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Mercato immobiliare Trentino, Andrea Agostini: «Negli ultimi 2 anni una ripresa che fa ben sperare»

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Nella foto Andrea Agostini titolare di Obiettivo Casa

Andrea Agostini, titolare dell’agenzia immobiliare Obiettivo Casa di Trento, lavora nel campo immobiliare da svariati anni.

«Ho cominciato nei primi anni 2.000 e poi ho deciso di mettermi in proprio con la mia agenzia immobiliare, ho 36 anni e quindi sono ancora giovane e soprattutto molto motivato»

Per la comunità trentina, e italiana in particolare,  la casa è uno dei valori fondamentali.

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Da sempre infatti i trentini considerano l’acquisto di una casa un investimento sicuro, anche se nell’ultimo decennio si è rilevata una flessione generale dei prezzi vista anche la perdita di potere d’acquisto per la maggior parte dei cittadini.

Gli italiani sono quindi ancora un popolo di mattonari? Sembrerebbe proprio di sì.

Gli ultimi dati dell’Istituto di statistica europea rivelano che più di sette connazionali su dieci vivono in abitazioni di proprietà, una percentuale superiore alla media dell’Eurozona (66,6%) e dell’Unione Europea (70%)

Un mercato che negli ultimi anni è diventato difficile e ha visto chiudere o fallire molte aziende del segmento dell’edilizia con gravi ricadute quindi su tutto il comparto.

Ma il peggio sembra passato, «Negli ultimi due anni – sottolinea Andrea – c’è stato un recupero e sotto questo aspetto possiamo essere soddisfatti, certo ora sono cambiati i valori degli immobili…»

l totale delle compravendite nei primi nove mesi del 2018 rimane positivo: 5.786 transazioni contro 5.551, il 4% in più.

Ma in valore, dove pesa il calo dei prezzi dei fabbricati, siamo a 685 milioni contro i 690 dell’analogo periodo dell’anno precedente.

Su base annua, il mercato immobiliare trentino vale circa 1 miliardo di euro.

Ci può tranquillizzare sul mercato immobiliare Trentino, dai dati degli ultimi anni si è notato una ripresa, può confermarcelo?

«Beh si, non posso altro che confermarlo, rispetto agli anni dal 2009-2012 di quasi arresto delle compravendite rispetto a solamente 3 o 4 anni prima, la crisi si è sentita eccome, aldilà delle compravendite tutta il comparto edilizia ha avuto la peggio sugli altri settori, e come si sa è l’edilizia nel senso più ampio del termine il motore di ogni economia».

Le attuali condizioni di mercato sono quindi favorevoli…..

«Si, dopo 10 anni di ribassi di prezzo, in questo momento, si possono trovare ancora degli immobili a prezzi accessibili. In più la maggiore propensione delle banche ad erogare mutuo e i tassi convenienti rappresentano oggi un buon motivo per comprare casa. Acquistando l’immobile lo si può personalizzare sulle proprie esigenze e desideri. Grazie al ribasso dei prezzi degli immobili da ristrutturare e agli incentivi fiscali sulle ristrutturazioni e riqualificazioni energetiche questa tipologia d’acquisto è da considerarsi particolarmente conveniente».

Oggi l’acquisto di una casa è davvero un buon investimento?

«Si e non ci sono dubbi, sia che venga utilizzata in prima persona, sia che venga poi ceduta in affitto. In termini di rivalutazione del capitale, dal 1998 ad oggi il valore delle case ha registrato un incremento nominale medio del 35,2%, percentuale che si può superare se si mira bene l’investimento (immobile in buono stato, zone centrali e servite o tipologie signorili). In caso invece si decida di acquistare per investimento si ha un basso rischio e un rendimento annuo lordo intorno al 5,0%».

Che tipologia di immobili vanno per la maggiore ultimamente?

«Ultimamente devo dire che stanno tornando richiesta per gli immobili di nuova costruzione, dopo anni di ricerca mirata quasi esclusivamente ad immobili di vecchia tipologia, da ristrutturare, anche per poter usufruire dei recuperi fiscali Statali, ancora in vigore fra l’altro».

Come e perché ha scelto questo lavoro?

