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Politica

Europee contro vincoli e immigrazionismo: la Lega presenta Mara Bizzotto

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No all’Europa del vincolo di bilancio al 3 per cento, no all’Europa dell’immigrazione incontrollata e della morsa che schiaccia l’economia italiana.

Idee chiare e soprattutto tanto mordente per la vicentina Mara Bizzotto, candidata ufficiale del Carroccio per le elezioni europee del 26 di maggio.

Con Mirko Bisesti ha parlato di Parlamento europeo e di programmi da rispettare per fare sì che l’Italia torni a dare un futuro ai propri cittadini.

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Convinta di portare a Bruxelles una Lega in grado di fermare i tagli che questa Europa vorrebbe applicare all’economia italiana perché “vale ben tre miliardi la scure che calerà sull’agricoltura nazionale nel prossimo settennato, il che equivale a cercare di azzerare la sostanza stessa del comparto agricolo italiano – afferma – . Abbiamo saputo lottare all’interno del Parlamento europeo facendo capire qual è l’idea di Europa che vogliamo portare a casa. Non sarà diverso questa volta“.

Ci crede Mara Bizzotto che qualcosa al di là del confine possa cambiare, lontano dai diktat di Francia e Germania (quegli stessi diktat che le due potenze hanno quasi sempre imposto solo ad altri senza rispettarli) e dall’imposizione di un’ideologia immigrazionista che negli ultimi anni ha portato 700mila clandestini nel nostro Paese.

Ci crediamo perché non si può vivere sotto la minaccia dell’obbligo di accoglienza per farsi perdonare i conti o per fare sì che l’economia federata funzioni. Abbiamo dato 50 miliardi negli ultimi anni che non sono più tornati indietro. 14 miliardi per il sostegno della cultura Rom“.

E per restare lontano anche dalla morsa dell’austerità, delle penalizzazioni e dell’imposizione di regole ingiuste, questa Europa, per Bizzotto, dovrà adottare il ‘metodo Salvini’.

Noi non siamo la sinistra. Non scriviamo sui muri ma scriviamo le nostre leggi battagliando all’interno delle Istituzioni. O adesso o mai più.“, conclude.

 

 

 

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Politica

La Lega esulta per la vittoria di Alessandro Savoi

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Alessandro Savoi rimane seduto al suo posto dentro il consiglio provinciale della provincia autonoma di Trento.

È questo che ha sentenziato il consiglio di Stato che ha così metto una pietra tombale sulla questione avviata dal ricorso di Giacomo Bezzi dopo il risultato delle elezioni provinciali del 21 ottobre 2018.

Ricorsi, esposti e contro ricorsi non sono serviti, i giudici del Consiglio di Stato infatti dopo un’attenta analisi hanno riconosciuto altri voti precedentemente non assegnati al candidato della Lega che quindi si è riportato in vantaggio sull’avversario. 

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Esulta la Lega che quindi vede rimanere inalterato il numero di consiglieri dentro il consiglio provinciale.

«Come Segretario e a nome di tutta la Lega Salvini Trentino esprimo massima soddisfazione per la sentenza del Consiglio di Stato pubblicata nella giornata odierna, sentenza che finalmente rende giustizia al nostro Presidente dopo un iter processuale durato per mesi, ma che finalmente ha riconosciuto quanto da noi sempre ribadito. Una battaglia legale che ha visto il nostro Presidente guerriero ancora una volta in prima fila nel difendere quanto deciso dagli elettori» – Così il segretario della Lega Mirko Bisesti pochi minuti dopo aver avuto la notizia della vittoria del suo presidente

Felice anche il capogruppo Mara Dalzocchio: «Sono felice che la delegazione di rappresentanti della Lega Salvini Trentino possa ancora avvalersi della figura storica di Alessandro Savoi, nostro Presidente e figura storica della Lega in Trentino. Oggi si è dato ragione a chi effettivamente l’aveva. Ora, tutti insieme, affronteremo con maggior serenità le battaglie che la Lega si pone per portare quel cambiamento richiesto dai trentini lo scorso 21 ottobre».

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Politica

Cattura e uccisione lupi e orsi, la Consulta: “Legittime le leggi di Trento e Bolzano”

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Per la Corte costituzionale le leggi provinciali di Trento e Bolzano sulla cattura ed eventuale abbattimento dei grandi predatori alpini sono legittime.

I due ricorsi del Presidente del Consiglio verso le due Province autonome è stato esaminato in camera di consiglio ed è di oggi la conferma da parte della Consulta che “la disciplina provinciale contestata rientri nell’ambito delle competenze legislative statutariamente affidate alle due Province autonome“.

Si legge in una nota:”Sono pertanto legittime le leggi provinciali di Trento (n. 9/2018) e Bolzano (n. 11/2018) che autorizzano il Presidente della Provincia ad adottare provvedimenti riguardanti il prelievo, la cattura e l’eventuale uccisione degli orsi e dei lupi, quando ricorrano le condizioni previste dalla normativa di derivazione europea in materia di conservazione degli habitat naturali. 

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Questo potere è diretto a prevenire danni gravi alle colture, all’allevamento e a garantire la sicurezza pubblica, quando non esista altra soluzione valida, ed è subordinato al parere preventivo dell’Ispra“.

Il gruppo consiliare dell’UPT (Unione per il Trentino) ha chiesto nel frattempo che si lavori sulla norma di attuazione dello Statuto per il pieno affidamento alle due Province della gestione dei grandi carnivori.

L’iniziativa approderà presto in Consiglio provinciale per il mandato al Presidente in previsione dell’avvio dei lavori della Commissione dei 12.

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Politica

Sondaggio Swg Mentana: Matteo Salvini cresce ancora, cifre mai viste prima

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Nonostante il caso Savoini, la Russia e gli attacchi incrociati di alleati ed opposizione la Lega di Matteo Salvini cresce ancora.

Secondo il sondaggio Swg per il TgLa7 di Enrico Mentana il Carroccio rispetto a settimana scorsa ha guadagnato lo 0,2 per cento passando così dal 37,5 al 37,7 per cento.

E mentre il Pd ha perso, rispetto a settimana scorsa, lo 0,7 per cento, scendendo al 22, il Movimento 5 stelle di Luigi Di Maio ha ottenuto mezzo punto ed è salito al 17,9 per cento.

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Ha guadagnato qualcosina anche Forza Italia che ora ha raggiunto il 7 per cento.

Uno 0,2 per cento in più per il partito di Silvio Berlusconi che invece è stato lasciato per strada da Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni.

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