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Musica

Bluebelldisc: il piano di Isabella Turso nel nuovo singolo «Get Busy» fra Rap e Musica Colta

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Un brano che mira ad avvicinare diversi linguaggi sonori, come il rap e la musica colta, e nel quale il tema del Peer Gynt di Edvard Grieg e la suggestione ritmica del rapper giamaicano si fondono senza confondersi e prendono forma attraverso la sensibilità e l’estro creativo della compositrice e pianista trentina Isabella Turso.

Sono queste le coordinate di “Get Busy” il brano accompagnato da un meraviglioso videoclip (da vedere) che esce per la rinata label Bluebelldisc Music.

“Get Busy” è una particolare cover version di Sean Paul che ha preso forma come un originale esperimento musicale.

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Il primo passo di Isabella Turso in questa direzione è stato realizzato nel 2017 assieme al rapper milanese Dargen D’Amico, nell’album “Variazioni”.

Ora Isabella prosegue su questa strada con “Get Busy” per un progetto sperimentale ben più ampio e ambizioso che si racchiude dietro la curiosa sigla di “Rapmaninoff”.

Un progetto che attinge al materiale tematico del panorama hip hop e del repertorio di musica colta, con l’intenzione di ricreare un nuovo ed originale canale espressivo.

Bach – Method Man & Redman, Public Enemy – Mozart, Warren G – Debussy, Sean Paul – Grieg, Beastie Boys – Beethoven e Rossini, Busta Rhymes – A. Marcello, Caparezza – Gershwin, Rachmaninoff – Dargen D’Amico…a tratti rievocati, sovrapposti, frammentati, ricomposti, completamente reinventati ed inseriti in un contesto tematico del tutto nuovo.

L’idea di realizzare il video in piazza Gae Aulenti a Milano, simbolo di una città in continuo cambiamento e che guarda al futuro, è nata proprio dall’esigenza di unire il più possibile il contatto urban con quello classico, incarnato, oltre che dalla musica, anche dalla presenza di un pianoforte d’epoca, Bechstein gran coda del 1921.

Un video che rispecchia appieno l’esigenza dell’artista di voler coniugare atmosfere e sonorità classiche al mondo musicale urban, cercando di eliminare le distanze tra generi diversi e scoprendone le affinità più che le divergenze, per arrivare ad un prodotto nuovo e ricco di spunti creativi.

La Bluebelldisc con “Get Busy” vuole proporre all’ascolto un prodotto artistico innovativo, in sintonia con l’odierna esigenza culturale di superare barriere e confini e favorire l’apertura e la predisposizione verso un interesse e una curiosità rivolta all’altro e al diverso, ponendoli vicini e uniti, in costante dialogo e rispettoso interscambio.

“L’atteggiamento dell’artista – dice Andrea Natale General manager della Bluebelldisc – si presenta come un originale interplay tra materiale noto (il song di Sean Paul), tratto dalla vasta gamma del panorama urban/hip hop, e la libertà contributiva dell’interprete che, fondendo la stanzialità ed esattezza della musica colto-scritta occidentale (incarnata dal celebre tema di Grieg) con la spontaneità e l’istantaneità creativa della musica jazz, sviluppa un innovativo percorso di melting pop, fondendo derive, stili e destinazioni variegate e mai pienamente scindibili, pur mantenendo un’identità e un’esposizione caratteriale degli elementi nettamente percepibile nella fusione e sovrapposizione delle parti e nella struttura elaborativa, affidata alla destrezza compilativa e all’abilità esecutiva dell’artista, supportate dai drum elettronici e dal dialogo contrappuntistico nella venue post-produttiva dell’audio editing”.

Per l’occasione nelle fotografie Isabella Turso è stata vestita dalla stilista Eleonora Lastrucci

ISABELLA TURSO – Pianista e compositrice trentina, dopo gli studi classici in Conservatorio e un’intensa attività concertistica in Italia e all’estero, da qualche anno si orienta verso repertori eterogenei che spaziano dal barocco al contemporaneo, con interessanti incursioni nel mondo del jazz, della musica da film, del pop e del rap, senza limitazioni di stili e tendenze.

Collabora con svariati artisti, tra cui in primis Maurizio Dini Ciacci (suo Maestro di composizione, con cui realizza moltissimi progetti artistici), Luis Bacalov, Arnoldo Foà, Elio, David Riondino, Andrea Morricone, Paolo Fresu, Gabriele Mirabassi, Rui Massena, Dargen D’Amico, Pino Donaggio…

Nel 2013 esce il suo primo album per piano solo, “All Light”, in un personale stile classico-pop-jazz (co-autore Maurizio Dini Ciacci), che ha avuto notevoli riconoscimenti dalla critica tra cui spicca quello ottenuto da Francesco Alberoni su “Il Giornale”. Ne realizza anche una versione per trio jazz e orchestra sinfonica con la partecipazione straordinaria del jazzista Paolo Fresu.

