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Trento

Ecco perché gli alpini distruggeranno l’ISIS

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In occasione dell’adunata degli Alpini a Milano preme fare alcune considerazioni.

Sugli Alpini è stato scritto di tutto e di più, ma è sempre poco.

L’indotto annuale che portano con il loro lavoro (escluse le adunate) è mostruoso e paragonabile a quello di una medio/grande industria italiana o europea, e viene interamente distribuito in varie iniziative di beneficenza, tra le quali alcuni paesi totalmente musulmani come l’Afghanistan.

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La coesione tra commilitoni è totale, sono confratelli di sangue e colpirne uno è colpire tutti, quindi prima di tali insani gesti è doveroso pensarci due volte. Anche tre.

La devozione alle istituzioni è senza se e senza ma, anche dopo il congedo, ne consegue che è una Forza ex-Armata civile totalmente fedele allo stato democratico.

Sono tanti, se andassero in Libia ora la conquisterebbero in mezz’ora, e senza colpo ferire, perché l’insieme così imponente di una moltitudine di confratelli, pur di tutte le età, fa paura. Molta paura.

Andate ad una qualsiasi adunata e pensate di essere il nemico, vi cagate sotto.

Di più togliendo la proibizione di bere alcolici renderebbero tutti più allegri.

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Stiamo parlando solo dei congedati, pensate a quelli più gli effettivi in servizio, tra i corpi più d’élite della terra, tutti basterebbero a distruggere gli eserciti più organizzati, perché un alpino quando è motivato da un’idea di giustizia, è più pazzo di un talebano drogato e si sacrifica con il sorriso sulle labbra.

Quanto sopra non è retorica, è quanto hanno considerato i più attenti studiosi di Storia militare, e come al solito sono tutti stranieri, perlopiù inglesi e russi, che gli Alpini, insieme alla Folgore se li ricordano, eccome se li ricordano..

Ma veniamo al titolo. Vi è mai capitato di andare ad una Messa, che so, in Clarina, ed assistere ad un coro degli Alpini a metà celebrazione?

A noi sì, e vi assicuro che è da pelle d’oca. E non è stato in qualche ricorrenza particolare, ma solo un evento qualsiasi, gli Alpini del rione che si riuniscono ad una qualsiasi celebrazione del sabato sera.

Bene, mentre cantavano vedevamo le famiglie abbracciarsi, le mogli e le fidanzate mettere la testa sulla spalla dei loro uomini, magari ex-Alpini magari no, ma in quel momento tutti Alpini, e tutti stringersi forte ai loro i figli e cari, e ascoltare rapiti gli insegnamenti veri, quelli sì, delle canzoni di montagna, oltre ovviamente al Vangelo.

Una coesione così i Talebani se la sognano, presi dalle loro miserie omicide e ideologicamente fallimentari.

Raramente si è vista una partecipazione così sentita, perché era un misto tra Fede e ragione di tutti, una commistione di valori che in questo momento in cui l’Occidente gira per il cortile d’Europa come una gallina senza testa, rappresenta un baluardo.

Sembra quasi poter dire che senza Alpini non vanno da nessuna parte.

E fa veramente specie come non vi sia una partecipazione da parte delle numerose famiglie musulmane a questa condivisione di idee pacifiche, non vi sia una adesione ecumenica alle celebrazioni a ricordo delle numerose vittime dell’integralismo islamico.

Ma la colpa non è da una parte sola.

Recentemente una mamma musulmana ha espresso il desiderio di assistere alla prima comunione dei compagni di classe di suo figlio, ma ne è stata dissuasa dalla altre mamme, perché portava con convinzione il velo.

E‘ un pensiero maligno questo dell’odio reciproco, e fa male solo a pensarlo, ma non si può farne a meno. Fintanto che ci sarà questa divisione non si arriverà mai da nessuna parte.

Ma almeno ora avete capito perché gli Alpini distruggeranno l’Isis, e stanno già combattendo ferocemente, iniziando a cantare in una chiesa di periferia.

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