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Rovereto e Vallagarina

Liceo Rosmini: Alessandro Miorandi conquista il Premio Banca d’Italia 2019 junior

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Ha conquistato il premio Banca d’Italia Alessandro Miorandi, studente del liceo “Rosmini” per la sua partecipazione alle Olimpiadi della Matematica.

Con il compagno Alessio Zeni della 3EM, Alessandro, che frequenta la 2BS, ha partecipato alla fase nazionale delle Olimpiadi a Cesenatico.

Nella gara individuale, ha ottenuto la Menzione d’Onore che gli è valsa anche il Premio Banca d’Italia 2019 junior.

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Il Premio quest’anno è stato assegnato a 10 ragazzi, che  sono stati individuati, in collaborazione, dal Miur, dall’UMI (Unione Matematica Italiana) , e dall’AICA (Associazione Italiana per l’informatica ed il Calcolo Automatico).

Alessandro avrà diritto a un soggiorno-studio a Dublino dal 28 luglio al 11 agosto 2019, una vacanza-studio all’estero per l’approfondimento dell’ambito disciplinare in cui lo studente si è distinto e il perfezionamento di una lingua straniera.

La competizione è promossa dal MIUR e organizzata dall’Unione Matematica Italiana per la valorizzazione delle eccellenze.

Con la Menzione d’Onore Alessandro Miorandi entrerà di diritto nell’Albo delle eccellenze del MIUR per lo studio della matematica nelle scuole superiori.

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Rovereto e Vallagarina

Avio: stasera l’intitolazione del piazzale della stazione ferroviaria

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Si svolgerà oggi sabato 22 giugno a partire dalle 20.30 la cerimonia di intitolazione del piazzale della stazione ferroviaria ora denominata “Largo Gemma De Gresti Guerrieri Gonzaga – benefattrice”.

Si chiude così un lungo iter procedurale iniziato con la proposta presentata dal Sindaco Federico Secchi alla commissione consiliare toponomastica nella seduta del 24/07/2018, cui è seguita la Deliberazione n. 168 della Giunta Comunale del 5 settembre 2018 e l’autorizzazione finale all’intitolazione con la determinazione del dirigente n. 1123 del 17 dicembre 2018 della Soprintendenza per i Beni culturali.

“Un atto dovuto – ha dichiarato il Sindaco Secchi – perché quella della Marchesa è una figura estremamente importante per la storia locale e non solo. Con una caratura di livello nazionale e internazionale Pensiamo che per la sua attività ebbe più volte l’onore di essere menzionata sulle prime pagine di numerosi quotidiani nazionali e tra questi anche il Corriere della Sera. Una figura che meritava di essere fortemente ricordata in un luogo altamente simbolico. Ecco perché la scelta del piazzale della stazione ferroviaria: da qui partirono i soldati per il fronte e alcuni di essi qui rientrarono. E farlo a ridosso del Centenario del Primo conflitto mondiale acquista una valenza ancora maggiore”.

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Soddisfatto anche il Vicesindaco Lorenza Cavazzani, che ha seguito l’organizzazione dell’evento: “Una manifestazione questa che si inserisce nel tradizionale Giugno al Vo’ curato dall’associazione omonima che per tutto il mese propone serate di intrattenimento per tutte le fasce d’età. E ricordiamo anche che la Marchesa era la nonna dell’attuale Marchese Carlo Guerrieri Gonzaga, proprietario della bellissima Tenuta San Leonardo”.

La festa partirà dalle ore 15:00 con i Madonnari di Bergamo e la loro arte per proseguire nel corso della serata. All’evento hanno collaborato la Tenuta San Leonardo, l’Associazione Amici del Vo’, l’Associazione Grenzland e la Banda Sociale di Ala.

QUESTO IL PROFILO DELLA MARCHESA – Gemma de Gresti Guerrieri Gonzaga (Borghetto 1873 – Rovereto 1928)

Dopo lo scoppio della Prima guerra mondiale, la crisi del sistema di comunicazioni internazionali che il conflitto aveva provocato, insieme alla difficoltà, da parte dell’esercito zarista, di gestire una massa così numerosa e inaspettata di uomini che affluivano nell’universo concentrazionario organizzato in Siberia, determinarono un’interruzione delle relazioni tra i prigionieri e le loro famiglie che, nello specifico della Vallagarina, divenne ancor più drammatica con l’avanzata italiana del maggio 1915.

Ė nella totale assenza di punti di riferimento istituzionali che la Marchesa apre il suo “ufficio” a Torino e, sfruttando i suoi rapporti con la nobiltà russa, inizia ad attivarsi per individuare dei possibili canali di comunicazione.

