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Trento

Investimenti in ricerca, alta formazione e assunzioni: l’intesa fra Università e Provincia per il 2019

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Su proposta dell’assessore provinciale all’istruzione, università e cultura la Giunta ha approvato venerdì uno schema di intesa con l’Università di Trento che definisce gli obblighi e i vincoli a carico dell’Ateneo per il raggiungimento degli obbiettivi di finanza pubblica per l’anno in corso.

Lo Statuto di Autonomia, infatti, riconosce la competenza esclusiva della Provincia per la determinazione degli obblighi relativi al patto di stabilità interno e al coordinamento della finanza pubblica nei confronti di enti e organismi finanziati, tra i quali appunto l’Università di Trento, con la quale viene raggiunta un’intesa, in mancanza della quale scattano obblighi e vincoli fissati a livello nazionale.

Per il 2019, in analogia con i precedenti anni, sono previsti vincoli su macro temi come il controllo dell’indebitamento e dell’equilibrio economico, la definizione delle assunzioni e del contenimento delle spese di personale, la qualificazione della spesa in ricerca, alta formazione e investimenti, il contenimento dei costi cosiddetti “comuni” (servizi, materiali di consumo, ammortamenti e oneri vari di gestione) e la condivisione dei servizi con le società di sistema provinciale.

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Alcune novità riguardano il personale e in particolare il numero delle assunzioni in deroga e la possibilità di introdurre degli incrementi stipendiali per il personale tecnico-amministrativo, senza modificare il vincolo sul contenimento della spesa complessiva. In aggiunta al turn over, previsto comunque al 100% del personale cessato (vincolo applicato anche per docenti e ricercatori), la proposta è di una deroga di 7 POE, mentre lo scorso anno il limite era stato fissato a 4 POE.

L’Ateneo ha evidenziato la necessità di ampliare la propria dotazione di personale da destinare a laboratori di ricerca avanzata, alla sicurezza e al rispetto degli obblighi di legge relativamente agli immobili e ai sistemi informativi. Altre aree riguardano il consolidamento delle funzioni acquisti e gare, il reclutamento personale, la gestione privacy/legale, il trasferimento tecnologico, i rapporti con imprese, la gestione eventi, il supporto amministrativo ai Dipartimenti e i servizi didattici.

Si prevede, inoltre, la sottoscrizione di un contratto collettivo integrativo per il periodo 2019-2021 che consenta, per il personale tecnico amministrativo e per i collaboratori esperti linguistici con anzianità di servizio minima, un adeguamento retributivo permanente finalizzato a ridurre il gap retributivo tra gli stipendi del personale amministrativo provinciale e quello dell’Università.

Altre assunzioni sono previste per stabilizzazioni e per ricercatori a tempo determinato, in quest’ultimo caso purché siano cofinanziate da enti di ricerca nazionali o euro regionali. Per il personale dirigente e tecnico amministrativo è prevista l’applicazione dell’indennità di vacanza contrattuale stabilita attraverso il rinnovo del contratto collettivo nazionale del prossimo triennio.

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Viene confermato il sistema di trattamento economico differenziato in relazione a criteri di merito individuali e degli strumenti di flessibilità gestionale delle prestazioni lavorative e il sistema premiale dei dirigenti basato sulla valutazione periodica.

Per quanto riguarda gli altri nodi dell’intesa, Università e Provincia puntano a qualificare la spesa dell’ateneo, mantenendo il rapporto fra costi istituzionali e costi totali almeno pari al 65%.

Per costi istituzionali si intendono quelli per personale docente e ricercatore, gli interventi a favore di studenti, le borse di studio, gli assegni di ricerca, i servizi e gli acquisti a favore della ricerca e della didattica.

Un altro punto d’interesse riguardala condivisione dei servizi con le società di sistema provinciale:  se sussistono condizioni di efficacia, economicità e standard compatibili, l’Ateneo dovrà avvalersi dei servizi offerti dalle agenzie e dagli enti strumentali della Provincia.

Inoltre, per acquisti di beni e forniture d’importo pari o superiore alla soglia comunitaria finanziati da risorse provinciali, l’Ateneo dovrà avvalersi delle convenzioni sottoscritte dall’APAC (l’Agenzia provinciale per gli appalti e i contratti) e degli strumenti del mercato elettronico provinciale.

Fuori da questi casi e per i contratti connessi all’attività di ricerca scientifica non standardizzati e non aggregabili, l’Università è autorizzata ad effettuare autonome procedure di gara anche per importi pari o superiori alle soglie comunitarie.

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Trento

Paura in via Trieste, autovettura prende fuoco. Il Video

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Grande paura stamane verso le 11.00 in viale Trieste, la strada che costeggia il torrente Fersina fino a congiungersi con via Grazioli.

Dopo un’esplosione un’autovettura è stata avvolta improvvisamente dalle fiamme creando il panico fra i residente della via.

Sono subito intervenuti i vigili del fuoco e la polizia municipale. 

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I vigili muniti di estintori hanno subito limitato le fiamme spegnendo dopo pochi minuti l’incendio. 

Pare che le fiamme siano partite per un problema elettrico. Gli agenti municipali stanno cercando di capire le motivazioni dopo aver allertato il proprietario.

Non viene segnalato nessun ferito.

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Trento

Fugatti: Medicina a Trento, una sfida che l’Autonomia può vincere. Dalzocchio: «Vittoria di tutti i trentini»

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È arrivato il via libera nella giornata d ieri da parte del Comitato provinciale di coordinamento al progetto di un corso di studi Medicina e Chirurgia a Trento.

