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Italia ed estero

Pro Vita & Famiglia: «Soddisfatti dal risultato delle urne»

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Il movimento “Pro Vita & Famiglia” aveva fatto firmare una dichiarazione d’intenti a quei candidati che si fossero riconosciute nelle tematiche sociali portare avanti dall’associazione.

A votazioni conclus, Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vicepresidente di Pro Vita & Famiglia e del Congresso delle Famiglie di Verona, così commentano il risultato elettorale: Siamo soddisfatti dal risultato delle urne perché una buona pattuglia di candidati che ha firmato il nostro Manifesto per la Vita e la Famiglia è stata eletta come rappresentante nel prossimo Parlamento europeo. Rimaniamo in attesa dei risultati definitivi, ma i voti espressi dal popolo italiano sono la prova che il Congresso di Verona abbia rappresentato un vero punto di svolta per l’Italia, dal quale ripartire”.

Brandi e Coghe hanno ribadito che i vari candidati “che hanno aderito al Manifesto, e si sono quindi impegnati a rispettare i quattro punti in esso contenuti, sono stati premiati dagli elettori”.

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Il risultato delle urne, hanno concluso,ci convince che difendere la Vita e la Famiglia non è medievale né retrogrado, ma paga e darà buoni frutti nell’Europa che verrà”.

Anche CitizenGo aveva fatto firmato il Manifesto a difesa della vita e della famiglia.

Ad esser stati eletti al Parlamento Europeo sono stati Massimiliano Salini (Forza Italia), Carlo Fidanza (Fratelli d’Italia), Simona Renata Baldassarre (Lega), Antonio Maria Rinaldi (Lega), Luisa Regimenti (Lega), Isabella Tovaglieri (Lega) e Andrea Caroppo (Lega).

Ma non sono di certo gli unici candidati pro-family ad avercela fatta.

Altri, che non hanno avuto modo di firmare il Manifesto di CitizenGO, spesso per la nostra difficoltà a raggiungerli nel mezzo della campagna elettorale, hanno comunque chiaramente condiviso apertamente le nostre istanze. Penso a Nicola Procaccini (Fratelli d’Italia), Paolo Borchia (Lega), Silvia Sardone (Lega) e altri.

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Italia ed estero

Violenza sulle donne, il Codice rosso diventa legge. Il revenge porn e il matrimonio obbligato diventato reati

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Con 197 sì e 47 astenuti (tra cui Leu e Pd) il Senato ha dato il via libera definitivo al disegno di legge sulla tutela delle vittime di violenza di genere e domestica.

Si tratta del cosiddetto Codice Rosso che a breve verrà pubblicato in Gazzetta ufficiale: il testo modifica codice penale, codice di procedura penale e altre disposizioni di legge in materia di violenza sulle donne.

Il Codice Rosso accelera l’iter dei procedimenti che riguardano i casi di violenza, a partire dalla denuncia che avrà una corsia preferenziale.

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Più veloci saranno anche le indagini con l’obbligo di attivazione da parte della polizia giudiziaria alla notizia di reato per la comunicazione immediata al pubblico ministero, che da parte sua avrà l’obbligo di sentire la vittima entro tre giorni.

Con la nuova legge inoltre una donna avrà ben 12 mesi a disposizione anziché i 6 attuali.

Per la violenza sessuale le pene salgono a 6-12 anni, quando la reclusione minima è di 5 anni e quella massima di 10. La violenza diventa aggravata in caso di atti sessuali con minori di 14 anni a cui è stato promesso o dato denaro o qualsiasi altra utilità.

Per lo stalking la reclusione passa dai 6 mesi-5 anni al minimo di un anno e massimo di 6 anni e 6 mesi.

Il cosiddetto Revenge Porn diventa reato: chiunque invii, pubblichi o diffonda foto o video di contenuto sessualmente esplicito di una persona senza il suo consenso, rischia da uno a sei anni di carcere e una multa da 5.000 a 15.000 euro.

La stessa pena si applica anche a chi riceve le immagini e le diffonde a sua volta. La pena viene aumentata se l’autore della vendetta è il coniuge (anche separato o divorziato), un ex o se i fatti sono avvenuti con strumenti informatici.

Per i maltrattamenti in famiglia, la reclusione passa dagli attuali 2-6 anni a 3-7 anni; la pena è aumentata fino alla metà se il fatto avviene in presenza o ai danni di un minore, di una donna in gravidanza, di un disabile oppure se l’aggressione è armata.

Sui casi di aggressione a una persona, con lesioni permanenti al viso fino a deformarne l’aspetto, il responsabile è punito con la reclusione da otto a quattordici anni. Ergastolo se lo sfregio provoca la morte della vittima. Per i condannati sarà più difficile ottenere benefici come il lavoro fuori dal carcere, i permessi premio e le misure alternative.

Gli ingressi in pronto soccorso per violenza o maltrattamentiverranno classificati come codice rosso e trattati in via prioritaria.

Verrà punito infine chi induce un qualcun altro a sposarsi, anche con unione civile, usando violenza, minacce o approfittando di un’inferiorità psico-fisica o per precetti religiosi.

In una nota, il ministro della Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno afferma che la legge Codice Rosso rappresenta il massimo che si può attualmente fare sul piano legislativo per combattere la violenza sulle donne e di uno strumento importante con il quale “si vuole scongiurare che le donne stiano mesi o anni senza ricevere aiuto”.

