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Trento

Clima, a rischio l’indispensabile simbiosi funghi-radici delle foreste. Su Nature anche FEM e MUSE

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Ci sono anche la Fondazione Edmund Mach con Lorenzo Frizzera, Damiano Gianelle, Mirco Rodeghiero (Centro Agricoltura Alimenti Ambiente) e il MUSE con il collaboratore Francesco Rovero (docente al Dipartimento di Biologia dell’Università di Firenze), tra gli autori della pubblicazione di un importante articolo scientifico, che oggi ha guadagnato spazio e copertina sulla prestigiosa rivista internazionale NATURE. (Link)

Utilizzando dati provenienti da 1.1 milioni di siti nel mondo – con 28.000 specie di alberi – la nuova ricerca è riuscita a mappare le tipologie più comuni di relazioni simbiotiche (ovvero di muto beneficio per piante e microbi) rivelando fattori che determinano il successo delle diverse tipologie.

Il lavoro, in particolare, potrà contribuire a definire il ruolo di queste relazioni all’interno delle foreste del mondo e quanto potrebbero essere influenzate dall’innalzamento delle temperature. Inoltre, ha portato alla scoperta di una regola biologica che è stata denominata “regola di Read”.

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Con dati provenienti da oltre 1 milione di foreste in tutto il mondo, lo studio – pubblicato oggi su Nature, di cui ha guadagnato anche la copertina – rivela la distribuzione delle associazioni simbiotiche.

Il lavoro, in particolare, potrà contribuire a definire il ruolo di queste relazioni all’interno delle foreste del mondo e quanto potrebbero essere influenzate dall’innalzamento delle temperature. Inoltre, ha portato alla scoperta di una regola biologica che è stata denominata “regola di Read”.

Dentro e intorno alle intricate radici dei suoli forestali, in una specie di vasto e diramato “mercato naturale globale”, i funghi e batteri scambiano nutrienti con le piante, in cambio di carbonio.

Le analisi hanno riguardato tre delle più comuni tipologie di simbiosi, di cui due tra funghi e radici e la terza tra batteri e le radici degli alberi. I risultati confermano quanto già ipotizzato in passato – ma all’epoca ma non testabile in assenza dei dati oggi disponibili – ovvero che il clima, tramite la sua influenza sul processo di decomposizione, determina la distribuzione delle diverse tipologie di simbiosi.

I ricercatori della Stanford University (primi autori del lavoro) hanno coinvolto un team di oltre 200 scienziati per generare le mappe e, grazie a questo lavoro, hanno scoperto una nuova regola biologica, battezzata la “regola di Read”, in onore di Sir David Read, il botanico pioniere della ricerca sulle simbiosi.

Quale esempio delle implicazioni dei risultati di questa ricerca, il team ha usato i dati delle mappe per predire come le simbiosi potrebbero cambiare entro il 2070 se le attuali emissioni di carbonio continuassero inalterate.

Questo scenario comporterebbe una riduzione del 10% nella biomassa delle specie di alberi associati con un particolare tipo di funghi che si trova primariamente nelle regioni fredde del pianeta.

“Ci sono solo poche e ben definite tipologie di simbiosi tra alberi e microbi e il nostro lavoro mostra che queste obbediscono a chiare regole” ha detto Brian Steidinger, ricercatore post-dottorando a Stanford e primo autore del lavoro. “I nostri modelli predicono enormi cambiamenti negli stati delle simbiosi delle foreste del mondo – cambiamenti che potrebbero influenzare il tipo di clima nel mondo che vivranno i nostri nipoti.”

In questa ricerca FEM ha contribuito con i rilievi fatti in 10 anni di ricerca nella provincia di Trento e con più di 500 rilievi in ambito forestale” spiegano i ricercatori di San Michele Lorenzo Frizzera, Damiano Gianelle, Mirco Rodeghiero.

“Questa ricerca è basata sui dati raccolti da una rete globale che si chiama Global Forest Biodiversity Initiative (GFBI), di cui facciamo parte insieme a colleghi da 70 paesi nel mondo”, spiega Francesco Rovero, collaboratore del MUSE e docente all’Università di Firenze.

“Ogni membro della rete ha contribuito un pezzetto che è servito a costruire il mosaico globale, e noi abbiamo fornito dati da plot delle dimensioni di 1 ettaro nelle foreste dei Monti Udzungwa della Tanzania, dove il MUSE conduce ricerche sulla biodiversità da molti anni.

Purtroppo, dati sistematici dalle foreste tropicali – che sono quelle più ricche e minacciate del pianeta – sono drammaticamente scarsi e frammentati, per cui rappresentano un contributo particolarmente significativo studi come questo.

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Trento

Morte Sofia Zago per malaria: ci sono 3 nuovi indagati

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Una tragica vicenda che sembra non avere mai fine.