Collabora con il violinista americano Albert Stern, con cui registra un cd di brani da lei composti per questa formazione (presso il Morning View Studios a Malibu, California), eseguiti con il famoso Violon Rouge “Mendelssohn”, Stradivari del 1720.

Nel 2014 realizza il suo secondo album “Omaggio a Donaggio”, basato sull’elaborazione di temi, citati e ricomposti, tratti da colonne sonore di film (in particolare di Brian De Palma), di fiction e canzoni del compositore veneziano Pino Donaggio.

L’album ha ottenuto il massimo punteggio dal web magazine specializzato “ColonneSonore.net“[…] il mirabile lavoro tecnico-compositivo dell’artista sulla tastiera risulta piacevole nella sua complessa genialità […]” ed è stato presentato in prima assoluta a New York presso l’Opera America Center in presenza di illustri personalità del mondo del Cinema e del Musical (come Maury Yeston, che l’ha definita una “classica-jazzista, che esegue i propri brani, scritti con un’evidente impostazione classica, come se fossero improvvisati”).

Grazie a questo lavoro ottiene il Premio Apoxiomeno 2016 (assieme a Helen Mirren, Abel Ferrara, Vittorio Storaro, Robert Hackford) e il Premio Troisi 2017 consegnatole da Maria Grazia Cucinotta con la seguente motivazione: “pianista e compositrice, elegante e talentuosa, dà vita a lavori di intensità musicale tra classico e moderno”.

Il 25 dicembre 2014 riceve un’inaspettata telefonata dal Maestro Ennio Morricone che si complimenta per una sua elaborazione pianistica di “Nuovo Cinema Paradiso”, riconoscendole talento e sensibilità.

Determinante è l’incontro con il talent scout e produttore discografico Charlie Rapino, grazie al quale ha l’opportunità di conoscere Dargen D’Amico a cui propone di lavorare assieme ad un nuovo progetto discografico. Nel 2017 esce il loro album “Variazioni”, prodotto da Tommaso Colliva, che mira ad avvicinare il genere hip hop alla musica colta.

Nel 2018 esce il singolo in featuring con il rapper Caneda, intitolato “Quando la canzone finisce spara!”. Attualmente sta realizzando nuovi brani inediti con il rapper Warez e il produttore Yazee.

Inoltre sta lavorando per un progetto che la vede coinvolta come pianista e compositrice assieme al DJ Cristian Viviano (un EP in uscita nel 2019 e una serie di eventi live).

A seguito di queste esperienze compositive così coinvolgenti e stimolanti, Isabella sta realizzando un nuovo progetto per pianoforte e voce rap, intitolato Rapmaninoff.

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Musica

“Se fossi una rondinella”: appuntamento il 24 agosto al Forte di Tenna con la corale di montagna

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Settimo appuntamento il 24 agosto alle 21 con la rassegna “Nel paese del BaRocchi“, in collaborazione con il Comune di Tenna.

Protagonista dell’evento musicale che si terrà al Forte di Tenna sarà la violoncellista e cantante Barbara Bertoldi.

Il concerto si chiama “…Se fossi una rondinella…” e prevede un repertorio di brani della tradizione corale di montagna armonizzati per violoncellista e cantante da Armando Franceschini, Eddy Serafini, Erika Eccli, Nikos Betti e Marco Uvietta.

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Il programma sarà illustrato da Piera Gasperi, esperta del repertorio, che racconterà la sua nascita e il suo sviluppo qui affidato in modo originale proprio a Barbara Bertoldi.

Tra i brani ci sono Gran Dio del cielo-Il maritino-Ninna Nanna-La Dosolina- Ndormenzete popin-Son tre ore che son chi sotto-La Madonnina- E col ciffolo del vapore- La sposa morta.

In caso di pioggia l’evento si terrà al teatro parrocchiale.

 

Barbara Bertoldi è nata a Trento e a parte una breve parentesi milanese vi ha sempre vissuto. Musicista dall’età di 4 anni, violoncellista, insegnante, cantante poi, ha una lunga esperienza di attività concertistica internazionale. Affianca alla questa ricca attività concertistica che vadalla musica contemporanea alla prassi esecutiva della musica barocca con strumenti originali, questa in particolare con l’Ensemble degli Affetti, quella di violoncellista cantante, per la quale ha ricevuto il premio Totemblueart nel 2017 come artista dell’anno. Insegna violoncello presso la Scuola Minipolifonici di Trento da oltre 20 anni. Ama dire di sé: mai mi chiesi cosa fare o cosa diventare, ho sempre e solo suonato e volte mi hanno pure aperto!