«Bella domanda, direi per prima perché mi piace il rapporto che si crea tra persone, e poi, più in particolare perché non ci si può mai fermare, si è sempre in ricerca e aggiornamento continuo e l’atto di compravendita è solo la cosi detta punta dell’iceberg. I più credono che il lavoro dell’agente immobiliare sia un lavoro “facile”, io direi che è esattamente il contrario, perché come prima cosa bisogna riuscire ad avere la fiducia di più parti – cosa non sempre facile, e in questo è fondamentale il passa parola, che si crea in anni ed anni di serietà e professionalità, poi si parla di prezzi alle volte con moltissimi zeri, si parla della casa, il posto dove si vive, dove si crea una famiglia e si trascorre la vita, oltre al mero aspetto economico si entra anche nell’intimo delle persone, bisogna essere anche psicologi oltre che classici mediatori ed avere molta pazienza».

 

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Mutui casa in Trentino: nel 2018 erogati 162,2 milioni di euro (+10,2% rispetto al 2017)

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Le famiglie trentine e altoatesine hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 364,4 milioni di euro, che collocano la nostra regione all’undicesimo posto per totale erogato in Italia, con un’incidenza del 2,60%.

Rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, a livello regionale si registra un incremento delle erogazioni pari ad un +20,1%, per un maggior controvalore pari a 61,0 milioni di euro.

Osservando l’andamento delle erogazioni sui 12 mesi e analizzando i volumi dell’intero anno solare 2018, la regione Trentino-Alto Adige mostra una variazione positiva pari al +10,1%, per un controvalore di +105,8 milioni di euro.

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Sono dunque stati erogati in questi ultimi dodici mesi 1.150,1 milioni di euro, volumi che rappresentano il 2,27% del totale nazionale.

L’analisi è fornita dall’’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa che ha analizzato l’andamento dei finanziamenti finalizzati all’acquisto dell’abitazione concessi alle famiglie residenti sul territorio regionale nel quarto trimestre 2018.

L’analisi fa riferimento al report Banche e Istituzioni Finanziarie, aggiornato e pubblicato da Banca d’Italia nel mese di Marzo 2019. A livello nazionale le famiglie italiane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per un valore di 14.011,9 milioni di euro.

Rispetto allo stesso trimestre del 2018 si registra una variazione delle erogazioni pari a un +13,1%, per un controvalore di 1.621,2 milioni di euro.

La fotografia indica ancora un aumento dell’erogazione del credito concesso alle famiglie, che conferma la tendenza sia del terzo trimestre 2018 (quando la variazione è stata pari a +10,0%) sia del secondo trimestre 2018 (+7,6%).

Gli ultimi dodici mesi si sono chiusi con 50.606,9 milioni di euro erogati, con una variazione pari a +6,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Tornando ai dati regionali, nel quarto trimestre 2018 la provincia di Bolzano ha erogato volumi per 202,2 milioni di euro, facendo registrare una variazione rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno pari a un +29,5%.

Nell’ultimo anno, invece, sono stati erogati 600,5 milioni di euro, pari a un +16,3%.

In provincia di Trento sono stati erogati volumi per 162,2 milioni di euro, corrispondenti a una variazione positiva rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente pari al 10,2%.

Nei precedenti dodici mesi sono stati erogati 549,6 milioni di euro (+4,1%).

In sintesi si può dire che il mercato dei mutui alla famiglia è oggi ben strutturato.

Ha chiuso oltre i 50 miliardi di euro e che la sua crescita è legata al mercato immobiliare.

Nel corso degli scorsi anni, per mezzo del «Quantitative Easing», la Bce ha contribuito a tenere bassi i tassi di interesse favorendo l’accesso al credito delle famiglie a tassi molto competitivi. La BCE ha iniziato a immettere liquidità sui mercati nel 2015 per 80 miliardi, poi ridotti a 15 a partire da settembre 2018.

A dicembre è stato chiuso il programma di nuove immissioni ma si è continuato a calmierare i prezzi del denaro reinvestendo i titoli già acquistati in scadenza.

