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fashion

La vera anima di Meghan Markle e il gesto “regale” dei fan

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In foto Meghan durante le riprese di Suits

I media non fanno altro che parlare di lei; si critica il suo abbigliamento, le si copiano le acconciature, si discute sul suo portamento.

Meghan Markle, Duchessa di Sussex, e da pochi giorni madre del reale Archie, è entrata nella Royal Family tagliando il nastro che separa la regalità dalla “modernità”.

E sebbene la storia di William che si innamora di una “semplice cittadina” abbia affascinato gli inglesi e non solo, testimone ne è il film di Mark Rosman, quella di Meghan e Harry ha di certo suscitato un interesse inaspettato poiché, inaspettata, è stata la loro stessa unione.

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La giovane neo mamma sarebbe sicuramente in grado di interpretare se stessa in una produzione cinematografica riguardante la sua storia. Ha avuto infatti un grande successo, negli Stati Uniti, la “dramacommedy” di cui era protagonista intitolata Suits.

Ma Meghan oltre che attrice è stata modella, imprenditrice e addirittura calligrafa.

Nonostante un passato illuminato a occhio di bue, nonostante un divorzio alle spalle, Meghan ha coronato il suo sogno d’amore con un vero e proprio principe.

E qui, purtroppo, iniziano alcuni problemi. Certo, Meghan ha sicuramente dovuto compiere dei sacrifici entrando nel Palazzo Reale, sacrifici che però ha consapevolmente deciso di affrontare. Ciò che invece spaventa è proprio l’immagine che i media danno di lei: per molti sembra essere diventata “solamente” la moglie di Harry.

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Non che essere una reale sia cosa da poco, ma Meghan non può essere meramente definita come la moglie di suo marito (“diritto” che si estende peraltro a qualsiasi donna).

Tante giovani adolescenti la considerano un’icona di stile e regalità dimenticando che l’insegnamento più grande Meghan Markle lo ha dato quando aveva la loro età.

A soli 12 anni l’ americana si batte contro la discriminazione di genere facendo cambiare lo slogan di una “tv commercial”. Il sapone è pratico e maneggevole – diceva la pubblicità – perché «le donne di tutta America stanno combattendo contro pentole e padelle unte».

Il riferimento ha fatto storcere il naso alla giovane Markle. Nel filmato riportato alla luce da Inside Edition si nota la ragazza esporre le sue critiche durante una puntata di Nick News (programma americano dedicato ai giovani).

«Non è giusto per nessuno crescere credendo che la mamma faccia tutto» spiega lei. Con una calligrafia molto particolare, motivo per cui divenne calligrafa qualche anno più tardi, Meghan scrisse una lettera di reclamo indirizzata al top management del brand in questione. La pubblicità, poco tempo dopo, cambiò il suo slogan in «le persone d’America stanno combattendo contro pentole e padelle unte».

Nel 2015, durante il discorso tenuto alle Nazioni Unite in occasione della Giornata internazionale delle donne, l’ex attrice ha ricordato l’episodio spiegando come fosse spontaneamente diventata attivista in tenera età, spiegando l’importanza di battersi per ciò in cui si crede.

Qualche giorno fa appare un altro interessante video, questa volta risalente al 2017 e rilasciato dall’associazione World Vision di cui Meghan è stata attivista. Le immagini mostrano la giovane donna intenta a piantare fiori, dipingere e interloquire con alcune bambine e ragazze indiane.

Qui la futura Duchessa racconta l’esperienza delle giovani con la scuola e la necessità di promuovere i corretti canoni di igiene per far loro vivere l’esperienza a tu per tu con la cultura al massimo. Alla fine, urla convinta «Girl Power!».

Le sue fan, coloro che la hanno seguita nei panni del personaggio Rachel Zane, nel suo impegno per cause umanitarie e nel momento del suo addio ai riflettori hollywoodiani, hanno preso esempio dalla sua tenacia. Come riporta Cosmopolitan il primo di aprile di quest’anno: l’ashtag #GlobalSussexBabyShower non ha tardato ad arrivare.

In centinaia hanno donato piccole cifre solidali alle charities presiedute dalla Duchessa dedicate alle donne in difficoltà. E non c’è nulla di più regale di questo.

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fashion

Jungle Dress: la provocazione di Jennifer Lopez e le over 40

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Indossare i vestiti di vent’anni fa è provocazione, sfida o semplicemente un gesto che porta ad essere considerati fuori dal tempo reale?

A lanciare la provocazione è stata Jennifer Lopez che è tornata ad indossare in occasione della sfilata di Versace durante Milano Fashion Week, l’iconico Jungle Dress: spacchi vertiginosi, profonda scollatura fermata da una spilla all’altezza dell’ombelico e così ha sfidato le critiche e l’età.

Del resto viviamo nell’era delle Perennials, cioè le Over 40 che non si definiscono per età anagrafica, ma per attitudine mentale.

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Ed allora ognuno di noi, maschio o femmina che sia, ha un abito o un costume datato nell’armadio; si può ancora – al di la della taglia – osare ad indossarlo?

La maggioranza ha assolto Jennifer Lopez riconoscendo il diritto coniugato al femminile, di assumere comportamenti non condizionati dall’età.

Il restare fedeli al proprio stile indipendentemente da quanti anni si possono avere, è possibile?

