hanno perso la vita perché hanno cercato di trovare la verità di un fatto accaduto.

La giornalista ha anche raccontato una breve storia: c’era una volta una bambina, che sul suo comodino non aveva oggetti elettronici, ma una torre di libri.

Era una bambina che stava chiusa nella sua stanza a leggere e a scrivere perché era quello che amava fare di più, alla fine, ci ha detto che era lei.

Ci ha colpito sapere che a volte scrivere la verità su un giornale può essere pericoloso.

IWEN MARTINA RICCARDO SARA

GIORNALISMO E SINCERITA’ – Quello che c’è dietro al giornalismo. Oggi, 20 maggio 2019, nella nostra classe è venuta una giornalista di nome Alessandra Corrente per parlarci del suo lavoro: il giornalismo.

Ha iniziato col raccontare un pezzo del suo passato, dicendo che quando era piccola, circa alla nostra età, ha iniziato ad amare la lettura e la scrittura.

Alessandra ci ha invitato a scrivere e a leggere maggiormente, così il nostro lessico diventerà sempre più sviluppato.

La giornalista, poi, ha iniziato a spiegarci che un articolo può contenere fatti falsi, in questo caso si possono chiamare “fake news”; per credere a ciò che scrivono sul giornale bisogna approfondire l’argomento, andando a verificare su altri giornali e confrontare i vari articoli, solo così si capirà se il fatto realmente accaduto è avvenuto in un modo o nell’altro, o in un altro ancora.

Gli argomenti che ci ha descritto sono vari, ma quello che ci ha colpito di più è stato quello del ragazzo che aveva come papà un boss mafioso.

Un giorno il ragazzo disse : “ Io amo con tutto il mio cuore mio padre, ma lui è un mafioso e quindi mi dissocio da lui.”

Poi,aggiunse che ai suoi tempi non esistevano oggetti elettronici con cui passare il tempo, c’erano solo i libri, quindi , spesso , leggere era l’unica cosa che rimaneva da fare, ora è una donna che lavora con le parole.

ALESSIA CHIARA EDISON

Pubblicità
Pubblicità

Alto Garda e Ledro

Omicidio di Nago: Eleonora Perraro è stata strangolata

Pubblicato

-

Asfissia per strangolamento: questa la causa della morte di Eleonora Perraro, deceduta la notte del 5 settembre scorso nel giardino di un locale tra Nago e Torbole.

Per gli investigatori e poi per il medico legale, l’anatomopatologo Dario Raniero dell’università di Verona, i segni erano già evidenti quando il corpo senza vita della donna è stato ritrovato la mattina, su segnalazione del marito che aveva passato con lei le ultime ore.

Si parla di ecchimosi, ematomi, addirittura ferite da morso e un’altra riconducibile ad un probabile colpo ricevuto che però non ne hanno certo causato la morte. Nemmeno il consumo eccessivo di alcol che quella sera la Perraro aveva fatto assieme al marito Marco Manfrini.

Pubblicità
Pubblicità

La perizia, richiesta dal procuratore Fabrizio de Angelis, è stata depositata lunedì e parla chiaramente di omicidio. La vittima è stata strozzata tra mezzanotte e le due del mattino da qualcuno che ha voluto volontariamente la sua fine.

Se questo qualcuno possa essere il marito non è purtroppo accertabile con un esame autoptico, ma a ciò penserà ora la magistratura, che a breve esaminerà l’esito delle indagini condotte in questi due mesi dai Ris di Parma.

Pubblicità
Pubblicità

Dal canto suo, l’uomo afferma di essersi svegliato la mattina accanto al corpo della vittima (fu lui stesso a chiamare le forze dell’ordine) e ora si trova dietro le sbarre con l’accusa di omicidio volontario.

Del resto, sono molte le tracce che oggi potrebbero dimostrare la sua colpevolezza, a partire dal ritrovamento nel giardino della sua dentiera, fatto che potrebbe essere indice della violenta colluttazione tra i due finita con la morte di lei.

Pubblicità
Pubblicità

Non si esclude a priori la partecipazione di una terza persona (cosa che forse potrebbero rivelare i campioni di dna raccolti sulla scena del delitto) ma per ora, l’ipotesi più accreditata rimane anche la più semplice: quella di un uomo che ha ucciso sua moglie dopo una lite. Come tante, troppe volte accade.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Alto Garda e Ledro

Arco: tenta di ammazzare la sua ex. Arrestato dai Carabinieri

Pubblicato

-

Lei lo aveva già denunciato per maltrattamenti e lesioni quattro anni fa.

