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Trento

Le balle spaziali de ildolomiti.it, per Pianesi in arrivo una nuova denuncia per diffamazione

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Nelle concitate ore che sono seguite al terribile stupro di Rimini, dove prima una turista polacca e dopo poche ore un transessuale venivano aggrediti e brutalmente violentati, il nostro giornale aveva pubblicato un post apparso sulla pagina facebook dello psicologo Alessandro Meluzzi riprendendolo da un articolo di libero.it  (qui il nostro articolo)

Meluzzi individuava in 4 nordafricani gli autori del gesto pubblicando anche le loro foto

Nel nostro articolo era anche riportata la risposta di Enrico Mentana che affermava che quanto dichiarato da Meluzzi non era vero.

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Il giornale quindi aveva riportato il parere autorevole di due illustri personaggi che in concreto litigavano fra di loro. Nulla di scandaloso quindi.

Luca Pianesi, il direttore della testata ildolomiti.it, riconosciuta ormai da tutti come vicina ai centri sociali e come voce PD, partito nel quale è stato tesserato e candidato, ossessionato ormai dal nostro giornale aveva cominciato a diffamare il nostro quotidiano scrivendo che si trattava di una fake news.

Il direttore probabilmente non aveva nemmeno letto fino in fondo l’articolo, visto che era chiaro che si trattava di una notizia riguardante una diatriba e un botta e risposta fra Mentana e Meluzzi.

Tutti i giornali che hanno riportato la notizia, complice uno zelante avvocato di Rimini, erano stati denunciati.

Compreso naturalmente ildolomiti.it

Dopo le indagini però tutto era stato archiviato dalla procura di Rimini.

Dopo l’uscita del nostro articolo qualcuno (indovinate chi? ) aveva segnalato la cosa all’ordine dei giornalisti che aveva affibbiato all’allora direttore Claudio Taverna una «censura».

Sul provvedimento avevamo fatto ricorso all’ordine dei giornalisti di Roma che pochi giorni fa lo ha accolto certificando che il nostro quotidiano ha agito correttamente e che quindi non si trattava di nessuna fake news, smentendo tutto quanto scritto da Pianesi nei confronti del nostro giornale. (sotto il provvedimento)

Non è la prima volta che il giornale di Pianesi, trascinato dall’ansia di contrastare e diffamare la nostra testata, commette degli errori.

Gli ultimi hanno riguardato l’enfasi nel raccontare alcuni casi di razzismo che alla fine si sono sgonfiati, oppure come nell’ultimo caso di oggi dove il suo giornale corso a sostegno di Luisa Zappini ha scritto delle cose non vere.

Nel caso di Zappini ci chiediamo solo se tutti coloro che ambiscono ad un posto alla Solatrix vengono presentati preventivamente al personale.

Solo un giornale prevenuto e poco sereno ci sarebbe cascato….

Zappini infatti è stata presentata in alcuni reparti della casa di cura come il nuovo capo servizio, e la testimonianza arriva dalle infermiere. (leggi sotto)

La retromarcia del direttore di Solatrix è comprensibile visto la bufera mediatica, quindi nessun problema. (qui articolo)

Rimangono però le gratuite diffamazioni del direttore Luca Pianesi nei confronti del nostro quotidiano, «Ho già inviato tutta la documentazione al nostro studio legale e se qualora ci fossero dei gravi profili diffamatori nei confronti della mia testata provvederò subito a depositare una nuova denuncia nei confronti di Pianesi, anche se visto come vanno le cose dentro il suo giornale, o quello che rimane, sarà come sparare sulla croce rossa. Rimango comunque in attesa delle sue scuse» – Dichiara l’editore Roberto Conci

Dal momento della nascita de ildolomiti.it la Voce del Trentino ha cominciato a crescere vertiginosamente da 4 milioni di pagine lette nel 2016 fino ai 15 milioni ed oltre nel 2018. (qui i dati del 2018)

«Non posso quindi che ringraziare Pianesi per la pubblicità che in questi 2 anni ha fatto alla mia testata. Essere per lui un ossessione non può che farmi un immenso piacere. Il suo giornale per sopravvivere deve chiedere l’elemosina ai propri lettori seguendo l’ideologia assistenzialista della sinistra mentre il mio si sostiene da solo, e sembra anche bene» – Conclude Conci

 

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Trento

Aquila Basket Summer Camp, si parte!

