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Politica

Europee: Sergio Berlato per Fratelli d’Italia presentato da Progetto Nazionale

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Ad 11 giorni dal voto, si è tenuto a Trento, presso la sala conferenze del Garnì Villa Fontana, un incontro pubblico organizzato da Progetto Nazionale per presentare la candidatura alle europee di Sergio Berlato nella lista di Fratelli d’Italia.

Berlato, ex Assessore regionale veneto, già europarlamentare del nostro Collegio ed attualmente Capogruppo del partito di Giorgia Meloni in Consiglio regionale del Veneto, è stato invitato nel nostro Capoluogo da Piero Puschiavo, Presidente di Progetto Nazionale, e dal responsabile regionale dell’associazione, Emilio Giuliana.

Nel fare gli onori di casa, Puschiavo ha ricordato la necessità nelle singole tornate elettorali di “scegliere la persona, perché sono le singole persone che fanno la differenza nell’operato politico, che costruiscono rete tra i territori e sintesi di idee e che rappresentano una Comunità all’interno delle Istituzioni”.

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Per questa ragione Progetto Nazionale esprime, in una nota, il proprio sostegno a favore di Berlato “uomo dai saldi principi e che riesce a coniugare il piano ideale con un solido pragmatismo, dimostrato anche durante l’incontro volutamente incentrato su quanto Berlato ha fatto e non tanto su quello che promette di fare“.

Troppo usurata, per essere credibile, la pratica delle promesse multiformi. Come biglietto da visita è maggiormente rappresentativo dire ciò che una persona ha già dimostrato di saper fare e che, quindi, con ugual impegno ma accresciuta esperienza potrà compiere in futuro” , ha detto Puschiavo.

In un clima di dibattito più che di intervento, Berlato ha risposto alle domande del pubblico incentrate sui temi delle politiche ambientali, sicurezza e governo del territorio, problematiche attinenti al mondo della pesca e sulla lotta alla corruzione, uno dei temi, quest’ultimo, a cui è più legato: “È una questione culturale ed un impegno sociale che va ben oltre le dinamiche ed i programmi elettorali. Non dobbiamo mai abbassare la guardia; la lotta alla corruzione, la denuncia di situazioni illecite nella Pubblica Amministrazione e la promozione della legalità rimangono elementi fondamentali per fare politica a testa alta” .

Non solo parole, però: Berlato è conosciuto in Veneto per essere una delle persone che maggiormente si è esposta contro il malaffare, denunciandolo pubblicamente e nelle sedi opportune, arrivando anche a portare in prima persona in Procura documentazioni i in merito ad utilizzo distorto dei fondi pubblici in diversi campi, tra i quali il Mose, vicenda sulla quale ben prima della storica retata, Berlato aveva già raccolto e girato alle autorità le segnalazioni degli operatori del settore opere pubbliche.

Andiamo in Europa per cambiarla, con grande determinazione. Vogliamo che l’Europa non sia vittima dei grandi gruppi finanziari e dei potentati economici e bancari, ma una confederazione di Stati sovrani che possa essere al servizio delle imprese, dei cittadini e delle famiglie”, si avvia a concludere Berlato.

E poi, un riferimento al piano valoriale: “Nella Carta europea deve essere esplicitato, e ci impegneremo per questo, il riferimento alle radici cristiane del vecchio ContinenteAndiamo in Europa per difendere la famiglia che per noi non è un’aggregazione casuale tra due persone che si vogliono bene, magari dello stesso sesso: la famiglia è una sola, quella naturale, che scaturisce dall’unione tra un uomo ed una donna e l’eventuale frutto del loro amore”.

Dopo aver ringraziato i presenti, ha concluso l’incontro Emilio Giuliana, rimarcando la necessità di fare una chiara scelta di campo tra due modelli antropologici e politici differenti: “Mentre in Trentino qualcuno appoggia un candidato di Fratelli d’Italia rinviato a giudizio per corruzione -personaggio salito per questo agli onori della cronaca veneta e non solo-, come Progetto Nazionale intendiamo chiarire che la politica è ben altra cosa, che si può e si deve saper governare con la schiena dritta ed a testa alta”.

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Politica

La Lega esulta per la vittoria di Alessandro Savoi

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Alessandro Savoi rimane seduto al suo posto dentro il consiglio provinciale della provincia autonoma di Trento.

