Connect with us
Pubblicità

Telescopio Universitario

Tre nuovi dottorati di ricerca all’università di Trento

Pubblicato

-

Forme dello scambio culturale (Dottorato di ricerca internazionale, in convenzione con l’Universität Augsburg – Germania), Innovazione industriale; Scienze agroalimentari e ambientali: i tre nuovi dottorati vanno ad aggiungersi a quelli già attivati per il ciclo precedente (34° per l’anno accademico 2018/19)Questi, sono stati illustrati in conferenza stampa dai rispettivi coordinatori – nell’ordine i professori Luca Crescenzi, Paolo Giorgini e Ilaria Pertot – alla presenza del rettore Paolo Collini e della delegata per i dottorati di ricerca, Giuseppina Orlandini. Sei corsi nell’area scientifico-tecnologica e otto nell’area delle scienze umane, sociali e cognitive accolgono in tutto 626 studenti, di cui 144 stranieri (96 di cittadinanza non europea)
Il dottorato di ricerca è il più alto grado di istruzione previsto nell’ordinamento accademico italiano.
Svolge una funzione strategica perché al termine del percorso di laurea fornisce ai giovani le competenze necessarie per esercitare attività di ricerca di alta qualificazione e per trovare collocazione nel mondo pubblico, privato e delle libere professioni. Sui dottorati di ricerca l’Ateneo gioca una delle partite più importanti per il miglioramento della qualità e della competitività nella formazione ad alti livelli.

I corsi di dottorato dell’Università di Trento – L’Ateneo promuove da tempo il terzo livello della formazione offrendo corsi di dottorato di ricerca in vari settori scientifico disciplinari. Oltre ai tre nuovi, previsti per il 35° ciclo, nell’anno accademico in corso 2018-19 (che corrisponde al 34° ciclo) sono stati attivati sei corsi nell’area scientifico-tecnologica e otto nell’area delle scienze umane, sociali e cognitive. Su questi corsi, la maggior parte di durata triennale, al momento sono iscritti in totale 626 studenti, di cui 144 stranieri (96 di cittadinanza non europea).

L’Università di Trento punta a rendere sempre più internazionale il dottorato di ricerca. Per questo ha sottoscritto vari accordi bilaterali con università straniere per lo svolgimento di percorsi di dottorato in co-tutela di tesi e promuove la partecipazione a programmi e progetti di ricerca internazionali (Azioni Marie Skłodowska-Curie, progetti ERC e altri). Per favorire la mobilità dei dottorandi e delle dottorande e una migliore interazione con il mondo della ricerca non accademica e con il mondo del lavoro, sono state attivate numerose collaborazioni con altri atenei, enti di ricerca pubblici e privati, sia in Italia sia all’estero (tra cui Università degli Studi di Verona; Università degli Studi di Firenze; Fondazione Bruno Kessler – FBK; Istituto nazionale di Fisica Nucleare – INFN; Fondazione Edmund Mach – FEM; Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia – IIT; Consiglio Nazionale delle Ricerche – CNR; Accademia Europea di Bolzano – EURAC) e con aziende e imprese impegnate in attività di ricerca e sviluppo.

I TRE NUOVI DOTTORATI 

Cosa accade quando culture diverse entrano in contatto
Focus sulla prospettiva multiculturale e internazionale per il primo dottorato di ricerca internazionale all’Università di Trento. Il Dottorato in “Forme dello scambio culturale” nasce in convenzione con l’Università di Augsburg (Germania). Insieme al nuovo Centro di Alti Studi Umanistici (CeASUm) è punto forte del progetto di eccellenza del Dipartimento di Lettere e Filosofia.

Internazionale, multilinguistico, interdisciplinare, inter- e trans-culturale. Sono alcuni degli elementi distintivi del nuovo corso di dottorato di ricerca in Forme dello scambio culturale, attivato dall’Università di Trento in convenzione con l’Università di Augsburg (Germania) per l’anno accademico 2019/20 (35° ciclo, in attesa dell’accreditamento ministeriale previsto a breve). Primo dottorato internazionale dell’Università di Trento, è innovativo per impianto, tematica e metodologia, e viene considerato una proposta unica nel contesto italiano e internazionale.

