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economia e finanza

Gruppo Sandvik Coromant: rinnovata l’unità produttiva di Rovereto

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“Complimenti al gruppo Sandvik Coromant per gli investimenti fatti qui a Rovereto e per lo sviluppo dell’attività di ricerca, svolta in collaborazione con il territorio”.

Così l’assessore provinciale allo sviluppo economico e lavoro Achille Spinelli, che in mattinata ha partecipato, nella Città della Quercia, all’inaugurazione della rinnovata unità produttiva del Gruppo Sandvik Coromant, leader mondiale nella produzione di utensili da taglio per uso industriale.

“L’attività che svolgete qui è molto importante per il Trentino – ha detto – perché potete vantare grandi collaborazioni sul territorio, in particolare con l’Università di Trento, con la quale avete sviluppato importanti ricerche sui materiali. Inoltre, grazie ai vostri investimenti, avete sostenuto l’occupazione, creando una forza lavoro qualificata. L’amministrazione provinciale è fortemente impegnata su questo, in particolar modo per favorire l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro ed è indubbiamente positivo poter collaborare con un partner così importante a livello mondiale, al quale noi daremo il nostro supporto, nell’ambito delle normative provinciali a sostegno dell’economia”.

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Lo stabilimento di Rovereto produce frese in metallo duro, utilizzate in tutto il mondo, con un’aumentata capacità produttiva.

La struttura comprende anche un centro globale di Ricerca & Sviluppo oltre ad avere preziose collaborazioni con esperti ed istituti esterni.

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economia e finanza

Commercianti: dal 1° di luglio al via l’obbligo di emissione dello scontrino digitale

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Mancano sette giorni all’obbligo per i commercianti di mettersi in regola per l’emissione dello scontrino digitale; ma siamo in Italia e quindi ci sarà un altro semestre a disposizione.

Fino al 31 dicembre l’Agenzia delle Entrate farà controlli soft e di indirizzo per chi non trasmetterà giornalmente gli incassi online.

In realtà la richiesta era arrivata da Confcommercio che denunciava una scadenza troppo ravvicinata della rivoluzione digitale.

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In più dal testo del Decreto Crescita licenziato dal Senato, ma ancora in discussione alla Camera, potrebbe sparire l’obbligo della comunicazione quotidiana degli incassi che potrebbe essere sostituita da una trasmissione ogni 12 giorni, ferma restando la memorizzazione quotidiana.

Un problema generale è quello delle zone dove il collegamento internet non è ottimale.

Nel dettaglio l’obbligo dello scontrino elettronico dal primo luglio sarà tale solo per gli esercizi commerciali con un fatturato superiore ai 400 mila euro annuali.

Dal gennaio 2020 obbligo generalizzato con i dati trasmessi visionabili dal contribuente nel proprio cassetto fiscale sul sito dell’Agenzia.

Per adeguarsi i commercianti dovranno sostituire gli attuali registratori di cassa con un costo medio compreso tra gli 800 ed i mille euro.

E’ previsto un bonus fiscale del 50% della spesa sostenuta, ma col limite massimo di 250 euro.

In teoria lo scontrino digitale dovrebbe essere funzionale alla lotta all’evasione.

Infatti l’Agenzia delle Entrate potrà incrociare in tempo reale i dati relativi agli incassi, all’Iva pagata e al volume del rifornimento delle merci.

Per i clienti non cambia molto: al posto dell’attuale scontrino riceveranno una ricevuta cartacea o digitale anche via email che potrà essere utilizzata per tutti gli obblighi di legge.

La novità sarà nel 2020 quando i consumatori che pagheranno tramite Bancomat, potranno partecipare ad una “lotteria dello scontrino”, inserendo sul documento elettronico il proprio codice fiscale con premi mensili fino a 10 mila euro e con un’estrazione finale di 1 milione di euro.

Infine le categorie che non saranno obbligate all’emissione della ricevuta digitale: giornalai, tabaccai, rivenditori di prodotti agricoli e di servizi di telecomunicazioni e le aziende di trasporto pubblico per le quali già coincide il titolo di viaggio con lo scontrino digitale

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economia e finanza

Oggi è il «Tax Day» la giornata nera per gli italiani

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Oggi è il Tax Day, un giochino fiscale che vale 33 miliardi di euro che si volatizzeranno dalle tasche degli italiani, in una manciata di secondi.