Piera Gasperi si occupa di musica popolare alpina da molti anni in qualità di presentatrice del coro Valsella di Borgo Valsugana. Ha indagato molto sull’origine storica dei canti, analizzando l’ambiente di provenienza dei testi e delle melodie, con una particolare attenzione al lessico e al periodo storico di pertinenza. Nei mesi passati ha creato, con la collaborazione di amici musicisti, uno spettacole musicale sull’amore, visto nelle sue diverse sfaccettature attraverso le parole dei grandi cantautori. (coll. Ferdy Lorenzi) Ultimo spettacolo organizzato: “Coraggio coscritti, al fronte se va”, sul tema della Grande Guerra, attraverso le testimonianze dei soldati, la musica dei canzonieri e l’analisi di uno storico collaborando con Armando Franceschini e lo storico Quinti Antonelli.

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Musica

«Je t’aime moi non plus»: compie 50 anni la canzone più censurata al mondo

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Nella foto Jane Birkin allora e adesso

Era il 15 agosto 1969 e dalla Francia arrivò la bomba “Je t’aime moi non plus“, una canzone che scandalizzò larga parte dei benpensanti del nostro paese, che si affrettarono a censurarla e a far sequestrare il disco.

Je t’aime… moi non plus è un singolo del musicista francese Serge Gainsbourg e dell’attrice britannica Jane Birkin, pubblicato nel 1969.

Il brano era stata originalmente registrato da Gainsbourg assieme all’attrice Brigitte Bardot nell’autunno del 1967, ma la sexy bionda francese poi ci ripensò e non volle più pubblicarlo.

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Verrà pubblicata soltanto nel 1986. Ma ormai non c’era più nulla di cui scandalizzarsi perché nel frattempo s’era visto e sentito ben altro.

Il brano ha provocato uno spropositato scandalo nell’estate del 1969, soprattutto in Italia e Regno Unito, poiché mima un rapporto sessuale in diretta.

La canzone è infatti una delle prime a trattare il tema dell’erotismo in modo così esplicito, con i suoi sospiri e le sue parole, che descrivono l’atto sessuale tra un uomo e una donna, e, con passaggi come «vado e vengo tra le tue reni» («Je vais et je viens entre tes reins» in francese), lascia poco all’immaginazione.

Nonostante l’erotismo esplicito il brano non può essere considerato pornografico: il carattere del brano è infatti malinconico e romantico, tipico esempio culturale della rivoluzione sessuale.

In seguito il brano finisce per divenire oggetto di numerose censure e sequestri, ma anche per riscuotere un grande successo discografico, cui fanno seguito un grande numero di reinterpretazioni, imitazioni e parodie.

Della canzone ne fanno addirittura una cover Giorgio Albertazzi e Anna Proclemer, coppia regale del teatro e nella vita.

La riprende anche Ombretta Colli, da sola.

Ci si buttano pure all’estero: in inglese Donna Summer e Nick Cave con Anita Lane. Nel 1976 Gainsbourg dirige un film con lo stesso titolo: interpreti Jane Birkin e Joe Dallesandro.

 

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Musica

A Levico Terme i canti sacri al sorgere del sole

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Suggestivo appuntamento al sorgere del sole con i canti sacri nel parco di Levico Terme nell’ambito di “Vivere il Parco“, la rassegna musicale che anima l’estate del parco proponendo generi e stili musicali diversi pensati per portare i suoni fra gli alberi ed i fiori del parco.

Il concerto si terrà sabato 17 agosto ad ore 6.15 del mattino presso l’installazione Sequoia.

Si esibirà il Gruppo Vocale «Laurence K.J Feininger».

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Il gruppo è nato nell’anno giubilare 2000 con l’intento di valorizzare e far conoscere al pubblico l’immenso e trascurato repertorio sacro conservato nella celebre Biblioteca Musicale Laurence Feininger, presso il Castello del Buonconsiglio di Trento, una delle maggiori biblioteche di musica liturgica esistenti al mondo.

Le novità ritmiche, melodiche e interpretative del canto liturgico tardo e periferico proposte dal gruppo, dopo attento studio dei libri liturgici manoscritti e a stampa, sono assolutamente inedite nel panorama delle incisioni e dei concerti dedicati al canto gregoriano e svelano un volto sinora nascosto del tesoro musicale della tradizione cattolica.

Voci di Roberto Gianotti, Marco Gozzi e Salvatore De Salvo Fattor.

In caso di maltempo il concerto si terrà al chiuso.

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