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Italia ed estero

Epidemia di Ebola in Congo: 1.665 morti, fra cui 750 bambini

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In Congo, 750 bambini sono stati colpiti dal virus Ebola (31% dei casi) ed il 40% ha meno di 5 anni.

Fino ad oggi quasi 2.500 persone sono state contagiate nel focolaio in corso, di cui 1.665 sono morte.

Lo ha reso noto Marixie Mercado, portavoce dell’Unicef al Palazzo delle Nazioni a Ginevra, dopo una missione nella Repubblica Democratica del Congo, a Kivu Nord e Ituri, le due province colpite dal virus, e a Goma, Beni, Butembo e Bunia.

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“Questa epidemia, ha avvertito Mercado, sta contagiando un maggior numero di bambini rispetto alle precedenti. Al 7 luglio, si erano verificati 750 contagi fra i bambini. Questo numero rappresenta il 31% del totale dei casi, rispetto a circa il 20% nelle epidemie precedenti. I bambini piccoli, con meno di 5 anni, sono particolarmente colpiti e a loro volta stanno contagiando le donne. Fra gli adulti, le donne rappresentano il 57% dei casi”.

Mercado ha inoltre sottolineato che il tasso di mortalità della malattia per i bambini con meno di 5 anni è del 77%, rispetto al 67% di tutti i gruppi di età: “Prevenire i contagi fra i bambini deve essere al centro della risposta all’Ebola”, ha affermato.

L’intensa attenzione dei media e le comunicazioni professionali per gli operatori sanitari per quanto riguarda l’epidemia africana nell’ovest, dimostra che i servizi di sanità pubblica dell’UE sono altamente consapevoli e preparati per la possibilità di pazienti infettati dal virus Ebola in Europa.

L’ECDC, in ogni caso ha fatto sapere che sta monitorando strettamente lo sviluppo di questa epidemia.

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Italia ed estero

Antidroga, record di sequestri nel 2018. Salvini: «Nessuna tolleranza per la droga e per i venditori di morte»

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Sequestri record di droghe nel 2018, i più consistenti dal 1985.

E’ la fotografia scattata dalla “Relazione annuale 2019″ con i numeri sulla lotta al narcotraffico ed analisi sul trend dell’andamento del fenomeno.

«Nessuna tolleranza per la droga e per i venditori di morte», ha commentato il ministro Salvini. «Grazie a Forze dell’ordine e inquirenti che tengono sempre alta la guardia. Da parte nostra, siamo orgogliosi di aver avviato alcune iniziative come Scuole sicure per moltiplicare i controlli e la caccia ai pusher. Senza dimenticare le iniziative dei prefetti sulle grandi piazze di spaccio e il dialogo con i sindaci per allontanare balordi e criminali dalle città. Faremo sempre di più e meglio».

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Tra i dati presenti nel documento, pubblicato sul sito della Direzione centrale per i Servizi Antidroga della polizia di Stato, la crescita del consumo di droghe sintetiche soprattutto tra le fasce giovanili.

Benché la rilevazione 2018 si attesti sulle stesse percentuali di incidenza dell’anno precedente, cresce dell’8,31% il numero degli stranieri responsabili della distribuzione e parcellizzazione dell’eroina, soprattutto tra quelli di nazionalità nigeriana, tunisina, marocchina, albanese e pakistana, e del 35,60% quello attinente alle droghe sintetiche, in questo caso, con una maggiore incidenza di cittadini filippini, tunisini, marocchini e albanesi.

Di preoccupante rilievo è, invece, l’aumento del 26,15% dei minorenni responsabili del reato di cessione di hashish, una delle presentazioni della cannabis più utilizzate da giovani e giovanissimi, anche se complessivamente il numero dei minori segnalati all’Autorità Giudiziaria, nel 2018, è stato pari al 3,57% del totale delle persone segnalate a livello nazionale, e ha evidenziato un decremento del 6,73% rispetto all’anno precedente. Solo il 19,53% dei minori denunciati è di nazionalità straniera, in particolare tunisina, marocchina, romena, senegalese ed egiziana, mentre il rimanente 80,47% è di nazionalità italiana.

Quanto agli scostamenti negativi nei sequestri, quello relativo alla cocaina non può indurre a facili ottimismi in ragione di una riduzione effettiva della minaccia. In termini assoluti, è opportuno sottolinearlo, sono oltre 3,6 le tonnellate di cocaina sottratte al mercato illegale, un quantitativo ben 4 volte superiore a quello dell’eroina intercettata nel medesimo periodo, e circa 13.000 i responsabili denunciati all’Autorità Giudiziaria perché coinvolti, a vario titolo, nei traffici illeciti di questa sostanza che, ancora oggi, rappresenta il principale business dei maggiori sodalizi criminali nazionali e internazionali.

Crescono per il secondo anno consecutivo le morti per overdose che, nel 2018, segnando un aumento del 12,84% rispetto all’anno precedente, raggiungono quota 334, con un incremento pari a 38 unità. In circa la metà dei casi, la causa del decesso è da attribuire al consumo di oppiacei (154 casi all’eroina, 16 al metadone, 1 al furanilfentanil). Dal 1973, anno in cui hanno avuto inizio le rilevazioni in Italia sugli esiti luttuosi per abuso di droga, sono complessivamente 25.405 i morti causati dal consumo di stupefacenti.

Clicca qui per leggere il rapporto completo

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