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Trento

Fallimento Mercatone Uno: preoccupazione da parte dell’assessore Spinelli

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La notizia improvvisa del fallimento di Mercatone Uno viene appresa con preoccupazione anche dalla Provincia autonoma di Trento.

Lo conferma l’assessore allo sviluppo economico Achille Spinelli che dichiara la massima attenzione e celerità prima di tutto per attivare le tutele previste per i lavoratori ed in secondo luogo per dare mandato a Trentino Sviluppo di verifica delle ipotesi di insediamento alternative che è possibile proporre alla curatela o di individuazione delle imprese già presenti che possano assorbire almeno parte della forza lavoro trentina.

La Shernon Holding (proprietaria del marchio) aveva alzato bandiera bianca nel mese di aprile 2019 (qui articolo) chiedendo il concordato e per i dipendenti del Mercatone Uno (una trentina) si era aperto lo scenario peggiore degli ultimi anni.

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Solo ad agosto dello scorso anno la Shernon aveva acquisito i 55 punti vendita della nota azienda di Imola finita in gestione ai commissari straordinari.

Nelle intenzioni della holding, il concordato voleva salvaguardare l’operatività e la continuità aziendale e prova ad azzerare tutti gli equilibri e assetti aziendali per ridare competitività alla catena di punti vendita di Mercatone Uno.

Poi il 23 maggio la dichiarazione di fallimento.

Nelle ultime settimane però i magazzini erano vuoti, i fornitori non consegnavano o ritiravano la loro merce in quanto non pagata e i clienti venivano rimborsati per la mancata consegna di quanto ordinato a singhiozzo.

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Ora sono molti i clienti che hanno dato la caparra e che non potranno più ritirare la merce. In poche parole ci rimetteranno soldi e merce. In molti punti vendita sono infatti già stati messi i sigilli.

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Trento

Niccolò Nardelli: da «Tu Sì Que Vales» a portatore di pace nel mondo

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Lui si chiama Niccolò Nardelli, 22 anni di Martignano, artista di strada che ha partecipato a “Tu Sì Que Vales”, conquistando il pieno di applausi dopo aver incantato il pubblico e i giudici.

L’ex alunno dell’Istituto Artigianelli, noto in città per le sue esibizioni in centro, sul palco della trasmissione con le sue sfere magiche, proponendo uno spettacolo ricco di abilità e di poesia ha catturato l’attenzione di oltre 4,4 milioni di spettatori totalizzando il 22% di share. Un successo insomma.

«Ho iniziato a fare giocoleria a 10 anni e ora faccio l’artista di strada. Io cerco di fare uscire dagli oggetti la loro anima. Mi piace emozionare» racconta Niccolò.

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La sua per certi versi è una storia straordinaria fatta di sogni che piano piano si sono avverati: «Se mi avessero chiesto a 5 anni cosa avrei voluto fare di lavoro da grande avrei detto l’inventore di giocattoli o il paleontologo per la passione che avevo per i dinosauri»

Poi la folgorazione quando dopo una conversazione con la mamma decise che da grande avrebbe portato la pace nel mondo.

Niccolò allora era un bambino come tutti, non aveva particolari abilita, anzi era dislessico, per questo forse la sua emotività era molto più sviluppata di altri.

«Ero consapevole di avere un po’ di problemi di salute ma sapevo di avere il dono di vedere la vita attorno a me piena di innocenza e bellezza e questo, insieme alla mia testa dura mi ha portato dove sono oggi» – ricorda 

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Niccolò a 11 anni inizia a frequentare, grazie alla sorella, l’area teatro di Piedicastello dove si poteva andare gratuitamente ed imparare a fare giocoleria.

L’insegnante era colui che gestiva l’area, e che nel corso degli anni gli avrebbe aperto le porte a questo mondo stupendo.

Niccolò comincia a sperimentare i giochi con oggetti di ogni tipo, da quelli più conosciuti come clave e palline da lancio, a quelli meno conosciuti.

«A 14 anni fui rapito completamente da una sfera di cristallo chiamata in gergo tecnico Contact Ball, mi perdetti per anni a studiare ogni video realizzato da professionisti del genere, li guardavo e studiavo per arrivare al loro livello e quando mi allenavo il mondo intorno a me spariva, mi sentivo leggero ma soprattutto felice, molto felice».

Intanto il futuro giocoliere frequenta le superiori all’Istituto grafico Pavoniano Artigianelli fino al quarto anno dove riceve l’attestato da stampatore grafico.

