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Trento

50 ragazze e ragazzi cercasi «al servizio» delle Dolomiti per 5 giorni

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Per il decennale del riconoscimento UNESCO delle Dolomiti oltre alla Fondazione omonima, si sono mobilitati, lavorando in sinergia, SAT, Fondazione Dolomiti UNESCO, Provincia autonoma e Alpinismo giovanile del Triveneto.

Nella sede della SAT-Società Alpinisti Tridentini è stata presentata l’iniziativa ‘Campo Sentieri’ che coinvolge – per cinque giorni – ragazze e ragazzi dei 12 ai 17 anni di tutto l’ambito dolomitico.

Con la presidente della SAT Anna Facchini, c’erano il vicepresidente della Fondazione Dolomiti UNESCO Mario Tonina e i rappresentanti delle Commissioni Alpinismo Giovanile di SAT, CAI Veneto e CAI Montecchio Maggiore. Si cercano 50 ragazze e ragazzi che vogliano imparare (per 5 giorni) sulle Dolomiti come è organizzata e gestita la rete escursionistica montana del CAI.

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Le immagini video che scorrevano alle spalle dei relatori nell’incontro di presentazione dell’iniziativa facevano ben capire l’importanza e il valore dell’iniziativa ‘Campo Sentieri’. I 50 ragazze e ragazzi che vorranno aderirvi (sul sito della SAT www.sat.tn.it e del CAI i moduli di adesione), si troveranno a vivere un’esperienza indimenticabile che lascerà una profonda traccia per l’amore verso la montagna e le Dolomiti Patrimonio Mondiale dell’Umanità e, soprattutto, svilupperanno, sul campo, la consapevolezza della responsabilità e dell’impegno necessario affinchè il bene comune montagna e Dolomiti possa essere trasferito alle generazioni future, grazie anche al lavoro di manutenzione dei sentieri alpini.

L’idea di allargare l’esperienza ‘Campo Sentieri’, che la Commissione Alpinismo Giovanile organizza da 5 anni in ambito regionale, è partita dalla SAT, ed è stata subito accolta dalle sezioni CAI dei territori dell’ambito dolomitico e sostenuta convintamente dalla Fondazione Dolomiti UNESCO.

Anche in questo modo si celebrano i dieci anni del riconoscimento UNESCO alle Dolomiti.

I 50 ragazzi partiranno infatti da Cortina d’Ampezzo il prossimo 26 giugno in concomitanza con la Cerimonia ufficiale per il 10° compleanno delle Dolomiti. Trascorreranno insieme 5 giorni sotto il Pelmo, facendo base al campeggio “Cadore” in località Peronaz a Selva di Cadore messo a disposizione dal CAI di Montecchio Maggiore (oggi era presente Giovanni Beato) e su invito del CAI Veneto (è intervenuto il neopresidente Renato Frigo).

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Le iscrizioni sono aperte fino a fine maggio attraverso le segreterie regionali CAI/SAT. La quota di adesione è di 50 euro. Per spiegare le modalità di coinvolgimento dei ragazzi, la presidente Facchini ha chiamato Claudio Colpo della Commissione sentieri SAT che ha posto l’attenzione anche sulla funzione educativa che questa esperienza comporta per i giovanissimi.

“I giovani tra i 12 e 17 anni rappresentano la nostra speranza nel futuro e lo hanno dimostrato anche di recente – ha sottolineato la presidente della SAT Anna Facchini, aprendo l’incontro – cerchiamo con questa iniziativa di trasferire alle prossime generazioni un approccio con spirito di servizio che fu tra gli scopi fondativi della SAT e del CAI, e che riteniamo debba rappresentare un patrimonio condiviso, di impegno, ma anche di amicizia e di lavoro in allegria. Imparare segnare e a catalogare un sentiero non è soltanto un lavoro manuale che si apprende camminando, è conoscere un territorio, è responsabilizzarsi, è sapere che senza segnavia precisi e mappati ci si può perdere e si può anche mettere in pericolo l’incolumità e a volte la vita delle persone. Inoltre con la guida dei responsabili SAT e CAI si impara a conoscere le montagne, a orientarsi e a classificare i sentieri: quelli facili, quelli per escursionisti esperti, quelli alpinistici. La nostra esperienza in quest’ambito è forte di intere giornate durante le quali tra i ragazzi si instaurano relazioni autentiche, che difficilmente trovano spazio nella loro quotidianità e questo contribuisce a rendere il loro vissuto meno individualista”.

