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Politica

Viviana Dal Cin (M5S): «Si all’Autonomia, no alla Flat Tax»

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Viviana dal Cin, nata a Treviso e residente a Trieste, 41 anni, è laureata in Economia del commercio internazionale e dei mercati valutari all’Università di Trieste, con specializzazione in finanza quantitativa rilasciata dal CQF di Londra.

Parla inglese e francese e dal 2008 lavora nell’area investimenti in un gruppo assicurativo internazionale. 

Attualmente è impiegata nell’area finanza e si occupa di gestione di attivi e passivi dei portafogli assicurativi e di allocazione strategica degli investimenti.

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Ha raggiunto una tesi in Diritto commerciale internazionale sulla sostenibilità dei finanziamenti alle energie rinnovabili.

Si presenta per essere eletta nel parlamento europeo nel distretto del nord est 

Si all’Europa unita, ma non come quella che degli ultimi anni.

«L’Europa di oggi è un’entità che percepiamo lontana e non ci piace. Abbiamo scoperto probabilmente, – spiega Viviana dal Cin –  soprattutto durante la crisi in Grecia, che non è l’Europa che vogliamo, è l’Europa di qualcun altro, di queste famose entità economiche, superpotenze, che non abbiamo certo votato e scopriamo che il Parlamento non è rappresentativo di quello che vorrebbero i cittadini. Siamo qui per cambiarla».

Nell’ Europa futura come si colloca il sistema delle autonomie?

«Ogni sistema di autonomie locali deriva da vicende storiche complesse molto spesso create dalle guerre del XX secolo per quanto riguarda l’Italia, e a volte ancora più lontane per quanto riguarda altri Paesi, penso ad esempio alla Catalogna o alle Fiandre, ma anche a regioni come il Trentino Alto Adige o la minoranza slovena nel FVG per quanto riguarda l’Italia. Voglio un’Europa che tuteli le prerogative delle minoranze e che si ponga come ponte tra le regioni. In Italia esistono modelli di buongoverno e di convivenza come quello del Trentino Alto Adige (vera regione europea in cui convivono gruppi etnici diversi: italiani, tedeschi e ladini) e che l’Europa dovrebbe studiare esportare e valorizzare».

Cosa ne pensi della Flat Tax?

«Credo molto nei principi della nostra Costituzione attuale che ancora prevede che tutti siano tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva e che il sistema tributario sia informato a criteri di progressività. Non mi sembra che la Flat Tax garantisca il rispetto di tale principio. Ritengo che in materia fiscale le imposte debbano essere diminuite ma seguendo i principi di equità sanciti dalla nostra Costituzione».

In questi anni il M5S ha criticato ripetutamente le politiche europee e i trattati, quali ritieni dovrebbero essere le priorità dopo il 26 maggio?

«Trattati come quello di Dublino devono essere revisionati per non lasciare l’Italia sola davanti a una emergenza che è europea: il M5S chiede la redistribuzione, tra i diversi Stati, dei migranti e dei relativi costi di integrazione. In materia ambientale e nella lotta ai cambiamenti climatici non possiamo tergiversare, serve coraggio per dare risposte più incisive: l’Europa dovrà aiutare le imprese piccole e medie a convertirsi verso forme di energia rinnovabile anche tramite adeguati incentivi, in termini di sconti sul capitale di copertura richiesto da prevedere per gli istituti di credito che finanziano la green economy. In materia economica é necessario separare le banche d’affari da quelle di raccolta del risparmio, dare alla BCE un mandato diverso dal mero controllo dell’inflazione, per perseguire la piena occupazione, la crescita economica e una vera iniezione di liquidità nel sistema, non più agli istituti finanziari ma a cittadini e imprese. Insomma perseguire gli interessi diffusi, fino ad oggi penalizzati dallo strapotere delle lobbies che hanno fin qui condizionato la politica europea».

La concorrenza anche fiscale tra i diversi stati dell’Unione è ancora tollerabile?

«Il dumping fiscale tra i paesi aderenti è qualcosa di inammissibile: grazie ai Paradisi fiscali interni all’Unione sono stati sottratti ogni anno mille miliardi di euro alle tasche dei cittadini e si è favorita concorrenza sleale tra imprese con sede in Stati diversi. Il fatto poi che Juncker, ministro delle Finanze in Lussemburgo dal 1989 per 20 anni, sia diventato Presidente della Commissione anche con il voto di PD e FI la dice lunga sulle modalità con cui questi partiti intendono la tutela degli interessi nazionali».

Su quali punti pensa di impegnarsi con maggiore competenza se fosse eletta?

