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Politica

Simone Di Stefano a Trento: «Fuori dall’Euro e dall’Europa un futuro di ricchezza e prosperità»

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Blitz elettorale di Simone Di Stefano che al Baluardo di Via Marighetto ha incontrato simpatizzanti, militati e giornalisti ribadendo che CasaPound è l’univa forza politica che si presenterà alle elezioni Europee del 26 maggio,a volere con forza l’uscita dalla UE.

Uscita dall’Europa e dall’Euro: questi i punti del programma di CasaPound per le europee introdotti da Simone di Stefano intervenuto oggi a Trento insieme a Filippo Castaldini, responsabile provinciale di CasaPound, e Maurizio Puglisi Ghizzi, candidato europarlamentare. “All’Europarlamento rappresenteremo quei temi abbandonati da Salvini e Di Maio. Noi vogliamo uscire dall’euro e dalla Ue. Bisogna ripartire da zero: fuori dalla Ue, potremmo essere il Giappone d’Europa”, ha spiegato, alludendo all’abbandono delle istanze euroscettiche da parte del governo e tracciando l’unica strada che CasaPound ritiene possibile: quella dell’Italexit come condizione necessaria per riconquistare la sovranità nazionale.

Il quartiere di Madonna Bianca era presidiato da ingenti forze di polizia nel timore di contestazioni che ovviamente non ci sono state.

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CasaPound è in lizza con Destre Unite alle prossime elezioni europee, e nel loro simbolo c’è il richiamo all’Alleanza europea movimenti nazionali (Aemn) che fa capo all’europarlamentare ungherese Bela Kovacs.

Convintamente anti Unione Europea, CasaPound segue le orme di Nigel Farage.”Un politico che proprio oggi è stato descritto come un clown da una certa stampa italiana, mentre, stando ai sondaggi, si presta a diventare il politico più votato d’Inghilterra . – osserva Simone Di Stefano – e questo renderà un po’ di giustizia al terrorismo mediatico e a tutte le bugie dette qui in Italia sulla Brexit, visto che la maggior parte degli inglesi se ne vuole andare a gambe levate da questa gabbia che è l’Europa. Gli inglesi hanno capito, finalmente, che per una nazione che non fa parte del club franco-tedesco è inutile stare in una Europa, specie da quando la Francia e la Germania hanno fatto il Trattato di cooperazione di Aquisgrana, con il quale decidono i parametri da imporra a tutti gli altri Stati, attraverso il Parlamento Europeo”.

Nell’opinione comune, però, l’idea di uscire dall’Europa è una follia, è d’accordo?

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“Invece fuori dall’Unione Europa c’è il futuro, c’è ricchezza e prosperità: ci sono le economie più avanzate del mondo, ciascuna con la propria moneta, come la Russia, gli Usa, la Cina, il Giappone, l’India e la Corea con le quali ora non possiamo dialogare nel nostro interesse, perché seguiamo i vincoli assurdi che da vent’anni ci vengono imposti dai francesi e tedeschi .

Prima di adottare la moneta unica eravamo la quarta economia del mondo, adesso siamo ancora nel G7, fra le potenze industriali del pianeta, ma abbiamo venduto l’industria automobilistica, l’acciaio, e ai francesi la moda, il lusso, l’agro-alimentare”.

L’imperativo categorico per CasaPound, quindi, è uscire dall’Unione Europea e, soprattutto, dall’Euro, quindi dall’Unione economica e monetaria?

Sì, per tornare alla nostra moneta sovrana come strumento per far circolare l’economia, avere la nostra banca centrale ed essere liberi di commerciare e di fare le nostre politiche economiche in piena libertà. Vogliamo anche tornare a gestire la nostra riserva aurea: oggi il nostro oro è gestito dalla Banca europea”.

Anche Matteo Salvini era contro l’Euro.

“Salvini ha fatto la sua fortuna elettorale con la maglietta “Basta Euro”, Grillo stesso fece un referendum contro l’Euro, mentre adesso che governano insieme, Di Maio dice che è pronto a tatuarsi l’Euro addosso: questa è la coerenza dei nostri politici, che oggi litigano su tutto perché non hanno più argomenti di cui parlare e per nascondere il fatto che, a parte di un disastroso reddito di cittadinanza, non sono capaci di realizzare quello che hanno promesso, come l’abbattimento del carico fiscale. Ormai è chiaro che senza la sovranità economica i nostri politici sono solo degli amministratori di condominio per conto di Bruxelles”.

Uscire dall’UE vuol dire uscire dalla Convenzione di Schengen e ripristinare i confini.

“Così l’Italia non sarà più la passerella gettata nel Mediterraneo su cui tutti gli immigrati africani vogliono salire per andare a fare gli assistiti dello stato sociale tedesco, francese o olandese. E poi oggi in Europa abbiamo questa contraddizione: dei confini colabrodo, dove nessuno controlla, come quello tra l’Italia e la Slovenia, e dei confini come il Brennero dove, nonostante Schengen, ci sono i carri armati austriaci, e a Ventimiglia c’è la gendarmeria francese con i cani e manganelli e da lì non si passa”.

Come sono i rapporti con i partiti italiani del Centro-Destra?

“Con alcuni senatori della Lega ci siamo battuti per bloccare lo Ius Soli, adesso dobbiamo parlare con i nostri amici di Fratelli d’Italia, della Lega stessa e spiegare che questa volta non c’è il voto di coalizione, il voto utile, che non si vota Centro-Destra per non far vincere Centro –Sinistra; ricordo che tanti amici della Lega mi invitavano a votare per loro altrimenti avrebbero vinto i 5 Stelle, e ancora adesso sui social tanti leghisti scrivono di non votate CasaPound altrimenti prendono forza i 5 Stelle, però intanto governano insieme”.

Oggi CasaPound è forse l’argomento principale della politica italiana, dalla sindaca Raggi a certi slogan tipo “meno Pound e più case”. Vi lusinga tutto questo?

“No, perché purtroppo CasaPound temo sia l’anello di congiunzione tra il Partito Democratico e i Cinque Stelle, nel senso che i politici che soffiano sull’antifascismo pur di non parlare dei loro programmi e dei loro fallimenti, in realtà credo che stiano immaginano un governo tecnico: in pratica, dopo le elezioni europee il governo italiano rischierà di cadere e a quel punto, secondo me, Mattarella, in nome dell’antifascismo, potrebbe fare un governo con Mario Draghi premier, con PD , Cinque Stelle e magari con Forza Italia che si infila sempre dappertutto”.

Un suo commento a quanto è successo al Salone del libro di Torino, dove è stato impedito all’editore Altaforte di esporre i suoi libri perché militante di CasaPound:

“Stanno cercando di imporre il loro codice etico per entrare in quel salone; a questo io ho risposto con l’articolo 21 della Costituzione, in base al quale tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero. Ebbene, noi, eredi a 80 anni di distanza, del Fascismo, smonteremo tutta questa retorica antifascista a colpi di Costituzione, la sventoleremo in faccia a questa gente per spiegare che cosa è la libertà e la democrazia. Tutti hanno diritto di dire quello che pensano, solo che loro non lo hanno ancora capito, questa è la verità”.

A cura di Sandra Matuella

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