Il progetto è stato elaborato dal Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Ateneo di Trento nel contesto del piano di eccellenza finanziato dal Ministero dell’istruzione, università e ricerca. È prevista una forte interazione tra Dottorato e Centro di Alti Studi Umanistici (CeASUm), che sono i due punti forti del progetto di eccellenza. Istituito dall’anno accademico 2019/2020, su proposta del Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento, ha il 25% del collegio docenti composto da membri di università internazionali. Attento al contesto contemporaneo europeo, senza tralasciare la prospettiva diacronica e globale, il corso di dottorato ha come lingue ufficiali l’italiano e il tedesco (e l’inglese o un’altra lingua europea per la tesi finale).

Pubblicità
Pubblicità

«Il nuovo dottorato internazionale è una novità nel panorama italiano e internazionale, già a partire dall’approccio, perché indaga cosa accade quando culture diverse entrano in contatto» spiega il professor Luca Crescenzi, coordinatore scientifico. «È incentrato sugli interscambi culturali in prospettiva sincronica e diacronica, per esempio nel rapporto antico/moderno. Intende, infatti, analizzare e approfondire le dinamiche che si manifestano nello spazio o nel tempo e i condizionamenti e le contaminazioni che ne trasformano i caratteri costitutivi. Oggetto di studio sono le pratiche sociali, gli usi, le istituzioni, le arti, il linguaggio. Dimensioni dello scambio culturale, note all’antropologia, ma finora solo parzialmente esplorate dalle discipline storiche, filologiche, artistiche e linguistiche».

Oltre alla convenzione con l’Università di Augsburg, è in collaborazione con altri atenei e centri internazionali: l’Université de Lille, la Tokyo University of Foreign Studies, il Centres d’Etudes Superieures de Civilisation Medievale – Poitiers, l’Istituto italiano di studi germanici e la Società internazionale per lo studio del Medioevo latino (Sismel).

Il corso propone a ricercatori/trici e studiosi/e un’offerta formativa mirata a fornire competenze avanzate nel campo degli studi sugli scambi interculturali applicati alle discipline linguistiche, letterarie, filologiche, storiche e storico-artistiche attraverso seminari, convegni, conferenze e attività nei laboratori del Centro di Alti Studi Umanistici (CeASUm) del Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Ateneo di Trento. Il programma ha come destinatari candidati/e di elevata qualificazione provenienti da tutte le nazioni europee ed extra-europee.

Nel segno della qualità, le Università di Trento e di Augsburg sono impegnate a fornire specifiche competenze, insegnamenti e supervisori per le attività di studio e ricerca. Il percorso internazionale dottorale è integrato anche grazie alla mobilità obbligatoria prevista per i/le dottorandi/e sia tra le due università partner (almeno 6 mesi nel triennio) sia nell’ambito della rete di ricerca offerta dalle due università (almeno altri 6 mesi nel triennio) e prevede l’opportunità di attivare percorsi di dottorato in co-tutela di tesi. Al termine viene rilasciato il titolo accademico congiunto di dottore di ricerca in “Forme dello scambio culturale”.

Previo accreditamento ministeriale (atteso entro l’estate), il dottorato bandisce per il primo anno di corso 14 posti, di cui 7 coperti da borse di studio finanziate dall’Università di Trento, e 4 coperti da borse di studio finanziate dal Centro di Alti Studi Umanistici del Dipartimento di Lettere e Filosofia nell’ambito dell’intervento dei “Dipartimenti di Eccellenza”. La scadenza per le domande di partecipazione al concorso è fissata al prossimo 30 maggio 2019 (ore 16).

Il Centro Alti Studi Umanistici è stato istituito nella primavera del 2018 come progetto di eccellenza del Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento sul bando promosso dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca. Il centro si propone di coordinare e sviluppare linee di ricerca già in corso. Al CeASUm afferiscono docenti di Scienze dell’antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche (area CUN 10) ed è articolato in cinque strutture (Laboratorio sulle forme dell’interazione culturale nel romanzo, nella poesia e nelle pratiche e teorie della traduzione; Laboratorio sugli scambi culturali nello spazio mitteleuropeo, a partire dal medioevo e in ambito filologico, letterario, artistico, musicale; Laboratorio su lingue e linguaggio; Laboratorio Bagolini, archeologia e fotografia; Laboratorio di Scienze dell’antichità).