Nell’autunno del 1914, in vista della ormai prossima rottura della Triplice Alleanza, i prigionieri di lingua italiana cominciarono ad entrare nei giochi diplomatici internazionali ed è in questo nuovo contesto che la marchesa Gemma de Gresti Guerrieri Gonzaga avvia un’intensa attività diplomatica parallela, trattando con ministri, ambasciatori e comandi militari, per spingere il Governo italiano ad intraprendere con decisione la strada del rimpatrio dei prigionieri di lingua italiana, contribuendo, tra difficoltà e diffidenze, a determinare l’organizzazione del primo bastimento di “Kirsanover”.

L’attività della marchesa Gemma de Gresti Guerrieri Gonzaga non era, semplicemente, il retaggio di una nobiltà d’ancien régime, bensì la consapevole interpretazione del suo ruolo di donna del Novecento; nel contempo, sarebbe riduttivo limitare il suo impegno alla causa dei prigionieri.

La incontriamo, infatti, come crocerossina, ad assistere i soldati italiani durante le drammatiche giornate della Strafexpedition; così come di grande rilievo, nell’immediato dopoguerra, fu il suo lungimirante attivismo in favore della convivenza etnica nei territori dell’Alto Adige.

Dopo la dichiarazione di guerra dell’Impero austro-ungarico alla Serbia, nel volgere di pochi mesi, oltre 600 uomini residenti nei comuni di Avio e Borghetto, su una popolazione di nemmeno 4000 unità, vennero arruolati e destinati, per lo più, al fronte orientale, accomunati nei loro destini ad altre migliaia di Kaiserjäger trentini.

La stazione di Vo’ Sinistro è, dunque, un luogo, altamente simbolico, dove si consumarono gli strazianti addii della “meglio gioventù” in partenza per il fronte ed è per questo che si propone di intitolare questo spazio pubblico a colei che si prodigò per organizzarne il ritorno.

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Rovereto e Vallagarina

Tragico scontro a Loppio, muore motociclista 37 enne

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Nuovo incidente mortale nella mattinata poco dopo le ore 8 fra Loppio e Nago Torbole.

Un motociclista italiano di 37 anni, Cristiano Buosi di Carpi si è scontrato frontalmente con un minivan  sulle prime curve poco prima di passo San Giovanni ed è deceduto sul colpo.

Sul posto sono arrivate due ambulanze, la polizia stradale e l’elisoccorso, insieme ai vigili del fuoco di Riva del Garda.

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Ma i soccorsi purtroppo sono stati inutili. Lo scontro è stato violentissimo.

Il centauro faceva parte di una comitiva di motociclisti diretti dal Garda verso Rovereto.

Si tratta della settima vittima in Trentino in 15 giorni con la moto.

Lo scontro ha paralizzato il traffico, con code di 8 chilometri fra l’A22 Rovereto Sud e Loppio.

 

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Rovereto e Vallagarina

In bici per 1900 km per sensibilizzare alla lotta contro il sarcoma

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Al termine di un percorso di 1900 km percorsi in bici nell’arco di due sole settimane, Luigi Maraner cittadino italo-inglese, ha compiuto la sua impresa: arrivare a Rovereto, attraverso Inghilterra, Belgio, Francia, Lussemburgo, Germania e Svizzera per ricordare la sorella Anna Maraner scomparsa nel 2018 a causa di un sarcoma.

Una vera maratona a pedali partita da East Grinstead (Gb) e conclusasi a Rovereto, individuata fin dall’inizio come tappa finale.

Obiettivo dell’impresa sensibilizzare alla ricerca e promuovere una raccolta di fondi per gli scienziati che studiano la malattia, un crowdfunding che è tuttora in corso sul sito www.justgiving.com.

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Ad accoglierlo a Palazzo Pretorio c’erano il sindaco di Rovereto Francesco Valduga e l’assessore Mario Bortot insieme alla moglie Donna e alla nipote Lorenza (figlia di Anna) che si sono complimentati con lui per obiettivi e risultati del suo cammino (erano presenti anche la zia Giovanna Maraner e la cugina Barbara Maraner).

Luigi Maraner ha raccontato – visibilmente emozionato – i momenti più belli e anche quelli più difficili dell’iniziativa, le fatiche superate ma anche il calore umano incontrato di città in città. «Sento ovviamente tanta stanchezza ma ho provato tante belle emozioni e ho nel cuore una grande soddisfazione: pedalavo pensando ad Anna, ma anche a Rovereto che resta la nostra città».
Maraner vive infatti in Inghilterra, e pur essendo nato a Basilea, è cresciuto a Rovereto con la sorella.

Ora il suo obiettivo è continuare a sostenere la causa e augurarsi che in tanti vogliano farlo come lui, con una donazione che si può fare sul sito.

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