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Società

Madri e figlie: l’eterno confronto

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La contrapposizione tra le figlie adolescenti e le loro madri è un problema di antica data.

Un rapporto problematico che non esclude l’umiliazione delle mamme, attaccate anche sul piano dell’aspetto fisico.

Il problema è accentuato dallo spostamento dell’età adolescenziale che oggi è nella fascia d’età compresa tra i 10 e i 24 anni, al posto di quella tradizionale degli 11 – 18 anni.

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Non mancano le mamme che vedono una sorta di proiezione di loro stesse, nelle figlie.

Spesso le madri arrivano ad auto criticarsi attraverso la figlia e non accettano che possano essere “migliori” rispetto a loro, alla stessa età.

Una sorta di lotta corpo a corpo che deve fare i conti lo stato d’animo degli adolescenti, maggiormente femmine che si sentono tristi e depresse.

Per migliorare questo rapporto conflittuale, bisognerebbe prima di tutto fare pace con se stesse.

Il contrasto è tra la vitalità dell’adolescente col desiderio che la madre potrebbe avere di rivivere le stesse sensazioni.

Il rischio è quello di un autoritarismo repressivo per “ normalizzare” la figlia.

Per evitare tutto questo, le madri dovrebbero cercare in se stesse quell’adolescente che non c’è più, magari rileggendo i vecchi diari, oppure ascoltando la musica di quei tempi: riscoprendo quello che si è stati è più facile rapportarsi col presente.

Utile anche stabilire delle regole condivise. Atteggiamento tipico degli adolescenti è quello di voler rompere le regole per affermare la propria indipendenza.

Genitori e figli dovrebbero ridisegnare le regole di comune accordo sulla base delle reciproche motivazioni.

Quando una madre si rivolge alla figlia, dovrebbe farlo come si trattasse di una persona autonoma, valorizzandone le scelte, piuttosto che gettare le basi per un fallimento e lasciando lo spazio per fare le esperienze desiderate.

La frase da evitare è quella del “ non sei capace, non fa per te” che non lascia spazio a nessun miglioramento.

Le ragazze in particolare hanno bisogno di fiducia, del rispetto delle loro scelte e delle loro passioni: è attraverso il riconoscimento del valore personale che le si aiuta costruire il rispetto per se stesse.

Infine bisognerebbe imparare ad ascoltare, cosa purtroppo non molto comune.

La condivisione delle esperienze delle figlie o una discussione costruttiva può nascere anche da attività fatte in comune come andare ad un concerto, dal parrucchiere o a una mostra a seconda dei gusti della figlia.

Lo scambio dev’essere alla pari e le scelte alternate in modo che si possa costruire un dialogo in un luogo neutro che non sia la casa, spesso carica di tensioni.

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Io la penso così…

Ai miei figli insegno il rispetto della divisa – di Carlo Garbini

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Egregio Direttore,

devo ammettere che questa epoca è decisamente impegnativa per noi genitori.

Io, papà di due ragazzi di 10 e 14 anni, ho cercato in questi anni di far crescere i miei ragazzi seguendo alcune semplici regole ed una di queste vorrei condividerla con Lei e i suoi lettori.

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La regola principale è stata sempre questa. Avere rispetto della divisa.

Il rispetto non va confuso con la “paura” della divisa, che assolutamente non deve albergare nello spirito dei miei figli….ho cercato sempre, in questi anni, di spiegare e far capire che “della divisa” devono avere rispetto e non paura.

La paura è un sentimento che si ha nei confronti di quello che ci spaventa, ci preoccupa, ci fa appunto paura.

La divisa, ma soprattutto chi la porta, non evoca questi sentimenti e queste sensazioni….anzi, esattamente l’opposto. La divisa deve evocare sicurezza, tranquillità, aiuto, un porto sicuro dove ripararsi nei momenti di difficoltà.

Ecco, questo ho insegnato ai miei figli.

Gli ho insegnato che quando incontrano una persona in divisa devono salutare, sorridere, essere gentili sempre. Le persone che sono sotto quella divisa mettono a repentaglio ogni momento la loro vita per noi, per tutti noi.

Gli ho insegnato che ci sono gli “amici Carabinieri”, gli “amici Vigili”, i grandi “amici Pompieri” e non ci sono, invece, gli sbirri, i pulotti o la madama.

Ci sono “gli amici in divisa”. Punto.

I miei figli sanno che dagli amici possono e devono andare in ogni momento se hanno difficoltà, dubbi, problemi o necessità.

I miei figli sanno che su “loro” possono sempre contare. Sempre.

Ecco, volevo condividere solo questo. Se tutti i genitori si ricordassero di insegnare questo ai loro figli, forse, il nostro futuro sarà migliore….anzi, non il nostro, ma il loro.

Grazie “amici in divisa”, grazie di cuore.

Carlo Garbini 

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Offerte lavoro

«La vie en Rose» cerca barista cameriera

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Il bar “ La Vie en Rose” di Via San Marco 8 a Trento è alla ricerca di un cameriere barista, disponibile nella fascia oraria compresa tra le 13 e le 15 dal lunedì al venerdì che sarà assunto in forma diretta a tempo determinato e con possibilità di proroga.

Viene richiesta esperienza nella mansione e autonomia nella gestione del bar ( caffetteria e preparazione aperitivi); predisposizione al rapporto col pubblico; propensione al lavoro di squadra; buone doti organizzative; residenza nei pressi del luogo di lavoro o facilità a raggiungerlo.

I candidati potranno inviare il loro curriculum con foto allegata, al seguente indirizzo mail: fabiana.anesi@gmail.com

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Telescopio Universitario

Cina: UniTrento rinsalda il legame con la Jilin University

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L’Università di Trento rinsalda la collaborazione con la Jilin University, sua storica partner cinese in vari progetti internazionali.

Il legame, instaurato ancora nel 2006, nel corso degli anni ha portato a sviluppare insieme numerose attività di didattica e di ricerca.

Oggi in Rettorato è stato firmato un nuovo accordo bilaterale. A sottoscriverlo sono stati Maurizio Marchese (prorettore allo sviluppo internazionale dell’Università di Trento) e Weitao Zheng (vicepresidente della Jilin University).

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La finalità dell’accordo bilaterale, valido 5 anni e rinnovabile, è incentivare la cooperazione culturale, didattica e scientifica tra i due atenei. Nello specifico, si vogliono incoraggiare gli scambi tra le istituzioni partner di studenti e studentesse, dottorandi e dottorande, personale docente, tecnico e amministrativo e lo sviluppo di iniziative comuni nel campo della formazione e della ricerca. Partendo dai dipartimenti di Ingegneria e Scienza dell’Informazione, di Ingegneria industriale e di Matematica, l’accordo intende coinvolgere tutte le strutture accademiche di ateneo.

La firma è avvenuta durante la visita di una delegazione della Jilin University all’Università di Trento.

La visita, oltre a consolidare la collaborazione in corso, è stata anche l’occasione per discutere di futuri progetti, quali joint workshops, percorsi doppia laurea (a livello di laurea magistrale), co-tutele di tesi di dottorato soprattutto in area Ict, Economia e Management e Ingegneria industriale, e la possibilità di istituire un centro congiunto di ricerca sull’intelligenza artificiale.

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