Conoscenze e competenze per lavorare nell’industria 4.0
In cantiere il dottorato in Innovazione industriale, proposto da Università di Trento con la Fondazione Bruno Kessler, che prevede un percorso personalizzato con l’affiancamento costante di due tutor (uno accademico e uno industriale).

Un percorso personalizzato con l’affiancamento costante, dall’inizio alla fine, di due tutor: uno accademico e uno aziendale. È una delle peculiarità del nuovo corso di dottorato in Innovazione industriale, proposto dall’Università di Trento con la Fondazione Bruno Kessler per l’anno accademico 2019/20 (35° ciclo, previo accreditamento ministeriale). Advisor accademico e tutor aziendale definiscono un piano individuale che comprende gli obiettivi formativi, la descrizione del progetto di ricerca e la modalità di svolgimento delle attività.

Il programma intende formare persone in grado di affrontare la quarta rivoluzione industriale (Industria 4.0) con una conoscenza approfondita delle problematiche industriali, una competenza specifica nella ricerca di soluzioni innovative nel settore scientifico di riferimento e la capacità di rispondere alle esigenze di innovazione dell’impresa. Il percorso si propone, in particolare, di valorizzare nei dottorandi e nelle dottorande le capacità imprenditoriali, manageriali, di attrazione di fondi pubblici e privati e di gestione dei processi di innovazione incentrate sui bisogni di mercato fornendo loro l’opportunità di intraprendere esperienze professionali in contesti industriali a elevata intensità di ricerca e sviluppo. Si spazia dalle Smart Cities all’invecchiamento attivo, dal settore dell’energia alla Cybersecurity.

Il corso di dottorato in Innovazione industriale è un programma interdisciplinare promosso dall’Università di Trento, e in particolare dai dipartimenti di Ingegneria e Scienza dell’Informazione (DISI), di Ingegneria industriale (DII) e di Economia e Management (DEM), e dalla Fondazione Bruno Kessler (FBK). Sono coinvolte, sia nella progettazione e nell’organizzazione del piano formativo sia nell’attivazione di posizioni di dottorato anche aziende impegnate in attività di ricerca e sviluppo. Il corso è in sinergia con le iniziative di alcuni enti legati al territorio quali HIT, Trentino sviluppo, Confindustria e EIT Digital. L’iniziativa si caratterizza per la natura multidisciplinare e internazionale del corpo docente e per la disponibilità di laboratori d’alto livello.

Il coordinatore Paolo Giorgini (Università di Trento) spiega: «Il corso di dottorato in Innovazione industriale si basa su una struttura a matrice dove una serie di tecnologie abilitanti vengono applicate a domini industriali per generare innovazione, in linea con l’approccio strategico Industria 4.0. Nel prossimo futuro altri dipartimenti dell’Ateneo e attori locali e nazionali verranno coinvolti per ampliare ulteriormente la capacità di attrazione del corso di dottorato, e farne lo strumento di riferimento per le aziende del territorio, ma non solo, nell’alta formazione e il trasferimento tecnologico».

Dal dottorato derivano vantaggi per le aziende, che avranno accesso a professionisti di talento in grado di dare una risposta alle esigenze di innovazione dell’impresa attraverso processi di ricerca e sviluppo e che avranno la possibilità di collaborare con gruppi di ricerca di eccellenza a livello internazionale. A beneficiare della nuova iniziativa saranno anche gli enti coinvolti nel progetto perché avranno la possibilità di lavorare su tematiche di ricerca ad alto potenziale di innovazione e di dimostrare l’applicabilità e l’utilità della ricerca su casi d’uso concreti.

Nella progettazione e nell’organizzazione del piano formativo, ma anche nell’attivazione di posizioni di dottorato sono coinvolte anche aziende impegnate in attività di ricerca e sviluppo. Tra queste, Cosman s.r.l., ADIGE-SYS S.p.A. e Autostrada del Brennero S.p.A., le prime tre ad aver firmato una convenzione di partenariato.

L’ammissione al corso di dottorato avviene attraverso selezione su bando con borse di studio finanziate. Grazie alla formula ‘PhD Executive’, la proposta si rivolge anche a dipendenti di aziende (sempre previa ammissione al dottorato).

