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Trento

La comunità e le sue connessioni globali al 44° Pergine Festival

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A quali mondi apparteniamo?

Con questo attuale interrogativo torna tra il 28 giugno e il 13 luglio Pergine Festival, giunto ormai alla sua 44ma edizione, presentata questa mattina nel corso di una conferenza stampa da Michele Andreaus (vicepresidente Associazione Pergine Spettacolo Aperto) e Carla Esperanza Tommasini (direttrice artistica Pergine Festival).

La rapida diffusione di informazioni, tendenze e idee, la possibilità di raggiungere luoghi lontani in poco tempo, le nuove tecnologie portano ognuno di noi al confronto quotidiano con una dimensione globale: relazioni con l’altro e l’altrove che ci portano a operare, pensare e comunicare in scala planetaria.

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Per questo essere cittadini del mondo e coltivare una coscienza globale diventano sfide, orizzonti a cui tendere ma allo stesso tempo si propongono come condizioni necessarie per riuscire ad affrontare la complessità dell’oggi.

Su questi presupposti si muove la programmazione della 44ma edizione di Pergine Festival diretta da Carla Esperanza Tommasini, che intende continuare il percorso intrapreso lo scorso anno sul senso appartenenza e comunità, aprendo lo sguardo in questo “anno due” alle connessioni con il mondo.

«Il lavoro su questa edizione del Festival si è sviluppato in continuità con il 2018, con un’importante prima novità – ha affermato la direttrice artistica durante la conferenza stampa – Il Festival, infatti, da dieci giorni, arriverà, con alcune pause, a coprire un periodo di 16 giorni, anche in risposta ad una serie di necessità emerse dall’osservazione del contesto in cui lavoriamo. Gli obiettivi del Festival sono, da un lato, il confermarsi come punto di riferimento della scena contemporanea nazionale sia in Italia che all’estero, e dall’altro – ha concluso Tommasini – il radicarsi nel territorio e nella comunità attraverso lo sviluppo di progettualità di diversa natura che riescano a diversificare e sviluppare il pubblico, per fornire un’esperienza culturale di alto livello a 360°».

IL PROGRAMMA – Pergine Festival si propone di valorizzare i talenti italiani e stranieri che operano attraverso nuovi linguaggi multidisciplinari con un’attenzione speciale a progetti che esplorano la contemporaneità attraverso drammaturgie originali, forme e linguaggi innovativi, creazioni che nascono per il Festival.

La scelta artistica è indirizzata alla ricerca di spettacoli capaci di mescolare i linguaggi: immagini, testi, suoni, corpi e oggetti in movimento.

È così per i Circolo Bergman che, dopo alcuni anni in cui si sono dedicati alla memoria storica di Pergine, tornano con uno spettacolo: Bilderatlas (30 giugno, 20.45, ex Rimessa Carrozze), che esplora il potere delle immagini in un tempo in cui ogni giorno vengono condivise milioni di foto online attraverso le quali ognuno cerca di comporre un’immagine di sé.

Sarà quest’anno Effetto Larsen a riaccendere le luci di Palazzo Crivelli, con il loro AFTER/DOPO, una creazione partecipativa e site specific sulla fugacità della vita.

In prima nazionale il lavoro degli artisti ibero-americani Azkona & Toloza, Tierras del sur(4 luglio, ore 21, Teatro Comunale), che racconta un pezzo di storia contemporanea argentina sui legami tra le grandi ricchezze straniere e le atrocità che i popoli nativi hanno dovuto subire, con un approccio che tocca il rigore documentaristico, il teatro di figura e il linguaggio video.

Anche Dante Antonelli con Atto di adorazione (5 luglio, ore 20.45, ex Rimessa Carrozze), primo capitolo di un lavoro ispirato a Mishima, intreccia linguaggi e racconti, offrendo uno spaccato di gioventù contemporanea che rivendica il proprio diritto di esistere oggi e domani.

