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Fiemme, Fassa e Cembra

Blitz dei Nas in val di Fiemme: sequestrati farmaci dopanti

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Il Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Cavalese in collaborazione con personale specializzato del N.A.S. di Trento, nei scorsi giorni ha dato esecuzione a diverse perquisizioni domiciliari sul territorio Provinciale, finalizzate alla ricerca di farmaci dopanti.

Le ricerche, che hanno avuto esito positivo, sono scattate a seguito dello spropositato irrobustimento di alcuni giovani non giustificabile come frutto del solo “lavoro“ in palestra e dal preoccupante fatto che vi siano diversi ragazzi discepoli di queste tendenze.

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«A tal merito – sottolineano i Carabinieri – si evidenzia che l’azione sia preventiva che repressiva dei Carabinieri intende ottenere anche un effetto preventivo, in considerazione della percezione di come numerosi giovani gravitanti nei circuiti competitivi di body building, non abbiano ben chiari gli effetti collaterali dovuti all’utilizzo di farmaci dopanti».

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In tal senso, nel corso delle operazioni i carabinieri hanno potuto apprendere come gli assuntori si ritengano immuni dagli effetti causati, fidandosi ciecamente di scellerati preparatori e medici, che mettono irresponsabilmente a repentaglio l’integrità fisica degli atleti “seguiti”.

Di contro, i militari hanno anche  registrato come anche i giovani recettori di farmaci, siano cinicamente disposti a tutto, al fine di ottenere risultati estetici massimali, non rendendosi contro del reale pericolo.

A tal merito gli ispettori antidoping del Nucleo Antisofisticazioni Trentino, fanno presente come l’uso di farmaci dopanti possa causare danni irreversibili agli organi interni, in particolare reni, fegato ed apparato genitale che sono i primi ad essere intaccati in esito all’uso di quei prodotti.

Le operazioni di perquisizione condotte dagli operatori del Nucleo Operativo di Cavalese nella mattinata del 7 maggio, supportate dalle alte competenze settoriali degli specialisti del N.A.S., hanno consentito la non facile individuazione di un importante quantitativo di farmaci dopanti, posti sono sotto sequestro.

Nel dettaglio sono stati rinvenuti farmaci contenenti principi attivi dopanti quali: anabolizzanti, ormoni della crescita e diuretici, alcuni di essi di provenienza estera non commercializzati in Italia.

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Fiemme, Fassa e Cembra

I suoni della Dolomiti: un prestigioso quintetto di fiati oltre i duemila metri

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Quello dell’Accademia di Santa Cecilia e Royal Concertgebouw Orkest di Amsterdam si muove nella musica a 360 gradi per ricreare tutta la ricchezza dei timbri orchestrali, lasciando spazio anche a brani non esclusivamente di stampo classico, passando da Gioachino Rossini a Nino Rota.

Torna «I Suoni delle Dolomiti» dopo la pausa ferragostana e lo fa portando agli oltre duemila metri di quota di località La Porta sul Monte Agnello in val di Fiemme le eccellenze italiane degli strumenti a fiato.

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Si tratta del Quintetto di fiati dell’Accademia di Santa Cecilia e Royal Concertgebouw Orkest di Amsterdam, composto da musicisti italiani di fama internazionale che si esibiscono per il festival trentino di musica in quota, mercoledì 21 agosto (ore 12).

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Si tratta di Andrea Oliva (flauto), Francesco Di Rosa (oboe), Calogero Palermo (clarinetto), Andrea Zucco (fagotto), Guglielmo Pellarin (corno), musicisti dalla grande personalità che sono stati premiati in importanti concorsi quali ARD, Kobe, Jugendmusik Wettbewerb di Zurigo e Jeunesses musicales di Bucarest e che hanno collaborato e tuttora collaborano con l’orchestra del Teatro alla Scala di Milano, la Lucerne Festival Orchestra, la Bayerischer Staatsorchester, l’Orchestre National de France, la Chamber Orchestra of Europe e la Mahler Chamber Orchestra.

Un sodalizio che li ha portati a calcare alcuni dei più importanti palcoscenici internazionali come il Musikverein di Vienna, il Concertgebouw di Amsterdam, la Suntory Hall di Tokyo, la Salle Pleyel di Parigi, la Royal Albert Hall di Londra, la Carnegie Hall di New York.

Flauto, oboe, clarinetto, fagotto e corno sono l’equivalente, per importanza, del quartetto d’archi e danno vita alla formazione più completa a livello sonoro e di repertorio per quanto riguarda i fiati.