Il vicepresidente della Fondazione Dolomiti UNESCO Mario Tonina  è intervenuto poco dopo rinnovando la convinta adesione della Fondazione ed elogiando ‘Campo Sentieri’ che “partirà proprio il 26 giugno durante i festeggiamenti del decennale del riconoscimento UNESCO. “Credo che questa sia una bellissima iniziativa- ha dichiarato – Ieri, a margine del Consiglio d’Amministrazione della Fondazione, ne abbiamo discusso per condividere anche tutta una serie di altri eventi che si svolgeranno nel corso dell’anno. Questo è un modo che io ritengo intelligente, lungimirante nel coinvolgere i giovani, per far capire loro e per trasmettere una serie di messaggi, per insegnare che è importante contribuire e garantire relazioni e imparare sul campo l’importanza e, soprattutto, la cura del territorio.

Noi sappiamo e riconosciamo le nostre bellezze, le Dolomiti sono bellezze incalcolabili riconosciute come tali 10 anni fa a Siviglia ma, nello stesso tempo, sono fragili. E anche la fragilità deve essere trasmessa con il coinvolgimento, con l’insegnamento e quindi, avete fatto bene a ideare e condividere ‘Campo Sentieri’. Di fronte a quelli che sono ormai dei cambiamenti climatici ai quali, purtroppo, dobbiamo abituarci, dobbiamo far fronte comune per evitare ciò che è successo alla fine di ottobre. Su questo mi permetto di dire che in Trentino, rispetto ad altre regioni, ci sono stati meno danni ma, questo non è casuale: è perchè in passato si è fatta una prevenzione e si è garantita una programmazione attraverso tre piani urbanistici molto importanti.

Uno in particolare quello di Bruno Kessler che ha garantito anche sviluppo ma, nello stesso tempo, oggi, ci vuole una cura e un’attenzione specifica.

In autunno ci sarà un convegno proprio sui cambiamenti climatici, lo stiamo organizzando fin da adesso perchè anche attraverso questi momenti si deve creare consapevolezza e responsabilità.

Sappiamo che un territorio di montagna bello e allo stesso tempo fragile, deve essere salvaguardato. Dobbiamo permettere alle persone di vivere all’interno dei nostri territori cercando di evitare lo spopolamento cosa che, purtroppo, in altre regioni avviene.

Il Trentino anche attraverso gli Stati generali della Montagna vuole far capire l’importanza dei territori di montagna e permettere alle persone che li abitano di poter svolgere un’attività economica e nello stesso tempo di fare prevenzione. ‘Campo Sentieri’ trasmette alle generazioni future le peculiarità caratteristiche dei nostri territori. Credo che questo sia il modo giusto di interpretare e lavorare e – ha chiosato Tonina – permettimi di dire, presidente, che la SAT è protagonista da sempre, interpreta questo ruolo nel modo giusto e questa iniziativa che avete voluto condividere va nella giusta direzione“.

La direttrice della Fondazione Dolomiti UNESCO, Marcella Morandini, che non ha potuto essere presente per impegni concomitanti sempre per il decennale del riconoscimento, ha fatto arrivare “Un sentito ringraziamento alla SAT e alle Commissioni Alpinismo giovanile di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Alto Adige per aver voluto rendere concreta e operativa quest’idea nata da una conversazione con la presidente Facchini e la sottoscritta, qualche mese fa. Gestire insieme un patrimonio mondiale è una grande sfida, che ogni giorno si fa più concreta”.