«Sono laureata In Economia del Commercio Internazionale e dei Mercati Valutari, mi sono poi specializzata in Finanza Quantitativa. Non è più tempo che i parlamentari europei italiani vadano in “vacanza” a Bruxelles ma dovranno essere competenti anche nelle materie economiche e presenti nelle commissioni per presidiare gli interessi degli italiani. Il fiscal compact, il two pack, il six pack, il pareggio di bilancio in Costituzione, sono provvedimenti che alimentano l’ingerenza della Commissione europea rispetto all’autonomia degli Stati. E, soprattutto prevedono indici di valutazione dei diversi Stati che non considerano le peculiarità e la complessità del tessuto economico e sociale di ciascuno Stato. La politica lacrime e sangue che ha ridotto in ginocchio la Grecia, è la prova che l’Austerità non ci potrà che portare al baratro. Ma una cosa a cui tengo particolarmente è il costante contatto e la trasparenza con i cittadini dei territori di riferimento».

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Politica

Padre Alex Zanotelli: «Lega peggio del peggio». Replica Moranduzzo: «Sei un fanatico terzomondista in preda ai deliri»

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Come sempre padre Alex Zanotelli è andato giù pesante.

Le sue dichiarazioni rilasciate al giornale L’Adige sono un vero attacco alla lega.

Secondo padre Alex Zanotelli «non ci si può dichiarare cristiani e votare Lega» in quanto «la politica leghista è antitetica al Vangelo», oppure «In questi mesi abbiamo assistito ad uno spettacolo indecente. Indegno per l’Italia. Abbandonare in mare – attacca il missionario comboniano – come ha fatto Matteo Salvini, chi fugge dalla povertà, dalle torture, dagli stupri è un comportamento criminale. Spero che un giorno lui e altri ne rispondano in tribunale».

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Padre Alex si augura un ridimensionamento della Lega che reputa «Il peggio del peggio, i portatori dei valori contrari a quelli che sono indicati nel Vangelo».

E a chi gli ricorda gli attacchi della Lega nei suoi confronti risponde: «La macchina del fango è sempre in funzione. So che le mie affermazioni hanno fatto discutere pure in Trentino. Sono abituato agli insulti.». Certo è che il padre non porge certo l’altra guancia, anzi, risponde agli insulti con la stessa moneta.

Al consigliere Devid Moranduzzo non sono andate giù le parole di Zanotelli ed è partito al contrattacco: «Questo personaggio sprizza odio da tutti i pori. È indegno utilizzare la religione per dividere le persone tra buoni e cattivi sulla base di opinioni puramente personali e ideologizzate. Rimango sempre dell’idea che la Chiesa (preti compresi) non deve fare politica, in caso contrario si tolgano la tonaca e si candidino».

«Io sono orgoglioso di professarmi cristiano e cattolico – aggiunge Moranduzzo –  anche se mi sento sempre meno parte di questa Chiesa Cattolica, per fortuna non tutta, ridotta a fare la sponda a ONG a fini di lucro. Forse la riflessione che andrebbe fatta è proprio in riferimento a preti come Zanotelli che, a causa di questa professata lontananza dalle persone, portano le chiese a svuotarsi».

Il consigliere leghista lo attacca sui valori: «Come lui si prende la libertà di additarci a non-veri-cristiani, allora noi possiamo dire che lui non è un vero prete, e di cristianesimo vero ne dimostra ben poco, mentre si preoccupa solamente di ricoprire il ruolo di terzomondista fanatico spesso preda di deliri ideologici che con la religione hanno poco o nulla a che fare. Padre Zanotelli pensi a fare il missionario, anche se devo ricordare che dall’Africa – alla fine – è scappato pure lui. Con questi suoi continui attacchi dimostra solo di essere una persona maleducata, che non ha rispetto per gli altri e per le altrui vedute. Per fortuna anche all’interno della Chiesa stanno emergendo sempre più voci non allineate, a dimostrazione che l’interpretazione del Vangelo non è univoca ed il pensiero unico è sempre sbagliato.»

«Invece che predicare il Vangelo – conclude poi –  questo si preoccupa solo di ragioni di Stato: ecco uno dei motivi della crisi della Chiesa: preti prestati alla politica invece che a Dio. Gli consiglio un esame di coscienza e capire che – forse – ha sbagliato missione».

 

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Politica

Claudio Cia contro i sindaci di Pergine e Rovereto: «L’errore è quando sbagli una volta. Due volte, è stupidità»

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«Leggo con stupore le parole del Sindaco di Pergine Oss Emer e del suo omologo roveretano Francesco Valduga, circa le future mosse dei Civici per le elezioni comunali e in caso di eventuali elezioni politiche anticipate» – esordisce così la nota del consigliere provinciale Claudio Cia l’indomani delle  dichiarazioni dei due sindaci nuovamente nostalgici per il polo civico miseramente fallito prima delle elezioni provinciali del 21 ottobre 2018.

