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Trento

Buoni di servizio Fse della Provincia tra i migliori interventi europei

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I buoni di servizio Fse della Provincia autonoma di Trento sono stati inclusi nella recente pubblicazione della Commissione europea “Work-life balance for all”, che ha selezionato i 20 migliori interventi, a livello europeo, che promuovono con approccio innovativo la conciliazione tra lavoro e vita privata.

Un importante riconoscimento dunque, che evidenzia come lo strumento dei buoni di servizio abbia apportato benefici per i cittadini, le imprese e la società trentina nel suo insieme, contribuendo alla priorità dell’UE di promuovere le pari opportunità tra uomini e donne.

Introdotti già nel corso della Programmazione 2007-2013, i buoni di servizio, che consentono ai beneficiari, ovvero genitori-lavoratori, di ridurre i costi dei servizi di cura ed educazione per i figli fino all’età di 14 anni (18 in caso di disabilità) e coniugare più agilmente le esigenze di cura parentale con i propri impegni lavorativi.

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Nel corso dell’attuale Programmazione 2014-2020 i buoni concessi in Trentino sono stati oltre 25.000 ed hanno coinvolto più di 30.000 bambini e ragazzi.

Un’esperienza destinata a proseguire anche nella futura Programmazione europea 2021-2027, poiché la conciliazione famiglia-lavoro continuerà ad essere una delle priorità fissate dalla Commissione Europea.

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Trento

Si schianta nei meleti a Cavedine, 32 enne ricoverata al santa Chiara

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L’allerta è scattata poco dopo le 15.00  a Cavedine sulla strada provinciale 84 

Per cause ancora da accertare un’autovettura guidata da una 32 enne è uscita autonomamente di strada finendo tra i meleti.

Prima di fermarsi l’autovettura si è ribaltata.

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Nell’incidente non è stato coinvolto nessun altro mezzo.

La ragazza è sempre rimasta cosciente e nonostante fosse incastrata nelle lamiere dell’auto è riuscita a liberarsi da sola prima dell’arrivo dei soccorsi.

Sul posto sono arrivate due ambulanze di Trentino Emergenza che hanno trasportato la ragazza all’ospedale Santa Chiara di Trento in codice rosso.

Le sue condizioni sarebbero gravi anche se non è in pericolo di vita. Sul posto dell’incidente anche la polizia locale e vigili del fuoco di Cavedine e Lasino con tre mezzi.

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Trento

Promuovere la formazione duale nell’area alpina: un convegno di EUSALP

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“Come rendere l’apprendistato, la formazione duale, attrattiva, più interessante per l’impresa e per l’apprendista. E’ una questione di retribuzione ed incentivi o piuttosto un fattore culturale?”.

Con questo invito alla discussione si è aperto ieri alla FBK di Povo il convegno organizzato dalla Provincia autonoma di trento, volto ad indagare le migliori condizioni per sostenere la diffusione della formazione duale nelle imprese dell’arco alpino.

Lo spunto di riflessione è venuto dalla condivisione degli esiti dell’indagine condotta dall’INAPP -Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche e commissionata da EUSALP, Gruppo di Azione 3, sulla diffusione dell’apprendistato nelle realtà imprenditoriali della Macro-Regione alpina, confrontando le politiche pubbliche di sostegno, anche al fine di individuarne le buone prassi.

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La Provincia ha come noto la leadership del Gruppo d’Azione 3 di EUSALP, la macroregione alpina nata nel 2013 in seno all’Unione europea, composta da 48 Regioni e Province autonome.

L’esperienza di apprendistato nasce da un incontro, che non è solo tra la domanda di lavoro e l’offerta – si è detto nel corso del convegno, apertosi con l’intervento del dirigente della Provincia autonoma Roberto Ceccato, che ha portato anche i saluti degli assessori Mirko Bisesti e dell’assessore Achille Spinelli – , un incontro il cui successo non è solo nel’interesse immediato delle due parti, ma si proietta sulla lunga distanza. Ecco la scintilla: la capacità di entrambi, impresa e lavoratore, di scommettere.

