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Alto Garda e Ledro

Caporalato Riva del Garda: sequestrati 300 mila euro ai titolari di Sushiko

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Nelle prime ore del mattino del 29 novembre 2018 i militari delle Fiamme Gialle della Tenenza di Riva del Garda (TN) avevano arrestato C.F., 30 anni, alias Yuri, eW.F., 35 anni, alias Colfù, rispettivamente titolare e socio di una società, la R.S.K. s.r.l., che gestisce Sushiko un ristorante in franchising, con l’accusa di sfruttamento aggravato del lavoro ed estorsione nei confronti di dodici lavoratori pakistani regolarmente residenti in Italia.

Dopo il blitz nel locale Sushiko di Riva del Garda era emersa una situazione drammatica di caporalato secondo la quale dodici lavoratori pakistani dovevano restituire parte dello stipendio e non avevano la malattia retribuita e un orario consono di lavoro.

Inoltre erano costretti a vivere stipati in un appartamento affittato dallo stesso proprietario in condizioni precarie. (foto)

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L’operazione, chiamata “Giardino orientale“, (qui tutti i particolari)aveva portato all’arresto di due persone accusate di sfruttamento dei lavoratori.

Il sistema, iniziato nel 2016, era così articolato: attraverso il passaparola o con contatti diretti, C.F. e W.F. avvicinavano stranieri regolari in evidente stato di bisogno e in ristrettezze economiche, proponendo lavori, nel proprio ristorante, con contratti a tempo determinato per 40 ore settimanali (sette ore al giorno per cinque giorni ed una giornata da cinque ore), che comprendevano la possibilità di fruire dei riposi previsti nonché di vitto e alloggio.

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Ma la realtà dei fatti era diversa: non venivano mai concessi i riposi settimanali e le ferie, obbligando i lavoratori a una pausa pranzo di soli quindici minuti, e venivano decurtati significativi importi in caso di malattia o assenza dal lavoro; fino a giugno 2018, i pagamenti avvenivano in contanti, poi, con la recente introduzione dell’obbligo del tracciamento bancario, venivano effettuati per l’intero importo della busta paga ma i lavoratori erano costretti a restituire, dietro minaccia di licenziamento, la parte di importo eccedente gli 800 euro; il costo del vitto era decurtato, per una somma pari a 100 euro, dallo stipendio realmente percepito ed il pasto consisteva in farina per piadine e una modica quantità di pollo, uova e verdura una volta alla settimana; all’atto dell’assunzione, i lavoratori erano costretti a firmare fogli in bianco, sui quali, come minaccia, veniva loro detto che avrebbero potuto essere scritte dichiarazioni attestanti le loro dimissioni o richieste di aspettativa non retribuita

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Ad oggi la Guardia di finanza è stata chiamata per calcolare a quanto ammontasse il guadagno indebito della società, arrivando a  310.144,22 euro.

Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Rovereto ha disposto il sequestro preventivo di conti correnti, titoli o altri beni fino al raggiungimento della cifra complessiva.

Il rappresentante legale della società ha dichiarato la disponibilità di versare 5 mila euro ogni mese su un conto monitorato dalle Fiamme Gialle fino al raggiungimento dell’importo stabilito. Il giudice del tribunale di Rovereto ha accettato la richiesta.

Purtroppo neanche il Trentino è immune dalla piaga del caporalato. Meno frequente nella ristorazione, è più diffuso nella coltivazione dei frutti.

Fra i casi più eclatanti basta ricordare i 25 lavoratori provenienti da fuori regione che nel settembre 2017 sono stati fermati a bordo di un furgone con vestiti strappati e diretti nei vigneti di Riva del Garda a 1,70 euro l’ora.

Oppure nel maggio 2018 41 lavoratori stranieri erano sfruttati nel lavoro del volantinaggio con tanto di Gps per monitorare gli spostamenti ed erano stipati negli alloggi come sardine.

Sebbene le forze dell’ordine abbiano individuato diversi casi, il fenomeno resta tutt’ora presente. Le leggi per contrastarlo non sono ad oggi sufficienti.

Attualmente le leggi previste sono la legge 148 del 2011 che ha introdotto nel codice penale italiano il reato di sfruttamento del lavoro e la legge 199 del 2016 che recita “disposizioni in materia di contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento del lavoro in agricoltura e di riallineamento retributivo nel settore agricolo”.

Da circa un anno i lavoratori vittime di caporalato possono segnalarlo alla Fai Cisl del Trentino grazie al numero verde 800.199.100.

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Alto Garda e Ledro

La Giunta finanzia uno studio di fattibilità per la ferrovia Mori-Riva del Garda

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La decisione era nell’aria ed è stata formalizzata oggi dalla Giunta provinciale, su proposta del presidente Maurizio Fugatti: la Provincia autonoma finanzia con 50.000 di euro la realizzazione di uno studio di fattibilità per la realizzazione del collegamento ferroviario Mori-Riva.

“La Provincia – spiega Fugatti – fa un primo passo per acquisire gli elementi più importanti, in ordine non solo alle problematiche tecnologiche ma anche a quelle riguardanti la fattibilità economica dell’infrastruttura. Consideriamo che rispetto ad altre ferrovie di valle questa avrebbe una connessione diretta con l’asse del Brennero, e quindi ben si presterebbe anche a ragionamenti di finanziamento europeo, in quanto opera strumentale connessa al corridoio Helsinki-La Valletta”.

L’iniziativa di riservare dei fondi allo studio di fattibilità della tratta ferroviaria Mori-Riva risulta coerente con gli obiettivi di interconnessione interna ed esterna del territorio provinciale indicati nelle linee guida del Programma di Sviluppo Provinciale.

