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Italia ed estero

Oggi, 9 maggio si celebra la “Festa dell’Europa”: molti eventi ma forse poco sentiti.

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Il 9 maggio di ogni anno si celebra il giorno europeo o la cosiddetta “Festa dell’Europa”.

In questa particolare data che non tutti conoscono, si ricorda il giorno in cui nel 1950 Robert Schuman presentò il Piano di Cooperazione Economica detto anche “Piano Schuman”.

La dichiarazione segnò l’inizio del processo dell’integrazione europea avendo come obiettivo ultimo il formare un unione federale.

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Inizialmente gli Stati fondatori erano sei: Italia, Germania, Belgio, Francia, Paesi Bassi e Lussemburgo.

Il loro scopo inizialmente fu quello di creare un mercato comune per le proprie riserve di carbone e acciaio eliminando i dazi all’importazione e all’esportazione.

Gli obiettivi oltre ad essere economici erano anche di natura politica, infatti la proposta di Schumann nascendo appena cinque anni dopo la fine della II guerra mondiale avrebbe evitato futuri conflitti tra i Paesi membri.

Concretamente il trattato è stato firmato a Parigi nel 1951 ed entrò in vigore l’anno successivo. Solo attraverso la costituzione della Comunità Economica europea firmata a Roma nel 1958, i sei Paesi approfondiscono la loro integrazione economica.

In questo particolare giorno dell’anno in cui viene celebrata l’Europa, ricordando l’unione e la solidarietà tra i Paesi vengono organizzati più di 140 eventi in tutta l’Unione. La maggior parte sono previsti a Bruxelles, in Belgio la sede dell’Unione Europea.

In Italia i monumenti saranno illuminati i colori della bandiera europea. Inoltre molti saranno gli eventi organizzati nelle principali città con dibattiti sull’argomento e palazzi aperti.
Negli ultimi anni si è però notata una sorta di resistenza e lontananza dai festeggiamenti a causa di particolari eventi quali l’immigrazione, problemi dell’economia di alcuni paesi membri e sopratutto la crescita dell’euroscetticismo.

Probabilmente quest’anno sarà diverso, con le elezioni europee alle porte si utilizzerà questo giorno per fare propaganda sia in positivo che in negativo.

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Italia ed estero

È morto Vittorio Zucconi

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È morto il giornalista Vittorio Zucconi, firma di «Repubblica»

Aveva 74 anni.

A darne notizia il sito del quotidiano.

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Il giornalista e scrittore si è spento nella sua casa di Washington a 74 anni dopo una lunga malattia.

Modenese di Bastiglia, Zucconi – che era nato il 16 agosto del 1944 – iniziò come cronista di nera al quotidiano La Notte di Milano.

Assunto nel 1969 come redattore a La Stampa, divenne poi corrispondente dagli Usa per La Stampa.

Nel 1985 si trasferì definitivamente a Washington dove ha lavorato come corrispondente, inviato speciale e poi editorialista dagli Stati Uniti per il quotidiano Repubblica.

Zucconi è stato poi direttore dell’edizione web di Repubblica dalla creazione fino al 2015 ed è stato direttore dell’emittente Radio Capital fino al 2018

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Italia ed estero

Elezioni europee 2019: ecco come si vota

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Il 26 maggio i cittadini italiani saranno chiamati alle urne per eleggere 73 deputati del Parlamento Europeo. I seggi saranno aperti dalle 7.00 alle 23.00 e possono votare tutti i cittadini che hanno compiuto il diciottesimo anno di età.

Ai fini della votazione l’Italia sarà un unico collegio elettorale diviso in cinque circoscrizioni: nord – orientale, nord – occidentale, centrale, meridionale ed insulare.

Al proprio seggio si riceverà una scheda di colore diverso a seconda della circoscrizione a cui si è iscritti. (marrone per il Trentino Alto Adige).

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In Italia si vota con un sistema proporzionale, con una soglia di sbarramento al 4%.

Ciascun elettore potrà esprimere il proprio voto tracciando una X sul contrassegno della lista prescelta.

Sarà inoltre possibile (ma non obbligatorio) esprimere allo stesso tempo da uno a tre voti di preferenza per i candidati della lista scelta.

Il voto di preferenza, si esprime scrivendo il nome e cognome o solo il cognome dei candidati della lista scelta.

Nel caso di più preferenze, queste devono riguardare candidati di sesso opposto, pena l’annullamento del secondo e del terzo nome.

Lo scrutinio inizierà in maniera contemporanea per tutti gli Stati membri alle 23.00 di domenica 26 maggio.

Il nostro giornale seguirà in diretta lo scrutinio con aggiornamenti continui sui risultati. 

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Italia ed estero

Dietro front di Donald Trump: Permetterà una proroga di 90 giorni al caso Huawei.

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L’escalation di eventi della ormai consolidata guerra commerciale tra USA e Cina sembrava essere arrivata ad un punto di non ritorno.

Il Presidente americano nei giorni scorsi aveva infatti vietato ai gruppi di telecomunicazioni statunitensi di negoziare con compagnie straniere ritenute rischiose per il Paese. L’accusa rivolta a Pechino era quella di spionaggio attraverso la sua nuovissima rete 5G.

L’azione dell’amministrazione statunitense ha fatto in modo che gli smartphone Huawei perdessero la licenza Android.

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Ma oggi la Casa Bianca ha fatto un netto passo indietro e permetterà una proroga di 90 giorni alla Cina. Periodo in cui Huawei dovrà cercare di trovare una mediazione con Google, sviluppatore di Android.

Chi, da ieri temeva che gli aggiornamenti Android si sarebbero bloccati potrà dormire sogni tranquilli almeno fino al 19 agosto, giorno il cui la proroga permessa da Trump verrà meno.

Se dopo il rinvio del Presidente americano dovesse concludersi definitivamente il rapporto HuaweiAndroid, l’utilizzo degli apparecchi potrebbe diventare limitato.

Chiudendo le porte ad Android, il gigante della telefonia rischierebbe di non poter più disporre degli aggiornamenti per i suoi utenti. Inoltre la nuova versione comporterebbe la perdita di molte applicazioni come il popolare negozio Play Store, Youtube e Gmail.

Il colosso cinese non è stato totalmente indifferente all’attacco americano ed il Ministro degli esteri di Pechino ha dichiarato che sosterrà azioni legali per conto di Huawei.

Da non sottovalutare poi i pesanti effetti che tutto ciò ha avuto sulle borse mondiali, ora in risalita grazie alla proroga concessa dagli Stati Uniti.

Il futuro della guerra commerciale tra questi due Continenti continua a rimanere un costante enigma, soprattutto per gli effetti che le decisioni di entrambi potrebbero avere sul resto degli Stati.

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