“La Provincia riconosce il valore strategico della formazione duale – ha sottolineato Ceccato – . Territorio, impresa e scuola devono parlarsi, devono stipulare un’alleanza, affinché le competenze dei ragazzi possano crescere e rispondere alle esigenze espresse dal mondo del lavoro”. 

Si tratta – è emerso nel corso del convegno, articolato in tre diverse sezioni, a cui hanno partecipato responsabili ed esperti delle diverse regioni che compongono EUSSALP – di una scommessa complessa: è necessario sostenere il ruolo di mediazione dell’istituzione formativa deputata a erogare la formazione esterna e promuovere al tempo stesso la diffusione di una cultura che consideri la formazione duale un’esperienza positiva, caratterizzante e orientata al successo professionale.

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I giovani in apprendistato ricevono una remunerazione, o un contributo economico, generalmente definiti dalla contrattazione collettiva che crescono conformemente alla maturazione delle competenze. Le imprese beneficiano a loro volta di sussidi o forme di sollievo fiscale per sostenere i costi  della formazione e rendere il progetto praticabile ed interessante.

Ma non tutte le realtà sono uguali: da qui l’importanza di mettere a confronto le migliori prassi e le  soluzioni che le Regioni dell’arco alpino hanno adottato e promuovono: dalla definizione di percorsi in azienda, all’inserimento di  istruttori, mentori o tutor aziendali.

L’impegno della Provincia autonoma è quindi quello di creare consapevolezza in merito all’importanza del modello di apprendistato per un mercato del lavoro che richiede competenza, flessibilità ed un approccio  culturale orientato a cogliere le opportunità della formazione dei giovani in azienda.

Come illustrato da Ceccato, la Provincia autonoma di Trento è membro della Alleanza europea per l’apprendistato (EAfA), una piattaforma multi-stakeholder che mira a:

Rafforzare la qualità, l’offerta e l’immagine degli apprendistati in Europa;
Promuovere la mobilità degli apprendisti;

Promuovere l’occupazione giovanile e sostiene l’obiettivo della Garanzia per i giovani, riducendo al contempo la disparità tra offerta di competenze e domanda sul mercato del lavoro.

Tra i più rilevanti progetti co-finanziati dal programma ERASMUS+ a cui ha partecipato/ partecipa la Provincia autonoma di Trento, nell’ambito della formazione duale:

PROGETTO SWORD (concluso Agosto 2017) – La Provincia ha capitanato il progetto SWORD co-finanziato dal programma ERASMUS+, il cui obiettivo è stato favorire la transizione dalla formazione professionale al mondo del lavoro, attraverso un’analisi comparativa dei modelli di formazione duale dei paesi partecipanti al progetto (IT, DE, AU, PL), l’avvio di progetti pilota e la definizione di linee guida a supporto dei percorsi di apprendimento duale, attraverso un lavoro di co-progettazione tra i diversi attori coinvolti. Gli output prodotti dal progetto SWORD hanno costituito un’importante base metodologica per l’avvio del sistema duale in Trentino.

PROGETTO DUALPLUS – Dai risultati del progetto SWORD nasce il progetto DUALPLUS nell’ambito del quale è organizzata la conferenza odierna dedicata alle tematiche della formazione duale e che vede la partecipazione di numerosi esperti europei di apprendistato.
Il progetto DUALPLUS, co-finanziato dal programma INTERREG Spazio Alpino, intende promuovere l’attrattività e l’efficacia della formazione duale, ossia quel modello di formazione che mira a favorire l’occupabilità giovanile, promuovendo l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, fornendo ai giovani le conoscenze di base e le competenze trasversali e tecnico-professionali necessarie per collocarsi con successo in ambito lavorativo.

