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Politica

Elezioni Europee 26 maggio: Rampelli a Trento per sostenere Francesca Gerosa

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Il Vicepresidente della Camera dei Deputati, On. Fabio Rampelli, è stato ieri, venerdì 10 maggio 2019, in visita in Trentino-Alto Adige.

Il tour in Trentino è iniziato con una serie di incontri sul territorio per poi spostarsi presso la Questura di Trento, dove ha incontrato il Questore, il Prefetto, i dirigenti e gli agenti della Polizia di Stato, per ascoltare la necessità e le difficoltà di chi quotidianamente garantisce l’ordine e la sicurezza nelle nostre città.

L’On. Rampelli, poi, è stato in visita istituzionale presso le storiche caserme Battisti di Trento e, accompagnato dai dirigenti e rappresentanti istituzionali di Fratelli d’Italia, si è recato a Rovereto, dove la sala Kennedy gremita di sostenitori e militanti lo attendeva per presentare, insieme alla candidata Francesca Gerosa, la visione di Europa che Fratelli d’Italia vuole riaffermare per andare “in Europa per cambiare tutto”.

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“Per noi le quote di genere non hanno senso e Francesca Gerosa ha l’onore e l’onere di rappresentare l’intera regione solo ed esclusivamente per i suoi meriti: non perché donna ma perché capace e precisa. E saremo con lei in tutto il collegio per dare la possibilità concreta e reale al Trentino-Alto Adige di avere un rappresentante nelle istituzioni europee” hanno sottolineato Alessanzro Urzì, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia e Consigliere Regionale, e l’On. Andrea de Bertoldi, Senatore del collegio di Trento e Segretario della commissione Finanze e Tesoro. “La Lega non ha un candidato territoriale  e ci dovremmo chiedere come faccia un partito che ha sempre vantato la territorialità chiedere di votare per un veneto, ha sottolineato de Bertoldi, e votare oggi Forza Italia in Trentino significa votare la Volksparteid e bisogna dirlo alla gente”.

“Noi sognavamo l’Europa nazione, che era l’Europa delle cattedrali, del diritto, dell’arte; era l’Europa della civiltà e questo ce lo dobbiamo ricordare- ha sottolineato l’On. Rampelli- l’Europa, però, ha dimostrato di non essere questa, bensì quella che non è in grado di difendere i suoi confini dall’immigrazione e guarda caso sono proprio i confini italiani. Ma governare i flussi migratori non vuol dire assecondarli con la finta solidarietà della sinistra, perché fare sì che migliaia di persone siano finite in fondo al Mediterraneo non è solidarietà: è solidale dargli la possibilità di non partire e rimanere sulla propria terra invece di assecondare le politiche neocoloniali di altri paesi europei. Noi dobbiamo ripristinare il diritto, come ce lo ha insegnato Papa Ratzinger, a rimanere a casa propria e il diritto di emigrare viene dopo. Non devo essere costretto a farlo altrimenti non è un diritto e i soloni della sinistra dovrebbero farsi un esame di coscienza perché sono complici di questo sterminio per non aver voluto fare la guerra ai trafficanti di esseri umani: noi andremo in Europa per cambiare tutto, insieme a Francesca Gerosa, proprio per riaffermare il principio che a governare l’Europa debbano essere i popoli e non le consorterie finanziarie; che senso ha misurare le dimensioni delle vongole e il raggio di curvatura dei cetrioli se non esiste nemmeno una politica estera comune?”

Ha concluso l’evento la candidata alle elezioni europee, Francesca Gerosa, “ricordo sempre ai miei figli che quando si vedono le ingiustizie non basta lamentarsi ma bisogna mettersi d’impegno e con spirito di sacrificio a cambiare le cose: proprio questo è il ragionato  che l’anno scorso abbiamo fatto per essere protagonisti di quel cambiamento di cui la nostra provincia aveva bisogno. Quella è stata la partenza e noi non ci siamo fermati, così quando Fabio Rampelli e Andrea de Bertoldi mi hanno chiesto di rappresentare il partito, ma soprattutto il Trentino Alto Adige, con orgoglio e onore ho deciso di esserci perché a Roma ma anche a Bruxelles bisogna difendere le tradizioni e la cultura della nostra bellissima terra”. 

Terminato l’incontro a Rovereto, l’On. Rampelli si è spostato insieme  ai dirigenti di Fratelli d’Italia a Laives, per prendere parte ad un evento sulle strategie per contrastare il terrorismo.