Dal marzo 2016 il tasso di riferimento è a zero e la promessa di non aumentarlo per i prossimi mesi ha ulteriormente rasserenato i mercati. Il resto, come altre volte sottolineato, dipenderà molto dalle politiche economiche che l’Italia adotterà in termini di sostegno all’economia, soprattutto all’occupazione e al reddito delle famiglie.

Ad oggi, visti i prezzi degli immobili ancora convenienti, l’abbassamento dei tempi di compravendita e i tassi dei mutui ancora molto bassi, permangono interessanti opportunità sul mercato immobiliare sia per chi vuole acquistare con scopi abitativi sia per chi vuole farlo a titolo di investimento: per questi motivi c’è fiducia per una stabilità del mercato del credito anche per il 2019.

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Mercato immobiliare trentino in crescita: compravendite + 12% nel primo quadrimestre

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Crescono le compravendite di immobili in provincia di Trento (+12% per l’Agenzia delle Entrate, +8% per il Collegio notarile di Trento e Rovereto, che registra però gli atti nel primo trimestre) ma il bicchiere è comunque solo mezzo pieno: i prezzi, infatti, sono ancora molto inferiori (fino al 50%) al periodo pre-crisi.

In crescita il segmento delle aste immobiliari, settore sul quale cominciano ad affacciarsi, in qualità di consulenti, anche molti agenti.

Si è tenuta stamattina presso la Sala Giunta delle Associazioni di Confcommercio Trentino la presentazione dell’indagine sull’andamento del mercato immobiliare trentino condotta da FIMAA – Trentino, l’associazione aderente a Confcommercio Trentino che riunisce i mediatori ed agenti immobiliari della provincia di Trento.

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Alla presentazione c’erano, oltre al presidente FIMAA Severino Rigotti ed ai consiglieri dell’associazione, il presidente del Consiglio Notarile di Trento e Rovereto Orazio Marco Poma, ed i funzionari dell’Agenzia delle Entrate di Trento Paolo Borzaga e Luigi del Rosso.

Dopo la frenata dell’ultimo quadrimestre del 2018, il mercato immobiliare torna a crescere.

L’Agenzia delle Entrate segna infatti un +11,9% nel numero delle unità immobiliari vendute nel corso del periodo tra gennaio e aprile 2019 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: «Dai 1.134 del 2018 – ha detto Paolo Borzaga dell’Agenzia delle Entrate di Trento – siamo passati ai 1.718 immobili residenziali trasferiti, con un incremento quindi di 184 unità. Un dato in linea con la crescita del 2018, anche al netto del rallentamento osservato in coda d’anno».

Anche il Collegio notarile di Trento e Rovereto segnala la stessa tendenza: «Nei primi tre mesi dell’anno – spiega il notaio Orazio Marco Poma, presidente del Collegio – l’attività notarile, nel suo complesso, ha segnato una crescita dell’1,2% a livello italiano. Per il Trentino – Alto Adige questo andamento è ancora più marcato, con una crescita del 2% alla quale contribuisce in maniera quasi esclusiva la provincia di Trento (+4%) rispetto a quella di Bolzano (+0,1%). Una crescita che si riscontra anche nel settore immobiliare: gli atti di compravendita di immobili residenziali, nei primi tre mesi dell’anno, sono stati 1.801, contro i 1.668 dello stesso periodo dell’anno precedente, equivalenti ad una crescita del 7,97%. Cala il mercato di terreni, uffici e altre pertinenze strumentali, dove gli atti sono passati da 915 (2018) a 887 (2019), ovvero -3,6%. Complessivamente, le compravendite sono passate da 2.583 del primo trimestre 2018 a 2.688 del primo trimestre 2019, cioè il 4,6%».

«Una crescita – ha aggiunto il notaio – che si osserva anche negli atti di mutuo, passati dai 1.205 del 2018 ai 1.261 del 2019, segnando un incremento del 4,64%. Le donazioni, invece, sono calate del 4,82%, da 601 a 572, e riguardano per lo più terreni». «Questi dati sulle donazioni – ha spiegato Rigotti – possono essere spiegati dal fatto che gli istituti bancari hanno difficoltà a concedere mutui per l’acquisto di immobili derivati da una donazione».