La sessione mattutina, moderata da Mauro Frisanco, economista del lavoro ed esperto in processi formativi e di apprendimento, è continuata con l’intervento di Clotilde Mahè, project officer del Segretariato Congiunto del programma INTERREG Spazio Alpino che ha presentato i risultati raggiunti durante la programmazione 2014-2020 dal programma stesso, con un focus sui progetti finanziati nell’ambito dell’obiettivo strategico “Innovazione Alpina”.

Aurelia Ullrich-Scheider, responsabile dei progetti internazionali presso la Agenzia di Sviluppo della Regione di Voralberg (Austria), ha presentato il progetto DUALPLUS, illustrando i principali obiettivi progettuali e i risultati raggiunti in questo primo periodo di attività (il progetto si concluderà nell’aprile 2021).

La sessione è proseguita approfondendo le diverse tematiche che il progetto DUALPLUS intende indagare, spaziando dalle buone pratiche per l’orientamento dei giovani all’analisi del fabbisogno formativo dei tutor aziendali fino a proposte per una migliore permeabilità dei sistemi di formazione duale.

Mirko Cutrì, responsabile Worldskills per l’associazione provinciale degli artigiani e prestatori di servizi della dell’Alto Adige (lvh.apa) e formazione professionale, ha focalizzato il suo intervento sui risultati dell’analisi dei bisogni di orientamento dei giovani.

Il contributo di Cutrì ha inteso dare risposta alle questioni relative al livello di conoscenza e alla percezione dei giovani e delle loro famiglie sul sistema duale, al loro grado di soddisfazione rispetto agli attuali servizi di orientamento, alle loro aspettative, ai diversi punti di vista dei giovani e dei loro genitori sui percorsi educativi da intraprendere.

Da questa analisi sono emersi spunti importanti per il miglioramento e lo sviluppo di opportuni strumenti di orientamento, fondamentali per rendere la formazione duale sempre più visibile, attrattiva e riconosciuta.

Julia Pintkus, della New Design University (Austria) ha presentato i risultati della valutazione dei fabbisogni formativi dei tutor aziendali per offrire una formazione duale di valore e di qualità. L’analisi è il frutto di una indagine condotta da tutti i partner di progetto (9 partner da 7 regioni alpine) attraverso la somministrazione di un questionario rivolto a tutor aziendali che hanno già esperienza di formazione duale e coinvolti anche nelle Comunità di Pratica che sono state avviate nell’ambito del progetto DUALPLUS.

La successiva tavola rotonda ha visto la partecipazione di numerosi esperti di formazione duale che hanno condiviso buone pratiche sulla formazione dei tutor aziendali, tra i quali:

Stefan Moritsch, New Design University (Austria)
Julia Pintsuk-Christof, New Design University (Austria)
Pascal Ernst, Ernst & Co OG (Austria)
Stéphanie Moutons, EFMA (Francia)
Francesco Pisanu, Provincia autonoma di Trento
Markus Reitshammer, Ausbilderforum Tirol

Franziska Peklo e Henrike Martius della Technical University of Applied Science Rosenheim (Germania) hanno chiuso la sessione attraverso un workshop interattivo che ha visto la partecipazione attiva del pubblico nella valutazione e discussione di proposte per una migliore permeabilità orizzontale e verticale dei sistemi di formazione duale. Barbara Wülser, Co-Direttrice e Responsabile della Dipartimento Comunicazione presso CIPRA – Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi – ha raccolto impressioni dalla giornata, tracciando un “file rouge” tra i diversi inteventi e contributi della mattinata.

