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Trento

Riunito a Trento l’Osservatorio per lo sviluppo del corridoio del Brennero

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Si è riunito ieri pomeriggio a Trento, alla presenza del presidente della Provincia Fugatti, l’Osservatorio per lo sviluppo del corridoio del Brennero e delle connesse infrastrutture provinciali.

Si tratta di un organismo, nato con legge provinciale, che ha il compito di assicurare il monitoraggio delle fasi di realizzazione delle tratte d’accesso sud al corridoio del Brennero sul territorio trentino e l’integrazione intermodale delle connesse infrastrutture ferroviarie, stradali e logistiche, anche in relazione alla salvaguardia dell’ambiente, della tutela sociale, della salute e della sicurezza sul lavoro, all’efficacia delle relazioni con la popolazione e con le esigenze di trasparenza di informazione e partecipazione.

“Siamo impegnati – ha detto il presidente della Provincia – in costante dialogo con il Ministero delle Infrastrutture e con Rfi, a fare in modo che questa importante opera possa arrivare in Trentino opportunamente collegata con Trento e Rovereto. Per il raggiungimento di questo obiettivo è fondamentale – ha detto il presidente – mantenere un crono programma chiaro. Il lavoro dell’Osservatorio è molto importante – ha detto – perché ci permette di mantenere il contatto e il dialogo con i territori interessati, in quanto le opere che saranno realizzate devono essere accettate dalle comunità e devono essere realizzate tenendo conto del delicato contesto ambientale. Siamo convinti che l’opera ferroviaria potrà avere delle importanti ricadute sul territorio, per questo dobbiamo siamo intenzionati a seguirla con la massima attenzione e con la volontà di intercalarla nei tempi e nei modi utili alle nostre comunità. Su questa linea si muoverà la Giunta provinciale”.

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L’Osservatorio, con l’ausilio di un comitato tecnico-scientifico, svolge le seguenti attività:

a) Monitoraggio delle fasi di progettazione e realizzazione del corridoio del Brennero e delle opere ad esso afferenti, in relazione agli aspetti ambientali, economici e territoriali;

b) Esame di documenti, raccolta di dati ed elaborazione di proposte agli organi competenti;

c) Elaborazione di studi e ricerche afferenti la materia dei trasporti, dell’ambiente e dello sviluppo economico e sociale dei territori interessati.

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Per la realizzazione di queste attività si avvale delle strutture provinciali competenti, ovvero può avvalersi della collaborazione di università ed istituti scientifici e di ricerca.

Oltre a tutte le strutture provinciali interessate fanno parte dell’Osservatorio i rappresentanti dei comuni e delle comunità di Valle sui i quali verranno realizzate le tratte di accesso; Trento e Rovereto, Rotaliana e Vallagarina.

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Trento

La famiglia (italiana) non è in crisi grazie ai suoi forti legami di sangue

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Se, come affermano i due demografi Maria Castiglioni e Gianpiero Dalla Zuanna, autori del libro “La famiglia è in crisi. Falso!” (Laterza, 2017), in Italia la famiglia gode di ottima salute è perché è sempre stata unita, nel senso che forti sono i legami di sangue tra nonni-genitori-figli, legami che sono stati spesso visti come un segno di arretratezza ma che in realtà funzionano come “ammortizzatori sociali” frenando i processi di frammentazione e generando, con l’eccezionale ricchezza degli scambi interni alle famiglie italiane, la qualità della vita del nostro paese, contribuendo al benessere economico nonché alla coesione sociale.

La tesi dei due autori, intervenuti all’ultima giornata del Festival della Famiglia con un dibattito attorno alle dinamiche della natalità-denatalità nel nostro Paese ospitato nella Sala dell’Aurora a Palazzo Trentini, è supportata dagli studi e dalle ricerche che dimostrano come, ad esempio a Padova ma con esiti non molti diversi nel resto del Paese, il 70 per cento dei genitori con figli 0-12 anni risiedano in un raggio di appena un chilometro dai nonni.

Gli stessi figli, quando si sposano, vanno ad abitare per oltre il 55 per cento vicino ai propri genitori, una tendenza questa che si è mantenuta piuttosto stabile nell’ultimo secolo.

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Anche la legislazione italiana riflette in qualche modo questa situazione, prevedendo ad esempio il dovere di mantenimento anche a carico dei nonni (solo in Italia e Germania è previsto), con imposte di successione molto più basse rispetto a Germania, Francia e Regno Unito.

