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Arte e Cultura

«Imparare a fotografare»: a Gardolo una mostra per presentare i lavori dei partecipanti al corso

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Essere allieve o allievi in un “corso di fotografia”, non è solo imparare i principi base o le tecniche ma, scoprire i “segreti” che si nascondono dietro ogni scatto.

La fotografia è: ricerca, narrazione, passione, dove l’attesa non ha orologio, non ha tempo massimo ma solo l’obiettivo di fermare l’attimo.

Diffondere la cultura fotografica è per Adriano Frisanco, presidente del Centro Cultura Fotografica Trento, «contagiare più persone ad approcciarsi al linguaggio dell’immagine affinchè possa emergere la propria interiorità».

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La mostra fotografica sarà inaugurata: venerdì, 17 maggio ad ore 18.00, c/o la sede Centro Cultura Fotografica Trento, Via Soprasasso, 1 (1° piano) Gardolo di Trento.

La mostra espone 24 immagini, una per ogni partecipante al corso, scelte fra l’intero programma didattico gennaio/aprile 2019.

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Arte e Cultura

Lutto nel mondo della cultura: è morto Luciano De Crescenzo

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Se ne va uno degli ultimi miti della napoletanità.

Se ne va un gigante del mondo della cultura, che alla città partenopea, al suo pensiero, alla sua filosofia, alla sua unicità, ha dedicato un’intera vita e un’intera opera.

L’ingegnere filosofo Luciano De Crescenzo è morto oggi a Roma, all’età di 90 anni.

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Da tempo le sue condizioni di salute non erano delle migliori.

Soffriva di una particolare malattia neurologica, la prosopagnosia, una malattia neurologica che porta a non riconoscere i volti delle persone conosciute.

A portarlo via, le conseguenze di una polmonite.

Nonostante un lieve miglioramento nella giornata di ieri, oggi la più triste delle notizie.

Luciano De Crescenzo ha sempre affiancato alla sua attività di scrittore quella di divulgatore, capace di introdurre anche il lettore più inesperto ai problemi sollevati dalla filosofia antica, e infatti nel corso degli anni ottanta e novanta condusse sulle reti Rai una trasmissione televisiva (Zeus – Le Gesta degli Dei e degli Eroi) sui miti e sulle leggende degli antichi greci, pubblicata da Arnoldo Mondadori Editore e ritrasmessa anche da Mediaset.

Nel 1995 Forza Italia gli propose di candidarsi tra le sue file, ma egli preferì rifiutare; negli ultimi anni si schierò più volte apertamente, invitando a votarli, con i Radicali di Emma Bonino. Luciano De Crescenzo si definisce ateo cristiano.

Personaggio poliedrico, De Crescenzo ha lavorato come autore in televisione e in varie vesti nel mondo del cinema.

Sul grande schermo esordì come attore ne Il papocchio (1980) nel ruolo del Padreterno, al fianco dell’amico Roberto Benigni e diretto da Renzo Arbore. Nel 1982 fu interprete di Quasi quasi mi sposo mentre nel 1984 fu protagonista e sceneggiatore del secondo film di Arbore. Nello stesso anno avvenne il suo esordio dietro la macchina da presa con Così parlò Bellavista, tratto dal suo best seller. Il successo della pellicola, che ebbe dei buoni risultati al botteghino e una discreta critica, lo convinse a dirigere l’anno seguente Il mistero di Bellavista (prendendo spunto ancora da un suo libro) e la commedia a episodi 32 dicembre nel 1988, sulla relatività del tempo.

Nel 1990 recitò accanto a Sophia Loren e Luca De Filippo in Sabato, domenica e lunedì di Lina Wertmüller mentre nel 1995 scrisse, diresse e interpretò insieme a Teo Teocoli ed Isabella Rossellini Croce e delizia, considerato da alcuni critici come il suo film più riuscito[15]. Presentò cinque programmi televisivi e ha collaborato a varie testate giornalistiche. Nel 1994 la città di Atene gli conferì la cittadinanza onoraria. Sceneggiatore nel 1978 de La mazzetta di Sergio Corbucci con Nino Manfredi, fece la sua ultima apparizione davanti ad una telecamera nel 2001 interpretando il piccolo ruolo di un boss mafioso nel film per la TV Francesca e Nunziata, ancora della Wertmüller.

Lascia una figlia.

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Spettacolo

Cinema sotto le stelIe al Castello del Buonconisglio

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Da martedì 23 luglio a martedì 30 agosto cinque famosi film nei giardini del castello tutti legati al tema della mostra ovvero i tessuti e relativi costumi di scena.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Sarà aperta anche la caffetteria del museo che proporrà aperitivi a tema.

In concomitanza con la mostra “Fili d’oro e dipinti di seta. Velluti e ricami tra Gotico e Rinascimento” il Castello del Buonconsiglio proporrà nelle giornate di martedì dal 23 luglio al 20 agosto cinque serate di cinema all’aperto con film famosi per una accurata ricerca storica dei costumi di scena.

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Il reparto costume nel mondo del cinema ricopre un ruolo di grande importanza e molte volte è stato proprio il lavoro svolto dai costumisti a rendere credibili alcune delle figure più controverse e popolari del cinema internazionale.