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L’eventuale collegamento ferroviario risulta coerente inoltre con le funzioni di corridoio che l’Unione Europea ha indicato sulla linea tra Helsinki e La Valletta (corridoio Ten T),  comprese le relative opere complementari (in questo caso  una diramazione che consenta un collegamento tra l’area tedesca, connessa all’Italia attraverso il valico del Brennero,  e l’area del Garda, già oggi oggetto di congestionamento veicolare).

“Fra tutte le possibili nuove ferrovie di valle, ognuna delle quali necessita delle opportune verifiche di fattibilità tecnico-economica, quella che da subito ci sembra  esplorabile è la diramazione del corridoio Ten T da Rovereto verso il Garda. Non solo la sponda trentina del Garda è sottoposta ad una intensa pressione turistica. Qui  sta anche nascendo una ciclabile importante che, assieme ad un servizio di navigazione pubblica già esistente, si presterebbe anche a ragionamenti  su una progressiva integrazione dell’offerta di trasporto pubblico.

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Stiamo lavorando anche alla mobilità su gomma, sia a Riva che più in generale in tutto il Trentino occidentale. Con Trentino Trasporti abbiamo studiato un servizio intensificato e cadenzato che prenderà il via nel corso del 2020. Si prevede un cadenzamento orario tra Riva e Trento via Sarche, e tra Madonna di Campiglio e Trento di nuovo via Sarche. L’ipotesi di un collegamento ferroviario va dunque letta anche alla luce di questi altri impegni. Le competenze pianificatorie e realizzative, come pure i relativi oneri di costruzione e gestione manutentiva della tratta, potrebbero in verità essere  in capo allo Stato, essendo la tratta Rovereto-Mori-Riva diramazione di collegamenti di carattere sovraprovinciale e addirittura sovranazionale. Ma con questo studio di fattibilità vorremmo comunque offrire uno stimolo  e un contributo, così come abbiamo concertato nel recente incontro con l’amministratore delegato di RFI Gentile”.

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Alto Garda e Ledro

Riva del Garda: denunciati due minorenni per tentata rapina

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Ieri 13 dicembre gli investigatori del Commissariato di P.S. in collaborazione con i Carabinieri della Stazione di Riva del Garda hanno identificato e denunciato all’Autorità Giudiziaria due minorenni responsabili di tentata rapina ai danni di un ragazzo avvenuta nel centro rivano nel tardo pomeriggio del 12 dicembre.

I due giovani entrambi residenti a Riva del Garda, verso le ore 18.30/45, in via Grez hanno affiancato un ragazzo, maggiorenne, residente in provincia di Trento, tentando di strappargli la borsa ginnica che portava con se.

Alla resistenza dell’uomo lo hanno dapprima minacciato con due bastoni e, successivamente, con una pistola che uno dei due teneva nella cintura dei pantaloni.

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La vittima in preda al panico scappava dai due, riuscendo subito dopo a fermare una autovettura di passaggio ed a farsi accompagnare alla Stazione Carabinieri di Riva.

I militari, immediatamente, raccoglievano la denuncia, informando dell’evento il Commissariato di P.S. di Riva.

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Nel frattempo, poco dopo la tentata rapina, la Volante del Commissariato, nell’ambito dell’azione di prevenzione dei reati fortemente voluta dal Questore Garramone, identificava due giovani, risultati poi essere gli autori della tentata rapina, con addosso un bilancino di precisione ed una pistola giocattolo.

Gli investigatori valutati gli elementi forniti dalla vittima e quelli raccolti della Volante, nella mattinata del 13, perquisivano le abitazione dei due giovani, già identificati il giorno prima, rinvenendo nel corso delle operazioni la pistola giocattolo e parte degli indumenti utilizzati al momento del reato.

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“Appare estremamente importante – commenta il Vice Questore Salvatore ASCIONE, (foto) Dirigente del Commissariato di P.S. di Riva del Garda –  la celerità dell’intervento e la collaborazione dei cittadini, che sono il primo presidio della sicurezza partecipata. Il grave episodio, connaturato anche dalla giovane età degli autori, ha dimostrato la competenza e la grande capacità degli operatori dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia di Stato, indispensabile per individuare e denunciare in brevissimo tempo gli autori del delitto, restituendo alla collettività la giusta sicurezza”

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Alto Garda e Ledro

L’unico esemplare in Trentino di lince è ancora presente in Val di Ledro

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La lince B132 è ancora presente in Val di Ledro, lo dimostra un raro video realizzato dai cacciatori della riserva di Molina di Ledro.

Un breve video, girato nei giorni scorsi sui versanti di Tremalzo, documenta infatti la presenza del felide nel Trentino sud-occidentale, ad oltre sei mesi dall’ultima segnalazione.

Come è noto, si tratta dell’unico esemplare la cui presenza è documentata in Trentino ed in generale sulle Alpi italiane, ad eccezione di pochissimi singoli individui presenti nel Friuli settentrionale al confine con la Slovenia.

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E’ un esemplare maschio nato nel 2006 nel cantone del San Gallo in Svizzera (dove è presente una piccola popolazione, reintrodotta dalle autorità locali) e che ha raggiunto la provincia di Trento nel 2008.

Radiocollarato una prima volta nel Parco nazionale Svizzero nel 2008, è stato poi radiomarcato ancora in Trentino due volte: nel 2010 e nel 2012.

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E’ un animale solo, dunque per il momento non in grado di riprodursi e di dare continuità alla presenza della specie.

La conferma della sua presenza, spiegano gli esperti, costituisce però un segnale positivo sia in termini di qualità dell’ambiente che lo ospita che dal punto di vista del rispetto nei suoi confronti dimostrato dai cacciatori, che hanno collaborato da sempre al monitoraggio dell’animale.

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