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Rovereto e Vallagarina

Albanese ne combina di tutti i colori, denunciato dai Carabinieri di Vallarsa

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Alcune attività investigative del Comando dei Carabinieri Stazione di Vallarsa, hanno dato il suo frutto nell’ambito dei reati contro il patrimonio, infatti in questi giorni sotto la direzione del Comandante della Stazione Maresciallo Maggiore Gianluca Ballerin, è stato denunciato in stato di libertà un ventiseienne albanese, G.D., già noto agli uffici di polizia, per il reato di furto aggravato e per aver utilizzato un veicolo sottoposto a sequestro e a questi affidato.

L’incipit all’indagine è stato dato da un accertamento casuale alla circolazione stradale effettuata in data 10.05.2019 sulla SS46 del Pasubio nella giurisdizione del comando Stazione di Vallarsa.

Ed in particolare su un’autovettura che per eludere il controllo aveva preferito imboccare una deviazione in una strada privata.

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I militari individuato il conducente, che nel frattempo aveva lasciato il mezzo, ed identificato questi ammetteva di essere alla guida del veicolo che precedentemente si era sottratto al controllo e di aver lasciato il mezzo in una strada laterale.

Raggiunta la vettura, la persona risultava essere in possesso delle chiavi.

I carabinieri procedevano al controllo della regolarità dei documenti e notavano che la vettura in questione, risultava acquistata il giorno precedente a Merano (BZ).

Avuta certezza dell’identità della persona, lo stesso risultava sprovvisto di qualsiasi titolo di guida, la vettura sprovvista da copertura assicurativa RCA, nonché gravato da recidiva per la reiterazione nella guida senza patente e pertanto i militari procedevano al sequestro ai fini della confisca del veicolo sia ai sensi dell’Art. 193 comma 2, sia dell’Art. 116 comma 15 e 17 del C.d.S.

La cosa sembrava risolta e il giovane albanese, come da legge, dapprima indicava un luogo di custodia del mezzo e seguentemente faceva intervenire sul posto un carro attrezzi per il trasporto dello stesso.

Allo stesso venivano fornite le avvertenze sugli obblighi di custodia del veicolo, ma evidentemente il giovane pensava di essere molto più scaltro dei militari che secondo una sua supposizione non si sarebbero mai interessati ad una persona non residente nella provincia trentina.

Ma purtroppo per lui i carabinieri qualche giorno dopo 2019 consultando di iniziativa alcuni social network si imbattevano in un annuncio di vendita di veicolo che guarda caso era proprio il mezzo del giovane albanese posto la settimana precedente sotto sequestro.

Infatti sulla piattaforma social Facebook erano presenti due post datati 15.05.2019 relativi alla volontà di vendere l’autovettura, posta già sotto sequestro, per esportazione o come parti di ricambio, postando delle foto del veicolo mentre sostava su luogo pubblico.

Data l’impossibilità oggettiva di stabilire se i post fossero precedenti all’attività del comando Stazione Carabinieri di Vallarsa di data 10.05.2019 dato che il veicolo veniva acquistato il pomeriggio del 9 maggio 2019 in Merano (BZ), i militari procedevano per ad acquisire eventuali transiti del veicolo nella zona di residenza dopo il sequestro dello stesso e da questi ulteriori accertamenti acclaravano che il veicolo era transitato in data 10.05.2019 sotto il sistema di videosorveglianza posta sulla pubblica via lungo la S.P.46 del Pasubio in loc. Torrebelvicino (VI) con direzione Schio (VI).

Da quanto si è potuto ricostruire il reo appena raggiunta la zona di residenza ha preferito scaricare il veicolo anche forse per risparmiare sul compenso di trasporto e raggiungere in autonomia il luogo di custodia, consapevole che il veicolo era sottoposto a sequestro e senza assicurazione.

Ma il soggetto è rimasto nella mente dei carabinieri, come nel più classico dei romanzi di Sciascia “il Giorno della Civetta”, e scavando tra tabulati telefonici e incrociando i video degli impianti di videosorveglianza si scopriva che il giovane albanese era in Vallarsa nel novembre del 2018 quando nel territorio del Comando furono perpetrati dei furti ai danni di un parcometro del comune di Vallarsa e con il luogo del rinvenimento del parcometro.