I due amministratori, candidatisi in passato contro il centrosinistra, oggi sostengono inspiegabilmente, prima, la necessità di dialogare con tutti e, poi, che il mondo del civismo è incompatibile con la visione del centrodestra, che “riduce al minimo gli aiuti a chi soffre” (ndr riforma sugli aiuti internazionali), ma sembrerebbe invece adattarsi alla perfezione con i valori dei partiti del centrosinistra quelli, cioè, di chi in Trentino chiude i punti nascite e che a Bibbiano gestisce, quantomeno in maniera poco trasparente, il sistema degli affidi.

Claudio Cia nella sua nota ricorda ai due primi cittadini che «autodefinitisi, al tempo, alternativi al centrosinistra, che all’interno del mondo civico vi sono diverse anime, con valori, storie e sensibilità differenti e che nessuno ha delegato loro il compito di rappresentare sulla scena provinciale il mondo del civismo. Valduga e Oss Emer potranno parlare, quando non agiscono da Sindaci, a titolo personale o in vece dei loro sostenitori, ma trovo profondamente scorretto sostituirsi, senza alcuna legittimazione, alla miriade di idee e ideali che compongono il mondo civico».

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E ancora: «Ricordo infine a Oss Emer, che stimo e apprezzo per il lavoro che svolge nella sua città, che la modifica approvata con l’assestamento non prevede “tagli agli aiuti internazionali” ma elimina la regola che obbligava a destinare lo 0,25% del bilancio agli stessi, preparando il terreno per una riforma che metta al centro il merito e che abolisca gli automatismi in materia di contributi internazionali, i quali, come dimostrato in Aula dallo scrivente e non solo, hanno prodotto vere e proprie forzature, per non dire mostruosità, nell’elargizione di contributi pubblici».

Secondo il consigliere provinciale il progetto civico per le Provinciali 2018 «è naufragato proprio per la sua ambiguità di fondo materializzatasi poi nella volontà dell’ex assessore Daldoss, al tempo asso nella manica del sedicente mondo civico tutto, di allearsi con il centrosinistra, fazione rispetto alla quale i civici si erano sempre proposti come alternativi. Come diceva il saggio, “l’errore è quando sbagli una volta. Due volte, è stupidità. Oppure, amore”».

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Politica

Movimento 5 Stelle: Da Anticasta a Casta, la metamorfosi Grillina

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Il Movimento è in crisi.

Di fronte alla decisione di Salvini di smetterla con un governo nel quale i Grillini sembravano battere in pugni perché incapaci di comandare ha posto i Pentastellati davanti ad una dura evidenza: Se si vuole fare politica bisogna diventare dei Politici.

Da qui il gioco di forza con la Lega, il detto e non detto di un patto con il Pd.

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Il partito anticasta che diventa La Casta per sopravvivere e mantenere la poltrona.

La realtà di fatto è questa.

I Pentastellati sono offesi, adirati perché ora  “Il Capitano” vuole monetizzare l’elettorato che è dalla sua. Quel’ elettorato al quale se si aggiunge Fratelli d’Italia e Forza Italia potrebbe far giungere il centrodestra  ai due terzi utili per governare senza opposizione.

L’Italia è stufa dei giochi di potere, del buonismo fatto per accaparrare denaro statale o finanziamenti Europei.

Il Bel Paese vuole e chiede sicurezza, lavoro, investimenti e rispetto in Europa.

L’inesperienza, come in ogni ambito, si paga, e Di Maio e soci hanno semplicemente permesso che la Lega facesse da padrona.

Ad oggi poco hanno da criticare in quanto poco hanno ottenuto. Il reddito di cittadinanza si è dimostrato un’arma a doppio taglio per tutto quell’elettorato che si aspettava il classico assistenzialismo all’italiana.

Alla fine si è avuta la metamorfosi. Quella metamorfosi Kafkiana che costringe il Movimento a diventare quello che ha sempre criticato per poter sopravvivere.

Ora il Pd non fa cosi’ tanto schifo. Non sono cosi tanto Mafiosi come molti sostenevano. No, ora no, perché la poltrona potrebbe saltare e tutti loro hanno una famiglia da mantenere.

Il destino dei Grillini sarà quello di ritrovarsi fagocitati da quel sistema che tanto hanno contestato. Contestazione che fù il cavallo di battaglia fino ad oggi ma che oggi li ingloba gioco forza.

Non ci resta che aspettare l’evoluzione e le decisioni di Mattarella. Sicuramente risulterebbe paradossale se a resuscitare Renzi e il Pd fossero coloro che lo hanno sempre combattuto e disprezzato.

Modificando un aforisma di Kafka si potrebbe cosi concludere: “Luigi Di Maio, svegliandosi una mattina da sogni agitati, si trovò trasformato, nel suo letto, in un enorme insetto immondo

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