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“Tutto esaurito” nel camp estivo targato Dolomiti Energia Basketball Academy, ospitato dall’Hotel Villa di Bosco a Stava di Tesero: a partire da ieri e per le prossime due settimane saranno quasi 200 complessivamente i ragazzi e le ragazze fra gli 8 e i 17 anni che vivranno le emozioni e i coinvolgenti ritmi dell’Aquila Basket Summer Camp.

Allenati da oltre venti istruttori e tecnici di “scuola Aquila” e da tutta Italia e seguiti dai ragazzi dell’Istituto Alberghiero confermati anche quest’anno fra cucina e servizi, i ragazzi potranno anche quest’anno godere delle straordinarie strutture che prevedono cinque campi da basket all’aperto e al coperto, piscina e palestra di arrampicata oltre agli splendidi sentieri che circondano Stava e la Val di Fiemme.

La prima settimana è subito cominciata col botto, con la visita nei primissimi giorni dell’assistente allenatore della Dolomiti Energia Trentino e della Nazionale Italiana Lele Molin, che ha subito messo a disposizione dei vari gruppi la sua esperienza e la sua straordinaria conoscenza della pallacanestro. Il tutto in attesa degli arrivi di altri ospiti speciali di Aquila Basket e di quello del coach NBA Ryan Forehan- Kelly, atteso per meta settimana.

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Trento

Lotta alla droga, creato in Provincia un presidio permanente. Fugatti: «Ora lotta a 360° con repressione ed educazione»

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La lotta alla droga è una vera e propria guerra che la Giunta provinciale vuole affrontare a 360 gradi, attraverso la repressione, con la preziosa attività delle Forze dell’Ordine, ma anche attraverso un’azione sul piano culturale ed educativo, che coinvolga in particolar modo i giovani”.

Così il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, che oggi, insieme all’assessore Giulia Zanotelli, ha annunciato l’istituzione di un presidio permanente attraverso un organo, incardinato presso la presidenza della Giunta provinciale, che si occuperà di disagio giovanile legato all’uso delle droghe.

A tirarne le fila sarà Federico Samaden, dirigente dell’Istituto alberghiero di Rovereto e Levico Terme, per 20 anni responsabile della comunità di San Patrignano a Trento.

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“In questi primi mesi di amministrazione – ha detto il presidente – quello che ha colpito in particolare modo la Giunta è la forte preoccupazione manifestata dai genitori in merito al tema della droga e più generale del disagio giovanile. Ci sono famiglie colpite in prima persona, che affrontano questo dramma e famiglie preoccupate per quello che potrebbe succedere ai propri figli. Noi crediamo – ha aggiunto Fugatti – che debba passare il messaggio tra i giovani e nelle scuole che la droga fa male. Negli ultimi anni, anche per determinate scelte legislative di livello nazionale, è passato un messaggio sbagliato, di eccessiva tolleranza che non evidenziava la gravità del fenomeno”.

“Abbiamo scelto Samaden – ha aggiunto il presidente – perché pensiamo che grazie alla sua esperienza passata, con giovani che hanno vissuto in prima persona il dramma della tossicodipendenza, ed attuale, come dirigente di una scuola, possa darci una mano ad affrontare il problema sotto l’aspetto culturale ed educativo. Servirà soprattutto una forte azione di coordinamento per mettere in sinergia tutti gli attori che lavorano nel mondo del disagio giovanile, unita ad una forte implementazione delle politiche di contrasto alle droghe, alla dispersione scolastica e alla povertà educativa, quale segnale forte di vicinanza alle famiglie nel faticoso percorso di crescita dei figli. Da oggi – ha concluso il presidente – ci prendiamo questo impegno, certamente complesso, ma che porteremo avanti con il massimo convincimento”.

“Dobbiamo dare ai ragazzi messaggi chiari – ha detto Samaden ringraziando la Giunta provinciale per la fiducia – e riappropriarci delle nostra responsabilità di adulti che negli ultimi 20 anni è stata abbandonata. Dobbiamo accompagnare i nostri ragazzi. Dobbiamo sostenere le famiglie nel loro compito genitoriale e valorizzare il lavoro di chi in Trentino sta già operando in tal senso. Ci vuole una grande alleanza che rimetta al centro le nostre responsabilità, che vada oltre le divisioni”. Fra le proposte già allo studio, evidenziate da Samaden, quella di creare in Trentino una rete di scuole e di comuni “no drugs”.

