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Trento

«Minacciato dagli spacciatori africani e costretto a fuggire perché fotografavo la natura al Parco di Santa Chiara»

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La denuncia arriva da un ragazzo Peruviano che vive a Trento da oltre 10 anni.

Si chiama Michael Watson, (nella foto) 36 anni con una grande passione; la fotografia

«Ho lasciato tutto e tutti i miei cari e i miei affetti dietro le spalle, sempre da solo e sempre lavorando e rispettando i diritti altrui, nel mio tempo libero mi dedico alla fotografia come free lance e lavoro da anni all’ospedale santa Chiara» – Esordisce Michael prima di raccontare quanto successo

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A spingere Michael a denunciare il fatto è stata la lettura di un articolo che abbiamo pubblicato ieri riferito allo spaccio in centro storico a Trento (qui l’articolo)

Michael è un bel ragazzone con l’aria simpatica e intrigante che era già stato aggredito anni fa quando lavorava in centro al caffè Cavour come barman.

Non potendo vendere alcolici dopo la chiusura era stato preso di mira da un gruppo di spacciatori tunisini di Piazza Santa Maria Maggiore che gli hanno distrutto il motorino.

«Io come tanti altri stranieri, – afferma Michael – lavoriamo sodo e cerchiamo di vivere in pace, vivere bene. sono molto grato a Trento e ai trentini, mi hanno accolto e posso dire che è un posto bellissimo, è questo che racconto ai miei cari. ho 36 anni e penso di rimanere a Trento per altri 36» 

Michael racconta l’incredibile episodio che conferma come ormai Trento sia sotto scacco di spacciatori e balordi e come ormai la comunità trentina non sia più libera di muoversi sul territorio.

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«Giovedì alle ore 13.00,  – racconta Michael – approfittando del bel tempo ero al parco santa Chiara, ci ero stato anche il giorno prima. L’idea era di fare delle fotografie macro a fiori, insetti, piante varie ecc… Il parco era pieno di ragazzi, immagino in pausa pranzo e alcuni bambini accompagnati dalle loro mamme, tutto in ordine finché mi sono fermato a parlare con una signora».

A questo punto la situazione precipita: «Ad un certo punto sento delle urla dall’altra parte del parco e un tipo nord africano mi si avvicina correndo e cerca di aggredirmi e obbligarmi a non fotografare nel parco, perché è il loro territorio dice. Poi tutto agitato urla che non è possibile  che io  passi 2 giorni a girare per il parco di santa Chiara a fare delle fotografie, mi minaccia nuovamente e mi obbliga con rabbia ad andarmene insultandomi e dicendomene di tutti i colori mentre mi allontano». 

«Ho dovuto smettere di fare delle splendide fotografie  – continua Michael – perché sono una persona civile e perché non volevo mettere a rischio la signora vicino a me, suo figlio di 12 anni, e la mia macchina fotografica che ho comprato con il sudore del mio lavoro».

il 36 enne peruviano chiama i carabinieri ed anche la Questura, ma non arriva nessuno, anzi, nel secondo caso non gli viene nemmeno risposto.

Ma Michael non si da per vinto e decide di andare direttamente in caserma per denunciare la cosa.  «Arrivato in caserma però mi dicono che non mi conviene denunciare perché a Trento ci sono solo 3 pattuglie ed i miracoli non gli possono pare. Mi dicono anche di cercare di evitare di passare da certe spazi pubblici perché Trento non è sicura e che uno non può giocare coi bambini, fare un picnic con gli amici, sedersi sul prato con la ragazza o fare una pausa pranzo perché probabilmente verrà aggredito. Io non ho figli ma non potrei permettermi di vivere in una città in cui devo avere sempre il terrore quando i miei figli stanno al parco con la mamma o quando con gli amici mi godo la natura dei parchi e vedo questi elementi spacciare a meno di 10 metri dagli altri.»

Michael Watson non ha avuto paura, ha denunciato la cosa al nostro giornale e anche sui social.

Lo ha fatto per un ideale, e per combattere per il suo futuro e quello dei suoi eventuali figli.

Il suo esempio deve far riflettere a non abbandonarsi, e a non perdere le speranze, perché la rassegnazione permetterà ad orde di spacciatori e delinquenti di conquistare una città che grazie all’amministrazione di centro sinistra in questi anni è stata portata completamente allo sbando.

Michael rappresenta la parte sana degli stranieri che lavorano onestamente a Trento e che vogliono costruire il loro futuro credendo nei valori cari al popolo italiano e che purtroppo spesso per via del comportamento di questi criminali vengono danneggiati.

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