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Trento

Ad Andalo la decima convention Comuni «family friendly»

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Ieri il Rifugio Dosson di Andalo, nel Distretto della Paganella, ha ospitato la decima edizione della Convention dei Comuni “family friendly” evento promosso dall’Agenzia provinciale per la famiglia della Provincia autonoma di Trento in sinergia con il Distretto famiglia e la Comunità della Paganella.

Una giornata di confronto sulle politiche familiari che si è aperta con il video messaggio del presidente della Provincia, il quale ha puntato l’attenzione sulla necessità di investire nella famiglia e nella natalità, e con i saluti dell’assessore provinciale alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia.

“Sapere che oltre il 90% dei cittadini trentini vive in un Comune amico della famiglia è un segnale importante, una speranza rispetto al futuro. – sono state le parole dell’assessore provinciale -. Le piccole comunità sono fondamentali per la tenuta della famiglia, cellula fondante dell’intera società. Possiamo davvero dire che in Trentino esiste un tessuto amministrativo che crede nelle politiche family friendly. Proprio per questo il presidente ha voluto assegnare una delega specifica: il nostro impegno, come amministratori provinciali, è quello di far crescere le famiglie, di farle restare sul territorio. Stiamo lavorando, insieme all’Agenzia della Famiglia, ad un Piano della Famiglia rivolto in particolare ai giovani e alle coppie, per consentire loro di fare figli, un Piano che non preveda una politica orizzontale, quanto piuttosto una reale differenziazione che tenga conto della specificità di ogni territorio“.

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Con questo obiettivo, come ha spiegato l’assessore provinciale, sono state contattate le diverse realtà che a livello provinciale si occupano del tema famiglia, al fine di individuarne i bisogni e cercare di dare una risposta in chiave sinergica.

L’assessore provinciale ha infine ribadito come le tematiche della famiglia, della natalità e delle politiche di welfare rappresentino la cifra distintiva del programma di questa legislatura.

Come è stato spiegato nel corso della Convention, in Trentino il 90% della popolazione abita in un Comune amico della famiglia: sono infatti quasi 100 i Comuni con la certificazione “Family in Trentino”.

Altri 70 sono in fase di acquisizione per un totale di 160 Comuni amici della famiglia, quando nel 2015 erano 67. 13 sono poi i Comuni che hanno anche la certificazione del Family Audit, ovvero il percorso di attenzione alla qualità vita-lavoro dei propri dipendenti. 19 sono i Distretti amici della famiglia, ai quali aderiscono 800 organizzazioni, di esse il 17,8% sono Comuni, ovvero la quota più importante.

E’ un modello che funziona, quello trentino, al punto che è stato esportato prima in Italia nel 2017 in partnership con l’Associazione nazionale famiglie numerose e con il Comune di Alghero, che è stato il primo comune italiano a certificarsi “family”, e quindi lo scorso anno a livello internazionale con il “Network europeo dei Comuni amici della famiglia”, che ha coinvolto in prima battuta tre paesi: Spagna, Ungheria e Portogallo, con la collaborazione di Elfac – Confederazione europea famiglie numerose e della Confederazione nazionale famiglie numerose.

Dopo i saluti degli amministratori provinciali, il congresso è proseguito con l’intervento del presidente del Consiglio delle autonomie locali, che ha parlato dell’importanza di fare reti e sinergie fra soggetti diversi, e del presidente della Comunità della Paganella, nonché di Mauro e Filomena Ledda coordinatori del Network nazionale Comuni amici della famiglia, che hanno spiegato come il network nazionale abbia ormai contagiato tutto lo stivale e in soli due anni veda già una cinquantina di comuni aderenti.

Quindi la consegna dei certificati ai 14 Comuni trentini che, negli ultimi mesi, hanno conseguito la certificazione family friendly e al Comune di San Benedetto Val di Sambro in provincia di Bologna.

A seguire, moderati dalla giornalista Linda Pisani, gli interventi di Luca d’Angelo, direttore APT Dolomiti Paganella, che ha presentato le tante iniziative di questo territorio turistico davvero a misura di famiglia: dal progetto Dolomiti Paganella Family Wonderland, al centro Andalo Life, fino al Paganella Kinder Club, sono innumerevoli le proposte rivolte a bambini e famiglie sia in estate che in inverno.