Tutti i film sono ad ingresso libero fino ad esaurimento posti e prima dello spettacolo, per chi vorrà, la caffetteria del museo proporrà  aperitivi a tema.
Si inizierà martedì 23 luglio alle ore 21.30 con la pellicola “La lettera scarlatta” celebre film di Roland Joffè del 1995.

Nel 1667, la bellissima e indipendente Hester Prynne (Demi Moore) arriva dall’Inghilterra in una colonia puritana della baia del Massachusetts. La donna, che ha preceduto nel Nuovo Mondo il marito, il medico Roger Prynne (Robert Duvall), diventa immediatamente oggetto di pettegolezzo e riprovazione per il suo comportamento anticonformista e si ritrova tutti gli occhi della comunità puntati addosso.

Martedì 20 luglio alle 21.30 sarà proposto il celebre film “La ragazza con l’orecchino di perla” dove Griet, una ragazza olandese che vive a Delft nel 1665, sarà la protagonista. Il padre è un pittore di ceramiche divenuto cieco per un incidente sul lavoro; a causa delle difficoltà economiche familiari Griet manderà la figlia  a servire a casa del pittore Vermeer.

Martedì 6 agosto alle 21 sarà proposto “Il mestiere delle armi” di Ermanno Olmi.

Il 13 agosto sempre alle 21 l’appuntamento è con “La ragazza dei tulipani”.

Sophia è una fanciulla orfana cresciuta nel convento di Sant’Ursula nel XVI secolo. La badessa organizza per lei un matrimonio combinato con un ricco mercante vedovo di mezz’età di nome Cornelis Sandvoort e Sophia lascia così il convento per iniziare una nuova vita da moglie. Il matrimonio con Sandvoort prosegue, per Sophia, tra alti e bassi, senza alcuno slancio passionale.

La situazione ha una svolta quando Sandvoort decide di farsi ritrarre insieme alla giovane moglie da un talentuoso pittore squattrinato, tale Jan van Loos. Tra Sophia e l’affascinante artista nasce un’immediata passione che complicherà sia le loro vite.

L’ultima proiezione è il 20 agosto con “Il Gattopardo” di Luchino Visconti.

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Arte e Cultura

Vittorio Sgarbi in quinta commissione: «Legare ristoratori e albergatori ad una produzione artistica importante»

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Il Mart, museo d’arte moderna e contemporanea di Rovereto e Trento, ha inaugurato stamane presso la Quinta Commissione permanente presieduta da Alessia Ambrosi il programma di ascolto dei quattro musei provinciali, Mart, Muse, Castello del Buonconsiglio e Museo degli usi e costumi della gente trentina.

Il Presidente di recente nomina Vittorio Sgarbi ha anticipato programmi di attività del museo e azioni e iniziative future.

Compreso un chiarimento sugli insulti ai consiglieri e sul Palazzo delle Albere.

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Il presidente Vittorio Sgarbi si è detto lusingato da questa convocazione, una piacevole novità istituzionale per non essere percepiti come “un pianeta autonomo rispetto a quanto accade in Trentino”.

Due sono le anomalie in Trentino in questo momento, ha ironizzato: M49 e la mia presenza, per il rischio che entrambi possiamo costituire come “entità pericolose”.

Sgarbi ha voluto precisare due passaggi che lo hanno coinvolto negli ultimi mesi.

Con riferimento alla sua contestata nomina a Presidente del Mart, ha definito “un atto di sottocultura avvilente da parte di certa classe politica” ritenere che il ruolo di parlamentare possa precludere l’attività di Presidente del Mart.

In secondo luogo ha chiarito il proprio ruolo nella difesa della “casa del Mart”, ovvero il Palazzo delle Albere a Trento.

Il Mart si chiama così perché prevede una sede anche a Trento, che è appunto il palazzo delle Albere, parte integrante del Mart, citato anche nell’atto costitutivo come sua pertinenza.

Il collega Zecchi, molto meno integrato con la cultura trentina probabilmente conosce meno la storia di questa provincia e delle mostre straordinarie che nacquero a palazzo delle Albere, eccezionale simbolo di architettura rinascimentale.

Il privato rispetta quel monumento più di quanto abbia fatto il pubblico con la costruzione di un museo, il Muse, troppo vicino alla sua struttura, che andava fatto almeno 200 metri più in là.

Che dopo questa violenza si pensi di mettere delle gigantesche palle, è un’altra cosa di cui non si può nemmeno parlare perché è contro una legge di tutela. “Non ho alcuna disponibilità a discutere di questa materia e se Palazzo delle Albere dovesse essere tolto al Mart abbandonerei questo incarico”, ha dichiarato.

Palazzo delle Albere deve contenere opere d’arte nella loro dimensione estetica più piena, non un ridicolo museo della storia della filosofia, aldilà di cosa dice il collega Zecchi.

Sgarbi ha detto di immaginare, per il Trentino, una formula da lui già adottata anche a Cefalù, per fare in modo che l’albergatore e il ristoratore diventino sentinelle della cultura trentina.

Ogni persona che va in un ristorante lascia due euro avendo in cambio un biglietto del Mart, in una sorta di “paragratuità”.

L’idea è quella di legare i ristoratori e gli albergatori ad una produzione artistica importante e prestigiosa sul territorio come quella del Mart.

A tal fine è stato proposto e programmato un incontro il 20 settembre con gli operatori del turismo affinché propongano il Mart come opzione turistico-culturale importante e significativa.

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