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Trento

Pensionati 2018: “Autonomia significa soprattutto responsabilità”

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“In una Autonomia che, come per un piccolo Stato, significa soprattutto responsabilità nella gestione diretta di competenze che altre realtà non hanno, è fondamentale l’approccio con cui si vive il proprio impegno quotidiano. Per questo vi ringrazio per lo spirito di servizio alla comunità con cui avete prestato il vostro lavoro all’interno della macchina provinciale, contribuendo a renderla in molti campi un modello riconosciuto anche fuori dai confini del Trentino.”

Questo, in sintesi, il pensiero che il presidente della Provincia autonoma di Trento ha rivolto al secondo gruppo di dipendenti provinciali, pensionati nel 2018, che è stato invitato in sala Depero per la consueta cerimonia di saluto, dopo l’incontro con il primo gruppo avvenuto la scorsa settimana.

In tutto sono 176 i dipendenti provinciali andati in pensione nel corso del 2018.

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“Il saluto ai dipendenti provinciali che hanno raggiunto la pensione – ha aggiunto il presidente – ci invita a riflettere sul tema generale del mantenimento dell’efficienza della struttura burocratica, anche in considerazione dell’età media dei dipendenti che attualmente si attesta poco sopra i cinquant’anni”.

Alla cerimonia ha partecipato anche il direttore generale della Provincia Paolo Nicoletti che ha ringraziato gli ex colleghi, “alcuni conosciuti di persona”, per quanto hanno fatto in servizio, invitandoli a mettere al servizio della comunità le capacità, il senso di equilibrio, l’attenzione al bene comune dimostrati in tanti anni di lavoro.

Il dirigente generale del Dipartimento competente in materia di personale Luca Comper si è detto orgoglioso dei risultati che, anche grazie ai dipendenti, la Provincia autonoma di Trento ha raggiunto, diventando, assieme ad altre componenti della comunità, un fattore decisivo di sviluppo in grado di aumentare la competitività complessiva del territorio.

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Trento

Piste ciclabili Trento pericolose per i disabili? la Lega interroga il Sindaco Andreatta

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Quanto il progetto tanto caro al sindaco Andreatta ed alla giunta di centro sinistra, sia del tutto da rivedere, ne abbiamo un ulteriore conferma dall’interrogazione presentata dal gruppo consiliare della Lega Nord, primo firmatario Vittorio Bridi, (foto) sull’insicurezza delle piste ciclabili per i disabili.

Le piste ciclabili fortemente volute dall’amministrazione comunale di centro sinistra, rischiano ora di trasformarsi in un drammatico problema.

Purtroppo gli spazi in città sono minimi e la soluzione è stata quella di creare una realtà di piste ciclabili approssimative, prive di senso e in taluni casi senza nemmeno tenere conto delle problematiche dei soggetti disabili.

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L’esempio più eclatante è quello di viale Verona.La prima criticità, si legge nell’ordine del giorno sulla discussione per il Bilancio di Previsione, si presenta in prossimità della rotatoria di viale Verona, via di Madonna Bianca, via Degasperi in quanto l’attraversamento stradale al semaforo per il disabile su carrozzina che  giunge dagli uffici della Azienda Provinciale Servizi Sanitari di via Degasperi risulta essere posizionato nei pressi di una semicurva, coperto dalle siepi, poco segnalato e a rischio incidenti anche per la troppa velocità delle macchine che transitano e che rende l’attraversamento molto pericoloso con la carrozzina. Inoltre, proseguendo lungo la stessa ciclabile, lungo viale Verona si può notare che in alcuni tratti il manto della stessa è sconnesso con tratti rovinati da avvallamenti, buche, poca segnalazione orizzontale e in prossimità del Comando della Polizia di Stato interrotta con due sbarramenti in ferro che troppo vicini tra loro obbliga chi è su una sedia rotelle, a prolungate manovre per superare la barriera , per poi trovarsi a dove passare sulle strisce di  via Malpensada e proseguire poi a lato della carreggiata stradale senza nessuna protezione, per poi ritornare sulla ciclabile”.

La richiesta è quella di provvedere alla sistemazione delle disfunzionalità e di prevedere un piano di revisione e sistemazione delle piste ciclopedonali, prevenendone lo sdoppiamento tramite una previsione di bilancio 2020-’21.