Simone Elmi guida alpina di “Activity Trentino” ha portato un video dedicato all’accessibilità in montagna anche per le persone disabili, mentre Ignazio Punzi psicoterapeuta familiare ha spiegato come siamo ormai immersi in un mare di informazioni nel quale purtroppo “abbiamo ancora poche griglie per distinguere le parole che nutrono e le parole che intossicano“.

La parola è quindi passata a Vera Negri Zamagni, dell’Università di Bologna, che ha parlato di economia civile e di politiche del benessere familiare, spiegando come, per dare un futuro ai nostri figli, bisogna cercare di passare da “un’economia politica a un’economia civile che teorizza concetti come reciprocità, rispetto della persona e dei lavoratori”, un percorso che va fatto non solo dalla politica o dalle imprese, ma dagli stessi cittadini nella vita quotidiana.

Al dirigente dell’Agenzia per la Famiglia, Luciano Malfer, il compito di presentare il quadro delle politiche familiari trentine, partendo dalla necessità di affrontare il calo demografico che anche in Trentino c’è, seppur minore che nel resto d’Italia.

“L’amministrazione provinciale – ha spiegato Malfer – sta definendo un piano di legislatura che punta alla natalità attraverso alcune misure come il sostegno al reddito e ai servizi di conciliazione vita-lavoro, un sistema Trentino Qualità Famiglia, la promozione della natalità e delle reti familiari, la sussidiarietà orizzontale”.

Quindi la presentazione del Piano delle attività del Comune amico della famiglia, con le innovazioni che ci attendono grazie al supporto della Piattaforma ComunWeb, nonché dei prossimi appuntamenti formativi organizzati dall’Agenzia, ovvero il 26 settembre il quinto Meeting dei Distretti Family in Trentino presso la Fondazione Edmund Mach e, in dicembre, il Festival della Famiglia dedicato proprio alla denatalità.

Fra gli interventi anche quello di Isabel Santos, funzionario Observatório das Autarquias Familiarmente Responsáveis, di Lisbona in Portogallo, Paese con un tasso di natalità molto basso, ma caratterizzato da alcune buone pratiche che partono dal basso, in particolare proprio dal Comune di Lisbona, nonché del sindaco del Comune di San Benedetto Val di Sambro, un piccolo centro degli Appennini di 4.000 abitanti che con soli 10.000 euro ha presentato le tantissime iniziative e incentivi rivolti alle famiglie e alle giovani coppie messe in campo.

In conclusione le buone pratiche messe in campo dal Distretto Famiglia Paganella e la testimonianza delle famiglie stesse con Paola Pisoni, presidente del Forum Trentino delle Associazioni familiari, che rappresenta circa 40 associazioni a livello nazionale:

“Siamo un ponte fra le famiglie, le istituzioni e le amministrazioni comunali – sono state le parole di Pisoni – a tutti i Comuni che lavorano per il benessere familiare un grazie di cuore”.

Infine il video messaggio di Giuseppe di Donato, dirigente generale del Dipartimento per le politiche della famiglia – Presidenza del Consiglio dei Ministri:

“Esiste una collaborazione ormai pluriennale fra il Dipartimento e l’Agenzia per la famiglia, a partire dal percorso di Family Audit – sono state le sue parole – In Trentino avete creato delle alleanze, sono queste che generano effetti moltiplicatori sul benessere della società, siete un modello cui ispirarsi e da diffondere all’intero Paese”.

La decima Convention del Comuni family friendly si è chiusa con il lancio della prossima edizione, che si terrà nel 2020 in Valle del Chiese, nel Comune di Storo.

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Trento

Aquila Basket Summer Camp, si parte!

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“Tutto esaurito” nel camp estivo targato Dolomiti Energia Basketball Academy, ospitato dall’Hotel Villa di Bosco a Stava di Tesero: a partire da ieri e per le prossime due settimane saranno quasi 200 complessivamente i ragazzi e le ragazze fra gli 8 e i 17 anni che vivranno le emozioni e i coinvolgenti ritmi dell’Aquila Basket Summer Camp.