Non è stato difficile per gli inquirenti ricomporre i vari pezzi del puzzle investigativo denunciando il giovane albanese per il danneggiamento e furto del parcometro e per la sottrazione di cose sottoposte a sequestro.

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Rovereto e Vallagarina

Martedì 25 giugno l’inaugurazione del nuovo complesso Itea in località Marco

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Il nuovo complesso che ospita 31 alloggi destinati alla locazione a canone sostenibile, realizzato da Itea Spa nell’abitato di Marco, nel Comune di Rovereto, sarà inaugurato martedì 25 giugno alle ore 11,00.

A dare il benvenuto alle nuove famiglie Itea, proveniente dalla graduatoria stilata dalla Comunità della Vallagarina, saranno presenti il presidente di Itea Spa, Salvatore Ghirardini, accompagnato dal neo direttore generale Stefano Robol, dai vertici e dai tecnici della Società, ed i rappresentanti dell’amministrazione provinciale, comunale e della comunità di Valle.

È pronto per essere inaugurato il nuovo complesso Itea realizzato a nord dell’abitato di Marco nel Comune di Rovereto.

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Le 31 famiglie riceveranno presto le chiavi dei nuovi alloggi, destinati alla locazione a canone sostenibile, distribuiti nell’edificio a forma di “L” di via San Romedio, che è composto da due corpi che si affacciano su un accogliente spazio comune adibito a verde.

La cerimonia di consegna delle chiavi degli appartamenti è fissata per martedì 25 giugno alle ore 11 in via S. Romedio, 31, in loc. Marco nel Comune di Rovereto.

All’inaugurazione saranno presenti il presidente di Itea Spa, Salvatore Ghirardini, accompagnato dai membri del Cda, dal direttore generale, Stefano Robol, e dal personale della Struttura della Società, de i rappresentanti dell’amministrazione provinciale, comunale e della Comunità della Vallagarina.

I lavori di realizzazione del nuovo edificio, che è certificato in classe energetica B, sono stati diretti dal Settore Tecnico di Itea Spa.

In particolare la direzione lavori è stata effettuata dall’ing. Massimo Giovannini in collaborazione con i geometri Paolo Maffei e Adriano Nicolodi; la progettazione preliminare e definitiva è stata curata dall’arch. Ivo Zanella coadiuvato dal  geom. Ivan Michelon, mentre la progettazione esecutiva è stata seguita dall’arch. Ruffo Wolf.

L’assistenza in cantiere per la parte impiantistica è stata curata dal p. ind. Patrizio Cesarini Sforza. L’impresa appaltatrice è la Pretti & Scalfi S.p.A. con sede in Tione di Trento (TN).

 

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Rovereto e Vallagarina

Avio: stasera l’intitolazione del piazzale della stazione ferroviaria

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Si svolgerà oggi sabato 22 giugno a partire dalle 20.30 la cerimonia di intitolazione del piazzale della stazione ferroviaria ora denominata “Largo Gemma De Gresti Guerrieri Gonzaga – benefattrice”.

Si chiude così un lungo iter procedurale iniziato con la proposta presentata dal Sindaco Federico Secchi alla commissione consiliare toponomastica nella seduta del 24/07/2018, cui è seguita la Deliberazione n. 168 della Giunta Comunale del 5 settembre 2018 e l’autorizzazione finale all’intitolazione con la determinazione del dirigente n. 1123 del 17 dicembre 2018 della Soprintendenza per i Beni culturali.

“Un atto dovuto – ha dichiarato il Sindaco Secchi – perché quella della Marchesa è una figura estremamente importante per la storia locale e non solo. Con una caratura di livello nazionale e internazionale Pensiamo che per la sua attività ebbe più volte l’onore di essere menzionata sulle prime pagine di numerosi quotidiani nazionali e tra questi anche il Corriere della Sera. Una figura che meritava di essere fortemente ricordata in un luogo altamente simbolico. Ecco perché la scelta del piazzale della stazione ferroviaria: da qui partirono i soldati per il fronte e alcuni di essi qui rientrarono. E farlo a ridosso del Centenario del Primo conflitto mondiale acquista una valenza ancora maggiore”.

