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Trento

Schianto sull’A8, perdono la vita due Trentini

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Suv travolge un furgone in A8, due giovani trentini, Andrea Selis di 21 anni e Maykoll Calcinardi, 30 anni di Riva del Garda muoiono sul colpo.

Lo schianto tremendo è avvenuto nella notte tra martedì 14 e mercoledì 15 maggio, intorno alle 4 di notte, sulla A8 Milano Varese in direzione Varese, nel tratto tra la barriera di Milano e Rho Fiera.

Per cause ancora in corso di accertamento, la macchina sulla quale viaggiavano i due – una Volkswagen Tiguan – ha tamponato un furgone di un cantiere nel tratto tra Fiera Milano e la barriera di Milano Nord, in direzione Varese.

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Dopo lo schianto, avvenuto a velocità sostenuta, la macchina si è ribaltata, trasformandosi in un ammasso di lamiere.

I due ragazzi deceduti erano quelli che viaggiavano sul lato sinistro del veicolo: il conducente, il più grande, e il passeggero.

I loro compagni di viaggio – venti e ventuno anni, che sedevano sull’altro lato della vettura – sono stati portati in codice verde negli ospedali Sacco e di Rho. Ma non sono in pericolo di vita.

Altri due uomini – tra cui l’operaio che stava segnalando il cantiere e il restringimento della carreggiata – sono stati visitati sul posto ma hanno rifiutato il ricovero.

I quattro ragazzi si stavano dirigendo all’aeroporto di Milano Malpensa per prendere un volo.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco insieme ai soccorritori del 118 ma non hanno potuto fare nulla per salvare le vite di due ragazzi.

Andrea Selis, era residente a Cagliari ma nato a Trento, Maykoll Calcinardi era persona molto conosciuta in zona e suonava nella fanfara del paese e nel 2015 si era candidato alle elezioni amministrative di Trento con la lista Civica Trentina e faceva volontariato come vigile del fuoco.

Sgomento fra gli amici completamente sotto shock

“Eri una persona veramente eccezionale. Vero, simpatico, di una gentilezza pazzesca. Ci mancherai amico mio“, annota un’amica sulla sua pagina facebook

 E ancora: “Per ‘aspera ad astra, attraverso le asperità, fino alle stelle’, avevi scritto in un post prima di partire per uno dei tuoi viaggi. Guardaci da lassù, vola in alto, tra le tue stelle. Ciao tesoro”, scrive un’altra.

“Carissimo amico mio, non ci sono parole per descrivere questa brutta tragedia. Appena ho saputo le mie orecchie non volevano crederci ho sentito un grande vuoto dentro me. Riposa in pace guerriero. Non è un addio ma un arrivederciposta un suo amico.

“Sei una persona molto bella, avrei voluto conoscerti di più. Ma quello che ho visto è sufficiente per conoscere il tuo valore. Riposa in pace caro“, scrive un altro internauta

Dopo il lavoro dei soccorritori, alle 10 circa, è stato riaperto il tratto compreso tra Milano Fiera e Milano Nord in direzione di Varese precedentemente chiuso e il traffico è tornato a transitare regolarmente su tutte le corsie disponibili

 

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Trento

Ermanno Grassi condannato a due anni per calunnia nei confronti di Alessandra Gnesetti

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Ermanno Grassi l’ex direttore generale di Itas Assicurazione è stato condannato in primo grado a 2 anni di reclusione per calunnia nei confronti di Alessandra Gnesetti la sua segretaria che grazie alle sue rivelazioni fece scoppiare il clamoroso «scandalo Itas»

Grassi inoltre dovrà risarcire con 10 mila euro Alessandra Gnesetti.

L’indagine dei carabinieri del ROS, era iniziata all’inizio del 2016, all’indomani di un demansionamento di Alessandra Gnesetti che aveva raccontato agli investigatori l’uso di un fondo in modo stravagante ed indebito.

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Grassi aveva scaricato la colpa dell’uso del fondo sulla dipendente, poi licenziata.

La donna però, accusata ingiustamente, ha cominciato a vuotare il sacco ai carabinieri del ROS, confermando di essersi solo limitata ad eseguire gli ordini di Grassi, che a quanto pare usava il fondo per i suoi acquisti privati e non per le spese dell’assicurazione.

L’accusa che Grassi mosse proprio all’ex collaboratrice Gnesetti era quella di aver mentito sulla questione della badante della madre pagata da ITAS.

Come si ricorda Alessandra Gnesetti aveva dichiarato che Ermanno Grassi aveva dato disposizioni per la modifica di una fattura in modo da poter addebitare ad Itas la prestazione di assistenza a favore della madre.

E quanto dichiarato dalla allora segretaria poi risultò veritiero.

La Gnesetti è stata inoltre completamente assolta dall’accusa di falso per i punti della patente.

Lo stesso Grassi, con pochi punti sulla patente e dopo l’ennesima sanzione, aveva chiesto all’ex funzionaria di dichiarare che fosse stata lei alla guida dell’auto sanzionata per eccesso di velocità.

Dopo la calunnia c’erano altri due capi di imputazione per i quali la procura aveva chiesto la condanna di Grassi:  tentata estorsione e falso.

Non è stato condannato per la tentata estorsione, l’accusa più pesante e temuta, nei confronti del presidente Di Benedetto.

Grassi secondo l’accusa aveva fatto pedinare il suo presidente, e con le informazioni recuperate lo avrebbe ricattato per ottenere 390 mila euro di premi aziendali, destinati a lui e ad altri dipendenti la cui posizione è ora al vaglio degli inquirenti.