Ha concluso con una riflessione critica sui temi trattati, rilanciando la necessità di coniugare le sfide emergenti del nostro tempo (tra i quali i cambiamenti demografici, climatici e le migrazioni) con le tradizioni che caratterizzano e distinguono la regione alpina (link tra passato e futuro)

La sessione pomeridiana, a cura del Gruppo di Azione 3, ha ospitato il 3° Forum sulla formazione duale nella Regione Alpina, che quest’anno presenta i risultati di uno studio comparativo che ha riguardato la diffusione del sistema duale in tutta la Regione Alpina, fornendo indicazioni importanti per il futuro della diffusione delle esperienze di apprendistato. In particolare si è parlato dei fattori che possono rendere attrattivo il sistema duale per l’imprenditore e per lo studente. L’occasione sarà colta per proporre il nuovo tema di lavoro del Gruppo d’Azione 3 per il prossimo triennio: le competenze del futuro.

La conferenza è parte del programma ufficiale della Presidenza italiana di EUSALP – Strategia dell’Unione europea per la Macroregione Alpina ed è inserita nell’ambito del “European Skills Week 2019” organizzata dalla Commissione Europea.

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Trento

La protezione civile diventa materia di scuola

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La protezione civile diventa materia di scuola, anzi è la scuola che diventa essa stessa strumento privilegiato di promozione della cultura della protezione civile.

Lo fa per avvicinare i giovani ad uno dei più significativi ed importanti “avamposti” della cittadinanza attiva e, tramite gli studenti, le loro famiglie.

La campanella inaugurale della “Settimana nazionale della Protezione civile”, istituita dal Presidente del Consiglio dei Ministri in corrispondenza del 13 ottobre, data della Giornata internazionale per la riduzione dei disastri naturali proclamata dall’ONU, è suonata anche in Trentino, al Liceo Da Vinci a Trento, dove si è svolto l’incontro inaugurale del progetto che prevede la formazione di almeno un docente per ogni Istituto scolastico del Trentino sulla materia “protezione civile”, in previsione dell’inserimento curricolare nel percorso scolastico a venire.

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In un’aula magna affollata di dirigenti scolastici ed insegnanti referenti, il vicepresidente della Giunta provinciale Mario Tonina ed i dirigenti dei Dipartimenti provinciali dell’Istruzione, Roberto Ceccato, e della Protezione civile, Gianfranco Cesarini Sforza, affiancati da funzionari e tecnici, hanno illustrato scopi e contenuti del corso di formazione per docenti, che partirà a novembre presso il Campo della Protezione civile a Marco di Rovereto.

L’iniziativa, come ha spiegato il vicepresidente Tonina, ha l’obiettivo di far acquisire ai docenti conoscenze e competenze sul sistema di Protezione civile del Trentino, al fine di trasmettere e divulgare importanti concetti e nozioni utili alla costruzione di una società resiliente.

Il corso, che coinvolgerà complessivamente circa 80 insegnanti che diventeranno poi i referenti nelle rispettive scuole per quanto riguarda appunto tale nuova “materia”, si articolerà in tre giornate formative a stretto contatto con professionisti e operatori e produrrà l’efficace trasferimento della conoscenza a livello scolastico.

Gli stessi studenti saranno poi stimolati ad attivare progetti di ricerca e approfondimenti. Destinatari finali le famiglie dei ragazzi, ovvero l’intera popolazione, tutti i cittadini ai quali ogni giorno le donne e gli uomini della Protezione civile trentina – tra cui gli oltre 10.500 volontari, uno ogni 51 abitanti, che ne fanno parte – garantiscono sicurezza e protezione.

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Nel corso degli anni, dal terremoto in Friuli del 1976 ed ancor più quello in Irpinia nel 1980, quando intervenne per la prima volta fuori dai confini provinciali, alle ultime “missioni” in Abruzzo ed Emilia Romagna, la Protezione civile trentina si è fatta conoscere ed apprezzare per la sua efficienza ed una straordinaria disponibilità e solidarietà nei confronti delle popolazioni di volta in volta colpite da tragedie naturali. Intervenire nell’emergenza è uno dei compiti principali della Protezione civile, ma il miglior servizio che si può rendere alla sicurezza sta però nella prevenzione. Ed è qui che si innesta l’idea di “formare”, partendo dalla scuola, l’intera popolazione avvicinandola alla “cultura” della protezione civile.