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Trento

Sequestrata mezza tonnellata di carne surgelata a Trento. Denunciato pakistano per violazione delle norme sanitarie

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La Guardia di Finanza di Trento, durante un controllo su strada, ha sequestrato per violazioni alle norme igienico-sanitarie mezza tonnellata di prodotti surgelati, destinati al consumo alimentare, trasportati su un furgoncino alla cui guida era un cittadino di origine pakistana, nei cui confronti è stata elevata una pesante sanzione amministrativa.

Nel fine settimana una pattuglia della Compagnia delle Fiamme Gialle di Trento, impiegata in servizio di pubblica utilità 117 nel capoluogo provinciale, all’altezza di via Giusti, ha fermato per un controllo un furgoncino di colore bianco, alla cui guida si trovava A.Z., 22 anni, cittadino di origine pakistana regolarmente residente in Italia, lavoratore presso una piccola ditta della provincia di Verona che commercia in prodotti etnici, saltato agli occhi dei Finanzieri perché stava conducendo il mezzo conversando al cellulare.

Dopo la contestazione della violazione alle norme del codice stradale, costategli cinque punti della patente e 165 euro di sanzione, sono poi stati controllati i documenti di accompagnamento delle merci; i Finanzieri hanno ispezionato il vano di carico per controllarne la corrispondenza con i beni trasportati e non appena aperti i portelloni hanno immediatamente visto che qualcosa non andava: all’interno del furgoncino era contenuta carne mista di pollo, vitello e tacchino, hamburger, polpette di legumi, pane e patatine fritte in forma surgelata, per un totale complessivo di cinquecento chili di prodotto, per un valore commerciale di circa duemila euro, senza però che fossero rispettate le cautele minime previste dalle norme igienico-sanitarie.

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La temperatura interna, che per gli alimenti surgelati deve essere almeno inferiore ai diciotto gradi, era decisamente superiore, anche oltre le tolleranze previste per legge (nell’ordine dei tre gradi centigradi), mentre i prodotti erano contenuti in cartoni aperti e la carne era invece avvolta nella plastica in maniera non uniforme e, in alcuni casi, con parte del prodotto esposto all’aria, con un elevato rischio di contaminazione microbica e disidratazione.

La merce, oltre che ad alcuni negozi del veronese era destinata a due distinte rivendite etniche di Nago Torbole e di Trento.

Il furgoncino per il trasporto della merce è poi risultato essere sprovvisto del certificato di revisione periodica sia del mezzo che dell’impianto di refrigerazione e surgelamento: anche per questo sono state elevate due distinte contestazioni per complessivi 400 euro; le violazioni riscontrate non si sono però limitate agli aspetti igienico-sanitari e alla regolare circolazione su strada: dal riscontro tra il quantitativo di merce indicato nei documenti di accompagnamento e quello effettivamente trasportato è risultato un significativo ammanco, segno che parte della merce era trasportata in nero: per questo aspetto, oltre alle sanzioni amministrative pari al 100% del valore delle merci trasportate e non registrate, pari a un migliaio di euro circa, seguiranno opportuni accertamenti fiscali.

La merce surgelata è stata sequestrata in via cautelativa e al trasgressore è stato elevato un verbale di contestazione alle norme in materia di alimenti surgelati destinati all’alimentazione umana contenute nel Decreto Legislativo 110/1992, con una sanzione amministrativa fino a cinquemila euro, oltre alla segnalazione che sarà inviata agli organismi provinciali e di polizia competenti in materia per le verifiche anche nei confronti dei destinatari della merce.

L’attività su strada delle Fiamme Gialle, dedicata al controllo dei beni e delle merci che transitano quotidianamente sulle vie di comunicazione, ha la duplice funzione di accertare che siano rispettate le norme fiscali sui documenti di accompagnamento ma anche il fondamentale scopo di contribuire al controllo sulla regolare provenienza di ogni tipo di merce, anche per fini igienico-sanitari, in modo che non vengano messi in vendita ai consumatori finali prodotti non conformi e non certificati cui si aggiunge, come in questo caso, l’importante concorso all’azione delle altre Forze di Polizia al rispetto delle norme del Codice della Strada.

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