Verrà riproposto il lavoro nato dall’incontro di Elio Germano e Teho Teardo, Viaggio al termine della notte (6 luglio, 20.45, Teatro Comunale), che porta in scena Viaggio al termine della notte di Louis-Ferdinand Céline. Ripercorrendone alcuni frammenti, lo spettacolo vuole restituire la disperazione grottesca del capolavoro, che ritrova nuove espressioni nell’interessante commistione tra testo e musica.

Si conferma la grande attenzione per i progetti partecipativi con Amour del collettivo romano Dynamis (11 luglio, 20.45, teatro Don Bosco), che cerca di creare un ponte tra realtà che non si considerano, ma condividono una passione comune per il teatro: il teatro professionale e quello amatoriale.

Muovendosi su una dimensione personale, la nuova creazione di Giuliana Musso, La Scimmia, (12 luglio, ore 20.45, Teatro Comunale) riscrive Kafka, raccontando la storia di una scimmia e della sua strategia di sopravvivenza tra la perdita dell’esperienza corporea, dell’emozione e infine di se stessi.

Esplora la nostra contemporaneità in un’interessante traduzione musicale dei testi, l’ultimo spettacolo di Babilonia Teatri, Calcinculo (13 luglio, 20.30, Teatro Comunale), che racconta di noi e delle relazioni che costruiamo con il mondo che ci circonda.

La creatività emergente rappresenta un interesse centrale per il Festival, a cui negli anni è stato dedicato sempre più spazio e attenzione, potenziando i diversi strumenti di scouting e sostegno. Per la 44. Edizione si è rilanciato il bando OPEN/CREAZIONE [URBANA] CONTEMPORANEA, lavorando in rete con altre organizzazioni culturali italiane interessate alla creazione contemporanea per lo spazio urbano, come Zona K – Milano, Indisciplinarte/Terni Festiva ed Invisible Cities – Gorizia.

Dalle 400 domande di partecipazione, è stato scelto il progetto Ti voglio un bene pubblico di Elisabetta Consonni, gioco urbano che riflette su infrastrutture di divisione come cancelli, muri, recinti (28-29 giugno, ore 19.30 e 21.15, a partire da Sala Maier).

Altro progetto sostenuto da OPEN è la performance Still Night delle inglesi Berlin, Nevada che, ispirandosi alle Città Invisibili di Italo Calvino, rende di volta in volta la città che lo ospita protagonista di un viaggio in cui luoghi reali si mescolano con prospettive immaginarie (28-29 giugno, ore 20.00 e 21.45, Sala della Comunità di Valle).

Il terzo progetto selezionato dal bando è By Mushrooms di Yao Liao, artista taiwanese con base a Londra, una performance audio guidata nello spazio pubblico che esplora la relazione tra chi guarda e chi viene guardato, attraverso un curioso copricapo a forma di fungo porcino (10-13 luglio, ore 19.00 e 20.30, a partire da Sala Maier).

Quest’anno si è inaugurata inoltre la nuova sezione SUPERNOVA, destinata specificatamente alle realtà emergenti nel campo dello spettacolo dal vivo italiano, capaci di indagare la contemporaneità attraverso drammaturgie originali, forme e linguaggi innovativi.

Tra più di 200 progetti, ne sono stati selezionati tre:

Il lavoro di Giovanni Ortoleva – giovane regista segnalato alla Biennale Teatro dello scorso anno – Oh Little Man!, che si interroga sul sistema economico globale e sulle crisi che hanno messo in ginocchio il sistema capitalista per poi riportarlo in piedi più forte di prima (7 luglio, ore 20.45, ex Rimessa Carrozze). T.I.N.A diGiselda Ranieri, danzatrice e coreografa ultimamente selezionata da Anticorpi XL – Network alla Vetrina della giovane danza d’autore (28 giugno, 20.30, ex Rimessa Carrozze).

Infine il progetto Etouffè, collaborazione tra la compositrice e coreografa polacca Anna Sowa, la talentuosa musicista perginese Margherita Berlanda e la violinista Dorota Jasinska, che indaga la condizione dell’uomo contemporaneo attraverso un’interessante ricerca tra suono, movimento, silenzio e lingua dei segni italiana (29 giugno, ore 20.30 e 21.45, ex Rimessa Carrozze).