È questo che ha sentenziato il consiglio di Stato che ha così metto una pietra tombale sulla questione avviata dal ricorso di Giacomo Bezzi dopo il risultato delle elezioni provinciali del 21 ottobre 2018.

Ricorsi, esposti e contro ricorsi non sono serviti, i giudici del Consiglio di Stato infatti dopo un’attenta analisi hanno riconosciuto altri voti precedentemente non assegnati al candidato della Lega che quindi si è riportato in vantaggio sull’avversario. 

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Esulta la Lega che quindi vede rimanere inalterato il numero di consiglieri dentro il consiglio provinciale.

«Come Segretario e a nome di tutta la Lega Salvini Trentino esprimo massima soddisfazione per la sentenza del Consiglio di Stato pubblicata nella giornata odierna, sentenza che finalmente rende giustizia al nostro Presidente dopo un iter processuale durato per mesi, ma che finalmente ha riconosciuto quanto da noi sempre ribadito. Una battaglia legale che ha visto il nostro Presidente guerriero ancora una volta in prima fila nel difendere quanto deciso dagli elettori» – Così il segretario della Lega Mirko Bisesti pochi minuti dopo aver avuto la notizia della vittoria del suo presidente

Felice anche il capogruppo Mara Dalzocchio: «Sono felice che la delegazione di rappresentanti della Lega Salvini Trentino possa ancora avvalersi della figura storica di Alessandro Savoi, nostro Presidente e figura storica della Lega in Trentino. Oggi si è dato ragione a chi effettivamente l’aveva. Ora, tutti insieme, affronteremo con maggior serenità le battaglie che la Lega si pone per portare quel cambiamento richiesto dai trentini lo scorso 21 ottobre».

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Politica

Cattura e uccisione lupi e orsi, la Consulta: “Legittime le leggi di Trento e Bolzano”

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Per la Corte costituzionale le leggi provinciali di Trento e Bolzano sulla cattura ed eventuale abbattimento dei grandi predatori alpini sono legittime.

I due ricorsi del Presidente del Consiglio verso le due Province autonome è stato esaminato in camera di consiglio ed è di oggi la conferma da parte della Consulta che “la disciplina provinciale contestata rientri nell’ambito delle competenze legislative statutariamente affidate alle due Province autonome“.

Si legge in una nota:”Sono pertanto legittime le leggi provinciali di Trento (n. 9/2018) e Bolzano (n. 11/2018) che autorizzano il Presidente della Provincia ad adottare provvedimenti riguardanti il prelievo, la cattura e l’eventuale uccisione degli orsi e dei lupi, quando ricorrano le condizioni previste dalla normativa di derivazione europea in materia di conservazione degli habitat naturali. 

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Questo potere è diretto a prevenire danni gravi alle colture, all’allevamento e a garantire la sicurezza pubblica, quando non esista altra soluzione valida, ed è subordinato al parere preventivo dell’Ispra“.

Il gruppo consiliare dell’UPT (Unione per il Trentino) ha chiesto nel frattempo che si lavori sulla norma di attuazione dello Statuto per il pieno affidamento alle due Province della gestione dei grandi carnivori.

L’iniziativa approderà presto in Consiglio provinciale per il mandato al Presidente in previsione dell’avvio dei lavori della Commissione dei 12.

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Politica

Sondaggio Swg Mentana: Matteo Salvini cresce ancora, cifre mai viste prima

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Nonostante il caso Savoini, la Russia e gli attacchi incrociati di alleati ed opposizione la Lega di Matteo Salvini cresce ancora.

Secondo il sondaggio Swg per il TgLa7 di Enrico Mentana il Carroccio rispetto a settimana scorsa ha guadagnato lo 0,2 per cento passando così dal 37,5 al 37,7 per cento.

E mentre il Pd ha perso, rispetto a settimana scorsa, lo 0,7 per cento, scendendo al 22, il Movimento 5 stelle di Luigi Di Maio ha ottenuto mezzo punto ed è salito al 17,9 per cento.

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Ha guadagnato qualcosina anche Forza Italia che ora ha raggiunto il 7 per cento.

Uno 0,2 per cento in più per il partito di Silvio Berlusconi che invece è stato lasciato per strada da Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni.

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