Alimenti di qualità e attenzione all’ambiente
L’Università di Trento, in convenzione con la Fondazione Edmund Mach, istituisce il corso di dottorato in Agrifood and Environmental Sciences (Scienze agroalimentari e ambientali).

Integrare sistemi sociali, naturali e produttivi in modo sostenibile. Una sfida che può essere vinta solo da ricercatori e ricercatrici di nuova generazione. È pensato per loro il corso di dottorato in Agrifood and Environmental Sciences (Scienze agroalimentari e ambientali), costruito dall’Università di Trento in convenzione con la Fondazione Edmund Mach.

L’iniziativa, che sarà attivata nell’anno accademico 2019/2020 (35° ciclo) dopo aver ricevuto l’accreditamento dal Ministero dell’istruzione, università e ricerca, si contraddistingue per l’approccio sperimentale finalizzato a elaborare soluzioni attente alla salute collettiva e dell’ambiente e a preservare le risorse naturali in un’ottica di economia circolare. La collaborazione dell’Università di Trento con la Fondazione Edmund Mach, garantisce una forte aderenza al mondo produttivo e al territorio e offre un ambiente ideale per studiare, testare ipotesi scientifiche, elaborare e validare approcci, modelli produttivi e concetti innovativi.

La coordinatrice Ilaria Pertot spiega: «Il corso di dottorato nasce da sollecitazioni provenienti dal mondo del lavoro che ha espresso la necessità di una figura professionale capace di comprendere e interpretare il linguaggio, l’approccio metodologico e le tecniche della ricerca di base per tradurre le nuove conoscenze in tecnologie e innovazione per le imprese. Nello stesso tempo il mondo della ricerca necessita di ricercatori che sappiano generare quelle conoscenze di base necessarie a dare linfa vitale all’innovazione e stimolo all’economia in un’ottica di qualità e sostenibilità economica e sociale».

Pur esistendo a livello nazionale numerose iniziative nel settore dell’agri-food, questo dottorato, che si tiene in lingua inglese, si caratterizza per l’approccio multidisciplinare alla ricerca. Il corso di dottorato Agrifood and Environmental Sciences si propone infatti di formare ricercatori e ricercatrici di levatura internazionale, capaci di progettare e condurre attività di ricerca nei settori delle scienze agrarie, alimentari e ambientali, ma anche di contribuire attivamente allo sviluppo economico, tecnologico e scientifico del settore agro-alimentare e ambientale.

Tra le numerose tematiche che saranno approfondite ci sono lo sviluppo di metodi biotecnologici avanzati applicati all’agricoltura, alla trasformazione dei prodotti e alla protezione dell’ambiente; la tracciabilità delle produzioni agroalimentari e forestali; la climatologia applicata, l’agrometeorologia e lo studio delle interazioni tra biosfera e clima, con particolare attenzione all’impatto dei cambiamenti globali sugli ecosistemi naturali e agricoli e sulla salute; lo sviluppo di tecniche avanzate per l’identificazione e la valutazione dell’impatto dei contaminanti nei sistemi naturali e agricoli; la distribuzione e la conservazione della biodiversità (genetica, di specie e degli ecosistemi) mediante un approccio integrato allo studio della biodiversità degli ecosistemi con tecnologie innovative (come telerilevamento e tecniche molecolari) e metodi evoluzionistici, tecnologici e modelli matematici e statistici.

Il corso di dottorato intende formare figure professionali che possano trovare adeguati sbocchi a livello nazionale e internazionale, nell’ambito della ricerca di base nel mondo accademico e/o in centri di ricerca pubblici o privati, in agenzie nazionali e internazionali e nel settore della ricerca e sviluppo delle realtà industriali e della produzione primaria, e nella libera professione. Il corso intende anche favorire l’acquisizione di competenze utili a favorire l’autoimprenditorialità attraverso la creazione di start-up. Dottorandi e dottorande avranno l’opportunità di svolgere attività formative e di ricerca in atenei e in centri di ricerca all’estero e di partecipare a stage in aziende e in enti ricerca.

Per il primo anno sono previste 19 borse di dottorato su temi agro-industriali e ambientali da svolgere anche in collaborazione con aziende del settore o su specifici progetti di ricerca e 2 su temi di ricerca di base nel settore agrario o ambientale. Nelle prossime settimane è attesa l’uscita del bando di ammissione.

