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Piana Rotaliana

Mezzolombardo, case Itea: riceve un teschio e una busta con cinque proiettili all’interno

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Lunedì 6 maggio a Mezzolombardo una donna residente presso le case ITEA ha trovato nella sua cassetta delle lettere una busta con cinque proiettili e l’immagine di un teschio.

La donna ha tre figli di 20, 16 e 13 anni.

Un gesto intimidatorio e vigliacco che al momento rimane ancora anonimo, anche se pare che qualche sospetto sia caduto sul vicino di casa con il quale la donna aveva litigato pochi giorni fa.

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La donna rientrando con le figlie a casa ha notato una grande busta bianca sporgere dalla sua cassetta delle lettere posta all’entrata del condominio  e dopo averla aperta ha trovato la brutta  sorpresa.

Ora la famiglia, residente di Trentino dal 2002 e trasferitasi a Mezzolombardo nel 2008, è piombata nel terrore

La struttura Itea della donna è purtroppo spesso sotto attacco da parte dei ladri e dei vandali.

Solo pochi giorni fa sono state forzate circa venti cantine ed i ladri hanno fatto man bassa di tutto quello che c’era dentro.

Anche lasciare le biciclette fuori dal portone può rivelarsi un rischio: spesso durante la notte si fa piazza pulita.

Fino ad autunno inoltrato il campo da calcio a 6 era dominato da rifiuti di ogni tipo, arrivati anche ad oscurare le linee del campo.

Il sindaco Girardi ha attuato una politica di riqualificazione dell’area con la costruzione di una casetta in legno antistante il campo dotata di bagni e spogliatoi per ospitare memorial e tornei.

Inoltre è stato incaricato un guardiano di chiudere il campo durante le ore serali, e sono state installate delle telecamere di videosorveglianza (prontamente rotte).

Se il campetto è stato in qualche modo riqualificato, la situazione nel resto del quartiere rimane problematica.

L’assenza di telecamere e di pattugliamenti da parte delle forze dell’ordine spiana la strada a chi si dedica durante la notte ad attività criminose, con la certezza che rimarrà impunito.

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Piana Rotaliana

Fallimento Mercatone Uno: si prospetta lo sblocca del TFR

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Per i dipendenti di Mercatone Uno si prospetta lo sblocco del Tfr.

La liquidazione arriverebbe tramite il fondo di garanzia dopo che l’Inps ha diramato una circolare che ne prevede la copertura.

Sarebbe una boccata d’ossigeno per tutti i dipendenti che a marzo hanno ricevuto l’ultimo stipendio pieno, mentre ad aprile solo un acconto nell’ordine dei 400 euro.

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La circolare è già operativa e come ha spiegato il presidente dell’Inps Tridico, permette di accedere al fondo di garanzia per la liquidazione del Tfr maturato fino al passaggio di proprietà alla Shernon Holding.

Ma non si esclude la possibilità di allargare questo intervento anche alla copertura dei contributi pensionistici non versati nel periodo di gestione della holding.

Per superare lo stallo della situazione dovuta ai tempi di selezione dei commissari straordinari, il Mise ha annunciato la loro estrazione a sorte.

Ovviamente si spera che non ci siano rinunce a catena e che gli estratti accettino di buon grado un ruolo che oggi si limiterebbe alla gestione della chiusura ufficiale della vertenza di Mercatone Uno e della decisione su quale possa essere la modalità migliore, per rimettere in vendita i 55 negozi sparsi sul territorio nazionale.

Pur restando l’emergenza reddito per i dipendenti che formalmente, al di la del fallimento, sono da considerarsi ancora tali si apre qualche spiraglio positivo.

Sono ora da capire quali saranno i tempi burocratici necessari per sbloccare la liquidazione del Tfr.

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Piana Rotaliana

Fallimento Mercatone Uno: Valdero Rigoni indagato per bancarotta fraudolenta

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Nella foto Valdero Rigoni amministratore unico di Shernon Holding

Valdero Rigoni, amministrazione unico della Shernon Holding, è indagato dal Tribunale di Milano per l’ipotesi di bancarotta fraudolenta.

Un provvedimento che è diretta conseguenza della relazione presentata dal Curatore Fallimentare avvocato Marco Angelo Russo.

All’atto dell’acquisizione dei 55 punti vendita tra i quali anche quello di San Michele all’Adige, Valdero Rigoni si era impegnato a migliorare l’offerta, alzando i livelli di qualità, ristrutturando e riposizionando taluni punti vendita.

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Invece nell’arco di pochi mesi, Shernon ha presentato la richiesta di concordato preventivo per evitare la dichiarazione di fallimento.

Richiesta respinta perché i giudici avevano riscontrato un indebitamento complessivo di 90 milioni di euro, maturato in 9 mesi di attività, con perdite gestionali fisse nell’ordine dei sei milioni mensili, in assenza di credito bancario e di fiducia da parte dei fornitori.

Da parte del Tribunale di Milano sono in esame gli ultimi mesi di gestione della holding, mentre quello di Bologna aveva già aperto un’inchiesta per bancarotta fraudolenta che aveva portato ad una serie di sequestri ad inizio del 2017 dopo l’amministrazione straordinaria scattata nel 2015, quando ormai Mercatone Uno aveva maturato un indebitamento di 500 milioni di euro

A livello nazionale l’attuale urgenza, è quella di attivare la procedura per arrivare a selezionare i nuovi commissari.

Mentre sono di interesse comune, i provvedimenti che verranno adottati dal Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna dove risiedono 200 dipendenti dei 1860 totali.

Infatti ogni decisione locale come agevolazioni sulla Tari, rette e ticket sanitari potrebbero poi essere adottati anche dalle altre regioni.

La situazione è di fatto gravissima perché molte sono le famiglie monoreddito o con entrambi i coniugi dipendenti di Mercatone Uno e ci si trova pertanto di fronte ad una reale emergenza reddituale.

Come spiegato in modo approfondito nell’articolo di ieri dopo le dimissioni dei commissari straordinari si allunga la possibilità di erogazione della cassa integrazione.

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Piana Rotaliana

Incidente sull’A22 all’altezza di san Michele all’adige

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Grave incidente stradale questa mattina (13 giugno) verso le 8.30 sulla corsia sud dell’A22, poco prima dell’uscita San Michele.

A causare il sinistro un violento tamponamento tra un furgone e un tir, con il mezzo più piccolo quasi “sparito” tanto era rimasto incastrato sotto l’autoarticolato.

Nel violento impatto l’autista del furgone è rimasto prigioniero tra le lamiere e i vigili del fuoco sono dovuti intervenire con le pinze idrauliche per poterlo liberare.

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L’uomo è stato trasportato in gravi condizioni all’ospedale con l’elicottero di emergenza Pelikan 1.

Le sue condizioni sarebbero critiche.

Sul posto i vigili del fuoco volontari di San Michele all’Adige e di Egna oltre ai vigili del corpo permanente di Bolzano e Trento, la Croce Bianca, la Polizia stradale e il personale del Centro assistenza A22.

Il traffico in transito è rimasto bloccato, con la formazione di una lunga coda, per tutto il tempo dei lavori di sgombero e messa in sicurezza della carreggiata.

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