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Spettacolo

Filmeconomia – al Festival dell’economia 2019

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Nell’edizione Il Festival dell’economia di Trento ripropone anche quest’anno al cinema Modena l’iniziativa “Cineconomia”, con la proiezione di 3 film che coprono tre decenni, anni ‘70, ‘80 e ’90, con spunti di riflessione sul tema della Globalizzazione, Territorio e Rappresentazione.

Il 30 maggio alle 20.30 si inizia con Gran Torino, il film di Clint Eastwood del 2008, con protagonista Walt, un reduce della guerra in Corea, che si trova a convivere nel suo quartiere con una famiglia asiatica di etnia Hmong, ma le cose cambiano quando i giovani entrano nel garage per ammirare la bella automobile.

La passione per un’autovettura d’epoca Ford modello “Gran Torino”, a cui dedica gran parte delle sue attenzioni, dà anche il titolo al film. La Ford con quel modello ha voluto ricordare la città di Torino, come la Detroit d’Italia, per la sua tradizione nell’industria automobilistica.

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L’aspetto interessante di questo film letto dal punto di vista dell’economia, riguarda le dinamiche che si instaurano nelle periferie multietniche. La diffidenza, i pregiudizi, le paure dell’altro diverso, della cultura e comportamenti non convenzionali, vengono meno quando il collante di quest’auto d’epoca che affascina.

Vale principio che la tecnologia diffusa è elemento di condivisione di significato e di progresso. Quel modello di Ford in questione è divenuto famoso nella serie televisiva Starsky e Hutch.

Il 31 maggio alle 20.30 viene proposto il film “Pane e cioccolata”, del regista italiano Marco Brusati, del 1973, interpretato da Nino Manfredi. Il film, vincitore tra l’altro dell’Orso d’Oro al Festival di Berlino, e di tre David di Donatello, tratta il tema dell’emigrazione italiana all’estero. E’ la storia tragicomica di Giovanni Garofoli, un emigrante italiano in Svizzera, che si trova a far i conti con le difficoltà e la diffidenza verso chi è straniero.

In questo vicenda c’è l’aspetto umano di dovere accettare una cultura e modi di vita diversi, abitudini che fanno fatica a venir comprese e accettate. La necessità di restare si combina con la difficoltà di integrarsi. La perdita del permesso di soggiorno costringe il protagonista a fingersi svizzero, finchè non viene scoperto e quindi espulso. Ma per una serie di circostanze troverà il modo di tornare indietro.

Un film molto attuale, anche se narra di un mondo risalente agli anni 70. Ne esce un quadro che tenta di superare i clichè di un’emigrazione che si autocelebra con l’arte di arrangiarsi; lo sguardo di Brusati è quello di chi vuole mettere in luce i problemi che causano l’emigrazione e vedere qualche soluzione.

Tra gli altri interpreti ci sono anche Johnny Dorelli, Gianfranco Barra e Paolo Turco.

Sabato 31 maggio, il trittico di film si concluderà con l’opera del regista libanese Ziad Doueri, “L’insulto”, film presentato nel 2017 al Festival del Cinema di Venezia, vincitore della Coppa Volpi all’attore Kamel El Basha, palestinese, e candidato anche all’Oscar, è un interessante racconto di come da un banale litigio per un tubo rotto e un conseguente insulto, si inneschi una vicenda giudiziaria e politica a Beirut tra Yasser, profugo palestinese, e Toni, un meccanico esponente della comunità cristiana.

Il contesto è quello del Libano e della difficile convivenza tra palestinesi e libanesi. Lo scontro raggiunge un livello talmente elevato proprio per il fatto che è forte il radicamento culturale e religioso delle due comunità, che non riescono ad accettare un principio di libera convivenza, proprio per il retaggio di una guerra che le ha viste protagoniste da decenni.

Le serate verranno presentate e moderate in sala dal prof. Marco Onado, docente di Finanza alla Bocconi di Milano, e dal prof. Andrea Landi, docente all’Università di Modena. Un’ occasione per chi vuole discutere su temi di estrema attualità, condividendo conoscenza e punti di vista multidisciplinari.

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Spettacolo

Cinema in cortile, «Vice – L’uomo nell’ombra»: io oso tutto quello che s’addice a un uomo

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Giovedì 22 agosto penultimo appuntamento di “Cinema in cortile“, la rassegna di film all’aperto organizzata da Comune di Trento, Trentino Film Commission e Opera universitaria.

