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Piana Rotaliana

Evitare di essere punti dalle zanzare. A Mezzolombardo Daniele Arnaldi spiega tutti gli accorgimenti necessari

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Serata a carattere divulgativo questa sera nella sala Civica di Mezzolombardo. Il tema sono le zanzare. Un argomento invaso di credenze popolari e verità infondate.

Questa sera il ricercatore Daniele Arnoldi ha spiegato a 360 gradi il mondo delle zanzare e tutti gli accorgimenti necessari per evitare di esser punti.

Un argomento che crea un’apprensione generale riguarda le malattie. La zanzara tigre è un ottimo vettore per numerosi agenti patogeni (riesce a trasportare fino a venti malattie infettive).

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Senza creare falsi allarmismi, in Italia il problema non sussiste. La maggior parte delle malattie infettive sono state debellate o non sono mai  esistite.

Il problema può presentarsi quando un cittadino viene punto da una zanzara in una zona tropicale dove è presente la malattia. Al ritorno in Italia la zanzara tigre può trasportare facilmente l’agente patogeno contratto.

Per vivere le zanzare hanno bisogno di un ambiente acquatico e di un ambiente aereo. In acqua si sviluppano  le larve e più è calda la temperatura dell’acqua e più è veloce il ciclo riproduttivo (in genere è di circa dieci giorni).

L’ambiente aereo è indispensabile per la riproduzione e la consumazione del pasto di sangue. Le zanzare depongono le uova in piccole raccolte d’acqua stagnante (sulle pareti di bidoni, sottovasi, vasi ecc.).

Dalla larva dopo quattro settimane si sviluppa la pupa, che non mangia nulla per giorni (diffidare dai larvicidi ad ingestione perché non vengono ingeriti).

Al successivo sfarfallamento, dopo 48 ore, la zanzara raggiunge il pieno della crescita e si riproduce. La femmina è l’unica che cerca il pasto di sangue perché ha bisogno della forza necessaria per deporre le uova.

Come fanno le zanzare ad avvertire la presenza del sangue? Perché alcuni vengono punti di più ed altri di meno? Innanzitutto le zanzare avvertono la presenza di ospiti attraverso una numerosa serie di fattori: (anidride carbonica; temperatura corporea; livello di acido lattico, di acetone e di ammoniaca).

Le percentuali variano di essere umano in essere umano e chi presenta concentrazioni più alte è esposto maggiormente. L’espirazione rappresenta un corridoio naturale per condurre le zanzare sulla nostra pelle.

Daniele Arnoldi consiglia degli accorgimenti che hanno grande efficacia nella lotta alle zanzare: mantenere pulito il giardino evitando di lasciare in giro oggetti che possano accumulare acqua; svuotare l’acqua dai contenitori ogni settimana (perché il ciclo acquatico delle larve dura all’incirca una decina di giorni); evitare di svuotare l’acqua nei tombini (il problema viene solamente trasferito); controllare che le grondaie basse non siano intasate dal fogliame che impedisca all’acqua di fluire; mantenere pulite le ciotole degli animali; controllare i sottovasi delle piante.

Questi accorgimenti devono essere seguiti in maniera ancora più accorta nei cimiteri. Il cimitero è il luogo ideale per il proliferare delle zanzare. Il sole rovente che si abbatte sulle pietre riscalda l’acqua e accelera il ciclo vitale delle zanzare  che con un afflusso regolare di persone hanno cibo a volontà.

I larvicidi utilizzabili negli ambienti acquatici sono di tre tipi: naturale, di sintesi e meccanico. I primi due sono pasticche, mentre il terzo è un flacone liquido. Il larvicida naturale ha un efficacia su tutte le zanzare presenti senza intaccare gli altri animali acquatici. Ha però una durata settimanale.

Il larvicida di sintesi ha un forte impatto ambientale (uccide indistintamente tutti gli insetti acquatici presenti), ma ha una durata che varia dalle 4 alle 6 settimane.

Il larvicida meccanico crea una patina sull’acqua che impedisce alle larve di respirare in superficie.

Arnoldi sconsiglia fortemente l’uso degli adulticidi: non hanno una funzione preventiva, sono tossici per chi li utilizza e stroncano indistintamente tutti gli insetti. Hanno inoltre una breve durata (pochi giorni) e il problema si ripresenta ciclicamente.

Molto efficaci risultano essere i repellenti. Rendono la pelle sgradevole agli insetti e la preservano da eventuali punture. La durata varia dalle quattro alle dieci ore, in base alla concentrazione del prodotto (da un minimo del 7% ad un massimo del 50%).

Deve essere usato con bambini dai tre anni in su e può essere messo anche dopo aver spalmato la crema solare. Tra il trattamento con la crema abbronzante e il repellente deve passare almeno mezz’ora.

Candele, anelli e spirali hanno un’efficacia molto bassa e in ambiente interno l’esagerata concentrazione di questi oggetti può rivelarsi tossica.