Allenati da oltre venti istruttori e tecnici di “scuola Aquila” e da tutta Italia e seguiti dai ragazzi dell’Istituto Alberghiero confermati anche quest’anno fra cucina e servizi, i ragazzi potranno anche quest’anno godere delle straordinarie strutture che prevedono cinque campi da basket all’aperto e al coperto, piscina e palestra di arrampicata oltre agli splendidi sentieri che circondano Stava e la Val di Fiemme.

La prima settimana è subito cominciata col botto, con la visita nei primissimi giorni dell’assistente allenatore della Dolomiti Energia Trentino e della Nazionale Italiana Lele Molin, che ha subito messo a disposizione dei vari gruppi la sua esperienza e la sua straordinaria conoscenza della pallacanestro. Il tutto in attesa degli arrivi di altri ospiti speciali di Aquila Basket e di quello del coach NBA Ryan Forehan- Kelly, atteso per meta settimana.

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Trento

Lotta alla droga, creato in Provincia un presidio permanente. Fugatti: «Ora lotta a 360° con repressione ed educazione»

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La lotta alla droga è una vera e propria guerra che la Giunta provinciale vuole affrontare a 360 gradi, attraverso la repressione, con la preziosa attività delle Forze dell’Ordine, ma anche attraverso un’azione sul piano culturale ed educativo, che coinvolga in particolar modo i giovani”.

Così il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, che oggi, insieme all’assessore Giulia Zanotelli, ha annunciato l’istituzione di un presidio permanente attraverso un organo, incardinato presso la presidenza della Giunta provinciale, che si occuperà di disagio giovanile legato all’uso delle droghe.

A tirarne le fila sarà Federico Samaden, dirigente dell’Istituto alberghiero di Rovereto e Levico Terme, per 20 anni responsabile della comunità di San Patrignano a Trento.

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“In questi primi mesi di amministrazione – ha detto il presidente – quello che ha colpito in particolare modo la Giunta è la forte preoccupazione manifestata dai genitori in merito al tema della droga e più generale del disagio giovanile. Ci sono famiglie colpite in prima persona, che affrontano questo dramma e famiglie preoccupate per quello che potrebbe succedere ai propri figli. Noi crediamo – ha aggiunto Fugatti – che debba passare il messaggio tra i giovani e nelle scuole che la droga fa male. Negli ultimi anni, anche per determinate scelte legislative di livello nazionale, è passato un messaggio sbagliato, di eccessiva tolleranza che non evidenziava la gravità del fenomeno”.

“Abbiamo scelto Samaden – ha aggiunto il presidente – perché pensiamo che grazie alla sua esperienza passata, con giovani che hanno vissuto in prima persona il dramma della tossicodipendenza, ed attuale, come dirigente di una scuola, possa darci una mano ad affrontare il problema sotto l’aspetto culturale ed educativo. Servirà soprattutto una forte azione di coordinamento per mettere in sinergia tutti gli attori che lavorano nel mondo del disagio giovanile, unita ad una forte implementazione delle politiche di contrasto alle droghe, alla dispersione scolastica e alla povertà educativa, quale segnale forte di vicinanza alle famiglie nel faticoso percorso di crescita dei figli. Da oggi – ha concluso il presidente – ci prendiamo questo impegno, certamente complesso, ma che porteremo avanti con il massimo convincimento”.

“Dobbiamo dare ai ragazzi messaggi chiari – ha detto Samaden ringraziando la Giunta provinciale per la fiducia – e riappropriarci delle nostra responsabilità di adulti che negli ultimi 20 anni è stata abbandonata. Dobbiamo accompagnare i nostri ragazzi. Dobbiamo sostenere le famiglie nel loro compito genitoriale e valorizzare il lavoro di chi in Trentino sta già operando in tal senso. Ci vuole una grande alleanza che rimetta al centro le nostre responsabilità, che vada oltre le divisioni”. Fra le proposte già allo studio, evidenziate da Samaden, quella di creare in Trentino una rete di scuole e di comuni “no drugs”.