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Trento

Trento: Il 27 settembre torna «La Notte dei Ricercatori»

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In contemporanea europea, venerdì 27 settembre, si tiene l’edizione 2019 della Notte dei Ricercatori, occasione speciale per immergersi nel mondo della scienza, incontrarne i protagonisti, porre loro direttamente delle domande e divertirsi a ogni età con quiz, esperimenti, dimostrazioni e spettacoli.

A Trento l’evento è organizzato dalla Fondazione Bruno Kessler, la Fondazione Edmund Mach, l’Università di Trento, e il MUSE – Museo delle Scienze, in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento e con il patrocinio del Comune di Trento. Il ricco programma delle iniziative e le informazioni pratiche per partecipare saranno illustrati durante la conferenza stampa di martedì 24 settembre alle ore 10.00 nella sede del MUSE (Aula Fossey)

Interverranno: Adolfo Villafiorita (ricercatore, Fondazione Bruno Kessler), Emanuele Eccel (tecnologo, Fondazione Edmund Mach), Alessandro Quattrone (professore ordinario, Università di Trento), Massimo Bernardi (conservatore per la Paleontologia e Geologia, MUSE).

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Trento

Caso Vigile Mohammed El Barji: presentate due interrogazioni. Intanto proseguono le lamentele dei cittadini

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Il caso del vigile trentino che bestemmia pare non finire qui.

Dopo le denunce di alcuni cittadini arrivate al nostro giornale sul comportamento del vigile urbano Mohammed El Barji, corredate da ricevute relative alle raccomandate pec inviate all’attenzione del comandante della polizia municipale Giacomoni e al Sindaco Andreatta, il caso finirà anche fra i banchi della giunta comunale.

I Consiglieri comunali della lega, con primo firmatario Vittorio Bridi, e il consigliere di Civica Trentina Andrea Merler nei prossimi giorni infatti depositeranno due distinte interrogazioni all’attenzione della giunta.

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Evidenziamo ancora una volta che gli uomini della polizia locale Trentina sono fra i migliori d’Italia e che s’impegnano ogni giorno sul campo, nonostante accontentare i cittadini spesso non sia facile, usando il buon senso e la professionalità.

Ma altrettanto, per correttezza d’informazione, dobbiamo anche sottolineare come il Sindaco di Trento non sia mai intervenuto in difesa dei numerosi vigili urbani aggrediti, insultati o minacciati, e che invece lo abbia fatto a tempo di record questa volta.

Il caso era scoppiato il 18 settembre 2019 quando in un nostro articolo (leggi qui) venivano riportate le lamentele di alcuni cittadini sul comportamento di Mohammed El Barji.

Il vigile – secondo le denunce dei cittadini – teneva un comportamento arrogante, presuntuoso, e quasi vessatorio nei confronti dei sanzionati.

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Ma cosa più grave mentre sanzionava i poveri «disgraziati» di automobilisti usava un linguaggio scurrile, poco consono alla situazione, e pronunciando delle bestemmie.

Nell’articolo sono state pubblicate alcune lettere di protesta inviate al Sindaco ma in realtà la nostra redazione era stata già contattata da mesi da altri malcapitati automobilisti che avevano avuto la sfortuna di incontrare il vigile urbano e che hanno raccontato come il comportamento del pubblico ufficiale fosse stato poco consono nell’espletamento delle sue funzioni.

Dopo la pubblicazione dell’articolo, a sostegno del vigile era arrivata una lettera del Sindaco che gridava «al razzismo, al razzismo» (leggi qui).

Il Sindaco infatti attraverso non si bene quale sillogismo accusava i cittadini che hanno effettuato le segnalazioni di essere dei razzisti e di aver segnalato il comportamento del vigile non in quanto scorretto ma solo perché di origine marocchine. 