Al pubblico sarà proposta la pellicola “ViceL’uomo nell’ombra” di Adam McKay. (qui la recensione del film)

La proiezione inizia alle 21 nel cortile delle scuole Crispi di Trento, in caso di pioggia sarà sospesa; i biglietti saranno venduti a partire dalle 20.

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SINOSSI – L’opera del regista premio Oscar Adam McKay offre uno sguardo inedito e non convenzionale sull’ascesa al potere dell’ex vicepresidente statunitense Dick Cheney, da stagista del Congresso a uomo più potente del pianeta.

Un uomo estremamente riservato, Cheney ha cambiato il mondo come pochi leader negli ultimi cinquant’anni hanno saputo fare.

Il film ha ottenuto 8 candidature agli Oscar 2019, vincendo il Premio per il Miglior trucco, e sei candidature ai Golden Globes, dove si è aggiudicato il Premio Miglior attore per Christian Bale.

Info: Ingresso: intero 5€, ridotto 3€

Cortile scuole Crispi – Bonporti, via S. Giovanni Bosco, Trento ore 21 fino a esaurimento posti.

La vendita dei biglietti inizia un’ora prima della proiezione; in caso di pioggia la proiezione è sospesa.

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Spettacolo

Lunedì al cinema: “L’ultimo imperatore”

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Appuntamento con “Lunedì al cinema“, rassegna di film sotto le stelle dedicata al regista Bernardo Bertolucci, organizzata da Comune di Trento, Trentino film Commission e Opera universitaria.

Il 19 agosto è in programma “L’ultimo imperatore“.

Il prezzo del biglietto è di 5 euro (intero) e 3 euro (ridotto per ragazzi fino a 15 anni), la proiezione si terrà alle 21 nel cortile delle scuole Crispi di Trento, in caso di pioggia sarà sospesa; la vendita dei biglietti inizia alle 20.

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Sinossi – La vera storia di Pu-Yi, incoronato nel 1908 all’età di tre anni imperatore della Cina.

Il colossal italiano più conosciuto al mondo segue le tappe della sua crescita nella Città Proibita, alternandole con il rimpatrio come criminale di guerra e la rieducazione impostagli dalla Cina maoista dopo la detenzione.

Alla sua morte, nel 1967, Pu-Yi è un cittadino qualsiasi della Repubblica Popolare Cinese. La pellicola, agli Oscar del 1988, ha fatto incetta di premi, aggiudicandosene ben 9 tra cui Miglior film, Miglior regia e Miglior fotografia.

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Spettacolo

L’addio alla Toffa nel Duomo di Brescia, grande folla. Don Patriciello: “Nadia non è morta”

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L’applauso della grande folla all’arrivo della bara nella cattedrale di Santa Maria Assunta a Brescia, la lunga e commovente cerimonia cominciata alle 10. 30 di questa mattina e conclusasi intorno alle 11.45, con la messa celebrata da Padre Maurizio Patriciello, il prete della terra dei Fuochi.

Un evento commovente, a tratti straziante quello dei funerali di Nadia Toffa, ai quali erano presenti vip e cittadini per l’ultimo saluto alla giornalista e conduttrice delle Iene, morta a soli 40 anni per un tumore al cervello contro il quale combatteva da quasi due anni.

Il feretro bianco ricoperto di rose è stato accolto da un lungo applauso da parte di centinaia di persone. Prima dell’inizio delle esequie l’autore delle Iene Davide Parenti ha deposto sulla bara chiara la cravatta nera, simbolo della redazione.

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«Se qualcuno oggi ti dice “Nadia è morta”, non ci credere, è una menzogna», ha detto durante l’omelia don Patriciello ,ricordando la personalità di Nadia e la sua grande voglia di vivere e di lottare contro le ingiustizie.

«Abbiamo il dovere di ricordare a tutti la sua lotta. Dobbiamo raccogliere quello che ha lasciato perché nulla di quello che ha lasciato, nulla vada perduto», ha sottolineato il sacerdote.

Fuori dal Duomo, dopo i funerali, uno ad uno i colleghi della redazione della trasmissione di Italia 1 sono sfilati davanti al feretro per rendere omaggio alla collega. Il carro funebre ha poi lasciato piazza Paolo VI accompagnato da un altro commosso, interminabile applauso.

«È come perdere una sorella», ha affermato l’amico e collega Giulio Golia. «La gente l’amava perché era autentica e l’ha capito. Nadia ha reso concrete azioni per la giustizia in un’epoca di odio“, ha detto di lei Enrico Lucci.

Sui social oltre 10 mila persone hanno deciso di seguire l’evento.

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