Per questo motivo il Quintetto di fiati dell’Accademia di Santa Cecilia e Royal Concertgebouw Orkest di Amsterdam si propone di muoversi nella musica a 360 gradi per ricreare tutta la ricchezza dei timbri orchestrali e delle esperienze raccolte durante le tournée nelle più importanti sale del mondo, lasciando spazio anche a brani non esclusivamente di stampo classico e alle forti individualità che hanno nel tempo saputo costruire un’intesa musicale davvero unica.

Per questo durante il concerto sul Monte Agnello si potrà passare dall’ascolto di Gioachino Rossini a quello di Nino Rota e di altri compositori e sarà di certo per tutti i trekker un pomeriggio all’insegna della sorpresa (sonora) garantita.

Come si raggiunge il luogo del concerto – Il luogo dell’esibizione è raggiungibile da Pampeago con seggiovia Agnello e poi a piedi percorrendo il sentiero 509 (20 minuti di cammino, dislivello 100 metri, difficoltà E).

Escursione con le Guide Alpine: È possibile partecipare a un’escursione con le Guide Alpine del Trentino fino al luogo del concerto con un itinerario che parte da Pampeago – da dove si sale in quota con la seggiovia Agnello (costo biglietto a carico dei partecipanti) – e prosegue fin sulla vetta del Monte Agnello da dove si scende al luogo del concerto (ore 2.30 di cammino, dislivello in salita 300 metri, difficoltà E).

La partecipazione è a pagamento prenotando presso le Guide Alpine Dolomites Experience al numero 348 8271988 oppure gratuita con prenotazione obbligatoria (fino ad esaurimento posti) presso l’Apt della Val di Fiemme al numero 0462 241111 per i possessori di FiemmE-Motion e di Trentino Guest Card (possibilità di prenotazione anche sul sito visittrentino.info/card).

In caso di maltempo il concerto si terrà alle ore 17.30 al Palafiemme di Cavalese.

I biglietti per l’accesso in sala sono in distribuzione fino ad esaurimento posti dalle ore 15.30.

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Fiemme, Fassa e Cembra

L’orso M49 ritorna in Trentino. Fa razzia di Arnie e si aggira intorno ad una roulotte in Val di Fiemme

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L’orso M49 scendendo il Passo di Lavazè pare essere arrivato il Val di Fiemme.

Il rientro sul territorio è stato segnalato per la razzia di alcune arnie avvenuta a Varena, poco a valle del valico che mette in comunicazione la Val di Fiemme e il territorio altoatesino di Nova Ponente.

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La sua presenza è stata anche fotografata da alcuni cacciatori nei pressi di Varena. Questa notte l’orso M49 si è aggirato intorno ad una roulotte dei pastori nella zona di Passo Oclini, in Val di Fiemme appoggiandosi con le due zampe sulla carrozzeria. Dopo aver girato intorno alla ruolotte ha rovistato nei bidoni intorno per poi allontanarsi. I forestali che lo tenevano d’occhio hanno sparato due proiettili di gomma per aria per spaventarlo.

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L’orso, le cui evidenti tracce di incursioni erano state notate ieri mattina dal consigliere comunale di Varena Alex Polesana, è stato seguito da Polesana (che è anche rettore della riserva di caccia), per tutta la notte, ed è stato fotografato di nuovo vicino alla zona delle arnie sotto il Lavazé.

Come conferma il responsabile dell’Ufficio distrettuale forestale di Cavalese Bruno Crosignani, la segnalazione è avvenuta ieri mattina in una cava dismessa dell’alta Val Gambis.

Sul luogo la forestale ha effettuato i primi rilievi. Per la conferma dell’identità dell’animale bisogna attendere l’esito delle analisi.

Questa mattina, infine, è stata rilevata la predazione su di un vitello ancora in zona passo del Lavazè, però in provincia di Bolzano; gli accertamenti hanno confermato la responsabilità dell’orso M49.

L’orso fuggito dal recinto di Casteller, dalla Marzola, dopo aver attraversato il territorio di Giovo in Val di Cembra ed essere stato fotografato sul Monte Corona, si è aggirato per oltre un mese nel territorio intorno al Lavazè, dove ha lasciato le sue impronte nel fango a Malga Ora.

Da quando ha lasciato il Casteller, la presenza degli orsi sulla sponda est dell’Adige costituisce una novità.

Secondo il Rapporto Grandi Carnivori 2018 della Provincia di Trento, erano stati 765 gli indici di presenza dell’orso, ma per il terzo anno consecutivo nessun indice è stato rilevato nel Trentino orientale.