Dopo il riassunto pragmatico dei fatti torniamo al presente.

L’INTERROGAZIONE – Mohammed El Barji è parte dei 12 vigili urbani nuovi assunti per la sicurezza urbana nel centro città. «La gente si è abituata alla loro presenza e ora vuole capire qua li risultati positivi hanno ottenuto e portato in termini di sicurezza la loro attività dopo questo periodo prova. In particolare sarebbe interessante sapere la loro turnazione, come sono stati organizzati sul territorio, come sono stati formati a livello normativo e regolamentare e soprattutto la loro formazione a livello comunicativo con il pubblico. Sono stati Infatti segnalati alcuni casi in cui le modalità con cui ci si è rapportati con la cittadinanza non sono stati conformi ad un etica consuetudinaria che sempre si dovrebbe mantenere quando ci si rapporta con il cittadino soprattutto se il rappresentante istituzionale proviene da uno stato estero» Si legge nella premessa del  documento interrogativo indirizzato al Sindaco di Trento. 

In funzione di questo nel documento la lega chiede al sindaco quali corsi formativi sono stati seguiti dai nuovi vigili urbani, prima della loro uscite sul territorio comunale; quali sono le loro competenze e come sono sono strutturati; se Sì, risulta vero che vengono utilizzati non solo per la sicurezza ma anche per altre per altre competenze e se risulta vero che ci sono state lamentele per alcune incomprensioni e comportamenti anomali comportamentali da parte un vigile di provenienza straniera, dovuti alla sua poca padronanza della lingua e del dialetto in particolare e modalità gestionali.

LE ALTRE LAMENTELE – Dopo la pubblicazione del nostro articolo sono arrivate altre lamentele dello stesso tenore sul comportamento del vigile. Ne riportiamo una piuttosto clamorosa che è stata inviata per conoscenza anche al Sindaco Andreatta:

«Spett. Li Autorità,  Gentile Comandante, Egr. sig Sindaco,

Il mio Sindaco non dovrebbe difendere un suo dipendente che ha sbagliato solo perché non é originario di qua. Dopo poche ore e senza nemmeno approfondire la cosa.

Sono Giuseppe Tommasino un semplice privato cittadino di Trento ma sono veramente allibito dalla condotta del vostro vigile tanto acclamato dai giornali quale primo marocchino in servizio con la divisa.

Confermo quanto riportato nell’articolo  pubblicato dalla Voce del Trentino. È confermo che lo ho visto fare apprezzamenti sulle belle donne e bestemmiare

In piazza Venezia di prima mattina mentre io a 60 anni ero piegato a lavorare nel verde con i progettoni,  questo El Barji stava tutto impettito in divisa. Io stesso lo ho sentito bestemmiare rifiutandosi varie volte con grande arroganza di fare i permessi per entrare in centro senza motivo. Diceva che deve controllare il traffico anche se a fine luglio non c’era nessuno.

Sia a fine luglio che in questi giorni lo ho incontrato il sig. El Barji più volte e trovo sconveniente che parli in dialetto trentino maccheronico con chi non lo conosce come il sottoscritto, ed ancor più grave il fatto che nel linguaggio usi le bestemmie per intercalare. Semplicemente non è accettabile e non capisco come un soggetto cosi abbia superato le prove, il diploma dove lo ha conseguito? Avete chiesto ai colleghi se bestemmia o no, non credo. Io stesso ho telefonato per lamentarmi, c’è qualcuno che lo copre allora? Spero tanto che vengano presi dei provvedimenti e che venga aperta un’indagine interna prima di difendere alla cieca. Grazie se vorrete rispondermi.

Distinti saluti Giuseppe Tommasino»

Su quanto successo è intervenuta anche l’associazione (oltre 200 i soci iscritti) «Nova Tridentum» per voce di Federico Zanotti e Lorenz Lorandi i simpaticissimi inventori delle «Buone nuove dal Barbetta» che sulla loro pagina social  molto seguita, hanno, attraverso un video, (vedi sopra) invitato il Sindaco ad approfondire i comportamenti del vigile. «Perché rovinare l’immagine della nostra polizia locale per colpa di un semplice soggetto?» – si chiedono i due nel video. 

