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Trento

Arrestato Juan Antonio Surroche, l’anarchico del gruppo di Rovereto

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Juan Antonio Surroche fermato dopo l'aggressione al ministro La Russa

L’accusa che ha portato all’arresto di Juan Antonio Sorroche è di strage e attentato con finalità di terrorismo.

L’anarchico il 12 agosto voleva compiere un attentato alla sede della lega a Treviso.

Spagnolo d’origine, ma residente in Trentino da anni, è legato al movimento anarchico di Rovereto, di cui è uno dei protagonisti.

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Non è la prima volta che “si mette in mostra”.

Nel 2006 a Trento la mezzofondista Eleonora Berlanda stava portando la fiaccola di Torino, quando era stata aggredita da un gruppo di anarchici e scippata della fiaccola.

Fra loro era presente anche Sorroche, arrestato insieme a Massimo Passamani, Daniele Benedetti e Daniela Battisti.

Tornando al 12 agosto, nella notte era stata fatta esplodere una bomba carta all’esterno della sede leghista. Un ordigno piazzato sulla scala antincendio non aveva causato danni, mentre un secondo ordigno collocato nel piazzale era rimasto fortunatamente inesploso grazie all’intervento degli artificieri.

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Si trattava di una pentola a pressione piena di chiodi collegata a un filo di nylon che, una volta calpestato, avrebbe dato origine all’esplosione.

Dell’attentato era stata ritrovata una rivendicazione sul web e le indagini della polizia avevano portato all’arresto di Sorroche, latitante dal 2017 e su cui pendevano due ordini di carcerazione (Tribunale e Procura Generale di Torino) per un totale di sei anni e un mese di carcere.

A collocare Sorroche con certezza, secondo la procura antiterrorismo guidata da Bruno Cherchi, sul luogo dell’esplosione è stata una traccia biologica, probabilmente di sudore, rinvenuta sui fili dell’ordigno.

Il Dna di Sorroche è stato inoltre ritrovato su una delle due buste inviate ai giornali come rivendicazione. «L’attacco – ha ribadito Cherchi – avrebbe potuto provocare una strage».

Per scovare il nascondiglio di Surroche, grazie anche al supporto della polizia spagnola, sono stati monitorati gli spostamenti di Manuel Oxoli, anarchico bresciano residente anche lui in Trentino, fino a quando i due si sono incontrati il 22 maggio a Marmentino, un isolato comune dell’alta val Trompia in provincia di Brescia.

L’uomo è stato arrestato in un boschetto, dopo che le forze dell’ordine per giorni hanno monitorato il luogo con i raggi infrarossi.

Tre giorni dopo nel carcere di Canton Mombello di Brescia si sono svolte le udienze di convalida del fermo emesso nei confronti di Surroche e di Oxoli accusato di favoreggiamento personale. Ad incastrare l’anarchico spagnolo sono state le tracce di DNA ritrovate su uno dei due ordigni.

Ma sembra che la cosa non sia finita qui. La procura infatti ora è alla caccia dei fiancheggiatori, fra i quali potrebbero esserci altri anarchici legati al gruppo di Rovereto.

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Trento

Attacco alla Voce, solidarietà dal M5S Alto Adige. Nicolini: “Dai quotidiani Cierre vero giornalismo d’inchiesta”

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Il messaggio di solidarietà alle redazioni de La Voce del Trentino e de La Voce di Bolzano per l’attacco violento dei vandali ai danni della redazione trentina dei quotidiani e le minacce continue all’indirizzo di direttore ed editore è arrivato oggi anche dai rappresentanti del MoVimento 5 Stelle Alto Adige/Suedtirol.

Piena solidarietà all’intera redazione del quotidiano online LaVocediBolzano.it/ LaVocedeltrentino.it ed alla sua direttrice Elisabetta Cardinali – afferma il MoVimento 5 Stelle locale in relazione al danneggiamento delle vetrate della sede del quotidiano – . Il giornalismo d’inchiesta, svolto con lo scopo di svelare le malefatte ed i veri intenti dietro gli slogan di facciata, è stato il lavoro svolto da Elisabetta e da tutte le giornaliste ed i giornalisti che collaborano con la testata“.

