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Arte e Cultura

Luigi Prevedel «svela» al pubblico la sua «Bellezza Indisturbata nel marmo»

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Oggi pomeriggio, venerdì 24 maggio 2019,  nell’atrio d’ingresso di Palazzo Trentini è stata “svelata” ed esposta al pubblico per la prima volta un’opera dello scultore noneso Luigi Prevedel.

Indisturbata – questo il nome dato alla statua scolpita in marmo rosa Portogallo –, che raffigura una giovane donna adagiata con due libri accanto, rimarrà per un mese nel salone d’accesso alla sede del Consiglio provinciale – al civico 27 di via Manci a Trento.

Un’opera realizzata senza riferimenti –  Ad offrire a tutti la possibilità di ammirare la scultura – la quarta realizzata da Prevedel – nello storico edificio pubblico che ospita gli uffici dell’assemblea legislativa trentina, è stato il presidente del Consiglio provinciale. Il quale ha raccontato – introducendo l’incontro davanti ad un folto pubblico – come la statua sia arrivata a Palazzo Trentini. “Qualche mese fa un amico mi aveva invitato ad incontrare Prevedel a Castelfondo per vedere di persona la scultura. Impressionato dall’opera soprattutto – ha spiegato – per la bellezza dei dettagli, ho deciso di organizzare l’esposizione della statua nella sede istituzionale del Consiglio provinciale. “Anche per significare – ha concluso – che un’opera come questa sarebbe auspicabile che rimanesse in Trentino”.

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A presentare Luigi Prevedel è stata Alice Salavolti, curatrice dell’esposizione, laureata in beni culturali all’università di Trento e che da tre anni affianca lo scultore come modella, ma soprattutto per gestirne le pubbliche relazioni e gli allestimenti. Salavolti ha ricordato che Prevedel è un carpentiere che non ha mai studiato scultura. “Questa – ha aggiunto – è la sua quarta opera, realizzata senza disegni preparatori né riferimenti, che trova solo in me l’unica ispirazione”.

Scolpita “nel” marmo – “Le mie opere – ha esordito Luigi Pervedel – nascono da fatti che mi sono capitati nella mia vita personale o che sono accaduti nel mondo e che mi hanno colpito. In questo caso scolpire una donna è stato particolarmente impegnativo. Un lavoro – ha aggiunto – che mi ha assorbito tutti i giorni per un anno, perché il marmo portoghese è molto duro e per arrivare alla fine dell’opera (inizialmente il blocco pesava 36 quintali e una volta scolpito l’ho ridotto a 19) ho dovuto seguire una dieta particolare perdendo 10 chili”.

Quanto alla figura rappresentata, Prevedel ha precisato che Alice ha posato per lui appena 4 volte all’inizio del lavoro, fornendogli solo l’ispirazione. Dopodiché lui ha proseguito il lavoro basandosi esclusivamente sulla propria memoria fotografica. La ragazza sembra dormire. In realtà dal suo viso traspare un mezzo sorriso perché sa di essere osservata, ma non se ne cura e rimane nel suo mondo. Di qui il nome “Indisturbata”.

Accanto alla donna si notano due libri che, ha chiarito lo scultore, hanno un preciso significato: uno parla della scultura “nel” marmo” e non “del” o “sul” marmo, mentre l’altro, aperto a metà, indica che la prima parte della vita dell’artista è già trascorsa e il resto è ancora da vivere e quindi da scrivere. “Voglio regalare a ciascuno di voi, tramite la bellezza di quest’opera, un’emozione unica da portarvi a casa”, ha concluso Prevedel.

All’inaugurazione della statua hanno partecipato portando il loro saluto anche l’assessore provinciale alla cultura, il sindaco di Castelfondo, comune dove Prevedel risiede, e due consiglieri provinciali.

