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Valsugana e Primiero

«Rivivere Borgo», intervista al candidato Sindaco Pellanda: «Volti giovani e idee nuove a disposizione della comunità di Borgo e Olle»

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Come già preannunciato su questo giornale, alle prossime comunali di Borgo Valsugana sarà in campo una lista civica formata da 17 volti nuovi.

Il suo nome è «Rivivere Borgo» e l’hastag di battaglia non poteva che essere #tuttiperborgo,borgopertutti

Oggi conosciamo il candidato Sindaco e la sua squadra, che presenteranno il loro programma amministrativo questa sera alle 20.30 nell’auditorium della Comunità di Valle in piazzetta Ceschi.

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Sunil Pellanda, classe 1987 è coadiutore amministrativo presso l’Istituto Degasperi di Borgo Valsugana  ed ha rifiutato il corteggiamento della lista di centro sinistra (Civitas) e  del centro destra provinciale a traino Lega.

«Una necessità di indipendenza per costituire una vera alternativa slegata da logiche politiche passate – spiega il candidato Sindaco –  rispetto per tutte le altre forze in gioco e apertura al dialogo per un rilancio di Borgo e Olle».

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Si è diplomato come Tecnico della Gestione Aziendale nel 2009 presso l’Istituto Marie Curie di Levico Terme e lavora da alcuni anni nel comparto scolastico come coadiutore amministrativo, attualmente presso l’Istituto Alcide Degasperi di Borgo Valsugana.

Da sempre è appassionato per il ciclismo che ha svolto anche a livello agonistico trasportando poi la sua esperienza come dirigente prima come presidente della Dragon Bike Strigno e membro della commissione cicloturismo della Federazione Ciclistica trentina,  poi come membro del comitato organizzatore del Trofeo Alcide Degasperi e della Coppa d’Oro.

Attualmente è ideatore ed organizzatore della Tesino Lagorai Bike Cross Country che si disputa a Cinte Tesino che quest’anno sarà prova di Campionato Italiano forze armate.

Perché ti sei candidato?

«Parlando con molti concittadini è emersa la voglia e la necessità di un rinnovamento della classe politica che ha amministrato Borgo negli ultimi decenni. Ho avuto la fortuna di trovare da subito un gruppo di cittadini da sempre attivi all’interno della comunità che come me avevano la volontà di metterci la faccia e così è partito il progetto, ricevendo un sostegno sempre maggiore col passare del tempo».

Quando è nato questo progetto?

«Sei mesi fa abbiamo iniziato a confrontare le idee per comporre il programma elettorale, con la collaborazione anche di non residenti nel Comune di Borgo che si sono appassionati al progetto e hanno voluto contribuire a darci una visione esterna pur non candidandosi».

Quali sono i punti cardine?

«All’interno del nostro programma abbiamo individuato sette necessità per il nostro comune: i cittadini chiedono maggiore sicurezza, un numero adeguato di parcheggi, una maggiore attenzione al turismo e alle attività commerciali, una riqualificazione dei centri storici, più opportunità per i giovani, l’Ospedale San Lorenzo più operativo e una migliore gestione dei rifiuti».

Parlaci della tua squadra…

«Abbiamo nove donne e otto uomini, persone motivate che non avevano mai candidato prima alle elezioni comunali di Borgo, pronte a mettere a disposizione le loro competenze e delle idee innovative». Non riconoscendosi nelle altre forze politiche già presenti, non avrebbero candidato se non in un nuovo soggetto come “Rivivere Borgo”, svincolato dalla vecchia politica borghesana, da sempre legata ad alcune famiglie e ad alcuni “soliti noti”».

Qual è la prima cosa che fareste una volta eletti?

«Esclusivamente per un fatto di rapidità di esecuzione rispetto ad altre opere, magari più importanti ma lunghe da realizzare, crediamo che questi potrebbero essere dei primi passi incoraggianti: arricchire la segnaletica ad oggi presente, scarsa e mal posizionata, garantirebbe una migliore gestione del flusso turistico legato alla ciclabile; per quanto riguarda invece il turismo legato alla Val di Sella, crediamo che con il collocamento di alcune casette con finalità commerciali e pubblicitarie, da dare in gestione agli esercenti di Borgo, si potrebbe convogliare una parte dei turisti nei nostri centri storici, a beneficio di tutti».