DERIVE URBANE – Nel cuore del centro storico di Pergine, il progetto Derive Urbane sarà un invito a partecipare, a stare insieme, a condividere, grazie a una proposta che mescola creazioni artistiche, concerti, interventi site-specific, eventi accessibili e progetti partecipativi, nella cornice di Piazza Fruet, arredata per l’occasione dai giovani ingegneri e architetti dell’associazione Acropoli.

La piazza si propone anche quest’anno come punto di incontro e di ristoro del festival: un lounge bar e una programmazione per lo più dedicata alla musica con molte band del ricco panorama musicale trentino, dj set e altri eventi come incontri, proiezioni ed incursioni urbane, realizzati grazie alla fitta rete di collaborazioni attivate con le associazioni del territorio.

Le band sul palco di piazza Fruet: Anansi & Hot Mustache, Mad Medulla, Curly Frog & the Blues Bringers, Hi | Fi Gloom, Rebel Rootz. I dj set saranno di Ale Soul Dj, Noirêve e Steel Wheels.

All’interno di Derive Urbane anche un progetto speciale dedicato alla comunità e ai nostalgici: Datti una mossa! Torneo di dama vivente – realizzato in collaborazione con la Pro Loco e presentato da Mario Cagol – coinvolgerà le associazioni di Pergine in una sfida a dama a grandi dimensioni: piazza Municipio diventerà una grande scacchiera, in memoria delle prime due edizioni del Festival, quelle del 1976 e 1977. A seguire la sfida in diretta Radio Dolomiti. Tra le proposte di Derive Urbane anche alcuni eventi accessibili del progetto NO LIMITS.

NO LIMITS: UN FESTIVAL SENZA BARRIERE – Il progetto NO LIMITS è nato a Pergine Festival nel 2012 per garantire accessibilità alla cultura e inclusione a persone con disabilità sia fisica che sensoriale.

Negli anni molti servizi sono stati implementati: il trasporto dedicato, la mappatura degli spazi, le sottotitolazioni, le traduzioni in LIS – Lingua dei segni italiana, le audio-introduzioni e le audio descrizioni live, oltre alla formazione di volontari direttamente impegnati nelle attività del progetto.

Per l’edizione 2019, oltre ai servizi già offerti negli anni precedenti, Pergine Festival ha scelto di mettere in programma alcuni momenti di incontro e sensibilizzazione, sperimentando approcci diversi, dall’aperitivo in lingua dei segni, al concerto del rapper sordo Brazzo e del batterista cieco Aleks Bonelli, passando per il percorso di trekking urbano inclusivo. Inoltre, i materiali promozionali segnalano chiaramente l’accessibilità: numerose installazioni sono infatti adatte a qualsiasi tipo di pubblico.

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Trento

Polonia: opportunità per le imprese della meccatronica e dello smart building

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Con un tasso di crescita del 5,1% registrato nel 2018, la posizione strategica in Europa e i suoi 38 milioni di abitanti, la Polonia rappresenta oggi una delle economie più attrattive d’Europa.

L’alta percentuale di consumatori giovani e sempre più istruiti stimola l’export con tante nuove opportunità anche per le imprese trentine. Se ne parlerà mercoledì 25 settembre a Trentino Sviluppo (Via Fortunato Zeni, 8 Rovereto), a partire dalle ore 10.30, in un momento di inquadramento Paese promosso in collaborazione con Italdesk Central Europe. Particolare attenzione sarà dedicata agli ambiti della meccanica/meccatronica e dello smart building.

La partecipazione è gratuita, previa iscrizione sul sito trentinosviluppo.it.

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La giornata di approfondimento si inserisce in una serie di iniziative espressione di una crescente attenzione trentina verso questo mercato, tra cui la visita di una delegazione di operatori economici e rappresentanti istituzionali della città di Radom, nota per la lavorazione del metallo, e l’incontro con imprese dei parchi tecnologici polacchi.

