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Arte e Cultura

Trento Film Festival: i numeri della 67esima edizione

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Anche se il sipario si è ufficialmente chiuso, gli echi della 67. edizione del Trento Film Festival risuonano ancora tra le strade e le piazze di Trento, dove si sono svolti – in oltre 30 location – 144 eventi, con ben 127 film proiettati al cinema, sempre con un grande successo di pubblico.

Nel dettaglio: più di 22.000 biglietti al cinema, oltre 11.000 spettatori tra serate evento, appuntamenti letterari e laboratori; 27.000 visitatori a MontagnaLibri. Al TFF Family, oltre 6.000 partecipanti. Grande seguito sui social, con più di 370mila visualizzazioni dei contenuti.

In particolare, le presenze al cinema – contando anche le serate di Avvicinamenti – sono state 22.250, in aumento rispetto al dato già è positivo del 2018, che era di 21.049. Alle serate evento hanno assistito 4.957 spettatori, mentre alla rassegna dell’editoria di montagna MontagnaLibri, in piazza Fiera, si è registrata la presenza di 26.895 persone.

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Agli appuntamenti letterari, convegni, laboratori ed eventi, si sono registrate 6.247 presenze. Notevole successo hanno riscosso anche le iniziative del TFF Family (il “festival nel festival”, dedicato alle famiglie), tra le quali il Parco dei Mestieri, dove nonostante diversi giorni di maltempo i “piccoli festivalieri” hanno partecipato numerosi ad attivitaè e laboratori: si eè registrata infatti la presenza di circa 6.028 visitatori (nel 2018 erano stati 5.940).

Per le mostre i dati non sono ancora definitivi, perché diverse sono ancora aperte al pubblico, ma le prime stime confermano una crescita rispetto all’edizione dello scorso anno, durante la quale i visitatori sono stati più di 9.000.

Interessanti i dati sul fronte “social”, canale di comunicazione su cui il festival investe moltissimo: dal 9 aprile al 6 maggio, sono state raggiunte complessivamente più di 200.000 visualizzazioni dei contenuti su Facebook e più di 50.000 interazioni, con un rapporto 4/1 fra visualizzazioni e interazioni.

I follower della pagina Facebook sono aumentati da 18.700 a più di 20.200, mentre su Instagram sono quasi raddoppiati arrivando a 2.185, con oltre 161.000 visualizzazioni nei soli giorni del festival, con oltre 12.000 utenti raggiunti su questo canale.

Complessivamente, sommando Facebook e Instagram, il festival ha ottenuto più di 370.000 impression (visualizzazioni) dei contenuti, oltre 60.000 visualizzazioni dei video (in particolare i trailer dei film) e più di 80.000 interazioni complessive con i contenuti pubblicati.

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Arte e Cultura

Vittorio Sgarbi in quinta commissione: «Legare ristoratori e albergatori ad una produzione artistica importante»

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Il Mart, museo d’arte moderna e contemporanea di Rovereto e Trento, ha inaugurato stamane presso la Quinta Commissione permanente presieduta da Alessia Ambrosi il programma di ascolto dei quattro musei provinciali, Mart, Muse, Castello del Buonconsiglio e Museo degli usi e costumi della gente trentina.

Il Presidente di recente nomina Vittorio Sgarbi ha anticipato programmi di attività del museo e azioni e iniziative future.

Compreso un chiarimento sugli insulti ai consiglieri e sul Palazzo delle Albere.

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Il presidente Vittorio Sgarbi si è detto lusingato da questa convocazione, una piacevole novità istituzionale per non essere percepiti come “un pianeta autonomo rispetto a quanto accade in Trentino”.

Due sono le anomalie in Trentino in questo momento, ha ironizzato: M49 e la mia presenza, per il rischio che entrambi possiamo costituire come “entità pericolose”.

Sgarbi ha voluto precisare due passaggi che lo hanno coinvolto negli ultimi mesi.

Con riferimento alla sua contestata nomina a Presidente del Mart, ha definito “un atto di sottocultura avvilente da parte di certa classe politica” ritenere che il ruolo di parlamentare possa precludere l’attività di Presidente del Mart.

In secondo luogo ha chiarito il proprio ruolo nella difesa della “casa del Mart”, ovvero il Palazzo delle Albere a Trento.

Il Mart si chiama così perché prevede una sede anche a Trento, che è appunto il palazzo delle Albere, parte integrante del Mart, citato anche nell’atto costitutivo come sua pertinenza.

Il collega Zecchi, molto meno integrato con la cultura trentina probabilmente conosce meno la storia di questa provincia e delle mostre straordinarie che nacquero a palazzo delle Albere, eccezionale simbolo di architettura rinascimentale.

Il privato rispetta quel monumento più di quanto abbia fatto il pubblico con la costruzione di un museo, il Muse, troppo vicino alla sua struttura, che andava fatto almeno 200 metri più in là.

Che dopo questa violenza si pensi di mettere delle gigantesche palle, è un’altra cosa di cui non si può nemmeno parlare perché è contro una legge di tutela. “Non ho alcuna disponibilità a discutere di questa materia e se Palazzo delle Albere dovesse essere tolto al Mart abbandonerei questo incarico”, ha dichiarato.

Palazzo delle Albere deve contenere opere d’arte nella loro dimensione estetica più piena, non un ridicolo museo della storia della filosofia, aldilà di cosa dice il collega Zecchi.

Sgarbi ha detto di immaginare, per il Trentino, una formula da lui già adottata anche a Cefalù, per fare in modo che l’albergatore e il ristoratore diventino sentinelle della cultura trentina.

Ogni persona che va in un ristorante lascia due euro avendo in cambio un biglietto del Mart, in una sorta di “paragratuità”.