Ma attenzione perché potrebbe andare anche peggio se non slitterà al primo luglio – la scadenza regolare sarebbe il 30 giugno che cade di domenica – il pagamento per saldo o acconto o prima rata Irpef; Irap, contributi Inps, Ires per le dichiarazioni 2018.

E saranno altri 21 miliardi di versamenti.

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Oggi è anche il giorno 17 e quindi per gli scaramantici la botta fiscale non è certo una sorpresa, anzi, peggio di così….

Ma per tutti sarà un lunedì nero.

Un appuntamento col fisco che non riguarda solo le imprese, ma anche le famiglie che dovranno versare il primo acconto di Imu e Tasi.

In Italia i proprietari di seconde case e di immobili diversi non di lusso sono 25 milioni che andranno a versare 10,2 miliardi che saranno divisi tra le casse statali e comunali.

Un balzello ormai settennale per il quale si deve ringraziare la riforma Monti del 2012 costato finora 150 miliardi.

A dicembre ci sarà la scadenza del saldo al momento pari al 50%, ma che potrebbe variare a seconda delle decisione che andranno ad adottare i Comuni.

Non dimentichiamoci che industriali, commercianti, artigiani e lavoratori autonomi sono attesi dalla scadenza dell’Iva e delle ritenute Irpef.

Insomma questo lunedì 17 non sarà di certo una giornata facile per molti italiani che oltre a questi costi, devono aggiungere anche quelli degli onorari di commercialisti e altri professionisti del settore fiscale: bisogna pagare chi ti fa pagare, per sperare poi che qualcosa sia rimasto.

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economia e finanza

72 dipendenti e 40 milioni di fatturato: Valentino Felicetti festeggia i 70 anni di servizio al Pastificio

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La storia del Pastificio Felicetti di Predazzo ha passato abbondantemente i cento anni, ma in molti si sono dimenticati di sottolineare che l’attuale presidente Valentino Felicetti, padre del Ceo Riccardo, ha conquistato decine di anni di servizio in azienda.

Infatti, saranno settanta a metà giugno per la precisione.

Classe 1935, Valentino Felicetti è ancora oggi la colonna portante del pastificio.

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È colui che ha vissuto e vive tutte le dinamiche aziendali, le difficoltà e i successi.

In una recente pubblicazione viene definito anche il Grande Saggio o la guida spirituale.

Un nome di battesimo, Valentino, che come tradizione vuole fu ripreso dal nonno che, nel 1908 e per 30.500 corone, divenne pastaio dando vita così a quella che oggi è una delle aziende, a livello nazionale e internazionale, più dinamiche e saldamente ancorate al concetto di “qualità”.

Valentino Felicetti è colui che può raccontare come il pastificio abbia affrontato la seconda guerra mondiale, di come abbia saputo rinascere dopo il grande incendio del 1945, di come fu il suo primo giorno di lavoro a soli 14 anni nel giugno del 1949, di come seppe affiancare il padre Emilio non solo nella produzione, ma anche nelle questioni di gestione e sviluppo, di come seppe superare, affiancato dalla famiglia, le tante difficoltà e marcare nella memoria i tanti, piccoli o grandi, traguardi conquistati.

Gli anni Settanta vedono così Valentino Felicetti sul ponte di comando del pastificio, che allora era nelle mani di sette soci.

Sono sempre quegli anni che coincidono con i primi veri ampliamenti dei reparti produttivi. E Valentino è chiamato, giustamente, in causa per ogni decisione che ha sempre saputo affrontare con grande caparbietà e razionalità.

Le scelte dei decenni successivi e l’introduzione in azienda delle nuove generazioni hanno portato oggi il Pastificio Felicetti a divenire una struttura con 72 dipendenti, un fatturato che supera i 40 milioni di euro e un export che viaggia ormai attorno al 70%.

Lo scorso anno inoltre il Pastificio Felicetti, ed anche in questo caso Valentino ha saputo guidare il board nella scelta, ha aperto le porte del suo azionariato alla holding ISA (Istituto Atesino di Sviluppo) per continuare a crescere e sostenere l’investimento di circa 28 milioni di euro per la realizzazione del nuovo stabilimento produttivo di Molina di Fiemme (TN) che sarà operativo, affiancando quello di Predazzo, dal 2021. (qui articolo)


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