E ancora: «Non vorremmo che il Sindaco cestinasse le lamentele arrivate difendendo a priori questo vigile. Si deve aprire un’indagine e sentire le parti per poi prendere una decisione perché non  dobbiamo difenderci solo dai delinquenti ma anche agli abusi di potere»

I due simpaticissimi personaggi riportano sulla loro pagina facebook  le segnalazioni dei cittadini che servono per migliorare la qualità della vita e cercare di risolvere problematiche quotidiane.

Su quanto successo è intervenuto anche Emilio Giuliana con un comunicato molto interessante dove ricorda un antefatto successo negli Stati Uniti per poi approfondire il caso di Mohammed El Barji e il clamoroso autogol fatto dal sindaco nella sua replica 

IL COMUNICATO DI EMILIO GIULIANA – La compagnia ferroviaria Missouri Pacific Railroad aveva deciso di non assumere in servizio persone con precedenti penali, e così un candidato di colore che era stato in prigione, tale Buck Green, era stato respinto dall’ufficio assunzioni. Green aveva immediatamente iniziato una causa, affermando di essere stato bocciato sol perché nero, e l’aveva persa. Aveva allora presentato ricorso in appello, così Il 3 luglio 1975 la VIII Corte d’Appello degli Stati Uniti sentenziò a favore di Buck Green .

Questo il succo della sentenza d’appello: “Siccome è dimostrato che i neri sono più dei bianchi portati al crimine, qualsiasi politica aziendale che discrimini i criminali o gli ex criminali è discriminatoria nei confronti dei neri” Cfr., per questo episodio, Best of Instauration, di Wilmot Robertons (ed. Howard Allen, Cape Canaveral), pag. 21. Dunque, secondo sentenze di questo tipo viene confermano una presunta inferiorità di uomini della carnagione scura.

I ragionamenti che portano a si fatte sentenze, non solo non combattono o superano le discriminazioni, ma umiliano e denigrano essere umani – in questo caso dal pigmento scuro- ritenendoli inferiori a uomini dalla pelle chiara e gialla.

Ho proposto questo antefatto, perché nella vicenda che ha visto assurgere agli onori della cronaca il vigile urbano signor Mohammed El Barji, l’amministrazione comunale di Trento, con forma diversa ma nella sostanza identica alla VIII Corte d’Appello degli Stati Uniti, ha risposto alle dimostranze manifestate da alcuni cittadini e riportate da dei quotidiani locali, evocando subito lo spettro del razzismo.

L’amministrazione comunale non si è preoccupata minimamente di sincerarsi del comportamento del poliziotto municipale -come per altro ha fatto in altri casi con ligia solerzia- ha sviato il problema. Nessuno ha chiesto il licenziamento o l’allontanamento dal corpo dei vigili urbani del signor Mohammed El Barji, nessuno ha messo in dubbio le capacità professionali, né come abbia fatto a superare il concorso per l’assunzione presso il corpo della polizia municipale; è stato chiesto a chi di dovere di far presente al signore in questione di avere un atteggiamento ed approccio con i cittadini più distensivo e soprattutto di non bestemmiare. Dopotutto, a nessuno farebbe piacere che lo stesso Mohammed El Barji o altri vigili urbani insultino maometto!

L’amministrazione comunale con il proprio comunicato ha preferito umiliare il signor Mohammed El Barji con un vero atto discriminatorio, identicamente alla VIII Corte d’Appello degli Stati Uniti.

 

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Trento

A Palazzo Roccabruna il «Profumo di pane trentino: l’arte del buon pane di montagna»

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Dal 26 al 29 settembre a Palazzo Roccabruna laboratori di panificazione, degustazioni e menù a tema per valorizzare il pane di montagna e nei locali del centro città finger food ed altre gustose proposte.