L’idea è quella di legare i ristoratori e gli albergatori ad una produzione artistica importante e prestigiosa sul territorio come quella del Mart.

A tal fine è stato proposto e programmato un incontro il 20 settembre con gli operatori del turismo affinché propongano il Mart come opzione turistico-culturale importante e significativa.

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Arte e Cultura

Addio ad Andrea Camilleri, il papà di Montalbano

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Andrea Camilleri è morto all’ospedale Santo Spirito di Roma, dove era ricoverato da quasi un mese dopo una crisi respiratoria.

Camillieri si è spento alle 8.20 di questa mattina, 17 luglio.

Le sue condizioni erano sempre rimaste critiche e si sono aggravate nelle ultime ore.

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Per volontà dello scrittore e della famiglia le esequie saranno riservate. Verrà reso noto dove portare un ultimo omaggio.

Andrea Camilleri, scrittore, sceneggiatore, regista, drammaturgo e docente ha scavalcato le barriere dei confini nazionali.

Nato a Porto Empedocle il 6 settembre 1925, non si contano i riconoscimenti in giro per l’Italia.

La passione per la letteratura nasce tra il 1946 e il 1947, quando Andrea Camilleri inizia a frequentare assiduamente la biblioteca comunale di Enna.

Già nel 1942, però, aveva iniziato a lavorare dapprima come regista teatrale e poi come sceneggiatore.

Nel 1949 viene ammesso all’Accademia di Arte drammatica Silvio d’Amico di Roma come unico allievo di regista.

Da allora ha eseguito la regia di più di 100 opere, soprattutto di drammi di Pirandello.

Entra in Rai nel 1957, mentre vent’anni dopo gli verrà affidata la cattedra di regia alla Silvio d’Amico che manterrà per vent’anni ancora. Il debutto nella narrativa avviene nel 1978 con “Il corso delle cose.”

Ma il nome di Andrea Camilleri è indissolubilmente legato alla figura del commissario Montalbano, personaggio che appare per la prima volta nel 1994 quando pubblica “La forma dell’acqua” e portato alla ribalta dalla serie televisiva in onda in Rai fin dal 1999 con protagonista Luca Zingaretti e grande successo di pubblico.

Andrea Camilleri era sposato con Rosetta Dello Siesto dal 1957. Lascia tre figlie e quattro nipoti.

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Arte e Cultura

“Signora fotograf(i)a” a Palazzo Roccabruna fino al 27 luglio

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Prosegue fino al 27 luglio, nella sola sede di Trento – Palazzo Roccabruna, la mostra fotografica “Signora fotograf(i)a.

Collezioni storiche Tirolo-Alto Adige-Trentino”, realizzata con il contributo della Provincia autonoma di Trento e il coordinamento locale della Soprintendenza per i beni culturali nell’ambito del progetto interregionale Italia-Austria “Argento vivo”, per la prima volta esteso anche al Trentino.

L’esperienza della visita si completa ora con le immagini realizzate da bambini e ragazzi dai 6 ai 13 anni nell’ambito del workshop “Riflessi dal mondo. Io e l’immagine di me”, curato dall’Ufficio provinciale per il Sistema bibliotecario trentino con la guida della fotografa Elisa Vettori.

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La mostra, ospitata nella prestigiosa cornice di Palazzo Roccabruna, riflette la ricchezza dei numerosi archivi fotografici (con sedi a Lienz, Innsbruck, Brunico e Bolzano) che, assieme all’Archivio fotografico storico della Soprintendenza di Trento, hanno avviato un inedito percorso di collaborazione, con l’obiettivo di valorizzare la fotografia storica in quanto specchio di trasformazioni culturali e tecniche e parte integrante del patrimonio culturale.

La selezione delle fotografie affianca esemplari provenienti da tutte le istituzioni coinvolte, collegandosi alle ricerche ancora in corso sulla costruzione delle identità femminili e la presenza delle donne nella storia della fotografia tra la seconda metà dell’Ottocento e la stagione compresa tra le due guerre mondiali.

Il focus, in particolare, è sulle rappresentazioni al femminile del tempo libero e degli stili di vita, in un allestimento cronologico che consente di cogliere le trasformazioni, ma anche i ritardi e le persistenze, di una storia legata al corpo e al mutevole concetto del pudore.

Speciale attenzione è dedicata a quel peculiare dispositivo di auto rappresentazione e conservazione della memoria che è l’album fotografico, con l’esposizione in originale di preziosi esemplari che spaziano dal ricordo del viaggio di nozze al campionario dell’attività dello studio dei F.lli Pedrotti, presenti anche con un montaggio di filmati d’epoca realizzato a cura di Format – Centro Audiovisivi.

In mostra anche le immagini realizzate da bambini e ragazzi dai 6 ai 13 anni nell’ambito del workshop Riflessi dal mondo.

Io e l’immagine di me, curato dall’Ufficio per il Sistema bibliotecario trentino della Provincia autonoma di Trento con la guida della fotografa Elisa Vettori.

Durante i cinque giorni di attività, tra promozione del libro, valorizzazione della cultura fotografica e sperimentazione personale, i partecipanti si sono confrontati creativamente con le ricerche di grandi fotografe del passato e del presente, come Vivian Maier, Wanda Wulz e Beatrice Cosimi, provandosi nella ripresa della propria immagine riflessa, nella doppia esposizione e nel collage.

Anche l’allestimento della sala è il risultato delle riflessioni e delle scelte compiute dal gruppo a conclusione del laboratorio.

La mostra è aperta con orario: mar-mer 10-17, gio -ven 10-20, sab 17-20. L’ingresso è libero.

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