I legami di sangue modellano anche l’assistenza agli anziani, laddove l’Italia è il Paese europeo con il minor numero di anziani collocati in casa di riposo.

Ma legami familiari forti non significa automaticamente maggiore natalità; in questo il nostro Paese si trova in buona compagnia assieme a Spagna, Portogallo, Grecia, Corea del Sud, Giappone e le grandi città della Cina, dove i figli “sono considerati come proprietà dei genitori, anziché un bene collettivo”.

Così, ad esempio, Castiglioni e Dalla Zuanna – che hanno discusso delle proprie ricerche con Alberto Zanutto dell’Università di Trento e la giornalista Linda Pisani – spiegano l’alto livello della spesa per il welfare in Francia con il fatto che nel Paese transalpino il figlio è visto proprio come una proprietà collettiva, un “bene comune“.

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I due ricercatori hanno elogiato la propensione della Provincia autonoma di Trento a promuovere politiche familiari attive anche per stimolare la natalità – “è uno dei pochi territori a farlo” hanno detto – sottolineando anche il fatto che tali politiche “devono essere continuative, malgrado i cambi politici”.

 

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Trento

Matching day: le aziende Family Audit si confrontano

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Proseguono gli appuntamenti del Festival della Famiglia, in programma a Trento fino ad oggi 7 dicembre.

Ieri si è tenuto il terzo Matching day per le aziende certificate Family Audit, a cura di tsm-Trentino School of Management, in una sala attenta e gremita, nel palazzo della Provincia a Trento. Una giornata dedicata allo scambio di “buone pratiche” per ascoltare, presentare, per fare poi rete, di esperienze e progetti che favoriscono la conciliazione dei tempi di vita/famiglia con i tempi del lavoro.

L’apertura dei lavori, che ha visto come moderatrice Lucia Claus dell’Ufficio Family Audit, ha preso l’avvio con Luciano Malfer, dirigente generale dell’Agenzia per la famiglia, la natalità e le politiche giovanili che ha ripercorso i numeri della certificazione Family Audit e ha ricordato la recente approvazione del Piano strategico straordinario per la natalità.

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“Nelle misure di conciliazione vita/lavoro il capitolo dedicato all’Audit dimostra – ha commentato Malfer – come non sia più vero che le donne che non lavorano fanno più figli. Il Family Audit vede in Trentino 180 aziende coinvolte con 180.000 occupati di cui 35.000 in aziende Family Audit, il che si traduce nel 20% della massa lavorativa. Importante Ciò che è fondamentale è invece l’indice della flessibilità, perché il miglioramento della flessibilità oraria migliora anche la produttività”.

Dopo l’implementazione in Trentino la certificazione Family Audit è stata estesa a livello nazionale: in tutta Italia sono circa 120 le aziende coinvolte, per un totale di circa 300 organizzazioni se aggiungiamo il dato trentino.Tra gli obiettivi del miglioramento del benessere aziendale v’è quello di arrivare al 100% dei comuni in provinciale con la certificazione Family in Trentino.

Nel corso della mattinata di lavori Patrick Eheim, projet manager del progetto EASI-MASP-master parenting Work and family, che vede come ente capofila il Comune di Milano, ha spiegato questo progetto innovativo.

Attraverso il ripensamento dei servizi in un’ottica di integrazione, il progetto si articola in una collaborazione tra pubblico e privato per sperimentare nuove forme di bilanciamento vita-lavor, e nella “Settimana lavoro agile, che va nella direzione di una più equa suddivisione dei compiti genitoriali. Quindi Francesca Petrossi, della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Politiche della Famiglia, ha ricordato come la Presidenza collabori ormai da dieci anni l’Agenzia provinciale della famiglia.  Il tema della demografia – ha concluso Petrossi – ci interpella con urgenza e il Dipartimento vuole essere un canale privilegiato per ascoltare le richieste, rilanciare Family Audit, promuoverlo su territori regionali e soprattutto continuare a collaborare con Trento”.

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L’intervento di Luciano Hinna, professore ordinario di Economia aziendale all’Università Tor Vergata Roma e da sempre impegnato sul benessere organizzativo nelle pubbliche amministrazioni, aveva per titolo “Innovazione nella pubblica amministrazione: la certificazione Family Audit”. Partendo dalla definizione dei pilastri dell’Auditing ha invitato a riflettere come il benessere organizzativo stia cambiando e continuerà a cambiare.