Pubblicità
Pubblicità

Telescopio Universitario

UniTrento – Paola Venuti rieletta direttrice di Psicologia e Scienze cognitive

Pubblicato

-

Paola Venuti è stata eletta per un secondo mandato alla guida del Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive dell’Università di Trento.

L’incarico, di durata triennale, inizierà il primo ottobre

La professoressa ha ottenuto 44 voti. I votanti sono stati 49 su 69 aventi diritto. Ci sono state 5 schede bianche.

Pubblicità
Pubblicità

Le elezioni si sono svolte questa mattina nell’aula magna di Palazzo Piomarta a Rovereto. Venuti era stata l’unica docente a dare la propria disponibilità nella riunione di proposta delle candidature.

Nel suo secondo mandato intende proseguire gli obiettivi formativi nell’ambito delle azioni previste dal Progetto Dipartimenti di Eccellenza per il quale il Dipartimento ha ottenuto il finanziamento nel 2018.

Intende proseguire il rafforzamento dei cinque corsi di studio in stretta collaborazione con i docenti del Dipartimento continuando a sostenere la partecipazione attiva dei membri, fondata sulla corresponsabilità e il coinvolgimento; intende inoltre rendere ancor più solide le reti di ricerca per valorizzare le competenze multidisciplinari che caratterizzano il Dipartimento.

Paola Venuti, professoressa ordinaria di Psicologia dinamica, insegna Psicopatologia clinica e Psicologia dinamica ed è responsabile di ODFLab – Laboratorio di Osservazione, Diagnosi e Formazione e del Servizio di Consulenza psicologica. All’Università di Trento dal 2002, dopo aver insegnato alla Seconda Università di Napoli e all’Università di Padova.

Tra gli incarichi istituzionali in Ateneo fa parte del Collegio dei docenti del Dottorato di ricerca in Scienze Cognitive, direttrice del master in Metodologie di intervento educativo per i soggetti con disturbi dello spettro autistico nonché del master sul Processo di valutazione neuropsicodiagnostico nell’infanzia e nell’adolescenza È stata vice-direttrice del Dipartimento e rappresentante dei professori associati nel Consiglio di amministrazione dell’Ateneo.

Ha svolto varie attività nell’ambito della formazione degli insegnanti. Ha inoltre coordinato il corso di dottorato in Scienze psicologiche della Formazione del Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive dal 2010 al 2016.

Laurea in Psicologia all’Università di Padova e dottorato di ricerca all’Università di Roma.

La sua attività di ricerca è rivolta allo studio dello sviluppo affettivo e cognitivo in soggetti con sviluppo tipico e atipico, con particolare attenzione ai comportamenti parentali studiati anche con tecniche di neuroimaging e alla messa a punto di metodi e strumenti per la valutazione dello sviluppo.

Ulteriori aree di ricerca sono orientate all’ambito clinico approfondendo sia le tecniche diagnostiche sia la ricerca per l’implementazione di modelli di intervento con bambini/e con disturbi del neurosviluppo e la valutazione della loro efficacia.

È stata nel direttivo dell’Associazione Italiana per la Salute Mentale Infantile (AISMI) e per quattro anni anche presidente.

Numerose le sue collaborazioni scientifiche, tra le quali, negli anni, quella con il National Institute of Child Health and Human Development (NIH- NICHHD, Bethesda- USA) e quella con l’Istituto per la ricerca scientifica “Stella Maris” di Pisa per la ricerca sull’individuazione di indicatori precoci per la diagnosi di autismo.

Attualmente collabora attivamente con l’Istituto Superiore di Sanità per la formazione di educatori insegnanti e professionisti coinvolti con soggetti con Disturbo dello Spettro Autistico.

Coordinatrice di numerosi progetti di ricerca che hanno ottenuto finanziamenti italiani, europei ed extra-europei. Iscritta all’ordine degli Psicologi e all’albo degli Psicoterapeuti, è anche componente dell’Associazione Italiana Psicologi (AIP), di INSAR (International Society for Autism Research) e del comitato scientifico della rivista “Infanzia ed Adolescenza”.