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Soddisfatto anche il Vicesindaco Lorenza Cavazzani, che ha seguito l’organizzazione dell’evento: “Una manifestazione questa che si inserisce nel tradizionale Giugno al Vo’ curato dall’associazione omonima che per tutto il mese propone serate di intrattenimento per tutte le fasce d’età. E ricordiamo anche che la Marchesa era la nonna dell’attuale Marchese Carlo Guerrieri Gonzaga, proprietario della bellissima Tenuta San Leonardo”.

La festa partirà dalle ore 15:00 con i Madonnari di Bergamo e la loro arte per proseguire nel corso della serata. All’evento hanno collaborato la Tenuta San Leonardo, l’Associazione Amici del Vo’, l’Associazione Grenzland e la Banda Sociale di Ala.

QUESTO IL PROFILO DELLA MARCHESA – Gemma de Gresti Guerrieri Gonzaga (Borghetto 1873 – Rovereto 1928)

Dopo lo scoppio della Prima guerra mondiale, la crisi del sistema di comunicazioni internazionali che il conflitto aveva provocato, insieme alla difficoltà, da parte dell’esercito zarista, di gestire una massa così numerosa e inaspettata di uomini che affluivano nell’universo concentrazionario organizzato in Siberia, determinarono un’interruzione delle relazioni tra i prigionieri e le loro famiglie che, nello specifico della Vallagarina, divenne ancor più drammatica con l’avanzata italiana del maggio 1915.

Ė nella totale assenza di punti di riferimento istituzionali che la Marchesa apre il suo “ufficio” a Torino e, sfruttando i suoi rapporti con la nobiltà russa, inizia ad attivarsi per individuare dei possibili canali di comunicazione.

Nell’autunno del 1914, in vista della ormai prossima rottura della Triplice Alleanza, i prigionieri di lingua italiana cominciarono ad entrare nei giochi diplomatici internazionali ed è in questo nuovo contesto che la marchesa Gemma de Gresti Guerrieri Gonzaga avvia un’intensa attività diplomatica parallela, trattando con ministri, ambasciatori e comandi militari, per spingere il Governo italiano ad intraprendere con decisione la strada del rimpatrio dei prigionieri di lingua italiana, contribuendo, tra difficoltà e diffidenze, a determinare l’organizzazione del primo bastimento di “Kirsanover”.

L’attività della marchesa Gemma de Gresti Guerrieri Gonzaga non era, semplicemente, il retaggio di una nobiltà d’ancien régime, bensì la consapevole interpretazione del suo ruolo di donna del Novecento; nel contempo, sarebbe riduttivo limitare il suo impegno alla causa dei prigionieri.

La incontriamo, infatti, come crocerossina, ad assistere i soldati italiani durante le drammatiche giornate della Strafexpedition; così come di grande rilievo, nell’immediato dopoguerra, fu il suo lungimirante attivismo in favore della convivenza etnica nei territori dell’Alto Adige.

Dopo la dichiarazione di guerra dell’Impero austro-ungarico alla Serbia, nel volgere di pochi mesi, oltre 600 uomini residenti nei comuni di Avio e Borghetto, su una popolazione di nemmeno 4000 unità, vennero arruolati e destinati, per lo più, al fronte orientale, accomunati nei loro destini ad altre migliaia di Kaiserjäger trentini.

La stazione di Vo’ Sinistro è, dunque, un luogo, altamente simbolico, dove si consumarono gli strazianti addii della “meglio gioventù” in partenza per il fronte ed è per questo che si propone di intitolare questo spazio pubblico a colei che si prodigò per organizzarne il ritorno.

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Rovereto e Vallagarina

Tragico scontro a Loppio, muore motociclista 37 enne

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Nuovo incidente mortale nella mattinata poco dopo le ore 8 fra Loppio e Nago Torbole.

Un motociclista italiano di 37 anni, Cristiano Buosi di Carpi si è scontrato frontalmente con un minivan  sulle prime curve poco prima di passo San Giovanni ed è deceduto sul colpo.

Sul posto sono arrivate due ambulanze, la polizia stradale e l’elisoccorso, insieme ai vigili del fuoco di Riva del Garda.

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Ma i soccorsi purtroppo sono stati inutili. Lo scontro è stato violentissimo.

Il centauro faceva parte di una comitiva di motociclisti diretti dal Garda verso Rovereto.

Si tratta della settima vittima in Trentino in 15 giorni con la moto.

Lo scontro ha paralizzato il traffico, con code di 8 chilometri fra l’A22 Rovereto Sud e Loppio.

 

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