L’ex direttore di Itas era stato anche denunciato dalla compagnia per truffa. 

Denuncia che Itas aveva ritirato dopo un risarcimento di meno di 200 mila euro.

L’accordo aveva permesso alla compagnia di mettere una pietra tombale sulla vicenda che probabilmente avrebbe avuto gravi percussioni grazie alla sfilata di oltre 80 testi che avrebbero scoperchiato magari altre cose compromettenti di cui non andare fieri.

Fra le numerose «miserie» (molte) e «nobiltà» (poche) dello scandalo ITAS, aveva creato particolare attenzione e sconcerto nella comunità la conferma da parte dei carabinieri dei ROS dell’esistenza di un «cerchio magico» chiamato «I divini» condotto da «Zeus» l’ex direttore generale ITAS Ermanno Grassi.(qui articolo)

Al di là dell’ilarità, che fin dall’inizio della scoperta aveva creato momenti tragicomici e facili battute fra la comunità trentina, dalla ricostruzione in fase d’indagine fatta da numerosi testimoni che operavano all’interno della compagnia assicurativa ai carabinieri del Ros, era emerso che tutti «i divini» avrebbero saputo dei presunti illeciti, soprattutto per quanto riguardava il sistema di fatturazione.

Uno stesso dipendente di ITAS attraverso alcune intercettazioni confermate negli interrogatori avrebbe infatti dichiarato « Se arriva qui la Finanza andiamo tutti in galera».

Ed in questo caso il dipendente è stato buon profeta.

 

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Trento

Convenzione difensore civico: firma anche Michele Bortoli sindaco di Madruzzo

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Ha firmato anche il Comune di Madruzzo.

Stamane il sindaco Michele Bortoli è stato ricevuto dal presidente del Consiglio provinciale, Walter Kaswalder, e le due autorità – affiancate dal difensore civico provinciale in carica, Daniela Longo – hanno sottoscritto il protocollo di convenzione tra l’amministrazione comunale e il servizio di difesa civica, che è gratuito per tutti i cittadini.

Madruzzo è il risultato della fusione tra Lasino e Calavino, municipi che in precedenza erano entrambi già convenzionati.

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Si rinnova quindi l’apertura a questa funzione di controllo e di assistenza ai cittadini: Bortoli ne ha riconosciuto l’importanza e l’utilità, spiegando che in assenza di un ufficio legale comunale, l’intervento dell’ombudsman risulta prezioso anche per l’amministrazione comunale. Indiscussa è poi la sua funzione in favore della trasparenza, così come certa è l’efficacia conciliativa dei suoi interventi in controversie talora annose, come quella che a Madruzzo si trascina dal 1956 – e forse si risolverà presto – per una questione di demanializzazione d’un accesso stradale.

Kaswalder ha detto che il difensore sente entrambe le parti e garantisce una terzietà molto gradita al cittadino.

Attualmente risultano convenzionati 140 Comuni trentini su 175.

Restano ancora impermeabili a questo strumento di tutela della cittadinanza in particolare due ampie zone montane come la Paganella e la valle dei Mocheni.

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Trento

Enti locali: la Regione studia come ottimizzare l’utilizzo delle graduatorie da parte dei Comuni.

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E’ di questi giorni la notizia del concorso organizzato dal Consorzio dei Comuni trentini, per la selezione e la formazione di nuovo personale.

L’obiettivo è quello di reclutare 43 persone da inserire nell’ambito degli enti locali del Trentino in grado di essere subito idonee al lavoro nella pubblica amministrazione, per questo il corso-concorso prevede anche un percorso di 10 giornate formative.

Le graduatorie formate a conclusione del percorso avranno una validità di tre anni.

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E’ in questo contesto che si inserisce la proposta dell’Assessorato regionale agli Enti locali, guidato dall’Assessore Claudio Cia, che vorrebbe introdurre nell’assestamento di bilancio, in discussione a fine mese, delle modifiche normative in grado di agevolare l’utilizzo di simili graduatorie in tutto il territorio regionale.

In particolare la modifica proposta, ripresa da analoghe disposizioni statali, vuole integrare la normativa sull’accesso all’impiego prevista dal Codice degli Enti locali, prevedendo che possa avvenire anche mediante utilizzo delle graduatorie di concorso pubblico approvate dalla provincia territorialmente competente e dagli Enti locali della stessa provincia, previo accordo tra le amministrazioni interessate e secondo criteri prestabiliti dall’amministrazione con deliberazione dell’organo esecutivo.

In sintesi, se un Comune lo vorrà, potrà attingere dalle graduatorie di altri comuni nella ricerca del personale, evitando quindi di dover organizzare autonomamente delle procedure di concorso. Inoltre la proposta, che dovrà essere approvata in Consiglio regionale con la discussione dell’assestamento di bilancio, consentirà l’utilizzo delle graduatorie di concorso formate a conclusione anche dei corsi-concorsi effettuati dal Consorzio dei Comuni trentini, proprio come quello annunciato in questi giorni, e dal Consorzio dei Comuni della Provincia di Bolzano.

Un’opportunità in più voluta dall’Assessorato regionale, che consentirà agli enti locali un possibile risparmio in termini di tempi e risorse organizzative, a garanzia di una maggior efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa, ottimizzando l’utilizzo delle graduatorie formate in esito a procedimenti di concorso pubblico espletati da altri Comuni e dagli enti intermedi della medesima provincia, nonché dalla stessa Provincia autonoma.

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