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Politica

La Lega esulta per la vittoria di Alessandro Savoi

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Alessandro Savoi rimane seduto al suo posto dentro il consiglio provinciale della provincia autonoma di Trento.

È questo che ha sentenziato il consiglio di Stato che ha così metto una pietra tombale sulla questione avviata dal ricorso di Giacomo Bezzi dopo il risultato delle elezioni provinciali del 21 ottobre 2018.

Ricorsi, esposti e contro ricorsi non sono serviti, i giudici del Consiglio di Stato infatti dopo un’attenta analisi hanno riconosciuto altri voti precedentemente non assegnati al candidato della Lega che quindi si è riportato in vantaggio sull’avversario. 

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Esulta la Lega che quindi vede rimanere inalterato il numero di consiglieri dentro il consiglio provinciale.

«Come Segretario e a nome di tutta la Lega Salvini Trentino esprimo massima soddisfazione per la sentenza del Consiglio di Stato pubblicata nella giornata odierna, sentenza che finalmente rende giustizia al nostro Presidente dopo un iter processuale durato per mesi, ma che finalmente ha riconosciuto quanto da noi sempre ribadito. Una battaglia legale che ha visto il nostro Presidente guerriero ancora una volta in prima fila nel difendere quanto deciso dagli elettori» – Così il segretario della Lega Mirko Bisesti pochi minuti dopo aver avuto la notizia della vittoria del suo presidente

Felice anche il capogruppo Mara Dalzocchio: «Sono felice che la delegazione di rappresentanti della Lega Salvini Trentino possa ancora avvalersi della figura storica di Alessandro Savoi, nostro Presidente e figura storica della Lega in Trentino. Oggi si è dato ragione a chi effettivamente l’aveva. Ora, tutti insieme, affronteremo con maggior serenità le battaglie che la Lega si pone per portare quel cambiamento richiesto dai trentini lo scorso 21 ottobre».

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Politica

Cattura e uccisione lupi e orsi, la Consulta: “Legittime le leggi di Trento e Bolzano”

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Per la Corte costituzionale le leggi provinciali di Trento e Bolzano sulla cattura ed eventuale abbattimento dei grandi predatori alpini sono legittime.

I due ricorsi del Presidente del Consiglio verso le due Province autonome è stato esaminato in camera di consiglio ed è di oggi la conferma da parte della Consulta che “la disciplina provinciale contestata rientri nell’ambito delle competenze legislative statutariamente affidate alle due Province autonome“.

Si legge in una nota:”Sono pertanto legittime le leggi provinciali di Trento (n. 9/2018) e Bolzano (n. 11/2018) che autorizzano il Presidente della Provincia ad adottare provvedimenti riguardanti il prelievo, la cattura e l’eventuale uccisione degli orsi e dei lupi, quando ricorrano le condizioni previste dalla normativa di derivazione europea in materia di conservazione degli habitat naturali. 

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Questo potere è diretto a prevenire danni gravi alle colture, all’allevamento e a garantire la sicurezza pubblica, quando non esista altra soluzione valida, ed è subordinato al parere preventivo dell’Ispra“.

Il gruppo consiliare dell’UPT (Unione per il Trentino) ha chiesto nel frattempo che si lavori sulla norma di attuazione dello Statuto per il pieno affidamento alle due Province della gestione dei grandi carnivori.

L’iniziativa approderà presto in Consiglio provinciale per il mandato al Presidente in previsione dell’avvio dei lavori della Commissione dei 12.

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Politica

Sondaggio Swg Mentana: Matteo Salvini cresce ancora, cifre mai viste prima

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Nonostante il caso Savoini, la Russia e gli attacchi incrociati di alleati ed opposizione la Lega di Matteo Salvini cresce ancora.

Secondo il sondaggio Swg per il TgLa7 di Enrico Mentana il Carroccio rispetto a settimana scorsa ha guadagnato lo 0,2 per cento passando così dal 37,5 al 37,7 per cento.

E mentre il Pd ha perso, rispetto a settimana scorsa, lo 0,7 per cento, scendendo al 22, il Movimento 5 stelle di Luigi Di Maio ha ottenuto mezzo punto ed è salito al 17,9 per cento.

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Ha guadagnato qualcosina anche Forza Italia che ora ha raggiunto il 7 per cento.

Uno 0,2 per cento in più per il partito di Silvio Berlusconi che invece è stato lasciato per strada da Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni.

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