Dal 26 al 29 settembre Palazzo Roccabruna ospiterà “Profumo di pane trentino. L’arte del buon pane di montagna”, un’iniziativa organizzata dall’Associazione Panificatori della Provincia di Trento in collaborazione con la Camera di Commercio di Trento.

Dedicata alla promozione di varie tipologie di pane fresco, capaci di soddisfare al meglio le esigenze di un consumatore evoluto, attento sia all’alimentazione che alla sostenibilità, la manifestazione vanta un ricco calendario di appuntamenti che vanno dalle degustazioni ai laboratori del gusto, dagli abbinamenti agli approfondimenti tematici.

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Protagonisti dell’evento saranno i quattro pani realizzati dai panificatori trentini, tutti a “km 0”: il Pantrentino, il Pane di Mais, il Pane di Segale e il Pane delle Dolomiti.

Nei giorni di apertura, giovedì e venerdì con orario 17.00 – 22.00, sabato dalle 11.00 alle 22.00 e domenica dalle 11.00 alle 19.00, Palazzo Roccabruna offrirà la possibilità di sperimentare abbinamenti con taglieri di salumi e formaggi accompagnati dai vini dell’Enoteca. 

Non mancherà neppure l’opportunità di approfondire aspetti legati alle tecniche di panificazione, alle caratteristiche delle materie prime e all’origine dei prodotti: da giovedì a sabato, a partire dalle 9.00 e il pomeriggio dalle 17.00 fino a chiusura, saranno organizzati laboratori didattici a cura dei docenti della Scuola di arte bianca e pasticceria di Rovereto e degli esperti dell’Associazione panificatori del Trentino (vedi programma allegato e sito www.palazzoroccabruna.it) per soddisfare ogni curiosità intorno al mondo dell’arte bianca.

Agli amanti della buona tavola sarà dedicato l’appuntamento di giovedì 26 settembre dalle 19.00 alle 22.00 con un menù a tema dal titolo “A tavola con il pane trentino” (su prenotazione tel. 0461/887101), realizzato dal ristorante Lusernarhof di Luserna con piatti a base di prodotti tradizionali accompagnati dalle nuove proposte dei panificatori trentini.

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Venerdì 27 settembre la manifestazione darà spazio a due momenti di riflessione: ad ore 14.30 la tavola rotonda dal titolo “La formazione dei panificatori di domani” e ad ore 16.00 il convegno “Il pane al centro: comportamenti di acquisto, tendenze di mercato ed aspettative. Il futuro del settore della panificazione” con la partecipazione degli operatori economici e dei rappresentanti delle scuole di formazione professionale.

Profumo di pane trentino. L’arte del buon pane di montagna” è un’iniziativa che si colloca nella cornice del Festival d’autunno – città di Trento e che si avvale della collaborazione di ristoranti, bar ed esercizi pubblici del centro città presso i quali nei giorni della rassegna si potranno degustare menù e finger food con il pane fresco trentino e i prodotti del territorio.

«Vogliamo far conoscere ai consumatori, cittadini e turisti, spiega il presidente dell’Associazione panificatori Emanuele Bonafini- l’importanza del pane fresco, quello che i panificatori trentini producono quotidianamente nei loro laboratori. Un’attività che avviene di notte e che, con questo evento, possiamo far conoscere alla città ed ai consumatori. C’è poi il tema importante della riscoperta delle materie prime, che i nostri panificatori stanno cominciando ad utilizzare con sempre maggiore frequenza, e la possibilità di far vedere e far toccare con mano come si produce un pane fresco, di qualità, senza l’impiego di ingredienti che alterino la genuinità e la fragranza del prodotto. La collaborazione con i giovani della nostra Scuola di Arte bianca è un ulteriore tassello che impreziosisce questo evento bellissimo e imperdibile».

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