Relatrice invitata a numerosi convegni sul tema dell’autismo e referee per varie riviste di settore, è autrice di oltre 150 pubblicazioni e volumi su riviste internazionali e nazionali

Pubblicità
Pubblicità
Continua a leggere

Telescopio Universitario

Identificato il meccanismo molecolare all’origine di alcune forme di disabilità intellettive

Pubblicato

-

I disturbi del neurosviluppo sono un insieme ampio di patologie neurologiche e psichiatriche che si manifestano durante l’età dello sviluppo e di cui fanno parte le disabilità intellettive e i disturbi nello spettro autistico.

Si tratta di condizioni complesse e molto diversificate tra loro, causate da un insieme di fattori sia genetici sia ambientali.

Un gruppo di ricercatori dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano e dell’Istituto di Neuroscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IN) coordinati dai dottori Alessandro Sessa e Vania Broccoli, in collaborazione con i gruppi delle università di Trento e Pisa – coordinati rispettivamente dal dottor Alessio Zippo e dal professor Massimiliano Andreazzoli – ha scoperto il meccanismo di azione di un gene (SETD5) la cui mutazione è associata ad alcune forme di disabilità intellettive spesso accompagnate da manifestazioni autistiche.

Pubblicità
Pubblicità

I risultati dello studio pubblicato oggi sulla prestigiosa rivista internazionale Neuron, dimostrano che SETD5 codifica per una proteina con un ruolo fondamentale e inatteso all’interno del nucleo dei neuroni: quello di assicurare la corretta trascrizione delle informazioni del DNA. La scoperta apre nuove prospettive nello studio di questi disturbi e getta le basi per l’identificazione di futuri bersagli terapeutici.

Le disabilità intellettive, come molti altri disturbi del neurosviluppo, sono condizioni altamente complesse: grazie al lavoro di gruppi di ricerca di tutto il mondo, oggi sappiamo che possono essere associate a mutazioni di moltissimi geni diversi. Tra questi c’è un gene chiamato SETD5, che quando non più funzionante dà origine a forme di disabilità intellettiva che colpiscono in particolare il linguaggio e il movimento, oltre a comportamenti tipici dello spettro ossessivo-compulsivo e dello spettro autistico.

Sebbene questo sia noto da tempo, fino a oggi non era chiara quale fosse l’esatta funzione di SETD5, né il meccanismo per il quale, a fronte di mutazioni che mettono il gene fuori gioco, si manifestino problemi nello sviluppo del sistema nervoso.

Attraverso lo studio di sistemi cellulari e modelli animali della mutazione, i ricercatori hanno scoperto che SETD5 gioca un ruolo chiave per la struttura del DNA e quindi per il corretto recupero delle informazioni in esso presenti.

Queste informazioni infatti, per poter essere utilizzate, devono prima essere trascritte in un’altra forma – l’RNA, una sorta di copia carbone del DNA – e portate fuori dal nucleo. SETD5 è coinvolto proprio nel regolare questo delicato processo di trascrizione delle informazioni.

«SETD5 rappresenta una sorta di “architetto molecolare” che regola la complessa organizzazione del DNA dei neuroni del nostro cervello. Quando è fuori gioco, le informazioni contenute nel DNA vengono trascritte in maniera alterata ed incompleta», spiega Alessandro Sessa, coordinatore della ricerca e primo autore dello studio. «Secondo quanto abbiamo osservato, questo impatta in particolare sulla formazione e sul corretto funzionamento dei neuroni. Come conseguenza i topi privi del gene SETD5 mostrano comportamenti anomali sia dal punto di vista cognitivo che sociale».

Nonostante le mutazioni nel gene SETD5 rappresentino la causa genetica solo di una porzione dei casi disabilità intellettive e autismo, i meccanismi individuati potrebbero essere comuni anche ad altri geni che svolgono funzionalità simili, oltre a suggerire nuove ipotesi di ricerca: «Conoscere il meccanismo molecolare alla base di una patologia è il primo passo per individuare dei possibili bersagli terapeutici», conclude Sessa.

La ricerca è stata finanziata dal Ministero della Salute e da Fondazione Telethon.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Telescopio Universitario

2.898 iscrizioni ai test universitari a Trento: domani ultima chiamata

Pubblicato

-

Domani, giovedì 22 agosto, si svolgeranno in un’unica giornata le prove di ammissione valide per la maggior parte dei corsi di studio.