Nel suo intervento al Liceo Da Vinci, il vicepresidente Tonina è partito proprio dai giovani: “Dobbiamo riconoscere ai nostri studenti una aumentata sensibilità rispetto a questi temi, sui quali anche come Provincia autonoma di Trento stiamo lavorando, dobbiamo cogliere la loro consapevolezza e voglia di apprendere. In Trentino abbiamo sempre saputo dare risposte efficaci, infatti la Protezione Civile trentina ha dimostrato in moltissime occasioni disponibilità e impegno, solidarietà e vicinanza alle popolari colpite da terremoti ed alluvioni. Per poter continuate a garantire questo anche in futuro è importante che vi sia collaborazione tra strutture diverse per raggiungere obiettivi comuni. Nei nuovi programmi di Educazione civica la diffusione delle conoscenze è uno strumento strategicamente importante per raggiungere la cittadinanza.”

“Il fatto che in Trentino vi sia un numero importante di volontari – ha proseguito Tonina – significa che c’è una diffusa solidarietà sociale ed una forte convinzione in tutta la popolazione trentina, ma vuole anche dire che tale consapevolezza e disponibilità è stata ed è rafforzata dall’Autonomia. E’ importante saper intervenire nelle emergenze ma lo è di più saper prevenire; dobbiamo ringraziare chi ha lavorato su questo fronte in passato, risparmiando alla popolazione e al territorio la ripetizione di disastri immani, quali ad esempio l’alluvione del 1966. Viviamo in un territorio di montagna bello ma fragile, ed abbiamo delle responsabilità da condividere, la Carta di sintesi della pericolosità è ad esempio un modo per farlo, tutti dobbiamo comprenderne la valenza e l’importanza. Ciò che ci deve far preoccupare sono gli eventi estremi a seguito dei cambiamenti climatici, tuttavia essi ci spingono a migliorare il nostro modello di gestione degli eventi naturali. Il rischio zero non esiste in montagna, e un territorio come il nostro deve essere attento a questi temi. Ai docenti vogliamo dare i giusti supporti riconoscendo pienamente la valenza del loro ruolo di educatori, mentre ai giovani chiediamo di stimolare i decisori politici ed amministrativi. Se ognuno farà la propria parte si potrà garantire alle nuove generazioni un territorio più sicuro e migliore.”

Protezione civile, le iniziative – La “Settimana della Protezione civile” è iniziata ieri a Castel Pietra, a Calliano, con un incontro dedicato alle donne della Protezione civile trentina con la presentazione del Progetto “La cultura è Protezione civile”.

Nei prossimi giorni sono in programma momenti con gli esperti in tema di rischi naturali, presenti al Muse (il 15, il 16 e il 18 ottobre dalle ore 15.00 alle 18.00), ed un convegno organizzato dall’Università di Trento in tema di rischio sismico e di apporto della scienza alla Protezione civile (Mesiano, 16 ottobre dalle ore 9.50). In programma per giovedì 17 ci sono iniziative informative e formative dell’Associazione Psicologi per i Popoli Trentino presso la loro sede di Lavis, dove in contemporanea si svolgerà la giornata di “Porte Aperte” dell’Associazione Protezione Civile A.N.A. Trento.

Il giorno 19 “Porte Aperte” anche alla sede del Corpo Permanente dei Vigili del Fuoco di Trento, al Nucleo Elicotteri, di cui ricorre il sessantesimo dall’istituzione, e alla sede di Trento ed altre sedi periferiche dell’Associazione Croce Rossa Italiana – Comitato Provinciale di Trento. Nell’ambito dell’iniziativa “Io non rischio”, a Trento, in via Oss Mazzurana, sabato e domenica scorsi sono state fornite informazioni ai cittadini su come prevenire i danni da alluvioni e affrontare le situazioni di emergenza e su cosa si può fare per contribuire a ridurre il rischio di alluvione.

 

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