Siamo, forse, fin troppo abituati ad un giornalismo al servizio delle maggioranze politiche di turno ed abbiamo dimenticato l’essenza del giornalismo volto a sfidare le lobby al servizio della libera informazione. Il modo di raccontare i fatti e le notizie sulla “Voce di Bolzano” ha più volte permesso che emergessero affari poco trasparenti, pensiamo da ultimo al reportage con le crepe all’interno del S. Maurizio“.

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Un’informazione di tal tipo è al servizio della collettività: se la vicenda connessa alla legge Ad Personam, fatta emergere dal MoVimento, oppure se la vera natura della maggioranza, volta a creare, ancora una volta, una divisione etnica in Alto Adige (realizzatasi attraverso il sostegno ad un emendamento di SF che ha permesso la cancellazione del toponimo Alto Adige), fosse emerso durante un’intervista o durante un’attività d’inchiesta, si sarebbe creata una migliore informazione e le minoranze politiche della nostra Provincia avrebbero potuto occuparsi di numerose proposte volte a migliorare realmente la vita delle cittadine e dei cittadini del nostro Alto Adige/Südtirol“.

Conclude il consigliere provinciale e regionale del MoVimento Diego Nicolini: “Ci affidiamo totalmente alle autorità competenti per la prova dei fatti e l’individuazione dei colpevoli di questo vile atto intimidatorio“.

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Trento

Comune di Trento: martedì 29 ottobre all’asta biciclette e oggetti smarriti

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Martedì 29 ottobre alle 14 presso la tensostruttura di via Conci a Villazzano Tre è in programma la gara informale con il metodo del pubblico banditore a favore del migliore offerente, alla vendita di biciclette ed altri beni mobili depositati in qualità di oggetti rinvenuti e mai reclamati dal legittimo proprietario divenuti quindi di proprietà comunale.

I beni in vendita, il cui elenco completo è pubblicato sul sito del Comune, saranno visionabili il giorno della gara dalle 11 alle 13.45.

Le biciclette e gli altri oggetti verranno venduti con la clausola del “visto e piaciuto”, nello stato di fatto e di diritto in cui si trovano.

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Il prezzo base di ciascun lotto è specificato nell’elenco di cui sopra. Le offerte in aumento sul prezzo base non potranno essere inferiori a 5 euro per i lotti relativi alle biciclette e a 1 euro per gli altri lotti.

Alla gara informale possono partecipare solo maggiorenni muniti di documento di riconoscimento e codice fiscale. Ciascun acquirente potrà aggiudicarsi al massimo cinque lotti.

Per informazioni è possibile contattare il servizio Beni comuni e gestione acquisti – ufficio Economato ( Giovanni Sartori n. tel. 0461/884335).

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Trento

Controlli mezzi di trasporto: contestate infrazioni per 5.598,80 euro

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Giovedì scorso si sono svolti presso i capannoni della Trentino Trasporti in via Innsbruck – i controlli nell’ambito del trasporto nazionale e internazionale di merci su gomma condotti dal Nucleo Autotrasporto della Polizia Locale di Trento unitamente a personale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Nove i veicoli controllati per un totale di dodici sanzioni.

Un’attività della polizia locale con la duplice finalità di migliorare la sicurezza in ambito stradale nell’ambito delle principali arterie del capoluogo e di reprimere la concorrenza sleale di quei vettori che, non rispettando le regole, finiscono con anteporsi agli autotrasportatori in regola della nostra provincia.

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Durante i controlli sono stati impegnati 3 ingegneri della Direzione Compartimentale Nord Est del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti con qualifica di polizia stradale, 1 coordinatore di Polizia Locale, 4 operatori di Polizia Locale e in affiancamento il comandante della Polizia Locale di Fassa e 3 agenti della stessa.

12 le infrazioni contestate ai nove veicoli controllati per un totale di 5.598,80 euro.

7 sanzioni per dispositivi alterati o non funzionanti, una per emulatore ad blue, 2  per la circolazione con tachigrafo alterato perché oggetto di interventi tendenti a falsarne le registrazioni, uno per trasporto internazionale di merci con prove documentali non conformi.

Sono state ritirate 2 patenti, 2 carte di circolazione. Una di queste è stata sospesa per motivi di sicurezza

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