Quali forze politiche sentite più affini a voi? Cosa farete in caso di ballottaggio?

«Siamo consapevoli che essendo una civica nuova molte persone si chiedano in che area politica andremo a collocarci, se siamo di destra o di sinistra. A livello nazionale abbiamo constatato uno sgretolamento dei vecchi equilibri politici e riteniamo che in un contesto di un comune di 7000 abitanti sia fuori luogo identificarsi ideologicamente. Questo perchè al nostro interno ci sono diverse sensibilità che sono raggruppate grazie alle idee contenute nel programma, ma soprattutto perché in esso ci sono molti punti che sono basati a nostro avviso sulla concretezza e la ragionevolezza e che quindi possono trovare dei consensi trasversali. Ad esempio abbiamo posto attenzione al tema della sicurezza e all’imprenditoria, che tradizionalmente sono stati portati avanti da partiti di destra ma abbiamo anche molte proposte che abbracciano l’ambiente e una partecipazione diretta della cittadinanza, che invece sono più affini con la sinistra tradizionale: come lista crediamo che affrontare questi temi sia una questione di priorità oggettive e non di valutazioni ideologiche.

Se da un lato abbiamo deciso di correre da soli al primo turno per mantenere intatta la nostra indipendenza di pensiero e di azione, dall’altro non abbiamo dei pregiudizi ideologici verso nessuna coalizione e in caso di ballottaggio valuteremo come muoverci per portare avanti le nostre idee nel modo più efficace.

Ci teniamo infine a smentire con forza alcune voci che ci vedono già alleati dopo il ballottaggio con un’altra delle forze in gioco, infatti non abbiamo intavolato accordi di nessun tipo con nessuna delle altre coalizioni. In ogni caso auspichiamo che i prossimi amministratori, chiunque essi saranno, sposeranno la nostra volontà di rompere l’immobilismo di questi ultimi anni e di portare avanti la voglia di confrontarsi con chiunque senza pregiudizi col fine di attuare progetti a favore della comunità di Borgo e Olle».

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Valsugana e Primiero

Lutto a Bosentino: si è spento a 47 anni Roberto Bonvecchio

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Si è spento ieri Roberto Bonvecchio, quarantasettenne di Bosentino, ad appena dieci giorni dal malore che lo aveva colpito.

Purtroppo i controlli dopo il malore non avevano portato a nulla di buono.

I medici infatti avevano scoperto un brutto tumore già in fase terminale. 

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Grande commozione per la comunità di Bosentino e per l’intero Altopiano della Vigolana.

Roberto da dieci anni era membro del corpo dei vigili del fuoco volontari ed era anche tra le anime della pro loco. Era un uomo che viveva appieno la propria comunità, mettendosi sempre a disposizione per gli altri.

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Era sempre pronto a rimboccarsi le maniche: aveva preso parte agli interventi in Abruzzo dopo il terremoto del 2009 e in Emilia dopo l’emergenza neve del 2012.

Il quarantasettenne che lavorava alla Mav, azienda meccanica di Bosentino, verrà salutato da familiari, amici e parenti domani pomeriggio alle ore 16 nella chiesa parrocchiale di Bosentino, dove questa sera alle 20 verrà recitato il rosario.

Lascia la moglie Roberta, la mamma Rosana e le sorelle Franca e Michela.

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Valsugana e Primiero

Malore mentre guida, 73 enne esce di strada a Levico

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Il 73 enne colto da malore mentre guidava ha invaso la corsia opposta finendo fuori strada.

L’autovettura, poco prima delle 13.00, si è cappottata finendo nell’alveo di un torrente, con le ruote all’aria dopo aver percorso contromano un centinaio di metri.

L’incidente è avvenuto lungo la statale 47 della Valsugana all’altezza dell’abitato di Levico terme in prossimità del distributore Agip.

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Sul posto sono arrivati i soccorsi con un’ambulanza di Trentino Emergenza e i vigili del fuoco di Levico Terme che hanno estratto l’anziano dall’abitacolo.

Il 73 enne è stato ricoverato al santa Chiara di Trento in condizioni gravi.