CHI È LUIGI PREVEDEL – Scultore autodidatta trentino residente a Calstelfondo, nato a Cles nel 1969, ha studiato all’Istituto superiore d’Arte di Trento “Vittoria” – sezione legno. Prevedel, prima che scultore, è piastrellista e carpentiere. Nel 2010 decise di scolpire in un blocco di marmo di Carrara di 58 quintali per rappresentare a grandezza naturale la figura dell’artista trentino Stefano Zuech, originario di Brez in val di Non, vissuto il secolo scorso e autore tra l’altro delle immagini impresse sulla Campana dei caduti di Rovereto. Con questa sua scultura Prevedel si aggiudica il primo premio alla Biennale Internazionale di Asolo del 2014.

L’opera diventa famosa all’Expo 2015 a Milano, voluta da Vittorio Sgarbi perché venga esposta alla mostra “Tesoro d’Italia” allestita nel padiglione dedicato al nostro Paese. La statua è successivamente richiesta anche per un’esposizione a Seul. Prevedel realizza poi la scultura “Sognando nel marmo”, per la Prima Triennale dell’Arte Contemporanea di Verona del 2016. Nel 2017 scolpisce “La Morte e il Pianto”, che rappresenta il corpicino esanime di Aylan, il bambino fuggito con tanti altri profughi della Siria in guerra e ritrovato lungo una spiaggia della Turchia. Accanto a lui siede, piangente, un piccolo angelo custode.

L’opera, donata nel settembre del 2017 a Papa Francesco, viene poi ceduta dal Santo Padre alla sede romana della FAO, dove è tutt’ora esposta. Nel gennaio di quest’anno Prevedel termina “Indisturbata”, scolpita nel marmo Rosa Portogallo. L’opera, per la cui realizzazione l’artista impiega 10 mesi, è scolpita completamente a mano senza alcun schizzo preparatorio né l’utilizzo di strumenti elettrici.

Di quest’ultima opera, “svelata” ed esposta per la prima volta nell’atrio d’ingresso di Palazzo Trentini, abbiamo parlato con lo scultore, Luigi Prevedel, e la sua modella-collaboratrice, Alice Salavolti, 25 anni, laureata in storia dell’arte.

Prevedel, perché ha dato alla statua il nome “indisturbata”?

«Per la posizione rilassata e serena della donna, che non dorme e ha un mezzo sorriso dovuto alla consapevolezza di essere guardata, ma la cosa non la “disturba”: rimane nel suo mondo».

Cosa ha ispirato questa sua scultura?

«Il rapporto lavorativo e umano con Alice. Che però è rimasta poco in posa. Non ho utilizzato disegni preparatori, schizzi, bozze, studi o immagini di statue precedenti. Ho lavorato solo a livello mentale, ricordando l’immagine iniziale e servendomi della memoria fotografica».

Alice, come vi siete conosciuti?

«Ci siamo conosciuti nel marzo del 2016. Lui cercava una modella che posasse per le sue sculture. Visti i miei studi e la fiducia nata nei miei confronti, ho iniziato a seguire il suo lavoro curando per lui le pubbliche relazioni. Ora cerco di valorizzare il più possibile le sue opere».

Prevedel, ci parli del marmo “Rosa Portogallo” che ha utilizzato per questa scultura….

«Si utilizza nell’edilizia, soprattutto per i bagni. Rispetto al marmo di Carrara è molto più duro e difficile da scolpire. Quest’opera mi è costata una fatica enorme. Ho dovuto seguire una dieta particolare, mangiando molto la sera perché in sei mesi avevo perso 10 chili. Poi il lavoro è durato quasi un anno. Il blocco di marmo iniziale pesava 36 quintali e la statua che ne ho tratto ne pesa 19. Per realizzare una scultura del genere serve il pieno controllo di sé, non si può sbagliare nulla. Se non avessi trovato il giusto equilibrio mentale e fisico, non sarei riuscito a fare nulla».

Alice, l’ambiente espositivo di Palazzo Trentini vi sembra adatto per esporre la statua?

«E’ una cornice perfetta per una scultura del genere. E l’androne dove è esposta è un ambiente fantastico per la luce che entra. Inoltre per Luigi è un’onore poter inaugurare la statua a Trento e in una sede come questa. Abbiamo apprezzato molto che lo stesso presidente del Consiglio provinciale sia venuto ad incontrarci a Castelfondo nel garage dove Luigi Prevedel ha scolpito l’opera».

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