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Trento

Sequestrata mezza tonnellata di carne surgelata a Trento. Denunciato pakistano per violazione delle norme sanitarie

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La Guardia di Finanza di Trento, durante un controllo su strada, ha sequestrato per violazioni alle norme igienico-sanitarie mezza tonnellata di prodotti surgelati, destinati al consumo alimentare, trasportati su un furgoncino alla cui guida era un cittadino di origine pakistana, nei cui confronti è stata elevata una pesante sanzione amministrativa.

Nel fine settimana una pattuglia della Compagnia delle Fiamme Gialle di Trento, impiegata in servizio di pubblica utilità 117 nel capoluogo provinciale, all’altezza di via Giusti, ha fermato per un controllo un furgoncino di colore bianco, alla cui guida si trovava A.Z., 22 anni, cittadino di origine pakistana regolarmente residente in Italia, lavoratore presso una piccola ditta della provincia di Verona che commercia in prodotti etnici, saltato agli occhi dei Finanzieri perché stava conducendo il mezzo conversando al cellulare.

Dopo la contestazione della violazione alle norme del codice stradale, costategli cinque punti della patente e 165 euro di sanzione, sono poi stati controllati i documenti di accompagnamento delle merci; i Finanzieri hanno ispezionato il vano di carico per controllarne la corrispondenza con i beni trasportati e non appena aperti i portelloni hanno immediatamente visto che qualcosa non andava: all’interno del furgoncino era contenuta carne mista di pollo, vitello e tacchino, hamburger, polpette di legumi, pane e patatine fritte in forma surgelata, per un totale complessivo di cinquecento chili di prodotto, per un valore commerciale di circa duemila euro, senza però che fossero rispettate le cautele minime previste dalle norme igienico-sanitarie.

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La temperatura interna, che per gli alimenti surgelati deve essere almeno inferiore ai diciotto gradi, era decisamente superiore, anche oltre le tolleranze previste per legge (nell’ordine dei tre gradi centigradi), mentre i prodotti erano contenuti in cartoni aperti e la carne era invece avvolta nella plastica in maniera non uniforme e, in alcuni casi, con parte del prodotto esposto all’aria, con un elevato rischio di contaminazione microbica e disidratazione.

La merce, oltre che ad alcuni negozi del veronese era destinata a due distinte rivendite etniche di Nago Torbole e di Trento.

Il furgoncino per il trasporto della merce è poi risultato essere sprovvisto del certificato di revisione periodica sia del mezzo che dell’impianto di refrigerazione e surgelamento: anche per questo sono state elevate due distinte contestazioni per complessivi 400 euro; le violazioni riscontrate non si sono però limitate agli aspetti igienico-sanitari e alla regolare circolazione su strada: dal riscontro tra il quantitativo di merce indicato nei documenti di accompagnamento e quello effettivamente trasportato è risultato un significativo ammanco, segno che parte della merce era trasportata in nero: per questo aspetto, oltre alle sanzioni amministrative pari al 100% del valore delle merci trasportate e non registrate, pari a un migliaio di euro circa, seguiranno opportuni accertamenti fiscali.

La merce surgelata è stata sequestrata in via cautelativa e al trasgressore è stato elevato un verbale di contestazione alle norme in materia di alimenti surgelati destinati all’alimentazione umana contenute nel Decreto Legislativo 110/1992, con una sanzione amministrativa fino a cinquemila euro, oltre alla segnalazione che sarà inviata agli organismi provinciali e di polizia competenti in materia per le verifiche anche nei confronti dei destinatari della merce.

L’attività su strada delle Fiamme Gialle, dedicata al controllo dei beni e delle merci che transitano quotidianamente sulle vie di comunicazione, ha la duplice funzione di accertare che siano rispettate le norme fiscali sui documenti di accompagnamento ma anche il fondamentale scopo di contribuire al controllo sulla regolare provenienza di ogni tipo di merce, anche per fini igienico-sanitari, in modo che non vengano messi in vendita ai consumatori finali prodotti non conformi e non certificati cui si aggiunge, come in questo caso, l’importante concorso all’azione delle altre Forze di Polizia al rispetto delle norme del Codice della Strada.

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