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Valsugana e Primiero

Il Jeep Camp ha danneggiato prati, pascoli e foreste, Zanotelli: «Per questo i responsabili pagheranno»

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Il Jeep Camp ha “sconfinato” non rispettando le autorizzazioni con veicoli che hanno attraversato aree e sentieri vietati, danneggiando prati, foreste e pascoli del Primiero.

Per questo i responsabili della manifestazione dovranno provvedere al ripristino del territorio pagando le sanzioni previste ancora in via di quantificazione.

È quanto emerge dalla risposta scritta di Giulia Zanotelli, titolare dell’assessorato provinciale all’agricoltura e alle foreste, a un’interrogazione presentata dal capogruppo del Movimento 5 stelle Filippo Degasperi e sottoscritta anche dal collega Marini.

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Degasperi chiedeva un “bilancio ambientale” del Jeep Camp 2019 svoltosi dal 12 al 14 luglio scorso a San Martino di Castrozza.

Bilancio da fare a più di un mese di distanza dall’evento, visto che la Giunta, una settimana dopo la manifestazione, non aveva espresso una “valutazione definitiva sull’opportunità dell’iniziativa”, non avendo una “piena conoscenza dei contenuti”.

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L’interrogazione, corredata da 7 foto che mostrano i gravi danni arrecati all’ambiente dal Jeep Camp che – come documentato da testimonianze e immagini – ha interessato anche aree di proprietà del Comune di Imer e altre zone dove i mezzi non erano autorizzati a transitare, chiedeva conto alla Giunta delle verifiche effettuate ex post per accertare il rispetto di regole ed impegni.

Tra le domande poste con l’interrogazione, Dagasperi voleva anche sapere se nell’area interessata dal tracciato del Jeep Camp esistano lotti interessati dai lavori per il recupero degli schianti provocati dalla tempesta Vaia (“fatto – commentava il consigliere – che apparirebbe singolare dato che le piante sono ancora tutte a terra). Infine il penatstellato sollecitava l’esecutivo a pronunciarsi ora, sulla base degli elementi acquisiti, in merito all’opportunità dell’iniziativa.

Zanotelli risponde che in seguito all’accertamento di quanto accaduto, per la precisione, in località Monte Vederna nel Comune di Imer, la Stazione forestale di Primiero ha provveduto a quantificare il danno causato al patrimonio silvo–pastorale dal transito dei veicoli.

Danno che, prosegue la nota, riguarda 600 metri quadrati circa di cotico erboso del pascolo, 900 metri quadrati circa di suolo forestale, 26 alberi (radici o chiome).

Quanto ai risarcimenti, prosegue Zanotelli, “ferme restando le sanzioni conseguenti, la quantificazione economica del danno ai fini del ripristino dipenderà anche dalle sistemazioni che saranno eventualmente fatte nei trenta giorni successivi all’evento da parte del soggetto responsabile della manifestazione, che comunque ha depositato una cauzione di 5.000 euro”.

Per la Provincia insomma, riconosce l’assessora, vi è stata effettivamente una violazione delle norme, in particolare di quanto era stato autorizzato l’8 luglio scorso, qualche giorno prima dell’evento, con una determinazione del dirigente del servizio polizia amministrativa. “Infatti – prosegue – i mezzi (le Jeep) circolavano in aree non autorizzate dal provvedimento e per questo è al vaglio la possibilità di contestazione della violazione anche di altre norme, quale la legge provinciale 11 del 2007, sulle foreste e la protezione della natura”.

Zanotelli conferma pure che la violazione ha coinvolto particelle di proprietà del Comune di Imer. Ciò in quanto “il nulla osta al transito rilasciato dal Comune di Imer con nota 3 luglio 2019, era riferito – per la località Monte Vederna – solamente alla viabilità forestale e non alle aree pascolive e boscate contermini”.

L’assessora precisa che in merito alle interferenze tra la manifestazione e le attività conseguenti alla tempesta Vaia, “nell’area del Monte Vederna non erano in esecuzione attività di taglio ed esbosco di lotti per il recupero degli schianti”.

Di fatto “però – conclude – una parte dei percorsi effettuati in difetto di autorizzazione ha interessato piste di esbosco già esistenti”.

Da ultimo, Zanotelli non si pronuncia sull’accaduto, rinviando alle “competenze collegiali della Giunta” la valutazione di opportunità richiesta dall’interrogazione.

 

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