Durante l’anno arriva una seconda folgorazione: scopre un secondo oggetto che si chiama Contact Hoop«Mi ricordo la sensazione di incredulità, quando lo vidi rimasi a dir poco stupefatto, dopo mesi e mesi di ricerche riusci ad acquistarlo cominciando ad allenarmi per un anno di fila».

È proprio in quel momento che il ragazzo 14 enne comincia a porsi delle domande sul suo futuro. «Cosa vuoi fare di lavoro?» «E sempre con quella innocenza io trovai la risposta: L’artista».

Il dado è tratto insomma: da qual momento Niccolò comincia ad esibirsi per le strade di Trento, durante il dopo scuola, in vacanza, e dovunque.

«Ciò che più mi incoraggiava e stupiva era che le persone si fermavano per il mio spettacolo sopportando il freddo e si congratulavano pure, tutto ciò mi dava una gioia immensa».

Le motivazioni e l’entusiasmo aumentano in proporzione alla gratificazione che riceve dal suo pubblico durante gli spettacoli finché poi arriva a proposta di frequentare un corso di mimo a Torino. «Accettai pensando che questa professione poteva aiutarmi a conseguire uno dei miei obiettivi, quello di portare la pace, ma farlo in un modo tutto mio, donare la pace come io sapevo fare».

Piano piano Niccolò crea le basi per il suo primo vero spettacolo di arte di stradaMercante di gravità” e questo diventa la chiave di volta per il successo: «tutto ciò infatti mi portò a Canale 5 a «Tu Si Que Vales».

È il viatico che lo porta all’inizio della sua carriera artistica.

Nei due anni successivi si affida da un’insegnante che lo aiuta molto nella crescita, «Incominciai a scrivere una storia riguardante il protagonista dello spettacolo (Mercante) ma non solo su di lui. Creai vari personaggi, molte storie e molti intriganti intrecci e decisi di provare a pormi un obbiettivo: scrivere un libro composto da 10 storie con protagonisti diversi ma tutti ambientati nello stesso mondo, le storie sarebbero state ispirate ognuna da una forma d’arte differente e io avrei cercato di trasporle con degli spettacoli».

Al momento “Mercante di gravità” è in costante sviluppo, infatti la storia del protagonista chiamato “Il mendicante di cenere”, sta per essere trasformata in uno spettacolo teatrale con delle innovative scenografie composte di luci e danze.  «Il titolo dello spettacolo – confida Niccolò – è “Racconti di un lume”. Io dopo tutto questo tempo non ho mai perso la mia innocenza  e il mio vedere le cose con un po’ di magia, ed anche nei momenti difficili non ho mai perso questo mio stile di vita che ha fatto emozionare il mio pubblico che ringrazio infinitamente per tutti gli aplasie e l’amore che mi ha donato fino ad ora».

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Trento

Giorno della memoria: il presidente Fugatti a Bolzano sui luoghi delle deportazioni naziste

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Dal lager nazista di via Resia, a Bolzano – un campo di smistamento, o durchgangslager – transitarono molti prigionieri poi inviati nei campi di sterminio Oltrebrennero. Ma anche il campo di Bolzano, come noto, fu teatro di violenze e di uccisioni.

Per questo, ogni anno, quel luogo è diventato un punto di riferimento imprescindibile per le manifestazioni del Giorno della memoria che si tengono in regione.

Il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, ieri mattina, ha partecipato assieme al presidente altoatesino Arno Kompatscher, al sindaco di Bolzano Renzo Caramaschi, e alle rappresentanze delle autorità e associazioni civili e militari, Anpi in testa, alle cerimonie nel capoluogo altoatesino, che oltre al lager di via Resia hanno toccato il monumento di Manlio Longon presso il cimitero maggiore, il cimitero ebraico e quel che resta dei binari di via Pacinotti da dove partirono le tradotte verso i campi di sterminio di Auschwitz, Mauthausen e altri.

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“Questi luoghi che conservano la memoria dell’Olocausto sono carichi di significati. – spiega il presidente Fugatti – Hanno certamente un valore generale, perché testimoniano di una violenza che ha colpito milioni di persone, fra cui tanti italiani, ma ne hanno uno particolare anche per noi trentini perché di qui sono passati nostri concittadini, per essere poi deportati nei lager nazisti. Dobbiamo conservare la memoria di tutto questo e trasmetterla alle nuove generazioni. Per questo lo scorso anno ho partecipato al Viaggio della memoria ad Auschwitz, assieme ad un gruppo di studenti trentini. E per questo a febbraio abbiamo invitato a Trento uno degli ultimi testimoni diretti dell’Olocausto, Oleg Mandic, conosciuto anche come ‘l’ultimo bambino di Auschwitz’, che racconterà la sia vicenda alla cittadinanza e agli studenti”.