Quello della Polonia è un mercato di grande interesse, verso il quale le esportazioni italiane nel 2018 si sono avvicinate ai 13 milioni e mezzo di euro, con un incremento del 5,9% rispetto all’anno precedente. Le opportunità non mancano, vista la crescente innovazione tecnologica delle imprese di questo Paese, in cerca di fornitori qualificati, e la presenza di consumatori sempre più attenti alla qualità dei prodotti per cui si distingue il Trentino.

Per approfondire la conoscenza di questo mercato ed entrare in contatto con possibili aziende partner, Trentino Sviluppo promuove una presentazione Paese il prossimo mercoledì, 25 settembre, al Polo Tecnologico di Rovereto. L’incontro, rivolto alle imprese con particolare attenzione agli ambiti della meccatronica e dello smart building, è promosso in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento e Italdesk Central Europe.

L’iniziativa permetterà di approfondire la conoscenza delle opportunità di business che la Polonia offre e permetterà e di entrare in contatto con un gruppo di imprese dei parchi tecnologici delle regioni sud occidentali del Paese, interessate a tessere nuove relazioni e trovare partner commerciali qualificati. Le imprese sono insediate, nello specifico, nell’Invest Park-WSSE e sono alla ricerca di fornitori di vario genere, dalle macchine utensili alla subfornitura, e di potenziali partner commerciali.

All’incontro presenzieranno alcuni imprenditori e i rappresentanti del Cluster tecnologico di cui Italdesk Central Europe è partner.

Il programma prevede, alle ore 10, la registrazione dei partecipanti. Seguiranno, alle 10.30, i saluti istituzionali con Raffaele Farella, Dirigente del Servizio Attività Internazionali della Provincia autonoma di Trento, e Renata Diazzi, Direttrice dell’Area Internazionalizzazione di Trentino Sviluppo. Alle 10.45 prenderanno il via gli interventi di Andrea Bandirali, CEO & BM Italdesk Central Europe (“Presentazione del mercato polacco e focus settoriali: meccanica, meccatronica, smart building) e di Beata Rzemyszkiewicz, Agenzia regionale WSSE (Andamento dei consumi e prodotti italiani maggiormente richiesti – Presentazione delle aziende polacche). Alle 13.00 sono previsti il momento delle conclusioni e un networking lunch, seguiti dagli incontri individuali.

La partecipazione è gratuita ma è richiesta l’iscrizione (anche per gli incontri) attraverso il modulo presente sul sito di Trentino Sviluppo.

Quella del 25 settembre è una delle iniziative promosse da Trentino Sviluppo dedicate a questo mercato. Un’altra è stata l’incoming del 10 e 11 settembre scorsi, che ha visto la visita di una delegazione istituzionale ed economica polacca, proveniente da Radom, città a sud di Varsavia. L’iniziativa, svolta in collaborazione con l’Institute of Sustainable Technologies – ITeE e la Camera di Commercio e Industria di Radom, ha coinvolto Polo Meccatronica, Fondazione Bruno Kessler e e varie aziende trentine. (f.r.)

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Trento

Esplode una caldaia a Villazzano, nessun ferito

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Forte esplosione stamane poco dopo le 11.00 a San Rocco di Villazzano.

Il botto si è sentito a chilometri di distanza mettendo in apprensione i residenti del paese.

Da una prima ricostruzione una caldaia posizionata nel garage di una abitazione è saltata per aria.

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Allertati sul posto sono arrivati i vigili del fuoco di Trento due un’ambulanze di Trentino emergenza e l’automedica.

A rimanere spaventato è stato un anziano che è stato ricoverato all’ospedale santa Chiara in codice rosso.

Le sue condizioni sono buone anche se è sotto shock.

L’esplosione ha creato lunghe colonne di fumo visibili fino dalla città.

Ai Carabinieri, intervenuti sul posto, toccherà ora il compito di capire il motivo dell’esplosione che poteva causare danni peggiori.

