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Alto Garda e Ledro

Abita con i figli in un garage, continua l’emergenza abitativa di una famiglia Rivana

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CasaPound Riva continua ad essere al fianco di una famiglia italiana in difficoltà.

L’appello era stato lanciato il 6 maggio ma fino ad ora nessuno si è mosso.

Le istituzioni sono rimaste silenziose, ma confidiamo che tentino di risolvere il problema quanto prima.

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Questa volta il problema che i militanti rivani stanno affrontando, è decisamente molto impegnativo, sono infatti sempre al fianco di una madre e dei suoi due figli: una mamma rimasta sola e costretta per lungo tempo a vivere in un garage insieme ai due ragazzi.

“Insieme abbiamo analizzato la loro situazione, conosciuto la loro storia che abbiamo sottoposto all’attenzione della Comunità di Valle – dichiara Matteo Negri, responsabile locale di CasaPound – fiduciosi che da loro potrà arrivare una buona soluzione per questa famiglia rivana in grave emergenza abitativa. Per sopperire alla temporanea mancanza di un alloggio abbiamo provveduto a pagare l’affitto di un appartamento alla famiglia che rimane però in attesa di una soluzione definitiva. Lanciamo un appello a tutta la comunità rivana e trentina, fiduciosi che una rete di solidarietà si stringerà intorno a questa famiglia”.

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Chi vorrà sostenere CasaPound Riva in questa battaglia a sostegno di una famiglia italiana in grave difficoltà potrà dare una mano sia segnalando eventuali case in affitto, oppure contribuire al sostentamento questa mamma con i suoi due figli prendendo contatto con i militanti di CasaPound presso la sede del “Faro”, in Via San Nazzaro 83 C e nei bar del centro, Bar Roma, Caffè Lac e Moby Dick.

Per ulteriori informazioni 348-6288268.

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Alto Garda e Ledro

La Giunta finanzia uno studio di fattibilità per la ferrovia Mori-Riva del Garda

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La decisione era nell’aria ed è stata formalizzata oggi dalla Giunta provinciale, su proposta del presidente Maurizio Fugatti: la Provincia autonoma finanzia con 50.000 di euro la realizzazione di uno studio di fattibilità per la realizzazione del collegamento ferroviario Mori-Riva.

“La Provincia – spiega Fugatti – fa un primo passo per acquisire gli elementi più importanti, in ordine non solo alle problematiche tecnologiche ma anche a quelle riguardanti la fattibilità economica dell’infrastruttura. Consideriamo che rispetto ad altre ferrovie di valle questa avrebbe una connessione diretta con l’asse del Brennero, e quindi ben si presterebbe anche a ragionamenti di finanziamento europeo, in quanto opera strumentale connessa al corridoio Helsinki-La Valletta”.

L’iniziativa di riservare dei fondi allo studio di fattibilità della tratta ferroviaria Mori-Riva risulta coerente con gli obiettivi di interconnessione interna ed esterna del territorio provinciale indicati nelle linee guida del Programma di Sviluppo Provinciale.

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L’eventuale collegamento ferroviario risulta coerente inoltre con le funzioni di corridoio che l’Unione Europea ha indicato sulla linea tra Helsinki e La Valletta (corridoio Ten T),  comprese le relative opere complementari (in questo caso  una diramazione che consenta un collegamento tra l’area tedesca, connessa all’Italia attraverso il valico del Brennero,  e l’area del Garda, già oggi oggetto di congestionamento veicolare).

“Fra tutte le possibili nuove ferrovie di valle, ognuna delle quali necessita delle opportune verifiche di fattibilità tecnico-economica, quella che da subito ci sembra  esplorabile è la diramazione del corridoio Ten T da Rovereto verso il Garda. Non solo la sponda trentina del Garda è sottoposta ad una intensa pressione turistica. Qui  sta anche nascendo una ciclabile importante che, assieme ad un servizio di navigazione pubblica già esistente, si presterebbe anche a ragionamenti  su una progressiva integrazione dell’offerta di trasporto pubblico.