Il Giorno della memoria è una celebrazione internazionale istituita nel 2005 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite per commemorare le vittime dell’Olocausto. La data simbolica per questa celebrazione, scelta dall’Onu, è quella della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz.

Il Trentino ha sempre aderito alla manifestazione e quest’anno, oltre a partecipare alle cerimonie di Bolzano, dove sorgeva un importante campo di smistamento per il quale sono transitati molti prigionieri politici, ebrei, rom e altre vittime dell’Olocausto nazista, ha invitato uno degli ultimi testimoni diretti di Auschwitz.

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Infatti, su iniziativa delle Associazioni Treno della Memoria e Terra del Fuoco Trentino e con il patrocinio e il sostegno della Provincia autonoma di Trento e della Fondazione Museo storico del Trentino, giovedì 13 e venerdì 14 febbraio sarà ospite a Trento Oleg Mandic, sopravvissuto ai lager nazisti e conosciuto come “l’ultimo bambino di Auschwitz”.

Racconterà la sua straordinaria storia  in un momento pubblico nella serata di giovedì 13 nella mattinata del 14 quando incontrerà gli studenti e le studentesse delle scuole trentine.

La cerimonia di oggi a Bolzano, oltre ai discorsi delle autorità, ha visto anche la toccante presenza di alcuni studenti delle scuole di Bolzano, che hanno ricordato sia vicende legate al Durchgangslager di via Resia e più in generale all’Olocausto nazista, sia anche i campi di concentramento dei giorni, nostri, dove le minoranze “sgradite”  (etniche, religiose, politiche) vengono rinchiuse e perseguitate.

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Trento

Oltre 314 mila visitatori nei castelli provinciali

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Ha chiuso con il segno positivo la stagione 2019 per i cinque castelli provinciali con l’ 1,15% in più di visitatori rispetto all’anno precedente. Al Buonconsiglio proseguono i lavori di restyling di spazi e collezioni.

La stagione 2019 per i castelli provinciali trentini si è conclusa positivamente con un dato complessivo finale di 314.850 visitatori registrati dal Castello del Buonconsiglio e dalle sedi distaccate di Castel Stenico, Castel Thun, Castel Beseno e Castel Caldes, ovvero l’1,15% in più rispetto al 2018.

In crescita il numero registrato al Castello del Buonconsiglio, che è stato visitato da 161 mila persone con un incremento dell’1,23 %, Castel Beseno con il 2,9% in più e Castel Thun che ha registrato 72mila visitatori ovvero il 2,8% in più rispetto al 2018. Castel Stenico (-4,7%) e Castel Caldes (- 2,5%) sono in leggero calo, va rimarcato però che nel 2019 l’ingresso a Caldes non era più gratuito come negli anni precedenti bensì a pagamento, quindi il risultato di quasi 18mila ingressi ottenuto, grazie anche alla mostra della “Collezione Cavallini Sgarbi“, è da ritenersi più che positivo.

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Il buon risultato del Castello del Buonconsiglio è dovuto anche al successo della mostra estiva dedicata ai tessuti antichi “Fili d’oro e dipinti di seta. Velluti e ricami tra Gotico e Rinascimento”. La rassegna ha riscosso un ottimo successo di pubblico con 62.294 visitatori e una media giornaliera di 587 persone. Il giorno con più ingressi è stato l’ultimo, che coincideva con la prima domenica del mese di novembre a entrata gratuita (2545 presenze), il mese con più turisti è stato invece agosto (24mila presenze).

Nel 2019 sono proseguiti i lavori dedicati al riallestimento e al restyling museale del Castello del Buonconsiglio completando diversi progetti iniziati due anni fa. A luglio 2019 è stato inaugurato il nuovo book shop, molto luminoso, essenziale, elegante e collocato a fine percorso di visita nel Revolto soto la loza. Progettato dallo Studio di architettura Raro, sta conquistando il favore del pubblico, che ne sta apprezzando anche la nuova offerta commerciale.

In pochi mesi ha visto la luce in un punto strategico del percorso museale.

Dopo la conclusione a marzo della campagna di restauro degli affreschi del Romanino, questo nuovo spazio museale risalta grazie alla leggera ed elegante vetrata che ne delimita lo spazio. La Sala Marangonerie, chiamata ora Sala del BUONconsiglio, è il nuovo punto “Info” del museo: filmati, una ricostruzione in 3d delle fasi evolutive del Castello del Buonconsiglio, cartine geografiche e un plastico interattivo sulla storia della città e del castello, forniscono al pubblico preziose notizie sulla città e sul ruolo avuto dal castello nel corso dei secoli all’interno del tessuto urbano.

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