Nel 2018 erano stati considerati presenti a ovest dell’Adige 39 orsi, dei quali 18 maschi e 21 femmine. Secondo una stima la popolazione era di 60-70 esemplari.

I dati non prendono in considerazione i cuccioli e il monitoraggio sistematico che si effettua ad anni alterni.

Dal 2015 al 2018 il Rapporto Grandi Carnivori ha documentato lo spostamento al di fuori dell’area interessata dalla presenza di femmine nel Trentino occidentale di 36 orsi.

15 dei quali sono considerati morti o scomparsi prima di rientrare, 10 sono rientrati,  2 sono emigrati e 9 sono considerati in dispersione.

36 dei 39 orsi considerati sono rimasti sul territorio trentino, mentre i restanti si sono spinti fino in Svizzera, in Friuli Venezia Giulia e  nella provincia di Brescia.

In Alto Adige invece secondo il direttore dell’ufficio caccia e pesca della provincia di Bolzano Luigi Spagnolli, le uniche segnalazioni di orsi sono avvenute finora nella zona di Favignana e in quella della Mendola, entrambe al confine con la Val di Non.

L’anno scorso nella zona di Lasa in Val Venosta alcuni operai avevano avvistato un orso mentre si recavano al lavoro.

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Fiemme, Fassa e Cembra

“Incubo Bianco” il 19 agosto al Palafiemme di Cavalese: valanghe protagoniste in maniera alternativa

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Durante un’escursione sci-alpinistica il protagonista arriva al punto in cui, da esperto, percepisce il potenziale pericolo. Ma decide per una volta di rischiare. Ed ecco il dramma: il suo passaggio fa staccare una slavina; lui ne rimane sommerso, ma ancora in vita grazie a una bolla d’aria.

Là sotto, confidando nel rapido arrivo dei soccorsi, dei quali illustra le dinamiche in maniera avvincente, si vede passare davanti la sua vita.

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Ma la squadra dell’Aiut Alpin Dolomites arriverà in tempo? Il pubblico lo scoprirà solo alle ultime battute, dopo ripetuti colpi di scena e non prima di avere attinto dalla narrazione una serie di spunti di riflessione. La montagna non è ingorda di vite. Lei è lì da milioni di anni: sta a noi capirla, rispettarla, e non coinvolgerla in tragiche disavventure», così uno dei passaggi salienti. Slavine protagoniste in maniera alternativa, dunque, lunedì 19 agosto 2019, con inizio alle ore 21  e ingresso libero, al Palafiemme di Cavalese, con lo spettacolo multimediale «Incubo Bianco».

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E protagonista la montagna, con i pericoli ad essa correlati.

Le valanghe sono in effetti un elemento di rischio provato, per chi la frequenta, come testimoniano le cifre delle vittime registrate anno dopo anno. Una scia che non si arresta malgrado il migliorarsi degli ausili tecnologici. Ma si può parlare di semplice fatalità? È la neve il killer?

O piuttosto entra spesso in gioco anche l’imprudenza? E ancora: come vive una così tragica esperienza il travolto da una valanga?

Il tema verrà trattato in maniera coinvolgende, intrecciando parole, musica e immagini visualizzate.

Nell’arco di poco più di un’ora, il fondersi della trama incalzante con le voci narranti di Mara Da Roit e Patrizio Zindaco, con le musiche di Luca Dall’Asta e con immagini d’effetto (molte delle quali messe a disposizione dal Soccorso Alpino Trentino), darà modo al pubblico, da un lato, di immedesimarsi nel “travolto”, dall’altro di capire dinamiche operative del lavoro in valanga sconosciute ai non addetti ai lavori, e che renderanno evidenti gli sforzi prodotti dai soccorritori e i rischi che essi stessi corrono per salvare vite umane.

Ideato dal gruppo NewEos teatro-musica Bolzano per stimolare a un approccio responsabile con la montagna e accendere i riflettori sui membri del Soccorso Alpino / Aiut Alpin Dolomites, «Incubo Bianco» è la riduzione scenica del ben congegnato libro del membro del Soccorso Alpino e vicepresidente dell’Associazione rifugisti trentini Angel de Larezila “Mi sono perso nel mio bosco”, libro che unisce alle emozioni del palpitante racconto in prima persona un complemento di conoscenze inserite direttamente nella trama.

Completeranno il quadro la Natura, resa palpabile anche da bellissime immagini di fauna e ambiente, e preziose schegge di memoria alpina.

L‘autore sarà presente e, al termine, regalerà al pubblico qualche ulteriore pillola di conoscenza. Un bell’esempio di “teatro utile”. Organizza il Comune di Cavalese e tutti gli interessati sono cordialmente invitati.

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