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Rovereto e Vallagarina

Antonella Bellutti e il “suo” corso per l’alimentazione vegetale e performance sportiva

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Ha trovato casa a Progetto Manifattura, l’incubatore green e sport-tech di Trentino Sviluppo, ed è dedicato “all’introduzione alle scienze dell’alimentazione vegetale e performance sportiva”.

Si tratta di un corso davvero singolare: non solo perché è il primo in Italia di tal genere, ma anche perché è supportato dalla campionessa olimpica Antonella Bellutti, ferma sostenitrice della scelta vegana.

A conclusione dell’intero corso si è tenuta ieri, giovedì 17 maggio, una tavola rotonda sul tema, alla quale hanno preso parte il direttore di Cerism, Federico Schena, Laura Maffei di Trentino Sviluppo e Caterina Pesci dell’Università di Trento.

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A portare la propria esperienza diretta la stessa Antonella Bellutti, assieme all’ultrarunner Luca Bartolameotti, allo chef e climber Michele Granuzzo e allo scalatore Andrea Parziani. I lavori sono stati introdotti dalla vicesindaca di Rovereto e da Giovanna Sirotti, referente del Rotary Trentino per Rovereto.

Quello dell’alimentazione vegetale è concetto piuttosto ampio che abbraccia una varietà di stili di vita tra cui anche l’essere vegetariani e vegani.

Un’attenzione particolare alla cura del cibo sia dal punto di vista nutrizionale sia etico, che si integra anche con la preparazione agonistica finalizzata alla performance, tanto che sono sempre di più gli atleti di alto livello ad “allenare” in tal modo anche il corpo.

Il velocista “figlio del vento” Carl Lewis, Lewis Hamilton nella Formula 1, Novak Djokovic, le sorelle William e Martina Navratilova nel tennis, per citare alcuni esempi, hanno fatto a meno della carne o dei derivati.

Così come la ciclista Antonella Bellutti, due volte campionessa olimpica a Sydney e Atlanta, poi partecipante alle Olimpiadi di Lillehammer nel bob, da tempo sostenitrice dell’alimentazione vegana.

Lei stessa ha più volte dichiarato che “durante tutta la sua vita di atleta è sempre stata alle prese con il difficile equilibrio tra peso e potenza. La scelta di diventare vegana, è stata decisamente positiva non solo in termini di salute ma anche ai fini dei risultati”.

“Dalla scelta vegana – ha aggiunto ieri l’olimpionica – nasce il desiderio di fare qualcosa per gli altri. Vegano non è sinonimo di sano tout court, ma si tratta di conciliare uno stile di vita sano ed attivo con l’alimentazione”.

Un’occasione, dunque, per seminare e divulgare conoscenze e anche per far conoscere l’alimentazione vegetale senza pregiudizi, tanto che la Bellutti ha scelto di supportare, anche con un contributo economico, il corso del CeRiSM – il Centro Ricerca Sport Montagna e Salute – diviso a metà tra gli atenei di Verona e Trento.

Durante le lezioni è stato spiegato da esperti, su basi scientifiche, come l’alimentazione che fa ricorso a soli vegetali possa conciliarsi con i risultati sportivi, aiutando gli atleti ad organizzare la propria preparazione fisica escludendo le fonti di origine animale, anche nell’ottica di una scelta consapevole.

Il nuovo corso è parte integrante della filiera formativa che Trentino Sviluppo sta creando all’interno di Progetto Manifattura, per valorizzare e rafforzare un progetto di sistema che vede nello sport un potenziale driver di sviluppo, attrattività e competitività per la nostra provincia.

Una visione condivisa del valore economico e sociale dato dallo sport in quanto fonte di ispirazione per l’innovazione e la ricerca interdisciplinare, che collega vari attori come le imprese, la ricerca e la formazione.

Il progetto di filiera prevede anche il coinvolgimento dei Licei Sportivi, dell’acceleratore di startup sportive “Spin Accelerator Italy”, dei futuri laboratori “TESS Lab” e dei vari stakeholder territoriali che saranno gradualmente coinvolti nello sviluppo del Cluster nel prossimo futuro.

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Rovereto e Vallagarina

Cazzano di Brentonico: ritrovato marsupio con dentro marijuana, hashish e cocaina

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Anche Cazzano di Brentonico non è immune dal traffico di droga.

La presenza di stupefacenti è stata scoperta lunedì mattina nel corso di un’operazione di controllo del territorio da parte della Compagnia di Rovereto della Guardia di Finanza.

Durante l’operazione è stato ritrovato un marsupio abbandonato sotto un cespuglio, in una zona poco frequentata del parco del paese.

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All’interno del marsupio i finanzieri hanno rinvenuto 31,7 grammi di marijuana accuratamente impacchettata, 6 grammi di hashish e mezzo grammo di cocaina.

Vista la quantità è stato escluso l’uso personale, anche perché i consumatori non acquistano droghe diverse fra loro.

Dalle indagini è molto più probabile che si sia trattato di una filiera di spaccio.