“Il Family Audit è un punto d’arrivo per qualcuno ma per altri è un punto di partenza”.

A chiudere la sessione del mattino è stata Elena Macchioni, assistant professor all’Università di Bologna – Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, “amica” fin dalla prima edizione del Festival. Nella sua relazione:

“Le aziende certificate Family Audit e la sfida della denatalità: strumenti, pratiche, impatti” ha dimostrato come esista un gap tra figli reali e figli desiderati.

A Trento la natalità è di 1,4 figli, a  Bolzano di 1,7: i sondaggi indicano che la maggior parte delle famiglie vorrebbe il secondo figlio, ma per varie ragioni questo non è conciliabile. Proprio questi dati positivi rispetto alla natalità nazionale, comunque, dimostrano come sia possibile uno sguardo positivo sul futuro. Soprattutto nelle regioni del Nord – e il riferimento va anche ai Paesi scandinavi – c’è correlazione tra numero di figli e partecipazione al lavoro da parte delle donne, e questo perché esistono politiche di conciliazione vita/famiglia/lavoro come il Family Audit.

Due dunque le parole chiave per guardare al futuro nell’organizzazione del lavoro: “territorio”, come contesto capace di moltiplicare le risorse comuni necessarie al funzionamento di ciascuno e di tutti gli attori coinvolti, e “tempo”, il suo fluire in una determinata organizzazione sociale.

Quindi il via ai tavoli che, rispetto alla scorsa edizione, non sono stati organizzati per gruppi rispetto al tipo di misure intraprese, ma per Tavoli uniformi in termini di settore, per progettare il futuro con basi comuni.

I Tavoli sono stati così condotti, e non semplicemente coordinati, da esperti di settore, che hanno lavorato assieme ai partecipanti; questi i diversi tavoli: industria coordinato da Carlo Benedetti, consulente del lavoro; pubblico, coordinato da Stefania Allegretti, direttrice del Servizio provinciale per il personale; cooperazione sociale con Sara Rago, coordinatrice dell’area ricerca per Aiccon; servizi con Giannina Montaruli di Confcommercio imprese; Apsp con Massimo Giordano, direttore generale Unione Provinciale – Istituzione per l’Assistenza (U.P.I.P.A).

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Trento

Pane & innovazione: 3 startup trentine si presentano a panificatori e Camera di Commercio

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ASPAN, che riunisce e coordina aziende che occupano, nel complesso, circa 800 addetti (cifra che può superare anche le mille unità in periodo turistico), assieme alla Camera di Commercio di Trento ha avviato un percorso di confronto e sensibilizzazione degli associati sul tema dell’innovazione.

Martedì 3 dicembre scorso, presso Palazzo Roccabruna, si è svolto un incontro organizzato dalla Camera di Commercio di Trento e dall’Associazione Panificatori della provincia di Trento (ASPAN), in collaborazione con Trentino Sviluppo.

L’incontro aveva l’obiettivo di presentare ai membri dell’associazione alcune startup innovative, produttrici di tecnologie correlate all’Information and Communication Technology (ICT) che potrebbero trovare applicazione nel campo della filiera produttiva di arte bianca e pasticceria, apportando innovazioni che valorizzino, certifichino il processo produttivo e migliorino la comunicazione del prodotto trentino ai consumatori.

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Le tecnologie presentate hanno riguardato tre ambiti applicativi seguiti da altrettante nuove realtà imprenditoriali: la startup Foodchain ha presentato un sistema di tracciamento della produzione di generi agroalimentari (filiera produttiva, dalla coltivazione della materia prima, alle varie fasi di lavorazione e vendita) basato sulla tecnologia blockchain; la startup Hi-Logic ha presentato la tecnologia dei chatbot per la comunicazione automatizzata tra operatori e tra operatori e consumatori; la startup Databoom ha illustrato la propria piattaforma tecnologica di monitoraggio e controllo dei processi produttivi, in ottica impresa 4.0.

L’incontro è stato anche l’occasione per la CCIAA per fornire alcune indicazioni all’associazione e alle startup in merito al  futuro bando per i voucher digitali alle PMI nel quale potrebbero nascere collaborazioni tra le PMI del territorio e startup tecnologiche.

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