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Trento

Paolo Borrometi e la responsabilità dei giornalisti: “Mai perdere la bussola dell’impegno”

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Un dialogo serrato, che ha toccato temi importanti, a volte scottanti, a tratti anche intimo e personale, che ha rivelato al pubblico presente la personalità di un uomo e di un giornalista che non vuole scendere a compromessi perché crede fermamente in quello che fa e nel ruolo che riveste il giornalista nella nostra società: Paolo Borrometi, giornalista sotto scorta per minacce mafiose,  nella saletta del villaggio digitale di piazza Duomo ieri pomeriggio hanno parlato di informazione, verità, credibilità e notizie che viaggiano in rete e si diffondono a velocità inaudita.

“Il giornalista ha il diritto-dovere di informare, come previsto dall’articolo 21 della nostra Costituzione, così come il cittadino ha il diritto ad essere informato” ha detto Borrometi, ricordando la grande responsabilità di chi fa informazione, la necessità di recuperare credibilità, minata purtroppo da episodi negativi, il bisogno di raggiungere i giovani che si informano sui social. “Non dobbiamo mai perdere la bussola del nostro impegno” ha detto ancora Borrometi alla platea attenta, che annoverava anche molti colleghi e rappresentanti della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, fra cui il segretario regionale dello stesso sindacato Rocco Cerone, il vicesegretario regionale Lorenzo Basso e Roberto Rinaldi, portavoce per il Trentino Alto Adige di Articolo 21, l’associazione presieduta da Borrometi.

Nel giorno che ricorda l’assassinio di Rosario Livatino, ucciso appunto il 21 settembre 1990 da un’organizzazione mafiosa, il dialogo si è aperto con il ricordo del magistrato: “Ci sono uomini che hanno pensato di fare la cosa giusta e l’hanno difesa fino alla fine” ha detto Borrometi, “Noi possiamo ricordarli facendo camminare le loro idee sulle nostre gambe”.

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Poi il racconto del proprio vissuto, le minacce di morte, l’aggressione che lo ha lasciato con una spalla frantumata, l’attentato sventato grazie ad una intercettazione. Il rapporto di Borrometi con la paura è quotidiano, “ma il giornalista deve scrivere, lo deve fare al di là delle possibili conseguenze” ha detto ancora, chiedendo un applauso per i 5 uomini della sua scorta che gli hanno salvato la vita e rischiano ogni giorno la vita con lui. Guidato dalle domande del relatore, Borrometi ha poi parlato dell’universo digitale, della rete e dei social, ricordando i numerosi pericoli che li attraversano, ma anche la loro enorme importanza, soprattutto per i giovani.

I social sono una straordinaria opportunità di confronto, ha detto, non possiamo passare i linguaggi d’odio, perché non devono essere la valvola di sfogo delle nostre ire, ma attraverso i social può diffondersi il rispetto delle differenze e di qualunque idea politica che abbia ognuno di noi”. Riguardo alle fake news Borrometi ha ricordato l’importanza di verificare sempre la fonte della notizia, non incoraggiando censure, ma puntando all’educazione dell’utente finale.

La deontologia del giornalista è naturalmente alla base di una corretta informazione, il segreto di un buon giornalismo è conciliare la necessaria velocità di diffusione con i criteri deontologici: “Meglio perdere un minuto in più, ma tutelare la dignità delle persone di cui stiamo scrivendo”, ha suggerito. Tra i tanti temi toccati, anche il ricordo di Antonio Megalizzi, la cui famiglia era presente all’incontro, il suo impegno, la sua volontà di approfondire i fatti,  spunto per ricordare anche la necessità di aprire ai giovani la strada della professione. In chiusura un invito a tenere sempre alta la guardia verso possibili presenze mafiose, in ogni territorio, perché “Le mafie nascono nell’arretratezza culturale, ma vogliono prosperare nelle comunità ricche”.

Riprese e immagini a cura dell’Ufficio Stampa

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