A fare la differenza non sono tanto gli anni, quanto il ruolo e lo stato sociale che richiedono un abbigliamento adeguato.

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Nel tempo libero non è poi vietato indossare la minigonna anche a 50 anni, evitando solo le micro gonne giovanili.

Nel guardaroba ci devono essere solo alcuni capi, non un accumulo seriale degli abiti del passato.

Ad esempio ha senso conservare l’abito da sposa? La tendenza è “ Trash The Dress” che altro non è che un servizio fotografico dove insieme al proprio partner si danneggiano in maniera creativa, gli abiti della cerimonia.

Per tutto il resto si possono conservare quei capi che regalano delle emozioni, ma non con lo spirito di restare legati ad un passato che non potrà più tornare.

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fashion

Cambiare taglio o colore di capelli aiuta ad aumentare l’autostima

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nella foto Michelle Hunzinker e Miriam Leoni

Mi faccio bionda, mi taglio i capelli e cambio vita!

Siamo di fronte alla voglia di cambiare, alle paure o ad un’espressione di malessere interno che si manifesta in un radicale mutamento esterno?

Michelle Hunzinker ha cambiato taglio dei capelli dopo 25 anni.

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L’attrice Miriam Leoni è passata da capelli rosso intensi ad un biondo dorato.

Ma non succede solo nel mondo dello spettacolo, ma anche nella vita quotidiana.

Mutamenti più o meno radicali in occasione di un nuovo lavoro, della fine di una relazione o semplicemente per ritrovare morale e sprint.

Ma funziona veramente o è solo suggestione?

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Nella decisione ci vuole cautela se il momento è quello di una fragilità psicologica, meglio evitare un cambiamento radicale che potrebbe destabilizzare.

In tutti i casi vale molto l’aspetto simbolico che porterà al centro dell’attenzione, il che non fa per nulla male all’autostima.

L’importante è essere soddisfatti di se stessi al di la del giudizio della gente.

Se ci si piace il gioco è fatto, ma anche per questo il cambiamento meglio che sia progressivo per evitare di oltrepassare il punto di non ritorno.

Ci può essere una relazione tra taglio o colore dei capelli ed un determinato ruolo? Quasi sempre si.

L’importante è poter contare su una forte personalità che supporti il cambiamento.

Ma alle volte baste la piega: liscia, ad esempio, da più austerità alla persona e quindi è indicata per una riunione di lavoro.

Infine non è positivo restare a lungo con la stessa immagine.

Prima di tutto perché si cambia età e il look non è sempre verde. In tutti i casi l’immagine deve accompagnare l’evolversi della persona.

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fashion

Margherita de Cles, la “stilista dei vip” eletta vicepresidente Unimpresa Moda

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La stilista Margherita de Cles, trentina dalle origini siciliane, è stata eletta nei giorni scorsi a Napoli vicepresidente della Federazione Nazionale Moda Unimpresa: affiancherà l’azione del presidente Giancarlo Presutto nell’organismo che si occupa di promuovere i brand italiani legati al mondo fashion sul territorio nazionale e internazionale.

La Federazione Unimpresa Moda ha il compito di rappresentare, tutelare e valorizzare il ruolo delle Micro, Piccole e Medie Imprese, dei lavoratori autonomi e delle professioni intellettuali aderenti al sistema nazionale di Unimpresa che operano sia all’ingrosso sia al dettaglio nei settori della moda, tessile, abbigliamento, sartoria, calzature, articoli sportivi, articoli per la casa, accessori e pelletteria, bijoux, gioielli, fragranze e design.

La Federazione ha come funzione primaria quella di interpretare, affiancare e sostenere le MPMI nella creazione di un nuovo sistema finalizzato al rinnovamento delle politiche educative, formative e lavorative per perseguire gli obiettivi di una maggiore competitività promuovendo le qualità e l’eccellenza della ricerca, dell’innovazione e del trasferimento tecnologico, dell’autentico Made in Italy.

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Era il 17 agosto 2017 quando al Palazzo dal Lago si tenne il taglio del nastro per l’apertura dell’atelier della baronessa Margherita de Cles proprio nel cuore della Val di Non, a Cles.

La giovane stilista ha avuto due anni molto intensi ma ricchi di gratificazioni: oggi è nota per la sua seta vegana ed ecosostenibile che rispetta la naturale evoluzione del baco.

Con il suo brand “La Cles” è stata definita la “stilista dei vip” perchè molti personaggi famosi hanno indossato di recente alcune sue creazioni: da Maria Grazia Cucinotta a Rossella Brescia, da Caterina Balivo all’ex Miss Italia Clizia Fornasier e ancora l’attrice Anna Mazzamauro, la storica signorina Silvani dei film di “Fantozzi”, perchè il suo stile abbraccia ogni tipo di donna, da quella più sofisticata e innovativa alle signore più easy.

Di recente ha ricevuto il Premio Fashion Award all’International Fashion Week al Teatro Cilea di Reggio Calabria ed è stata protagonista di una sfilata sul lungomare di Lingua in occasione dell’VIII edizione di Marefestival Salina – Premio Troisi, manifestazione diretta da Massimiliano Cavaleri, che ha voluto far conoscere al parterre di giornalisti e artisti da tutta Italia la sua nuova collezione in uno dei luoghi più incantevoli dell’isola del film “Il Postino”, sul retro lo sfondo di Lipari.

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