Stiamo parlando della morte della Piccola Sofia Zago, avvenuta il 4 settembre 2017 presso l‘ospedale di Brescia a causa della malaria contratta all’ospedale Santa Chiara di Trento.

Un’infermiera del reparto risulta già indagata ed ora ci sono altre tre persone indagate per omicidio colposo e responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario.

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Il gip Marco La Ganga infatti aveva respinto la richiesta di archiviazione

I due nuovi indagati sono due infermiere ed un medico pediatrico non più in servizio.

La procura nell’ottobre del 2018 aveva chiesto l’archiviazione del procedimento ma il gip ora  ha ordinato di verificare i protocolli seguiti e per quanto tempo il sangue di un paziente con la malaria conservi la propria capacità di contagio batterico.

Il pm ha chiesto quindi un incidente probatorio, al quale potranno partecipare anche gli indagati con i rispettivi consulenti.

Tutti e quattro gli indagati erano in servizio nel reparto nei giorni in cui la piccola contrasse la malattia nell’ospedale.

È questa ad ora l’unica certezza in una vicenda con ancora troppi misteri ancora lontana dalla sua conclusione.

 

 

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Trento

Orti comunali Spini di Gardolo: il 5 settembre la serata di assegnazione

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Entro il 31 agosto i pensionati residenti a Spini potranno presentare la domanda per l’assegnazione di un orto comunale.

In totale le aree coltivabili sono 12 delle quali una sarà destinata a progetti comunitari, tutte di 30 metri quadrati e di proprietà comunale.

I moduli di richiesta assegnazione, si potranno avere contattando Bruna Pasolli ( 347-2543653) in orario pomeridiano.

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Il 5 settembre avrà luogo la serata di assegnazione che si svolgerà presso la sede dell’associazione Comitato Amizi del Pont dei Vodi, in Via del Loghet 63.

Esaurite le assegnazioni agli eventi diritto, gli eventuali orti liberi, saranno assegnati tramite sorteggio agli altri richiedenti.

Se a Spini gli orti comunali sono ormai in fase di decollo, tutto è ancora fermo e purtroppo lo sarà ancora per lungo tempo, alla Vela.

Qui l’attesa sarà almeno di un anno a causa di due problemi di non facile soluzione.

Il primo è dovuto dalla necessità di ultimare la nuova struttura del canile; solo allora si potrà quantificare lo spazio che resterà a disposizione degli orti comunali e a quel punto si inizieranno le pratiche per il passaggio di proprietà.

Passaggio di proprietà che non si preannuncia per nulla semplice, perché dovrà avvenire tra Trentino Trasporti, Provincia e Comune e si dovrà stabilire anche la formula: “permuta o acquisto”.

A questo punto per quelli che sarebbero dovuti essere gli orti della città, i tempi si allungano in maniera preoccupante: Per accorciarli si deve chiudere il prima possibile il cantiere del canile.

A questo punto è altrettanto necessario individuare e quantificare il valore economico, dei lavori che mancano al completamento del canile comunale.

Successivamente realizzarli nel più breve tempo possibile per poter dare il via alla complessa operazione del passaggio di proprietà.

L’amministrazione comunale di centro sinistra aveva pomposamente presentati quelli della Vela, come gli orti della città.

Ma a quanto pare anche questo, sarà uno dei tanti problemi irrisolti da parte di questa amministrazione comunale.

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Trento

Campo Coni di Via Maccani: arrivano 2,2 milioni per la pista indoor

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La Provincia ha dato il via libera al finanziamento per l’ex campo Coni di via Maccani.

Con una delibera l’amministrazione provinciale ha deciso di quantificare la spesa ammessa per l’investimento in 2.200.000 euro.

Il finanziamento riguarda la realizzazione della nuova pista da 60 metri e delle aree per l’allenamento, oltre ai relativi spogliatoi presso il campo di atletica leggera “C. Covi e E. Postal” di Trento.

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L’impianto indoor di via Maccani sarà inaugurato alla fine di settembre. (qui puoi vedere a che punto sono i lavori)

Sulla base del documento preliminare di progettazione esposto al Comune, la Provincia ha deciso che il finanziamento avverrà con rate decennali da 273.975,35 euro.

Per finanziarle si è provveduto all’utilizzo parziale delle risorse di 1.500.000 euro annui già impegnati per 10 anni con determinazione  del Dipartimento Istruzione sul bilancio provinciale 2007 e già assegnate a Cassa del Trentino con delibera del Servizio Sistema Finanziario Pubblico Provinciale.

Inoltre la Provincia dichiara che i finanziamenti concessi saranno erogati in conto capitale sulla base del valore attuale del contributo in annualità tramite Cassa del Trentino che finanzia i Comuni trentini per conto della Provincia.

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