Sono 2.898 le iscrizioni ai test registrate per questa tornata.

Si conferma così un trend sempre positivo e in linea con il numero di iscrizioni registrate l’anno scorso (per la stessa sessione estiva erano 2.828).

Pubblicità
Pubblicità

Giovedì la prova di ammissione ai corsi di laurea in Economia e Management, Gestione aziendale full time e part time, Amministrazione aziendale e diritto inizierà alle 9.30 nella sede del dipartimento in via Inama 5 a Trento.

Sono invece in programma a Palazzo Prodi (via Tommaso Gar 14) le prove per Beni culturali, Filosofia, Lingue moderne, Studi storici e filologico letterari e la prova per Comparative, European and International Legal Studies, entrambe con inizio alle 9.30. Sempre giovedì, nella stessa sede ma alle 14.30, sarà la volta delle prove valide per Scienze e tecniche di psicologia cognitiva, Interfacce e tecnologie della comunicazione, Studi internazionali, Sociologia, Servizio sociale e Giurisprudenza.

Come nelle precedenti edizioni, i test si svolgeranno in contemporanea a Trento (2396 iscrizioni), Mantova (199 iscrizioni), Roma (113 iscrizioni), Bari (111 iscrizioni), Palermo (77 iscrizioni) e Bruxelles (2 iscrizioni). Un’opportunità in più per accedere ai corsi dell’Università di Trento che si conferma sempre molto apprezzata dagli aspiranti iscritti all’ateneo trentino. Circa un quinto delle iscrizioni totali, infatti, è associato a una di queste sedi decentrate.

Giovedì 29 e venerdì 30 agosto sono invece in programma le prove selettive “Tolc” valide per l’ammissione ai corsi di laurea in Fisica, Matematica, Viticoltura ed Enologia, Scienze e tecnologie biomolecolari, Ingegneria per l’ambiente e il territorio, Ingegneria civile, Ingegneria industriale, Informatica, Ingegneria Informatica, delle Comunicazioni ed Elettronica.

A Trento il test Tolc si svolgerà al Polo scientifico e tecnologico “Fabio Ferrari” (via Sommarive 5, Povo). È possibile sostenere il test Tolc anche in una delle altre sedi messe a disposizione da Cisia (http://www.cisiaonline.it/).

Le iscrizioni sono aperte fino al 2 settembre.

Il 5 settembre si terrà la prova selettiva nazionale per l’ammissione al corso di laurea magistrale a ciclo unico in Ingegneria edile-architettura, per la quale si sono registrate 87 iscrizioni.

Infine, l’ultimo giorno di test, l’11 settembre, vedrà le prove di accesso ai corsi di Educazione professionale (corso interateneo con l’Università di Ferrara) e Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro (corso interateneo con l’Università di Verona). Per entrambe le prove le iscrizioni si sono chiuse qualche giorno fa.

Riconfermata anche quest’anno la possibilità di richiedere l’abbonamento “libera circolazione”: una tariffa agevolata per l’abbonamento annuale al trasporto pubblico su tutto il territorio della provincia di Trento riservata agli iscritti e alle iscritte ai corsi di studio (anche interateneo con sede amministrativa diversa da UniTrento ma frequentanti a Trento), di dottorato, master e agli studenti che arriveranno a Trento nell’ambito di accordi e/o programmi di mobilità internazionale.

Questo tipo di abbonamento, valido dall’1 settembre 2019 al 31 agosto 2020 a un costo di 50 euro, potrà essere attivato, dopo aver ultimato l’iscrizione all’anno accademico 2019/2020, completando la procedura online disponibile sul sito infostudenti.unitn.it/it/libera-circolazione.

Al termine della procedura, entro qualche giorno gli studenti e le studentesse potranno viaggiare sui mezzi del trasporto pubblico urbano e extraurbano validando l’abbonamento tramite smart card o app Open move.

Tutte le informazioni sulle prove di ammissione, sulle tasse universitarie e sulla libera circolazione sono disponibili sul sito: www.infostudenti.unitn.it

Pubblicità
Pubblicità
Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

  • Pubblicità
    Pubblicità

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Categorie

di tendenza