Si tratta di un risultato importante per il quale la Provincia autonoma di Trento, per voce del suo assessore all’Università Mirko Bisesti, e l’Università di Trento, con il rettore Paolo Collini esprimono forte apprezzamento, dopo settimane di confronto serrato, intenso ma sempre leale, tenuto conto dell’importanza della posta in gioco.

Resta ferma la volontà di attivare un progetto comune che preveda una effettiva e rilevante cooperazione accademica che possa ricomprendere gli atenei di Trento, Verona e Padova.

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Tenuto conto delle modalità e dei tempi di accreditamento del nuovo corso di Medicina – che per l’anno accademico 2020/21 può essere ottenuta dal corso interateneo UniTrento/UniVerona approvato dai rispettivi organi di Ateneo – le tre università e la Provincia autonoma di Trento hanno concordato di attivare sin d’ora un tavolo di lavoro per definire ruoli, modalità e tempi per il coinvolgimento di UniPadova nel rispetto delle reciproche competenze, a partire dall’anno accademico successivo (2021-2022).

Grazie al coinvolgimento degli atenei di Padova e di Verona che si sono resi disponibili, è stato peraltro confermato il comune obiettivo di anticipare la presenza – su base volontaria – degli studenti e delle studentesse trentini/e frequentanti tali università nella fase finale dei corsi di studi presso le strutture della APSS di Trento già a partire dal prossimo anno accademico, ampliando quanto già previsto dalla convenzione dell’Università di Verona per la medicina generale.

“E’ una sfida importante per le tre università coinvolte, quelle di Trento, di Verona e di Padova, chiamate a collaborare, nel rispetto delle rispettive autonomie, per la creazione di un corso di Medicina e Chirurgia a Trento. Ma è anche una sfida per l’Autonomia del Trentino, che ha di fronte un obiettivo nuovo e ambizioso. Siamo convinti che ancora una volta la nostra terra sarà all’altezza dell’obiettivo che si è posta“: così il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, nel commentare la concreta disponibilità espressa dalle tre università al progetto che le vedrà -in tempi diversi- coinvolte, con l’obiettivo di dare al territorio le risposte che si attende sul piano della formazione di nuovo personale medico-sanitario.

“E’ un passaggio importante – sottolinea Fugatti – che mette il Trentino nella condizione di aggiornare e rafforzare la propria competitività in un settore dell’alta formazione che non aveva mai esplorato prima, con possibili ricadute positive anche sui territori vicini, a partire dalla provincia di Bolzano. Al tempo stesso si tratta di una sfida che dobbiamo affrontare, per dare risposte concrete ad un territorio di montagna come il nostro, che presenta delle peculiarità anche sul piano dell’assistenza sanitaria e ospedaliera, un elemento centrale per la qualità della vita delle popolazioni residenti, e anche per i tanti turisti e visitatori. Apprezziamo l’atteggiamento manifestato dagli atenei coinvolti, che hanno raccolto la nostra proposta, ed in particolare la disponibilità al dialogo manifestata dai tre rettori. Il Trentino dell’Autonomia saprà dimostrare ancora una volta di essere all’altezza della  scommessa”.

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Parla invece di «Vittoria non della Lega ma di tutti i Trentini» la capogruppo della Lega in consiglio provinciale Mara Dalzocchio che si ritiene molto soddisfatta per come si sta concludendo la vicenda riguardante la scuola di medicina.

«Quello firmato ieri in rettorato è un accordo storico non solo per la città di Trento – riporta una nota di Mara Dalzocchio –  ma anche per tutto il Trentino. Si tratta di una collaborazione a tre tra le università di Trento, Padova e Verona: una mediazione, dunque, tra il progetto presentato dalla Giunta e quello proposto da UniTn. È il frutto di un duro lavoro svolto dal Presidente Fugatti e dall’Assessore all’Università Mirko Bisesti, che sono riusciti a gettare le basi su un progetto in tempi rapidi e ciò dimostra ancora una volta come questa Giunta punti a rilanciare il territorio, migliorando e ottimizzando le sue eccellenze con celerità. Un grazie ovviamente va detto anche al rettore Collini e a tutta l’Università di Trento. Con l’accordo di oggi viene altresì smentito quel clima di angoscia sociale che qualcuno aveva descritto fino a pochi giorni fa. Quella della Scuola di Medicina comunque non deve essere vista come una vittoria solo della Lega, ma dei trentini che sicuramente beneficeranno di una simile struttura che avrà come obiettivo quello di migliorare sempre di più il nostro Ateneo e non solo».

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Trento

Trento: uomo con problemi psichici «sequestra» l’assistente sociale

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Momenti di tensione ieri mattina a Trento Nord in uno degli appartamenti di Palazzo Onda.

Un uomo affetto da problemi psichici dopo aver accolto l’assistente sociale  l’ha di fatto sequestrata impedendole di uscire dall’appartamento.

Dopo la chiamata al 112 sono accorsi sul posto i carabinieri, i vigili del fuoco e gli agenti della polizia locale.

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Il soggetto che è monitorato costantemente dai servizi sociali non è mai stato pericoloso per se e per gli altri.

Temendo però per l’incolumità dell’assistente sociale e preoccupati per le possibili armi in possesso dell’uomo i soccorsi hanno tentato un blitz salendo con le scale fino al suo appartamento.

Alla fine la situazione è stata risolta ed è tornata alla normalità.

L’uomo è stato trasferito in ospedale e sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio.

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