Sul finire della serata Anna Eriksson è intervenuta per presentare un’applicazione: BUGMAP. L’app designata per gli smartphone permette di fare segnalazioni in diretta sulla presenza di zanzare in determinate aree.

La raccolta di questi dati viene inviata direttamente alla Fondazione Mach come oggetto di studio da parte dei ricercatori.

La spiegazione particolarmente ricca ed esaustiva di Daniele Arnoldi ha permesso alle persone presenti di avere un quadro completo sul contrasto alle zanzare. Il ricercatore ha più volte ribadito che l’importanza fondamentale sta nella divulgazione delle conoscenze.

Le azioni di prevenzione devono essere prese in considerazione dal cittadino e da tutto il vicinato. La zanzara ha un raggio d’azione di 200 metri e nessuno curando il proprio orticello è immune da quello degli altri.

Il sogno di tutti è quello di estinguere le zanzare dalla faccia della terra. In realtà la loro scomparsa creerebbe grossi problemi all’ecosistema. Nella catena alimentare infatti la zanzara è l’alimentazione primaria di pesci rossi, gechi, lucertole, pipistrelli e rondini.

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Piana Rotaliana

Paura alla piscina di Salorno, bambina rischia di annegare

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Momenti di autentica paura poco prima delle 17.30 di oggi presso la piscina di Salorno. 

Un bambina di 9 anni di origini non italiane dopo essere scesa dallo scivolo è finita nella piscina ingerendo una grossa quantità d’acqua.  

A soccorrerla è stato un bagnante che si è subito accorto che qualcosa non andava e dopo averla tirata fuori dall’acqua le ha praticato un massaggio cardiaco che per ora ha salvato la vita alla piccola.

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I bagnini, pur essendo presenti ai bordi della piscina, non si erano accorti di nulla.

Sembrava tutto andare per il meglio quando la bimba ha avuto una nuova crisi e allora l’elisoccorso è atterrato nella struttura trasportandola all’ospedale di santa Chiara. Le condizioni della bimba ricoverata in rianimazione sono gravi. 

Sul posto anche l’ambulanza di Trentino Emergenza e i carabinieri che stanno interrogando i testimoni che hanno assistito al fatto.

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Piana Rotaliana

Fallimento Mercatone Uno: per i dipendenti cassa integrazione fino alla fine del 2019

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Un vecchio adagio popolare dice che “piuttosto che niente, è meglio piuttosto” ed è che con questo spirito che i dipendenti di Mercatone Uno, devono accettare la cassa integrazione.

Le possibilità erano due: o essere agganciata alle condizioni contrattuali precedenti alla cessione a Shernon oppure avere come parametro quelle in corso al momento del fallimento.

E’ prevalsa questa via che prende come base le retribuzioni decisamente inferiori per via della riduzione di orario lavorativo che i dipendenti avevano accettato al momento del passaggio di proprietà, pur di salvaguardare il posto di lavoro. Ma non basta.

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L’esercizio provvisorio autorizzato dal ministero, non prevede la riapertura dei punti vendita, a parte possibili svendite straordinarie se ritenute utili a monetizzare le rimanenze di magazzino.

Pertanto la cassa integrazione sarà a zero ore e avrà durata fino a fine anno.

I sindacati hanno fatto mettere a verbale il loro dissenso considerando che essendo venuto meno l’impegno di Shernon di garantire l’occupazione per 24 mesi, sarebbero decaduti anche gli accordi sull’orario di lavoro.

Però la sostanza non cambia, diciamo che con il Tfr che dovrebbe essere sbloccato a breve e le mensilità fino a dicembre, l’emergenza reddito è parzialmente risolta.

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Piana Rotaliana

Due anni di reclusione per il camionista polacco che ha travolto l’auto della polizia stradale sull’A22

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Ha patteggiato a due anni di reclusione il camionista polacco che mercoledì ha travolto una pattuglia della polizia stradale sull’A22. (qui articolo, foto e video)

Un agente ha subito lesioni con una prognosi di 60 giorni, mentre il collega “solo” 7 giorni. Sottoposto all’alcol test, il camionista polacco ha fatto registrare un tasso di 1,8 (ben quattro volte sopra il limite consentito).

Ricordiamo che per i conducenti dei camion il tasso alcolemico deve essere pari a zero.

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Nel primo pomeriggio di mercoledì è arrivata una chiamata al Centro Operativo Autostradale che segnalava la presenza di un camion che procedeva a zig zag in direzione sud.

Gli agenti della Polizia stradale di Trento erano sulla corsia d’emergenza all’altezza dell’uscita per San Michele all’Adige pronti a fermare il veicolo.

Il camion è però sopraggiunto travolgendo violentemente l’auto della polizia.

La patente gli è stata ritirata e ieri è stato processato per direttissima.

Il camionista ha detto di essere dispiaciuto e di aver bevuto a causa di problemi familiari.

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