Per tali fatti l’uomo era stato già condannato, ma nel pomeriggio di domenica scorsa è andato a casa della donna, armato di forbici e con l’intento di ucciderla.

La signora è salva grazie all’immediata chiamata fatta al 112 e al rapido intervento dei Carabinieri di Riva del Garda.

Pubblicità
Pubblicità

Nel primo pomeriggio di domenica 10 novembre, i Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia di Riva del Garda hanno arrestato un quarantenne del posto, che si è reso responsabile del tentato omicidio dell’ex consorte.

L’uomo ora si trova nel carcere di Trento a disposizione dell’AG e nella mattinata odierna si terrà l’udienza di convalida dell’arresto.

Pubblicità
Pubblicità

Domenica verso all’ora di pranzo, la vittima, una 29 enne di Riva del Garda, mentre si trovava in con il figlio di otto anni, ha sentito suonare alla porta e al citofono una voce maschile ha risposto papà.

La giovane donna insospettita dalla risposta ha ritardato ad aprire e pochi istanti dopo, ha sentito battere violentemente contro la porta di casa.

Pubblicità
Pubblicità

Immediatamente ha dato l’allarme ai Carabinieri, chiamando il 112.

I militari hanno raggiuto l’abitazione e hanno bloccato, con non poche difficoltà, l’azione violenta dell’ex marito, che stava ancora colpendo con calci e pugni l’uscio, dopo avere piegare la maniglia dell’ingresso.

Immobilizzato l’esagitato, l’attenzione dei Carabinieri si è rivolta ad una forbice, nascosta sotto un vaso del pianerottolo, che non risultava di proprietà della donna.

Dagli elementi raccolti nella circostanza, dalle testimonianze della donna e di alcuni vicini di casa, è stato possibile ricostruire minuziosamente l’accaduto e procedere all’arresto dell’ex marito, nella flagranza dei reati di tentato omicidio, maltrattamenti in famiglia e resistenza a Pubblico Ufficiale.

La giovane madre, illesa, ha potuto rasserenare il figlio, che si era nascosto, per la paura di ciò che stava accadendo.

La vittima, come detto, aveva già denunciato in passato aggressioni e maltrattamenti da parte del marito, colpito da provvedimenti giudiziari, quali l’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento alla persona offesa, ma nel pomeriggio di domenica scorsa, la situazione è nuovamente degenerata e l’uomo fosse riuscito a raggiungere la ex moglie prima di essere bloccato dai Carabinieri, l’incolumità della donna sarebbe stata a fortissimo rischio.

Quest’ultimo avvenimento, fortunatamente conclusosi senza vittime, deve spronare tutte le vittime di violenza a denunciare immediatamente alle Forze dell’Ordine, senza titubanze, i soprusi subiti e soprattutto gli episodi violenti.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Alto Garda e Ledro

Arco: dopo giorni di abbandono l’isola ecologica è tornata alla normalità

Pubblicato

-

A Vigne di Arco l’isola ecologica è rimasta per giorni in un totale stato di abbandono e degrado.

Intorno ai vari raccoglitori i rifiuti erano diventati sempre più numerosi tanto da occupare l’intera pedana dando una forte immagine di sporco.

L’allarme era stato lanciato sui social da parte di alcuni residenti che lamentavano una scarsa attenzione del comune nel merito.

Pubblicità
Pubblicità

Fortunatamente alcuni giorni fa una squadra specializzata mandata sul posto dalla Comunità dell’Alto Garda ha provveduto a ripulire l’area dagli innumerevoli rifiuti presenti.

La noncuranza di alcuni cittadini nel gettare i rifiuti negli apposti raccoglitori e il disinteresse degli addetti alla pulizia avevano fatto sì che i rifiuti si fossero accumulati per settimane.

Pubblicità
Pubblicità

Nel frattempo la cooperativa che si occupa della raccolta dei sacchi ha deciso di sollevare dall’incarico l’addetto precedente sostituendolo con un altro che sia più attento ed efficiente.

L’isola ecologica è ora tornata alla normalità, nella speranza che anche i cittadini facciano la loro parte.

Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

  • Pubblicità
    Pubblicità

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Categorie

di tendenza