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Trento

Disinnesco bomba Romagnano: tutto pronto per l’evacuazione

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I Vigili del Fuoco Volontari di Ravina sono già pronti per supportare i residenti di Romagnano e zone limitrofe in occasione dell’evacuazione programmata per domenica 2 febbraio.

Nella nota che hanno diffuso ricordano che lo sgombero di tutti gli abitanti sarà dalle 6,30 alle 8 ed interesserà le persone residenti nell’arco di 1800 metri dal luogo di collocamento dell’ordigno bellico individuato tra Romagnano ed il comune di Garniga Terme.

Dalla 7 della mattina e fino alla conclusione delle operazioni di disinnesco, ci sarà divieto di transito in tutta la zona sia per gli automezzi che per i pedoni, esclusi i mezzi impegnati nell’operazione.

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I titolari (proprietari o locatari ) degli immobili presenti nell’area, prima di abbandonarli dovranno chiudere a chiave tutte le porte di accesso compresi garage e rimesse; chiudere le finestre, le imposte ed abbassare tapparelle o avvolgibili di ogni genere.

I Centri d’accoglienza saranno allestiti per i residenti di Romagnano presso la palestra delle scuole Clarina e nella sala della Circoscrizione di Oltrefersina.

Mentre quelli di Garniga Terme saranno raccolti presso la sala polifunzionale del Municipio.

Dalle 7 della mattina di domenica 2 febbraio, sarà sospeso anche il servizio di trasporto pubblico, sostituito da bus navetta di collegamento con i centri di raccolta.

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Infine i Vigili del Fuoco Volontari di Ravina, segnalano che il numero dedicato è lo 0461-889400 che ha funzione sia di centro informativo che per le eventuali adesioni ai centri d’accoglienza.

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Trento

Virus misterioso Cina: istituita task force anche in Trentino. Il morti salgono a 81

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Il rischio globale derivante dal coronavirus cinese è «elevato»: lo ammette l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), correggendo i precedenti rapporti in cui parlava di livello «moderato».

Il rischio, si legge, «è molto alto in Cina, alto a livello regionale e alto a livello globale».

In una nota la portavoce Fadela Chaib ha spiegato che nei giorni precedenti il rischio era stato «erroneamente» definito «moderato».

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Il nuovo virus, ha aggiunto, «è classificato di tipo B (come Sars e Polio) quanto a pericolosità, ma viene di fatto gestito come uno di classe A, al pari di colera e peste».

Oggi l’ultimo aggiornamento delle autorità cinesi, alle ore 11, «parlava di 2835 casi accertati e 81 i decessi correlati». Sono stimate in circa 60 milioni le persone che in questo momento sono state messe in quarantena.

Ma fonti ben informate parlato di quasi 90 mila persone contagiate. 

Anche in Trentino, come nelle altre Regioni e Province autonome italiane, sarà costituita una task force provinciale per l’emergenza Coronavirus. Lo comunica l’assessore Stefania Segnana aggiungendo che il coordinamento delle attività relative alla gestione dell’emergenza è affidato al dirigente generale del Dipartimento salute e politiche sociali Giancarlo Ruscitti.

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Il Ministero della Salute il 22 gennaio scorso ha emanato le linee di indirizzo per le Regioni e Province autonome per affrontare l’emergenza Coronavirus e sabato scorso è arrivata da Roma la richiesta di istituire a livello locale una task force di coordinamento delle attività che si faccia carico, tra l’altro, anche della comunicazione relativa all’emergenza.

A costituire questo gruppo di lavoro, accanto al Dirigente generale del Dipartimento salute e politiche sociali figurano il direttore della Protezione Civile, il direttore generale di APSS, il direttore sanitario dell’Azienda, quelli dei settori di prevenzione, pronto soccorso, emergenza, malattie infettive, servizi ospedalieri ed il responsabile dell’Ufficio stampa della Provincia.

Proseguono regolarmente i controlli e il monitoraggio costante dopo la riunione della task-force di oggi anche al Ministero della Salute.

Sono oltre 400 le telefonate ricevute finora dalla sala operativa del numero verde 1500 per avere informazioni sul coronavirus (2019-nCoV). “Sono in contatto costante con la commissaria europea alla Salute e con i colleghi europei in attesa di un prossimo confronto, che ho proposto in un colloquio con il ministro della Salute croato, Paese che ha la presidenza di turno”. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, a margine dell’audizione in Commissione Affari Sociali della Camera.

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