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Stiamo lavorando anche alla mobilità su gomma, sia a Riva che più in generale in tutto il Trentino occidentale. Con Trentino Trasporti abbiamo studiato un servizio intensificato e cadenzato che prenderà il via nel corso del 2020. Si prevede un cadenzamento orario tra Riva e Trento via Sarche, e tra Madonna di Campiglio e Trento di nuovo via Sarche. L’ipotesi di un collegamento ferroviario va dunque letta anche alla luce di questi altri impegni. Le competenze pianificatorie e realizzative, come pure i relativi oneri di costruzione e gestione manutentiva della tratta, potrebbero in verità essere  in capo allo Stato, essendo la tratta Rovereto-Mori-Riva diramazione di collegamenti di carattere sovraprovinciale e addirittura sovranazionale. Ma con questo studio di fattibilità vorremmo comunque offrire uno stimolo  e un contributo, così come abbiamo concertato nel recente incontro con l’amministratore delegato di RFI Gentile”.

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Alto Garda e Ledro

Riva del Garda: denunciati due minorenni per tentata rapina

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Ieri 13 dicembre gli investigatori del Commissariato di P.S. in collaborazione con i Carabinieri della Stazione di Riva del Garda hanno identificato e denunciato all’Autorità Giudiziaria due minorenni responsabili di tentata rapina ai danni di un ragazzo avvenuta nel centro rivano nel tardo pomeriggio del 12 dicembre.

I due giovani entrambi residenti a Riva del Garda, verso le ore 18.30/45, in via Grez hanno affiancato un ragazzo, maggiorenne, residente in provincia di Trento, tentando di strappargli la borsa ginnica che portava con se.

Alla resistenza dell’uomo lo hanno dapprima minacciato con due bastoni e, successivamente, con una pistola che uno dei due teneva nella cintura dei pantaloni.

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La vittima in preda al panico scappava dai due, riuscendo subito dopo a fermare una autovettura di passaggio ed a farsi accompagnare alla Stazione Carabinieri di Riva.

I militari, immediatamente, raccoglievano la denuncia, informando dell’evento il Commissariato di P.S. di Riva.

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Nel frattempo, poco dopo la tentata rapina, la Volante del Commissariato, nell’ambito dell’azione di prevenzione dei reati fortemente voluta dal Questore Garramone, identificava due giovani, risultati poi essere gli autori della tentata rapina, con addosso un bilancino di precisione ed una pistola giocattolo.

Gli investigatori valutati gli elementi forniti dalla vittima e quelli raccolti della Volante, nella mattinata del 13, perquisivano le abitazione dei due giovani, già identificati il giorno prima, rinvenendo nel corso delle operazioni la pistola giocattolo e parte degli indumenti utilizzati al momento del reato.

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“Appare estremamente importante – commenta il Vice Questore Salvatore ASCIONE, (foto) Dirigente del Commissariato di P.S. di Riva del Garda –  la celerità dell’intervento e la collaborazione dei cittadini, che sono il primo presidio della sicurezza partecipata. Il grave episodio, connaturato anche dalla giovane età degli autori, ha dimostrato la competenza e la grande capacità degli operatori dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia di Stato, indispensabile per individuare e denunciare in brevissimo tempo gli autori del delitto, restituendo alla collettività la giusta sicurezza”

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Alto Garda e Ledro

L’unico esemplare in Trentino di lince è ancora presente in Val di Ledro

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La lince B132 è ancora presente in Val di Ledro, lo dimostra un raro video realizzato dai cacciatori della riserva di Molina di Ledro.

Un breve video, girato nei giorni scorsi sui versanti di Tremalzo, documenta infatti la presenza del felide nel Trentino sud-occidentale, ad oltre sei mesi dall’ultima segnalazione.

Come è noto, si tratta dell’unico esemplare la cui presenza è documentata in Trentino ed in generale sulle Alpi italiane, ad eccezione di pochissimi singoli individui presenti nel Friuli settentrionale al confine con la Slovenia.

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E’ un esemplare maschio nato nel 2006 nel cantone del San Gallo in Svizzera (dove è presente una piccola popolazione, reintrodotta dalle autorità locali) e che ha raggiunto la provincia di Trento nel 2008.

Radiocollarato una prima volta nel Parco nazionale Svizzero nel 2008, è stato poi radiomarcato ancora in Trentino due volte: nel 2010 e nel 2012.

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E’ un animale solo, dunque per il momento non in grado di riprodursi e di dare continuità alla presenza della specie.

La conferma della sua presenza, spiegano gli esperti, costituisce però un segnale positivo sia in termini di qualità dell’ambiente che lo ospita che dal punto di vista del rispetto nei suoi confronti dimostrato dai cacciatori, che hanno collaborato da sempre al monitoraggio dell’animale.

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