Secondo i militari il proprietario  si sarebbe disfatto del marsupio non appena si è accorto che il parco stava per essere setacciato dalla Guardia di Finanza.

Al momento non c’e nessun indagato.

Da qui la denuncia nei confronti di ignoti per spaccio di sostanza stupefacente e il sequestro penale di quasi mezzo etto di droga.

Resta da capire se la droga sia stata abbandonata da qualcuno di passaggio oppure se si sia di fronte ad un giro locale di spaccio.

I militari continuano a indagare nella piccola frazione  (150 abitanti) facente parte del comune montano di Brentonico.

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Rovereto e Vallagarina

Paulina e Magdalena dal Messico a Castellano

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La sindaca Romina Baroni ha dato il benvenuto a 22 giovani di origine trentina provenienti da Argentina, Brasile, Bolivia, Paraguay, Messico e Stati Uniti e ospitati dall’1 al 21 luglio presso le famiglie di altrettanti giovani coetanei, residenti in diverse località della provincia.

Tra loro anche due giovani messicane le cui famiglie sono originarie di Castellano: Paulina Isabel Comett Figueroa (cognome trentino di origine: Manica) e Magdalena Manica Jauregui cui la sindaca Baroni ha donato una raccolta di 5 acquerelli di Paola Manconi, raffiguranti la Chiesa di Santa Maria Assunta, il Filatoio di Piazzo, una veduta di Pedersano, il Castello di Castellano e la Chiesetta di San Martino in Trasiel.

L’incontro, svoltosi in collaborazione con l’Associazione PLF e il Tavolo Giovani della destra Adige, si è tenuto a Palazzo Libera martedì 16 luglio nell’ambito del programma annuale di interscambio promosso dal Servizio emigrazione della Provincia.

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Mercoledì le due giovani messicane con antenati di Castellano hanno incontrato la Sezione culturale Don Zanolli della Pro Loco Castellano-Cei che nella sua sede conserva l’albero genealogico di tutte le famiglie della frazione montana di Villa Lagarina.

L’emozionante occasione per Paulina e Magdalena di risalire alle proprie radici e riscoprire il mondo dei propri avi.

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Rovereto e Vallagarina

Rovereto: iniziati i lavori di bonifica nelle aree di Piazzale Orsi

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Nel mese di giugno si è svolta la prima fase della bonifica bellica superficiale delle aree interessate dal sottopasso ciclopedonale nei pressi della stazione ferroviaria in “Piazzale Orsi” a Rovereto.

Nel corso dei lavori si sono riscontrate numerose interferenze nel primo strato di materiale, oltre a quelle dovute all’antropizzazione delle aree (sotto servizi, cartellonistiche, parapetti, panchine, verande ecc.).

La presenza di un’elevata interferenza ferro-magnetica superficiale non consente di ottenere garanzie significative in merito alla presenza, o meno, di ordigni bellici interrati negli strati profondi fino alla profondità di 7 – 8 m.

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Per avere una risposta significativa, e certa, è necessario scavare e rimuovere almeno l’intero tratto superficiale (minimo 1 metro) su tutta l’area.

Tale scelta non è attualmente percorribile, sia a causa degli elevati costi (scavo, demolizione, ripristini di strade statali, marciapiedi in porfido, accessi vari ed aiuole), sia per i disagi alla viabilità e all’intera città di Rovereto.

Pertanto, ad ulteriore cautela e d’intesa col Comune di Rovereto, si è deciso di procedere a fasi, eseguendo un’analisi strumentale perimetrale delle aree interessate dal sottopasso, in modo da investigare puntualmente gli strati profondi della perimetrazione degli scavi nelle zone destinate a berlinesi (fino a –8m dal piano di campagna).

Tale metodo procedurale ridurrà i disagi, riuscendo ad avere garanzie nelle successive fasi di realizzazione dell’opera e nello specifico nella realizzazione delle berlinesi perimetrali previste dal progetto esecutivo.

Mano a mano che l’asta perforatrice arriverà alla quota preposta (step di scavo da 1,00 m a 2,00 m massimo) rispetto al piano di campagna, verrà estratta l’asta in modo da permettere al personale incaricato della bonifica bellica (impresa specializzata, iscritta all’apposito albo istituito presso il Ministero della Difesa), di inserire nel foro, la loro sonda e rilevare eventuali anomali magnetiche.

Al fine di ottenere una corretta rilevazione strumentale, l’incamiciatura del foro, sarà in materiale non ferroso (plastica).

Questa operazione permetterà di verificare l’intero perimetro dell’opera e garantirà sicurezza nell’esecuzione, negli appalti successivi, delle berlinesi perimetrali. Successivamente, ad opere di sostegno realizzate, si procederà allo scavo con l’ausilio di assistenza per la ricerca di bombe inesplose.

Le operazioni di bonifica bellica sono iniziate lunedì 15 luglio e termineranno, in assenza di ritrovamento di ordigni bellici, presumibilmente entro la metà del mese di settembre.

Nella foto si riporta un estratto planimetrico con indicate, in due colori diversi che identificano le profondità d’indagine, le aree interessate.

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