ASTE, SETTORE IN ESPANSIONE – Il notaio Poma ha fornito anche uno sguardo sul mercato delle aste immobiliari, in qualità di presidente di ANEAD, l’Associazione notarile esecuzioni e attività delegate per il Tribunale di Rovereto. Nei primi tre mesi dell’anno si sono registrate 56 aggiudicazioni, contro le 47 del 2018, pari ad valore di 5.647.000 di euro contro i 3.993.000 dell’anno precedente. «Esiste – ha spiegato il notaio – un notevole bacino di beni in esecuzione, per cui riteniamo che il trend sia confermato anche nei prossimi mesi». Un settore, quello delle aste, al quale si affacciano con sempre maggiore frequenza anche gli agenti immobiliari, in qualità di consulenti: «Il numero dei contenziosi legati alle compravendite – spiega Rigotti – è incredibilmente alto: non affidarsi ad un professionista può esporre ad una serie di problematiche molto vasta. Per questo anche chi si rivolge al mercato delle aste oggi sempre più tende a considerare indispensabile una consulenza di un agente immobiliare».

L’IMPORTANZA DELL’AGENTE IMMOBILIARE – La progressiva specializzazione anche in qualità di consulente per le aste immobiliari è il segnale che certifica l’importanza della figura dell’Agente immobiliare: acquistare un immobile è un’operazione complessa che presenta numerosi profili di rischio ai quali prestare attenzione: «Anche noi, come federazione, registriamo un crescente interesse degli associati – spiega il presidente Severino Rigotti – nei confronti del mercato delle aste. Soprattutto perché la figura dell’agente viene coinvolta come consulente grazie all’esperienza, alle conoscenze e alla sicurezza che il nostro ruolo può fornire in una trattativa importante come l’acquisto di una casa, un ufficio o qualsiasi altro immobile. In questi anni abbiamo assistito ad uno stravolgimento del mercato, che ci auguriamo sia esaurito nel 2017, quando abbiamo toccato il fondo soprattutto per quel che riguarda i prezzi. Ora ci ritroviamo con periodi di lenta ma positiva crescita che ci fanno ben sperare, anche se i prezzi sono drasticamente crollati: fino al 50%, mentre la crescita del nuovo – a fronte ancora di moltissimi immobili invenduti – cresce al massimo del 2% all’anno».

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Casa: in Trentino Alto Adige fermi i prezzi delle compravendite. A Trento calano gli affitti

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Non è all’insegna della crescita l’apertura del 2019 per quanto riguarda il mercato immobiliare del Trentino Alto Adige, dove i primi tre mesi dell’anno hanno visto un calo dei canoni di locazione e una sostanziale stabilità dei prezzi richiesti per le compravendite.

Secondo l’Osservatorio di Immobiliare.it  sul mercato residenziale della regione nel primo trimestre 2019, infatti, i prezzi richiesti da chi vende casa in Trentino Alto Adige hanno registrato un +0,1% mentre sono calati del 2,7% i costi medi degli affitti.

Chi vuole comprare un immobile residenziale nella regione, secondo la rilevazione relativa allo scorso marzo, deve mettere in conto una spesa di 2.822 euro al metro quadro.

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Il prezzo medio dell’affitto si attesta su 9,84 euro/mq.

Per quanto riguarda il mercato nei capoluoghi, Trento registra nelle compravendite un trend al ribasso, con un -1,2% su base trimestrale, mentre a Bolzano i prezzi sono stabili (+0,2%).

Sul fronte costi, Bolzano rimane la città più cara in regione, con una media di 3.529 euro al metro quadro contro i 2.582 richiesti a Trento.

Per quanto riguarda i costi degli affitti, il calo dei canoni riguarda entrambi i capoluoghi.

A Trento la discesa dei prezzi è più evidente (-3%), mentre a Bolzano le locazioni risultano in calo di poco più di un punto percentuale (-1,1%).

Anche in questo comparto Bolzano si conferma la più cara: per affittare un bilocale da 60 mq servono in media 831 euro, mentre a Trento ne bastano mediamente 621.

Di seguito la tabella con l’Osservatorio sul mercato residenziale del Trentino Alto Adige, riferito all’andamento dei prezzi di vendita richiesti:

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